Posts by Juniz

    realtà ho sentito anche parecchi suoi discorsi sul suo canale e anche lì ho notato una valanga di citazioni alla "come mi serve alla bisogna"...e poi sul pensiero unico che citi anche tu, altra idea non originale, usa veramente il concetto come slogan strizzando l'occhio ai complottisti. Dico che è furbo perché spara una tale quantità di concetti (non suoi) che alla fine chiunque a un certo punto è d'accordo con lui (anche io).


    Penso che lui a te non piaccia (e questo lo rispetto) per quelle che sono le sue (assai discusse) posizioni su altri temi.


    Ma dato che lo seguo e sono la prima a "usare" il suo pensiero in modo critico: Non sono d'accordo con ciò che dici, tu affermi che non è "originale" (a parte che non è il compito di un filosofo) ma in giro, quasi nessuno nel panorama italiano che non siano i soliti estremisti cattolici, stando alle mie ricerche (a parte una sociologa) ha osato mettere in discussione (diplomaticamente) la teoria gender o la femminilizzazione del maschio postmoderno. Almeno, sarà un limite mio, ma Fusaro mi ha soddisfatto e l'ho trovata una voce fuori dal coro (come in altri casi).


    Infatti, ne sto discutendo, essendo la seconda persona che su questo Thread me lo fa notare, proprio perché vorrei capire se sono io che non vedo l'ovvio e ho preso un abbaglio e reputo intelligente una persona che tutto fa fuorché riflettere: Così medito anche su me stessa e sulla mia capacità di discernimento.


    Ma di questi tempi, ormai, si è gettato addosso fango anche su Recalcati perché ha "osato" criticare le derive femministe, oppure anche Galimberti non è immune dallo scivolare nell'estremo (di cui ho comprato i libri e continuerò a comprarli, per intenderci qual è il mio modo di vedere le cose) esprimendosi, riguardo un tema oggi molto caldo e divisivo, in modo non proprio Socratico tanto da sollevare qualche polemica (uscita che mi ha deluso parecchio ma cerco di capire il suo punto di vista).

    Lo fa lui stesso...basta leggere la sua pagina Facebook. Mette citazioni di chiunque decontestualizzando...da budda a Mark Twain. Ha una frasetta per tutto. Prende del marxismo quello che gli pare...scampoli senza una riflessione organica e così come per altre correnti di pensiero. Acchiappa qua e là per chiudere il tutto con semplificazioni di una banalità sconcertante...ma abbellite da frasi

    Ah quindi la tua valutazione si basa sulla sua pagina Facebook.


    Fusaro non è furbo, perché gestisce male i suoi Social da quel punto di vista. Se fosse furbo non gestirebbe da sé la pagina e non rischierebbe di rovinare la sua reputazione perché è palese non ne capisce.


    Io ho letto il suo libro sulle relazioni e seguo i sui interventi o le riflessioni sul suo canale. Ovviamente io non sono d'accordo con ogni cosa che dice, ma anche quando penso che stia enfatizzando troppo l'aspetto del pensiero unico, non posso non trovarlo stimolante perché ha una preparazione e lucidità notevole e riesce a offrire un pensiero altro. Le sue critiche (pur non essendo appunto d'accordo con tutto) le trovo strutturalmente intelligenti e mai ovvie.

    Da come lo descrivi, emerge, a tutti i livelli, un bambino.


    Può essere che la "bambina" che c'è dentro di te, e in ognuno di noi ovviamente perché parliamo di parti psichiche, si è sentita attratta da questo gioco al bello e sfuggente ?


    Dopotutto, è anche la parte più infantile di noi che tende ad inseguire il palloncino colorato che vola ( vedasi l'aspetto fisico o la questione estetica) ma è un'illusione.


    Ti piace. Ma le motivazioni, a mio avviso, sono tutte "superficiali" purtroppo.

    Da parte tua questa necessità di evoluzione naturale di una frequentazione potrebbe essere invece più vicina a un bisogno di "possesso", perché se nulla fra di voi evolve trasformandosi in uno scambio e conoscenza di più "profonda", cercare di "definire" il rapporto a partire da queste basi: è solo una manovra, come dicevo, di possesso.

    nonostante sia attraente, effettivamente credo che a livello di maturità emotiva stia messo molto male.


    E come mai ti "intriga" questo ?

