Come imparare ad esporre i concetti senza mandare a memoria?

  • Salve, sono al primo anno di università di Beni Culturali e al momento ho sostenuto, con grandissime difficoltà, solo 2 esami. Nonostante le difficoltà, sono riuscita a prendere un bel 30 e un 28, ma ammetto che i professori erano veramente molto bravi, non solo a spiegare la loro materia ma anche a rapportarsi con lo studente. Adesso sto studiando per il terzo esame che darò l'8 e mi sto rendendo conto che dovrei cambiare metodo di studio, ma nemmeno dopo 5 anni di liceo classico sono stata capace di crearne uno per me.
    Spiego come mi organizzo, ma è un'organizzazione per nulla efficace: preparo il materiale, creando degli appunti che sono degli agglomerati tra libro, lezioni e approfondimenti presi da internet; una volta che il materiale è pronto, leggo, evidenzio, provo a comprendere quello che sto leggendo, evidenzio con criterio senza rendere la pagina completamente gialla, uso determinati colori per determinati argomenti (luoghi, nomi ecc) e una volta letto ed evidenziato il tutto, torno indietro e inizio a ripetere ad alta voce tentando di non leggere e creandomi un discorso, come se già dovessi esporre quel determinato argomento al docente.
    Mi direste: non leggere ed evidenziare tutto per poi tornare a pagina 1 perché perdi tempo. Vi darei ragione, ma di base la seconda fase di esposizione mi fa perdere troppo tempo. Il mio problema è che se non espongo bene quelle pagine non riesco ad andare avanti, quindi rimango incollata su quel capitolo anche per 3 giorni, quando mi mancano altri 20 capitoli. Mettere la ripetizione ad alta voce e l'esposizione come ultima fase, una settimana e mezzo prima dell'esame, mi porta a non bloccarmi su quelle tot pagine per giorni perché so che mi devo muovere. Il problema però rimane, se non espongo bene a casa, davanti al prof sembro una persona con un disturbo del linguaggio. Infatti c'è stata molta differenza tra il primo esame che ho dato e il secondo: per il primo mi sono preparata tantissimo, un mese a ripetere, ripetere, ripetere, avevo imparato il discorso per ogni autore ed opera a memoria, sapevo cosa dire, che vocaboli utilizzare, sono stata precisa ed esponevo bene e senza pause. Per il secondo esame ho avuto più difficoltà, le cose le sapevo bene ma non ho avuto il tempo di imparare l'esposizione, risultato? il mio cervello non riusciva a connettere manco due parole, il prof ha capito la situazione e mi faceva domande dirette, dovevo solo rispondere sì, no e motivare giusto con una frase senza dilungarmi ed entrare nei dettagli perché non ne ero in grado. Non ero in grado di fare un discorso lungo, non ero in grado di esporre in maniera chiara, ma le cose le sapevo perché il prof mi ha detto "ua ma stai andando una bomba" dato che faceva domande abbastanza difficili, e infatti ho preso 28, ma ha detto pure "l'hai spiegato di m***a" (eh è così il prof, alla mano).

    Mi chiedo: c'è un modo per imparare ad esporre per bene, senza bloccarsi e senza dover imparare il discorso a memoria? è un problema che mi porto dal liceo, anche se avevo letto le pagine, le avevo comprese, ma non avevo ripetuto ad alta voce fino a memorizzare il discorso da fare, non potevo fare un'interrogazione perché avrei detto il 20% di quello che il mio cervello aveva letto. Non trovo le parole, non riesco a pensarle, non riesco a creare una frase di senso compiuto e mi fa stare male questa situazione perché mi sento troppo stupida e provavo invidia nei confronti dei compagni che dopo aver semplicemente letto quelle pagine potevano già essere interrogati. "hai studiato?" "no no... ho solo letto" e poi esponevano così bene che prendevano 8-9, ma come fate? qual è il trucco? cioè per me leggere significa niente, ho letto tanti libri e non ricordo nemmeno il nome del protagonista, sto leggendo Viaggio nella mente di Piero Angela e non ricordo assolutamente una singola parte del cervello o uno studio che lui ha riportato, ho letto vari libri di Dostoevsky e non ricordo nemmeno il nome di un personaggio o la trama... vorrei memorizzare quello che leggo, vorrei non perdere tempo a ripetere, vorrei che quello che leggo rimanesse nel mio cervello per sempre invece no... avrei bisogno di consigli perché a lungo andare questa "condizione" si farà sempre più pesante.

  • Da come scrivi ho l'impressione che tu acquisisca nozioni a un livello superficiale, senza che queste ti entrino davvero 'dentro'.

