Posts by enedis

    Perché sono sovrappeso, sono gentile ed insicuro quando bisogna essere s∙∙∙∙∙i e duri. Ma se sei rotondo e non hai il pettorale depilato non puoi permetterti di esserlo, un cane che si morde la coda insomma.

    Non so se può aiutarti ma due miei ex erano in sovrappeso (uno pure più basso di me) e mi piacevano proprio perché gentili e dolci! Dire che "bisogna essere così e colà" lo ritengo un po' sbagliato :) basta cercare una persona non superficiale, è quello il problema.

    Leggi il commento che ho fatto adesso ahah l'ho inviato quando hai inviato il tuo, la situazione si ribalta completamente. Quando ho scritto il thread ero abbastanza confusa, irrazionale e molto ferita, non mi erano chiare molte cose. Ma in generale concordo con te!

    Ciao, grazie per aver condiviso la tua storia! Mi spiace che tu abbia passato tutto questo
    Questo thread l'ho scritto un po' di getto, un mese e mezzo fa circa, e successivamente abbiamo chiarito anche in più occasioni. Mi ha spiegato che mi ha lasciata perché mi vedeva troppo dipendente nei suoi confronti e nella relazione, almeno questa era la sua sensazione e mi ha lasciata "per il mio bene" perché dovevo ritornare ad essere indipendente e non troppo legata a lui, ma detto sinceramente io volevo semplicemente stare con lui, mi bastavano 10 minuti al giorno in chiamata. Però se si sentiva in quel modo un motivo ci deve stare, forse non ero chiara, forse il fatto che non avessi amici o hobby gli pesava perché parlavo solo con lui e si addossava l'impegno di amico e fidanzato, anche se tra i due sono sempre stata io quella più indipendente, semplicemente in quel caso (le videochiamate, non so se hai letto gli altri commenti) ci ero rimasta di m∙∙∙a. Pensandoci adesso, a distanza di mesi e in maniera più chiara e come hai detto tu da un punto di vista non sentimentale, mi assumo le mie colpe: delusa, mi sono chiusa a riccio facendolo sentire in colpa, lui non riusciva a farmi capire che sbagliavo perché si sentiva messo da parte. Dovrei spiegare tutto nei dettagli ma non voglio dilungarmi troppo.

    La colpa è stata di entrambi, la distanza non aiutava, discutere per messaggi nemmeno, nessuno ascoltava l'altro in un momento di stress. Tra l'altro qualche giorno fa mi ha chiesto di riprovarci, per la prima volta mi ha detto che mi ama (l'abbiamo sempre considerata una frase impegnativa per questo non ce lo siamo mai detti), mi ha detto che potremmo lavorare con calma sugli elementi deboli e formare una bella relazione più forte di prima. Gli ho detto che non me la sentivo, che sto meglio da sola e da sola o con qualcuno alcuni problemi rimangono, e ci sto ancora lavorando con la psicoterapia. Non solo non mi sento meritevole di amore, e già questo è un problema da risolvere perché non mi sento meritevole di nulla, ma ho paura di non ritornare ad essere la stessa di prima, risultando più fredda e distaccata per difendermi e non sperarci tanto, o al contrario dipendere ancora di più nella paura di essere di nuovo abbandonata.

    L'ho trattato un po' male senza saperlo, mentre dicevo che non mi amava in realtà stava più male di me, mentre mi riprendevo lui mi pensava sempre e sperava di riprovarci, il contrario di questo thread, pensa un po'! Tra l'altro domani è il mio compleanno e sto con l'ansia perché spero in suo messaggio, mi manca ma sono anche confusa :\

    La domanda che mi viene spontanea, brutta e antipatica, è come pensi di mantenerti. Io sono d'accordissimo con tutto ciò che ho letto da voi, non avete ragione, ma di più. Tuttavia quando ero disoccupato, sebbene avessi molto tempo libero, non potevo fare niente perché molte cose non potevo permettermele. Già un lavoro a 36 ore con 1500 al mese è uno stipendio con il quale devi controllare le spese, immagina uno a meno con 1000 euro. Va tutto in affitto o mutuo, bollette e spesa.

