scrivere alla mia ex

  • Il ricordo torna alla mente e puoi farci ben poco, in questi casi c'è solo il tempo che può allontanare l'ossessione dalla mente. Ma mettersi a scrivere lettere, a voler cercare ancora un contatto, significa mettere legna sul fuoco e renderlo perenne.

    Premetto che sono una persona del tutto priva di forza di volontà, e del tutto incapace di NON comunicare la mia sofferenza. Se l'esigenza di far sapere all'ex quello che prova e pensa, insomma il suo punto di vista, è molto forte, anche reprimerla è uno sforzo mostruoso.

    In fondo, al 99,99% non serve a niente nè scrivere nè non scrivere, quindi secondo me bisogna cercare di intuire cosa ci costa di più, se il silenzio oppure una risposta orribile o una mancata risposta.

    Magari la risposta orribile o la mancanza assoluta di una risposta faranno sì che la volta successiva uno non abbia neanche più la tentazione.

  • Premetto che sono una persona del tutto priva di forza di volontà, e del tutto incapace di NON comunicare la mia sofferenza. Se l'esigenza di far sapere all'ex quello che prova e pensa, insomma il suo punto di vista, è molto forte, anche reprimerla è uno sforzo mostruoso.

    In fondo, al 99,99% non serve a niente nè scrivere nè non scrivere, quindi secondo me bisogna cercare di intuire cosa ci costa di più, se il silenzio oppure una risposta orribile o una mancata risposta.

    Magari la risposta orribile o la mancanza assoluta di una risposta faranno sì che la volta successiva uno non abbia neanche più la tentazione.

    Non so se fai psicoterapia, ma una cosa che si apprende nella psicoterapia a indirizzo cognitivo comportamentale o cognitivo sistemico processuale o in altre non psicodinamiche, è che bisogna fare dei passi verso il cambiamento. Adagiarsi o rassegnarsi nelle proprie presunte incapacità, inadeguatezze varie e pensieri emotivi, significa restare prigionieri a vita della propria condizione.
    Non è vero che sei privo di forza di volontà, sei solo soggiocato dalle paure, dal senso di impotenza, dal pensiero emotivo, dalle credenze negative inconscie che hai di te stesso. Una cosa è avvertire il bisogno di manifestare le proprie emozioni che nel tuo caso sono di sofferenza e di segno negativo, ben altra è ritenere che non scrivere quella lettera è uno sforzo mostruoso. Se stai pensando di scriverla, significa che non l'hai scritta o, se l'hai fatto, non l'hai inviata, in entrambi i casi non sei morto e non sei travolto dalla mostruosità, visto che hai resistito fino a ora, significa che sei perfettamente in grado di resistere. È importante cominciare a dire di no a quella parte inconscia di te che ti vuole suo schiavo.
    Non è affatto vero che non scrivere non serve a niente, questo è un pensiero che ti induce a farlo il sé negativo che è dentro di te e che tiene in scacco il tuo sé positivo.
    Quando finì il mio primo rapporto di coppia, restò nella mia mente e nei miei pensieri per quasi due anni. Come te non mi rassegnavo alla sua perdita, e chiederle perché e dirle di me. Quando decisi che dovevo tornare a vivere, cominciò a svanire l'ossessione e lei diventò solo parte del mio passato. Nelle storie successive non ho più sofferto così a lungo per la loro conclusione, eppure le mie ex sono tutte state molto importanti per me, alcune molto più della mia prima ex.
    Ne soffirai ancora? Certo che ne soffrirai ma se smetti di pensare alle azioni da fare verso di lei, a un certo punto anche nel tuo inconscio quella storia sarà finita. Ma se vuoi alimentare il tuo sé negativo, ne resterai prigioniero.
    Devi fare una scelta: resistere o adagiarti e arrenderti al tuo io negativo.

    Le abitudini si possono cambiare, ciò che si apprende si può modificare e a ciò che non si apprende si può rimediare.

  • Ciao a tutti.

    Vi rispondo solo ora. Avete scritto in tanti.

    Anzitutto, GRAZIE.