    Non credo che il problema sia il metodo che usi, sensato, quanto piuttosto una mancata comprensione effettiva (che non significa che non capisci quello che leggi, ma che le informazioni non si sedimentano e maturano, non creano ramificazioni).


    Mi vengono due consigli sul momento, e non ricordando cosa studi (mi pare però tu faccia una facoltà umanistica).

    1)) Allena la curiosità e i legami associativi. Quando leggi un passaggio, non preoccuparti di saperlo ripetere, ma chiediti: è qualcosa di cui ho già sentito parlare? Se sì, dove? Che sensazione mi provoca incontrare questa idea/evento/personaggio/nozione? Quali sono i legami causali o logici tra le varie parti? Cosa di quello che sto leggendo può essere utile anche fuori dall'esame?
    2) Non ripetere gli argomenti in modo lineare, così come te li trovi impostati nel tuo 'agglomerato', ma immagina di doverli raccontare prima a una persona che non ne sa nulla, cercando i nodi fondamentali e poi di avere davanti un professore che fa domande inusuali. Creerai voci alternative alla tua, una che richiede semplificazione, l'altra che vuole metterti in difficoltà.


    Ti diverti quando studi? Se la risposta è no, il terzo consiglio (che è anche la sintesi degli altri due) è: cerca di di-vertirti.

    Lavoriamo continuamente per dare forma alla nostra vita, ma copiando nostro malgrado, come un disegno, i lineamenti della persona che siamo e non di quella che ci piacerebbe essere. (M. Proust)

  • Edit: scusa, ho riletto ora e la facoltà la avevi citata. Aggiungo allora una nota, la materia ti dà una opportunità stupenda: cerca di andare a vedere dal vivo le cose che studi, magari organizzandoti con i tuoi compagni, così hai anche pretesto per stringere legami (mi pare fosse un altro tuo cruccio).

    Lavoriamo continuamente per dare forma alla nostra vita, ma copiando nostro malgrado, come un disegno, i lineamenti della persona che siamo e non di quella che ci piacerebbe essere. (M. Proust)

  • Esporre bene i concetti senza prepararsi prima e' una dote tanto quanto lo e' saper comporre una bella canzone, scrivere un bel libro, anticipare la mossa dell'avversario e andare in goal senza che l'allenatore ti dica nulla.


    In generale quello che serve e' andare dritti al punto, citando a contorno qualche altro punto che pero' sia importante e attinente allo scopo che vuoi raggiungere, senza divagare in dettagli inutili. Nelle interrogazioni comunque questo non e' un problema, perche' normalmente ti vengono fatte domande dirette, oppure se divaghi troppo il professore ti riportera' subito sui binari facendoti domande piu' specifiche. Nelle discussioni libere piu' lunghe invece, tipo presentazioni o tesi di laurea, bisogna per forza prepararsi una scaletta da seguire o addirittura un discorso completo, altrimenti si rischia di dimenticarsi di citare alcuni collegamenti importanti e di non riuscire a rispettare i limiti di tempo imposti.


    L'unica cosa che puoi fare e' provare a immaginarti l'interrogazione nella tua testa, col professore che ti fa domande e ribatte, e tu che devi rispondere. Questo tipo di allenamento mentale potrebbe aiutarti a riorganizzare le idee e farle riaffiorare.

  • Ti diverti quando studi? Se la risposta è no, il terzo consiglio (che è anche la sintesi degli altri due) è: cerca di di-vertirti.

    Non mi diverto tanto perché posso trovare interessante le opere di Leonardo, Raffaello, i fratelli Carracci e Caravaggio, ma tra loro devo comunque studiare degli artisti che si sono dedicati unicamente all'architettura e lì perdo tempo e l'interesse. Non è costante il "divertimento" e cala sempre nel momento dell'esposizione perché ripeto mille volte finché non lo ricordo a memoria, perché non trovo interessante conoscere la pianta della Basilica di San Lorenzo con le navate là i transetti qua l'abside lì... poi si aggiungono i polittici che per me sono tutti uguali, le tombe che non hanno nulla di tanto interessante. E' questo il problema, posso trovare molte cose interessanti e divertenti, e subito mi entrano in testa e le so esporre, ma ci sono argomenti per me noiosi che devo per forza fare e ne sono pure tanti.

    Edit: scusa, ho riletto ora e la facoltà la avevi citata. Aggiungo allora una nota, la materia ti dà una opportunità stupenda: cerca di andare a vedere dal vivo le cose che studi, magari organizzandoti con i tuoi compagni, così hai anche pretesto per stringere legami (mi pare fosse un altro tuo cruccio).

    Non sono minimamente interessati ad uscire con me, già provato, hanno i loro amici e preferiscono stare con loro e lo capisco.