    E' una domanda alla quale non so rispondere, per questo odio l'intero sistema che si è creato. Non voglio morire di fame ma non voglio nemmeno sentirmi morta ogni giorno. Già mi sento in colpa perché ho delle passioni e interessi che non vengono considerate utili nel mondo del lavoro. Non posso fare ciò che mi piace, non posso vivere con leggerezza la vita, provo a godermi questi anni di studio e una volta laureata ci penserò.

    Sono gen z, frequento l'università e non ho mai lavorato, quindi esprimo un mio pensiero che si basa su percezioni personali, mi scuso nel caso risultassi cringe agli occhi di chi ha più esperienza (di vita). Mi guardo intorno e vedo gente stressata dal lavoro, in sovrappensiero per il lavoro, in burnout per il lavoro, triste per il lavoro, impegnata per il lavoro. Per come è impostato il lavoro, sembra un ostacolo a tutto, un ostacolo a godersi appieno la vita, o almeno più si va avanti e più mi sembra così, soprattutto perché probabilmente andrò in pensione a 70 anni con l'artrosi alle ginocchia, la gobba e tanta voglia di morire. Poi mi faccio 10-15 anni a letto e schiatto.
    In più frequento beni culturali e mi sento dire che sto studiando inutilmente perché poi non troverei lavoro, perché la cultura non crea guadagno, perché nessuno richiede nel mercato archeologi o storici dell'arte, perché qualora dovessi trovare un lavoro in questo campo non arriverei a fine mese, perché tutto gira intorno all'economia, al guadagno, al capitalismo o quel che è e io non servirei a niente.

    Mi sembra che sia considerato più importante avere un lavoro e guadagnare 1500 euro al mese piuttosto che essere felici.

    Quindi non si tratta, come molti dicono, di non voler lavorare, ma di non dare così tanta importanza ad esso: non vogliamo basare la nostra unica esistenza sul lavoro, non vogliamo arrivare a casa stressati e attendere con ansia l'arrivo del weekend (che non ci godiamo perché sappiamo che prima o poi finirà e si tornerà a lavoro), non vogliamo diventare dei robottini senza anima, vogliamo mettere al primo posto la salute mentale.
    Tra l'altro più si lavora meno si è produttivi ma questo concetto è chiaro a pochissimi.

    Ciao, dipende anche questa ragazza come si comporta con i suoi gatti. Per quanto a me piacciano gli animali (più i cani, però) non capirò mai chi lascia che i gatti facciano i padroni in casa e siano liberi di fare quello che vogliono. Ad esempio se c’è una cosa che non sopporto è vedere i gatti che mangiano in cucina sul ripiano vicino i fornelli (la mia migliore amica mette li le loro ciotole) una volta a cena avevo i peli di gatto nella pietanza e lo giudico rivoltante. Quindi secondo me è importante vedere che la persona in questione li addestra un minimo e quantomeno rispetta le basilari norme igieniche.

    Perché noi gattari ci abituiamo ahahah :grinning_face_with_sweat: il mio gatto non saliva mai sul tavolo o sulla cucina ma puntualmente i peli volavano o cadevano dai nostri vestiti e finivano ovunque, anche nel piatto, per questo non ci lamentiamo più di tanto e leviamo il pelo in maniera meccanica. Però capisco che possa dare fastidio! Anzi, nel caso della tua amica, mettere le ciotole vicino ai fornelli non è che sia molto sensato...

    Magari tra un po' ti ritroverai un altro esserino che ti corre incontro e con cui parlare (anch'io parlo sempre con gli animali!)... Tempo al tempo. ;)

    Quando io e mia madre gliene parliamo lui inizia a urlare, si arrabbia e minaccia di andarsene se portiamo un gatto a casa. Già per portare il gatto dal veterinario quando dava piccoli segni di malessere faceva delle scenate esagerate, lo voleva portare proprio se morente o con segni evidenti (infezioni, ferite) perché per lui i veterinari servono solo a fare stare peggio l'animale che, in natura, non va dal veterinario. Quindi è meglio evitare...