    Ho avuto risposte che mi hanno aiutato a fare chiarezza e mi riferisco ai messaggi scritti da :
    -amoreperduto: egli consiglia di non tappare i miei intenti, di scrivere la lettera e ficcarla da qualche parte in casa per poi rileggerla più in là in futuro.
    -Juniz
    -la_huesera

    Aggiungo però dei dettagli utili:

    1_l'esperienza mi dice che l'unico modo per ridurre l'ossesione verso quella persona e di guarire prima è di tagliare qualsiasi ponte ed eliminare qualsiasi trigger di ricordi (foto sul cellulare, numero di telefono, notifiche sui social).
    2_il motivo per cui le scrivo: noi ci siamo conosciuti in circostanze particolari: ci siamo conosciuti su Tinder mentre ero in vacanza. Sebbene entrambi siamo persone da relazioni durature.
    Erano 3 anni che non trovato una ragazza che mi interessasse e quindi mi sono spremuto fino all'ultima goccia per rendere una relazione a distanza.. non a distanza: ripeto che per mesi prendevo l'areo ogni weekend sottraendo sonno e rischiando a lavoro. L'ho fatto perchè avevo una motivazione molto forte.
    Ma alla fine non ha funzionato.
    Vuoi per stress (mio e suo, lei sentiva forti responsailità con il suo lavoro da psicoterapeuta freelance), vuoi per la mancanza di quotidianità a causa della distanza, vuoi perchè ci vedevamo solo il weekend mentre per il resto del tempo ognuno faceva la sua vita (comunque fatta di lavoro alla fine..), vuoi per le sue esperienze pregresse negative che l'hanno -mortacci sua- condizionata e che le facevano proiettare nella coppia un futuro non roseo (e qui il problema era il suo..... ).. e alla ine non ha funzionato... perchè io ero infelice. Innamorato -QUASI- ma indossisfatto della relazione. E non per via della distanza. Semplicemente lei aveva aspettative molto alte, cercava un certo tipo di relazione che io non potevo, in quel periodo, darle, e a una certa ha mollato.

    TUTTAVIA.

    A) lei è una ragazza intelligentissima, che dialoga, flessibile -per certi versi. Buona.
    B) io sono un ragazzo intelligentissimo, che dialogo -tranne quando sono nervoso- e sono malleabile: se la mia tipa mostra insofferenza per un mio comportamento io mi impegno nel smussarlo.
    C) entrambi nella vita vogliamo la stessa cosa: una relazione nutriente, libera, che sia uno scambio equo di dare e avere, che sia condivisione, valorizzazione dell'altro, dialogo, ascolto dei bisogni più pronfondi dell'altro, maturità, complicità, rispetto, mediazione, obiettivi futuri, spiritualità.

    Persone del punto C se ne incontrano rarissimamente nella vita SECONDO ME
    . E lei, sì, avrà già conosciuto almeno un ragazzo in questi 6 mesi, come io ne ho già conosciute 2 (sono trombatine).
    Peccato che, e VOGLIO ESSERE PRESUNTUOSO QUI, il mondo dei maschi è pieno di c∙∙∙∙∙∙i infantili e cheaters. Gente che va a t∙∙∙e o che scrive messaggini su Instragram.
    Ne passerà di acqua sotto i ponti prima di trovare un ragazzo maturo e capace di stare in coppia in maniera sana come me.

    Da qui, ne deriva il mio intendo di scriverle o di mandarle un video, per fissare alcuni punti che non le furono assolutamente chiari durante i nostri 8 mesi di relazione.

    Non solo.

    Con il lavoro che faccio posso permettermi di trasferirmi in Spagna e tentare l'azzardo di lanciarle l'idea di ripartire da zero, da un caffè.. da un riannusarsi piano piano senza correre come accadde la prima volta 1 anni fa, senza aspettative da parte mia, accettando che il tutto potrebbe benissimo concludersi con un piacevole rivedersi e ri-raccontarsi (ergo con un pugno di mosche da parte mia :-DDD).
    Certo mi ritroverei in Spagna. Ma la città in cui andrei pullula di ragazze a differenza di dove sono ora, ulteriore motivo percui non ci sono le condizioni ottimali per medicarmi sta ferita e smettere di pensare a lei anche a distanza di tempo

    So già che al 90% tutto ciò servirà a nulla, ma vedete, ca@@o me ne frega. Soffrirò. Aggià continuo a soffrire, tanto.. quindi quel 10% vale la pena di riprovare con una ragazza, di cui, fra tante, finalmente dopo anni di ricerca attiva, mi ero PROFONDAMENTE interessato.
    La sofferenza che potrebbe attendermi con certi azzardi io già la metto in conto.
    Sono fatto così. Mi piace il rischio. Ed ecco perchè faccio una vita instabile e piena di eventi (poi dopo sbatto i denti e mi tocca piglià i farmaci :D :D )

    Juniz e @la_huesera. Cosa ne pensate?
    Mi interessano molto le vostre sensazioni.