    In generale quello che serve e' andare dritti al punto, citando a contorno qualche altro punto che pero' sia importante e attinente allo scopo che vuoi raggiungere, senza divagare in dettagli inutili. Nelle interrogazioni comunque questo non e' un problema, perche' normalmente ti vengono fatte domande dirette, oppure se divaghi troppo il professore ti riportera' subito sui binari facendoti domande piu' specifiche. Nelle discussioni libere piu' lunghe invece, tipo presentazioni o tesi di laurea, bisogna per forza prepararsi una scaletta da seguire o addirittura un discorso completo, altrimenti si rischia di dimenticarsi di citare alcuni collegamenti importanti e di non riuscire a rispettare i limiti di tempo imposti.


    L'unica cosa che puoi fare e' provare a immaginarti l'interrogazione nella tua testa, col professore che ti fa domande e ribatte, e tu che devi rispondere. Questo tipo di allenamento mentale potrebbe aiutarti a riorganizzare le idee e farle riaffiorare.

    Già vado dritto al punto proprio perché non so in che altro modo continuare, ma cambia tutto il base al prof. Al momento ho avuto la fortuna di avere prof che volevano fare esami da 10-15 minuti e pretendevano risposte secche, ma ci sono prof che se non ti dilunghi credono che tu abbia studiato il minimo necessario e si lamentano. Anzi, proprio la mia prof di italiano mi disse questa cosa, ovvero che rispondo senza dilungarmi o senza fare collegamenti che in base a ciò che ho detto potrei fare, però nella mia testa se chiede x rispondo x, non aggiungo altro, e a qualcuno da fastidio.

  • Salve, sono al primo anno di università di Beni Culturali e al momento ho sostenuto, con grandissime difficoltà, solo 2 esami. Nonostante le difficoltà, sono riuscita a prendere un bel 30 e un 28, ma ammetto che i professori erano veramente molto bravi, non solo a spiegare la loro materia ma anche a rapportarsi con lo studente. Adesso sto studiando per il terzo esame che darò l'8 e mi sto rendendo conto che dovrei cambiare metodo di studio, ma nemmeno dopo 5 anni di liceo classico sono stata capace di crearne uno per me.
    Spiego come mi organizzo, ma è un'organizzazione per nulla efficace: preparo il materiale, creando degli appunti che sono degli agglomerati tra libro, lezioni e approfondimenti presi da internet; una volta che il materiale è pronto, leggo, evidenzio, provo a comprendere quello che sto leggendo, evidenzio con criterio senza rendere la pagina completamente gialla, uso determinati colori per determinati argomenti (luoghi, nomi ecc) e una volta letto ed evidenziato il tutto, torno indietro e inizio a ripetere ad alta voce tentando di non leggere e creandomi un discorso, come se già dovessi esporre quel determinato argomento al docente.
    Mi direste: non leggere ed evidenziare tutto per poi tornare a pagina 1 perché perdi tempo. Vi darei ragione, ma di base la seconda fase di esposizione mi fa perdere troppo tempo. Il mio problema è che se non espongo bene quelle pagine non riesco ad andare avanti, quindi rimango incollata su quel capitolo anche per 3 giorni, quando mi mancano altri 20 capitoli. Mettere la ripetizione ad alta voce e l'esposizione come ultima fase, una settimana e mezzo prima dell'esame, mi porta a non bloccarmi su quelle tot pagine per giorni perché so che mi devo muovere. Il problema però rimane, se non espongo bene a casa, davanti al prof sembro una persona con un disturbo del linguaggio. Infatti c'è stata molta differenza tra il primo esame che ho dato e il secondo: per il primo mi sono preparata tantissimo, un mese a ripetere, ripetere, ripetere, avevo imparato il discorso per ogni autore ed opera a memoria, sapevo cosa dire, che vocaboli utilizzare, sono stata precisa ed esponevo bene e senza pause. Per il secondo esame ho avuto più difficoltà, le cose le sapevo bene ma non ho avuto il tempo di imparare l'esposizione, risultato? il mio cervello non riusciva a connettere manco due parole, il prof ha capito la situazione e mi faceva domande dirette, dovevo solo rispondere sì, no e motivare giusto con una frase senza dilungarmi ed entrare nei dettagli perché non ne ero in grado. Non ero in grado di fare un discorso lungo, non ero in grado di esporre in maniera chiara, ma le cose le sapevo perché il prof mi ha detto "ua ma stai andando una bomba" dato che faceva domande abbastanza difficili, e infatti ho preso 28, ma ha detto pure "l'hai spiegato di m***a" (eh è così il prof, alla mano).