    Magari ne prenderò un altro quando vivrò da sola, avrò un lavoro, però ho vissuto male la sua malattia e morte, non riesco a rivivere tutto.

    Ho perso il mio migliore amico il 7 gennaio 2023, tra qualche giorno un anno preciso, era tanto malato: aveva metà volto paralizzato e non riusciva a mangiare e a bere, non riusciva più a camminare, a saltare, non miagolava più. Ancora oggi devo capire le cause, forse infezione all'orecchio mal curata che si è diffusa nel cervello? non ne ho idea, nessun veterinario ci ha aiutato per bene. Faceva così tanto parte della mia vita che mi chiedevano spesso "e il gatto come sta?", era un po' pazzerello e piaceva a tutti. Parlavo sempre di lui, gli facevo tante foto e le mandavo ai miei vecchi amici, infatti non ho il coraggio di vedere la galleria prima del 5 gennaio 2023 (ultima foto che gli ho fatto) e rivedere i video che gli facevo mentre mi seguiva o giocavamo a nascondino. Mi ha tenuto compagnia per 13 anni, parlavo con lui, giocavo con lui, passavo del tempo con lui, quando uscivo per andare a scuola lo salutavo e quando tornavo mi aspettava fuori la porta pronto a giocare o a farsi accarezzare. Credo di non aver ancora superato questo lutto. Purtroppo mio padre non vuole prenderne un altro e a lui spetterebbe la parte economica, quindi come dargli torto, avrà speso migliaia di euro per cercare di curare il mio amico per poi farlo addormentare. Ma anche se ne avessi l'opportunità poi dovrei rivivere un altro lutto, mi limito a dare da mangiare ai gatti per strada :)

    Una volta avevo ricevuto un orologio da polso bruttissimo stra usato, ma vi giuro era così brutto che mi chiedo dove abbia trovato il coraggio di pensare "sì glielo regalo a lei!", ma daii!


    Però sarà perché mi vesto con roba trovata al mercato e do i miei vestiti ai miei cugini e nipoti, non mi dà tanto fastidio l'idea di riciclare qualcosa o di ricevere qualcosa di riciclato, ma per essere un regalo non deve essere usato, brutto come quell'orologio, inutile e/o considerato come qualcosa di cui liberarsi senza considerare i gusti della persona che lo riceve.

    Se ad esempio mi regalano qualcosa che non mi piace (un libro, un maglione, un portafoglio, una cornice ecc...) ma so che quella cosa piace tanto ad un'altra persona, perché non regalarlo?

    Anzi, quella stessa signora che mi ha regalato quell'orologio brutto mi ha regalato un portafoglio (mai usato perché troppo giovanile per lei) che mi è piaciuto tanto e uso tuttora!


    Da questi gesti si devono astenere fidanzati, mariti e persone importanti, come detto nell'altro thread: voi vi dovete impegnare e basta :snoring_face:

    Si e sono concentrati su se stessi...non sanno proprio fare un passo indietro per vedere chi hanno accanto...

    Poi quello che noto è che moltissimi sono noiosi e fanno vite noiose, regali inutili e scontati, non leggono, non studiano altro che quello che gli serve per lavoro, e si inaridiscono, è inevitabile.

    Anche chi legge e fa mille cose può rivelarsi noioso, purtroppo. Frequentavo un ragazzo che suonava il piano, mi spiegava la teoria della relatività e mi recitava poesie di Leopardi e ovviamente di primo impatto credevo fosse interessante, invece aveva l'intelligenza emotiva completamente assente. Molti sono stati cresciuti con l'idea che l'uomo debba essere insensibile e per nulla "sdolcinato", per non apparire "femminuccia", purtroppo. Considera che nella mia generazione basta essere gentili con una ragazza per essere etichettati come "simp", ovvero come uno che ci prova eccessivamente con una ragazza.
    La fortuna sta nel trovare un ragazzo che sappia apprezzare il proprio lato "femminile" (odio definire qualcosa come maschile o femminile, ma è per spiegarmi meglio).