  • Non sono né Juniz né la huaserà quindi prometto che sarò breve xD Ma secondo me se parti con l'intento di "farle capire" qualcosa parti male (neanche fosse una bambina scema, menomale che hai alta considerazione di lei!) e vanifichi tutti gli altri che sembrano buoni intenti appunto. Detto ciò mi ritiro nel mio angolo che la diplomazia non è il mio forte.

  • Sono stati spostati in are off-topic i post di Desperate e leo86italy.
    Sono stati segnalati per il loro contenuto forte, inopportuno e fuoriluogo.
    Sono stati rimossi anche tutti i quote

    Vi invito a moderare i vostri interventi e mi riferisco soprattutto a Desperate che spesso usa un linguaggio forte e scurrile.

  • Il thread è molto interessante e le interlocuzioni che si sono verificate sono molto stimolanti.

    Stamattina posso commentarne solo alcune, poi devo scappare ad affrontare la realtà, iniziare ad organizzare la ripresa (?), speriamo, del lavoro, dimenticando che sono nella categoria a rischio per fascia di età.
    Ma in tutta la vita si corrono rischi, si vince e si perde, e ciò va accettato.
    E' una lezione per le più giovani generazioni, cresciute nel mito della vittoria necessaria per vivere, e che ora iniziano a capire che noi esseri umani siamo fragili e per niente onnipotenti.
    Questo non legittima il disfattismo e l'abbandono. Invece, dobbiamo fare tutti la nostra parte, pure quando possiamo divenire perdenti.
    L'unica cosa che conta è che non si devono creare problemi agli altri, nei limiti del possibile.

    è una classica situazione di potere. la lettera è quindi uno strumento con cui esercitare potere. per evitare di dover nuovamente sentire il tuo orgoglio ferito, non vuoi nemmeno sentire la sua risposta. potere fine a se stesso, speri in prima battuta di tamponare il tuo orgoglio ferito e quindi di farla tornare, diversa, senza la sua sicurezza granitica e quindi più docile.
    (...)
    .. se ci tieni, se la ami devi fare qualche passo in avanti nella relazione. devi togliere di mezzo questioni di potere e di orgoglio e guardare cosa vi lega. c'è amore e c'è passione che si vuole incanalare in una relazione probabilmente non facile? allora sono quelli gli strumenti da usare, non il potere e l'orgoglio. in amore si lotta nudi e senza corone in testa, con le mani ed i liquidi corporei. da quella lettera che vuoi scrivere dovrebbe nascere una grande, una epica discussione, una litigata in cui entrambi scendente dai vostri troni e vi incontrate alla stessa altezza per trovare il modo di vivere il sentimento nella relazione.

    E' molto vera la prima considerazione, la lettera serve più per chi la scrive che per ottenere una reazione da chi ne è il destinatario.
    Ma se questo assioma è vero, la lettera va scritta (o il video fatto) ma ha poco senso inviarlo, per quello che mi riguarda.
    E questo mi sembra confermato dagli interventi di Mareaovest e Desperate.

    Secondo me non ha alcun senso che tu le scriva. Quando una relazione finisce, finisce. E a distanza di 6 mesi poi! Non ha senso spiegarsi, non ha senso dire ciò che non si è detto prima. n realtà questa intenzione di scriverle è dimostrazione che non hai affatto non l'hai accetta la cosa.

    Premetto che sono una persona del tutto priva di forza di volontà, e del tutto incapace di NON comunicare la mia sofferenza. Se l'esigenza di far sapere all'ex quello che prova e pensa, insomma il suo punto di vista, è molto forte, anche reprimerla è uno sforzo mostruoso.

    In fondo, al 99,99% non serve a niente nè scrivere nè non scrivere, quindi secondo me bisogna cercare di intuire cosa ci costa di più, se il silenzio oppure una risposta orribile o una mancata risposta.

    Le seconda considerazione di La Huesera mi intriga per la sua apparente linearità (rafforzata dall'intervento di Juniz sul tema).