    Mi chiedo: c'è un modo per imparare ad esporre per bene, senza bloccarsi e senza dover imparare il discorso a memoria? è un problema che mi porto dal liceo, anche se avevo letto le pagine, le avevo comprese, ma non avevo ripetuto ad alta voce fino a memorizzare il discorso da fare, non potevo fare un'interrogazione perché avrei detto il 20% di quello che il mio cervello aveva letto. Non trovo le parole, non riesco a pensarle, non riesco a creare una frase di senso compiuto e mi fa stare male questa situazione perché mi sento troppo stupida e provavo invidia nei confronti dei compagni che dopo aver semplicemente letto quelle pagine potevano già essere interrogati. "hai studiato?" "no no... ho solo letto" e poi esponevano così bene che prendevano 8-9, ma come fate? qual è il trucco? cioè per me leggere significa niente, ho letto tanti libri e non ricordo nemmeno il nome del protagonista, sto leggendo Viaggio nella mente di Piero Angela e non ricordo assolutamente una singola parte del cervello o uno studio che lui ha riportato, ho letto vari libri di Dostoevsky e non ricordo nemmeno il nome di un personaggio o la trama... vorrei memorizzare quello che leggo, vorrei non perdere tempo a ripetere, vorrei che quello che leggo rimanesse nel mio cervello per sempre invece no... avrei bisogno di consigli perché a lungo andare questa "condizione" si farà sempre più pesante.

    Forse ti perdi in troppe parole?

    Il problema che racconti si poteva esporre usando meno della metà delle parole usate.


    Secondo me dovresti imparare a discernere l'importante dal meno importante. Andare direttamente al nocciolo della questione, chiarire il concetto chiave e poi dopo puoi sempre aggiungere argomenti, pensieri, esempi (anche solo ad colorandum).


    I manuali non aiutano perché sono generalmente molto prolissi ma potresti provare a fare riassunti e schemi.


    All'università facevo così: prima lettura con sottolineatura come fai tu, poi una seconda con riassunto e schemi che mi facevo mentre studiavo e poi esposizione, anche più volte se era complesso.

    namasté

    Love all, trust a few, do wrong to none

  • Forse ti perdi in troppe parole?

    Il problema che racconti si poteva esporre usando meno della metà delle parole usate.

    Uff lo so non sono in grado di sintetizzare :rolleyes: però non uso tanto i manuali, li leggo ma mi concentro più sugli appunti che durante il corso delle lezioni integro o con il manuale o con qualche ricerca solo se il prof non ha approfondito quel determinato argomento. Quindi piuttosto che fare un manuale da 700 pagine, mi ritrovo con degli appunti da 100 pagine quindi sicuro non posso perdermi in troppe parole: il libro descrive un'opera in due pagine piene, io in mezza pagina nemmeno. Ma alla fine manuale, appunti o altro il problema si presenta in qualsiasi cosa, anche quando leggo libri non scolastici

  • Uff lo so non sono in grado di sintetizzare :rolleyes: però non uso tanto i manuali, li leggo ma mi concentro più sugli appunti che durante il corso delle lezioni integro o con il manuale o con qualche ricerca solo se il prof non ha approfondito quel determinato argomento. Quindi piuttosto che fare un manuale da 700 pagine, mi ritrovo con degli appunti da 100 pagine quindi sicuro non posso perdermi in troppe parole: il libro descrive un'opera in due pagine piene, io in mezza pagina nemmeno. Ma alla fine manuale, appunti o altro il problema si presenta in qualsiasi cosa, anche quando leggo libri non scolastici

    Faccio fatica a consigliarti perché lavorando molto di logica mi è sempre stato molto facile.


    Hai provato a farti degli schemi? Lo schema rende in maniera fisica le parti importanti, i collegamenti e se usati nella preparazione sono strumenti utili per richiamare tutte le cose apprese.

    namasté

    Love all, trust a few, do wrong to none

  • Faccio fatica a consigliarti perché lavorando molto di logica mi è sempre stato molto facile.

    Hai provato a farti degli schemi? Lo schema rende in maniera fisica le parti importanti, i collegamenti e se usati nella preparazione sono strumenti utili per richiamare tutte le cose apprese.

    Sì, ci ho provato ma non li so fare. Scrivo ogni singolo elemento, caratteristica di quell'opera, autore o evento e alla fine faccio solo dei riassuntini con delle frecce a caso e perdo tempo a farli, oppure non so cosa scrivere e perdo tempo a pensarci. Una persona deve fare gli schemi solo quando ha già in testa le cose e le ha apprese, io le ho in testa 1-2 giorni prima dell'esame dopo 2 settimane di fatica a tentare di memorizzare tutto. Se faccio gli schemi dopo aver letto io non ricordo niente perché ripeto, per me la semplice lettura è inutile, non mi entra nulla in testa, posso farli solo con gli appunti/libro davanti ma a quel punto è inutile perché non so cosa sto facendo.

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