Dubbi, indecisione e consigli su Università e lavoro

  • Io come ti ho sempre scritto mi concentrerei sulle cose che hai, ovvero lavorare nell’azienda di famiglia (se c’è ancora) e curarti con continuità.


    Hai bisogno di serenità che puoi trovare nel quotidiano non dí inseguire strade fumose che ti portano solo stress e scompenso.

    Consultando abbastanza esperti puoi trovare conferma a qualsiasi opinione.

  • Ciao Diana, ho "spizzicato" questo tuo lungo thread e vorrei offrirti uno spunto di riflessione molto schietto, perché penso che in determinate circostanze sia molto più utile una prospettiva reale piuttosto che una pacca sulla spalla.


    Mi pare che tu sia in un loop: aspetti sempre la "spinta" o la "strada perfetta" per muoverti, ma a 40 anni il rischio concreto è che questa attesa diventi un modo per non scegliere mai. La fisica, onestamente, mi pare un miraggio; ti risulterà affascinante come concetto, ma come percorso accademico è brutale (e lasciatelo dire da chi ha conseguito una laurea STEM piuttosto impegnativa). Se già ti definisci "scarsa" in matematica, l'impatto con l'università non sarebbe una scoperta intellettuale, ma un muro di vera e propria frustrazione, e intraprendere una triennale a 40 anni, senza basi e senza supporto, non è un nuovo inizio: è una missione suicida che rischia di lasciarti, tra tre anni, ancora più svuotata e con un senso enorme di fallimento. La fisica, se vuoi, puoi studiarla per darti quel "senso del mondo" che cerchi attraverso i libri, senza bisogno di un libretto universitario.


    Dici poi che sei brava a disegnare e scrivere, ma che non hai costanza. Il problema non è la mancanza di mostre nella tua città; è che tratti queste doti come hobby contemplativi. In Italia vivere di "arte pura" è quasi impossibile per chiunque, ma vivere di competenze creative no. Invece di pensare all'Accademia o alle mostre, perché non canalizzi quel talento in qualcosa di tecnico e richiesto? Esistono percorsi professionali (penso alla grafica editoriale, all'illustrazione digitale, al copywriting, o al design di interfacce utente) che durano mesi, non anni, e servono a capitalizzare quello che sai già fare per migliorare la tua posizione lavorativa.


    Trasferirsi per studiare coi presupposti che hai espresso è una fuga, non un progetto. Se scappi da una situazione "satura" senza una competenza forte in mano, porterai la stessa insoddisfazione altrove, con l'aggravante della solitudine e della precarietà economica.


    Il mio consiglio sincero? Invece di inseguire chimere o restare nel vago, prova a fare un "pivot" professionale partendo da ciò che sai fare oggi. Scegli un corso professionale intensivo con uno sbocco di mercato chiaro e usa la tua attuale stabilità (il lavoro part-time) come base economica per finanziare questa formazione breve. A 40 anni la priorità non è più "capire cosa fare da grandi" perché lo si è già (e da un po'), ma costruirsi un'autonomia solida. Una volta che avrai un lavoro che ti valorizza e una routine produttiva, vedrai che la "pace" che cerchi arriverà di conseguenza. Il senso della vita spesso non si trova studiando l'universo, ma sentendosi efficaci e capaci nel mondo ogni giorno.


    In buona sostanza dovresti cercare di costruire e fare leva sui tuoi punti di forza reali invece di ricominciare da zero su quelli deboli.

    "If you don't read the papers, you're uninformed. If you do read the papers, you're misinformed." - Mark Twain

    "Kindness is a language the blind can see and the deaf can hear." - Mark Twain

  • Ciao grazie Acronimo e Parolis per le vostre risposte. Mi ci rivedo e, anche se altri pensieri continuano ad affacciarsi, sto prendendo in considerazione l'idea, come dice Acronimo, di inserirmi meglio nell'azienda di famiglia. Lì c'è anche un reparto di grafica, dove potrei sperimentare, come suggeriva Parolis. Mi chiedevo però, le varie idee che ho io riguardo la fisica, l'arte etc... da dove mi vengono? Devo abbandonare totalmente l'idea di poterle perseguire, anche in un futuro? (Leggo di persone che si sono reinventate dopo i 40). Sono solo fantasie o c'è una base? Grazie mille a tutti...

  • Ciao grazie Acronimo e Parolis per le vostre risposte. Mi ci rivedo e, anche se altri pensieri continuano ad affacciarsi, sto prendendo in considerazione l'idea, come dice Acronimo, di inserirmi meglio nell'azienda di famiglia. Lì c'è anche un reparto di grafica, dove potrei sperimentare, come suggeriva Parolis. Mi chiedevo però, le varie idee che ho io riguardo la fisica, l'arte etc... da dove mi vengono? Devo abbandonare totalmente l'idea di poterle perseguire, anche in un futuro? (Leggo di persone che si sono reinventate dopo i 40). Sono solo fantasie o c'è una base? Grazie mille a tutti...

    Trovo positivo che tu stia iniziando a guardare al reparto grafica dell'azienda di famiglia non come a un ripiego, ma come a un'opportunità.


    Ti domandi da dove vengono quelle idee: io penso che non siano semplici fantasie campate in aria, ma rifugi mentali. La fisica rappresenta probabilmente il tuo bisogno di senso e verità; in momenti in cui ti senti persa, l'idea di studiare le leggi che governano l'universo ti dà l'illusione di poter finalmente capire come funziona il mondo e, di riflesso, la tua vita. L'arte, invece, rappresenta il tuo bisogno di espressione e riconoscimento, la parte di te che grida "io esisto e ho valore", ma che si scontra con la mancanza di metodo.


    Il punto non è che a 40 anni non ci si possa reinventare (certamente è possibile, anche se non facile), ma come lo si fa. Chi riesce, lo fa costruendo un ponte tra quello che sa già fare e una nuova attività, non lanciandosi nel vuoto senza paracadute e senza basi (come sarebbe la fisica per te ora). La differenza tra una fantasia di fuga e un progetto di vita è la struttura: non è ricominciare da zero come un ventenne, ma integrare.


    Hai una grossa opportunità che molti ambirebbero: sfrutta l'azienda di famiglia come un laboratorio pagato per acquisire quelle competenze che oggi ti mancano. Costruisci prima la terra ferma sotto i piedi e, una volta che sarai solida finanziariamente e professionalmente, avrai la lucidità (e i mezzi) per decidere eventualmente qualcos'altro. Ma prima devi uscire dal blocco, e la grafica in azienda pare la porta d'uscita più concreta che hai a disposizione.

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