    E' una bella immagine quella dei due partners che scendono dai loro scranni, dalle torri all'interno delle quali si sono arroccati per scendere in campo aperto e si affrontano, a mani nude per lottare a viso aperto, dunque per confrontarsi.
    Ma è una visione poetica e romantica, purtroppo.
    Nella realtà c'è chi scappa e chi ti attacca alle spalle aggirandoti. Non ci sono regole, in amore.
    Il famoso "chiarimento", che è una vita che lo sento invocare, fa il paio con la "pausa di riflessione", altro concetto consumato e trito per il grande uso.

    La verità è che quando il vaso di porcellana cade e si frantuma, esso cessa di esistere, se non nel ricordo.
    L'attività di mettere i cocci insieme, seppure con diligenza e buona volontà, non cancella la realtà: il vaso è semplicemente rattoppato e fatica a svolgere la sua funzione oltre ad apparire diverso, molto più brutto di quello che era.
    Alla prima prova della vita, mostrerà tutti i suoi limiti.

    Parlo con la consapevolezza di uno che una volta ha cercato di rimettere insieme i cocci e, poi, nell'arco di neanche due anni, si è ritrovato di nuovo con i cocci in mano. A quel punto ha dovuto prendere atto che il sogno si scontra con la realtà, che le persone cambiano e dunque non esiste una coppia, fissa nei suoi capisaldi e connotati, ma una serie interminabile di coppie, tante quanti sono i giorni della vita. Alcuni sono felici ed altro non lo sono.
    Punto.

    Goditi il presente e non farti troppe illusioni per il futuro.
    E devi essere pronto ad accettare quello che viene, prendendo il meglio di qualsiasi situazione.

    vuoi per le sue esperienze pregresse negative che l'hanno -mortacci sua- condizionata e che le facevano proiettare nella coppia un futuro non roseo (e qui il problema era il suo..... ).. e alla ine non ha funzionato... perchè io ero infelice. Innamorato -QUASI- ma indossisfatto della relazione. E non per via della distanza. Semplicemente lei aveva aspettative molto alte, cercava un certo tipo di relazione che io non potevo, in quel periodo, darle, e a una certa ha mollato.

    Ma se è così chiara la situazione, come si può pensare di ricostruire una relazione ?
    Meglio cancellare la prospettiva (fallace) di una riconciliazione e puntare sulla prossima esperienza che la vita offre.

    P.
    (------------;)----------------)

    Ogni cosa umana ha un inizio ed una fine: il lavoro finisce, l’amore muore, l’esistenza arriva alla fine, eppure ci affanniamo a considerare eterne cose e sentimenti che non lo sono e soffrire per la loro caducità. Irrazionalità umana, per fortuna.

  • Ciao a tutti.
    Juniz e @la_huesera. Cosa ne pensate?
    Mi interessano molto le vostre sensazioni.

    ti dici "quasi" innamorato
    ti vuoi trasferire in una città in cui curare le ferite con tante donne a disposizione

    e vuoi che lei inizi da te con un caffè?
    a sensazione....una grandissima stupidata

    o tu vuoi lei e vuoi costruire una relazione con lei, mettendoci alla base l'amore che provi oppure non è così.
    qui devi fare ordine nel tuo cervello, nel tuo cuore.

    mi pare che tu abbia capito che tra le mani hai qualcosa di importante, una relazione con un grande potenziale. però tentenni per mille motivi tuoi. devi deciderti se vuoi dare tutto quello che puoi per questa cosa importante o no.
    le lettera ha solo senso se apre un dialogo, sennò è terapeutico quanto ogni altro approccio.

    ogni coppia arriva ad una rottura ed è sempre uno dei due che la salva con la sua tenacia, con la sua forza. io sono stata come la tua donna ad un certo punto. sapevo che quell'uomo era sicuramente "la" mia persona però non andava e ho mollato. è stata la sua tenacia a traghettarci al punto in cui ho deciso di lavorarci insieme a lui.

    è questo che mi manca nelle tue parole. la voglia di farcela per il sentimento che provi e da cui dipendi. forse, il punto è in quel "quasi" che in amore non è ammesso. non si ama quasi, tanto o poco...si ama, punto.

    E' una bella immagine quella dei due partners che scendono dai loro scranni, dalle torri all'interno delle quali si sono arroccati per scendere in campo aperto e si affrontano, a mani nude per lottare a viso aperto, dunque per confrontarsi.
    Ma è una visione poetica e romantica, purtroppo.

    la scrittura è forse poetica o romantica. ma non la realtà. la realtà è molto banale: pianti, disperazione, corse all'ospedale, sedute dallo psicologo etc. etc.
    in amore è vero che non ci sono regole. però per me è fondamentale parlare di amore non di altro, in piena consapevolezza di quello che siamo e quello che cerchiamo.
    e qui, a mio modesto avviso, si apre una voragine, posto che pochissimi di noi sono consapevoli ma è un altro discorso, parzialmente ot

    namasté

    Love all, trust a few, do wrong to none

  • la scrittura è forse poetica o romantica. ma non la realtà. la realtà è molto banale: pianti, disperazione, corse all'ospedale, sedute dallo psicologo etc. etc.
    in amore è vero che non ci sono regole. però per me è fondamentale parlare di amore non di altro, in piena consapevolezza di quello che siamo e quello che cerchiamo.
    e qui, a mio modesto avviso, si apre una voragine, posto che pochissimi di noi sono consapevoli

    Da un versante della voragine, mi viene da dire che la realtà è quello che è, una serie fattuale di avvenimenti.
    La rappresentazione (l'ho precedentemente chiamata "visione") che della realtà viene data è frutto di una interpretazione umana che la può considerare banale, eroica, commovente, deprimente, esaltante, e così via, a secondo dello stato d'animo e della percezione delle conseguenze su colui che formula il suo giudizio di valore.

    Lo stesso concetto di Amore è controverso nella sua definizione.
    Eppure tutti cerchiamo l'Amore e palpitiamo quando pensiamo di essere vicini a provarlo così come ci disperiamo quanto riteniamo di non poterlo avere o di averlo perso.
    Alla fine, contano le esperienze: quelle tramandate e raccontate, che costituiscono il nostro sapere; e quelle provate sulla nostra pelle, che costruiscono la nostra personalità, attraverso momenti di disperazione e, all'altra estremità, di esaltazione.

    E ti viene il sospetto che si può vivere, almeno decentemente, anche senza l'Amore vero, basta farsi bastare un simulacro….

    P.
    (--------;)----------)

    Ogni cosa umana ha un inizio ed una fine: il lavoro finisce, l’amore muore, l’esistenza arriva alla fine, eppure ci affanniamo a considerare eterne cose e sentimenti che non lo sono e soffrire per la loro caducità. Irrazionalità umana, per fortuna.

  • Parte delle risposte che cerca Zibibbo sono anche in questo post (per dire che il discorso non è separato) dopo faro' anche un post per rispondere direttamente a lui.
    Per quella che è la mia scuola di pensiero, in ambito relazionale e sentimentale: la verità, oggettiva e univoca non esiste.
    La verità è cio' che ognuno si racconta per suffragare le proprie scelte a seconda della proprie inclinazioni. Quindi non è oggettivabile.

    Stesso discorso per il concetto di "realtà", la realtà è cio' che ognuno percepisce attraverso il proprio vissuto (primo filtro) poi gli imprinting emotivi (secondo filtro) e codice etico e assieme di convizioni (terzo filtro) e ce ne sarebbero molti altri ma per ragioni di lunghezza mi fermo qui.

    Cio' che chiamiamo "sogni" si chiamano aspettative cio' che chiamamo realtà è cio' che va contro le nostre aspettative e i nostri bisogni: Molto spesso è semplicemente "il mondo" dell'altro che è il mondo antagonista al nostro fatto di altre aspettative e altri bisogni.


    Le coppie si rompono proprio sul mancato riconoscimento del proprio mondo interiore e dell'altro che crea inevitabile attaccamento da entrambe le parti (dipendenza) o da una sola parte (rimpianto, rammarico)

    Ieri mi chiama un mio amico (quasi in lacrime) era in "no-contact" con la sua ex da nove mesi quando improvvisamente la incontra per strada (Non sono residenti in Italia ma all'estero). Lei lo saluta e lui invece la ignora, passando avanti o per eglio dire fuggendo. La sua ex un'ora dopo gli scrive un messaggio dove si ritiene offesa per il gesto. Lui risponde male e litigano. Quando è al telefono a narrarmi i fatti si lamenta che questa "storia" gli lascia sempre molta amerezza ed è deluso della mancata comunicazione in altre parole è pazzi e soffre da cani per come è andata.

    Gli consiglio di scrivere un messaggio dove chiarisce l'equivoco e gli spiega la verità: Non l'ha salutata perché è rimasto di stucco. Raccomando di gestire la sua tendenza ad entrare "in difesa" e a dominarla perché di fondo teme che lei voglia dominare lui (ovviamente conosco i pregressi e i loro copioni) che è passato molto tempo e forse ne vale la pena parlarne traquillamente di fronte un caffe' se le va. Non è convinto poiché ancora ne fa una questione di torto e ragione, buoni e cattivi.
    Mi pare abbastanza convinto.

    Dopo due ore mi richiama e mi dice che ha scritto il messaggio ed è sbalordito dal risultato: Lei ha risposto in modo tranquillo, è stata comprensiva, si è scusata per la sua reazione e appoggia assolutamente ciò che lui ha fatto notare: E' successo tutto troppo in fretta e sono "scattati" come delle molle in modi diversi e accetta l'invito anzi è proprio felice e voleva chiederglielo lei. Mi dice che si sente libero, leggero e sta bene: Gli faccio notare che questo accade quando si comunica con empatia evitando i giochi di potere e le difese.

    Ma la vita non è così facile, la storia è molto travagliata ed emotivamente intensa per il mio amico. Prima dell'incontro è diventato dubbioso e mi ha richiamato per confrontarsi un ulteriore volta: Sicché si lasciarono malissimo ed in modo improvviso è un suo desiderio poter quantomeno mettere sul piatto mesi e mesi di "non detto", ma ha paura perché prova molto risentimento verso di lei, soprattutto teme le risposte che possa ricevere.

    A quel punto ho condiviso il mio pensiero a riguardo con lui (Zibibbo occhio a questo passaggio) facendogli notare che tutto l'attaccamento che lui prova ancora oggi è su questa "opposizione" fra loro.

    Io voglio A lei mi da B e anziché cercare altrove "A" sono qui dopo molti mesi con il mal di pancia, la rabbia o la paura nell'agonia di ottere A.

    Esiste il libero arbitrio ad un certo punto cio' che pensa una persona non è "un problema" nostro. Attenzione non lo dico con "sarcasmo", è proprio così.
    Bisogna accettare (senza AGGANCIARSI) la visione dell'altro e prendere atto senza giudizio e senza tentare (litigando) di convincerlo che "non è come dici tu" perché questi sono tutti mezzi per ALIMENTARE il convolgimento e complicare l'uscita pacificata (specie con se stessi) dai giochi.

    A lui ho consigliato: Se avendo comunicato con lei gestendo le TUE difese e la tua emotività e parlando con il cuore in mano lei continua ad avere un atteggiamento che non ti piace o troppo dominante, o a dire cose che per te non stanno né in cielo né in terra: bene Il TUO Problema è GESTIRE il risentimento e la rabbia che questo di causa, gestire l'impulso di farle cambiare idea scendendo nell'accusa e nient'altro. La tua responsabilità finisce qui.


    Visualizzala per quella che è. E scoprirai che AL DI LA' dei tuoi attaccamenti c'è una persona che è semplicemente "fatta così".

    Se il problema fosse solo "scegliere", non esisterebbero i cosidetti "problemi di cuore". Il fatto è che tutti i problemi inerenti alle sfera emotiva non si esauriscono con le scelte, né tantomeno le scelte prese di "testa" il problema è proprio scegliere "in pace" con la propria coscienza. Questa è la sfida ed è un viaggio molto personale.

    Per questo io a volte annoio gli iper-razionali parlando di quella cosa chiamata "inconscio".

    Che ci piaccia o no ce l'abbiamo tutti e continua ad operare dall'interno. Alcune consapevolezze non devono solo arrivare al nostro sistema logico ma anche a lui perché altrimenti è come mettere il coperchio su una pentola che bolle.

    Attendo puntualizzazione su dove si trova precisamente la visione poetica o romantica in tutto questo.

    - Se un giorno penserete “Ora sono sulla strada, ho imparato a camminare”, quel giorno noi gioiremo per voi e correremo in fondo alla strada ad aspettarvi, sicuri che non mancherà molto al vostro arrivo.

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