    Potremmo parlare di lui, della sua immaturità, ma credo che ci siano molte domande che devi rivolgere a te stessa anzitutto. Altrimenti ogni strategia non ha alcun senso, probabilmente la risposta ce l'hai già: E' immaturo e in una relazione immatura non c'è dialogo e quindi non sussiste chiarezza fra le parti e questo ne impedisce l'evoluzione adulta anche a livelli minimi.

    Buonasera, anche se il Thread è datato 2016, lo lasceremo eccezionalmente aperto poiché l'oggetto di discussione è a carattere generale e non personale e l'assenza dell'autore non influisce sull'andamento della stessa.


    Juniz per lo Staff di moderazione

    Riguardo il discorso in toto: sottolineo solo che la condizione degli anni 50 era oppressiva per tutti, maschi e femmine.


    Hai fatto bene a segnalarlo poiché è una verità relativa a quel periodo storico.


    Ne approfitto per dire che la questione ruoli anni 50-60 evolutasi inizialmente in USA e poi in tutto occidente è legata al discorso cambiamenti economici e dunque sociali nella civiltà moderna e capitalista.


    In una vita più "confortevole" (ovviamente partita inizialmente dai ceti medi abbienti) il ruolo della donna inizia a incentrarsi sulla costruzione di un'intimità relazionale a differenza nei tempi in cui il "matrimonio" era soggetto a mediazioni e scambi esterni alla coppia stessa: Basti pensare che la donna -generalmente- entrava nella famiglia del marito incorporandosi ad essa e il concetto stesso di famiglia era molto estesa a suoceri, ecc. E anche sull'uomo spesso gravava la sicurezza di più componenti al di là dei figli e della moglie.


    In ultima analisi: Il cerchio inzia a stringersi attorno agli interessi dei componenti unici che formeranno la famiglia: Lui e lei.

    Anche se questi "interessi" non sono ancora del tutto "sentimentali" perché i ruoli hanno ancora una certa scissione: Che poi è ciò che indichi anche tu nelle difficoltà e responsabilità esclusivamente maschili.


    Inoltre, sì, la sociologia concorda con il fatto che nel passato chi restava fuori da questo mercato difficilmente aveva opportunità di riscatto nel corso della vita: Tuttavia oggi si segnala invece molta più solitudine in età adulta DOPO aver avuto più relazioni nel corso della vita.

    Non è il capitalismo che ha creato l'individualismo. E' il contrario. Il colpevole è l'autocoscienza umana di cui parlavi tu.


    Penso che nel primo caso si giudichi da una prospettiva che parte dalla società che è inevitabilmente influenzata dall'ambiente e non di meno dell'economia (che modella la società stessa). Ragione per cui, a differenza di Pivaldo: Io credo che il discorso capitalismo (dal 90 in poi) abbia inequivocabilmente cambiato la società.


    Probabilmente ancora in differenza di vedute rispetto Pivaldo, che mi pare, nelle prime pagine dialogando con te, non sia d'accordo con la descrizione della società liquida di Bauman: In effetti, Bauman (in vita liquida ci sono ampi capitoli sul consumismo) così come la società della "tecnica" di Galimberti (per citarne alcuni conosciuti da tutti) parlano di "capitalismo" in un certo qual modo. Ma anche Pasolini aveva profetizzato ciò a cui assistiamo oggi. Per dire, senza farne una questione ideologica e centralissima che tutto trascende: Non stiamo parlando di cose troppo distanti dalla realtà, o addirittura estranee alla filosofia, sociologia, che conclamatamente le ribadiscono.

    Nel secondo caso si va oltre la società e la forma che essa assume: E si indaga direttamente nella natura umana. Discorso che non sarebbe nemmeno evolutivo e antropologico a mio avviso, dato che, l'antropologia unisce evoluzione e cultura nella loro interdipendenza, quindi è come se scendessero nuovamente su livelli cultura e società.


    Quando si decostruisce l'Io, arrivando a superare addirittura le classificazioni della psicologia che lo ritengono comunque "solido", ci si spinge -a mio avviso- in una filosofia apparentemente più astratta, ma così come la materia in fisica (quantistica) è pur sempre "vuoto", nell'astratto si tocca il concreto. Discorso che ricorda vagamente "l'amore" almeno su livelli mistici e trascendentali (di cui ho citato le varie esponenti filosofiche e Maestri annessi pagine fa) e quello che sembra muovere ogni azione nel beneficio per se stessi e per gli altri.

    Diego FUSARO è un neo-marxista anticonvenzionale.

    Si lo so.


    E' mia abitudine bere a tutte le fonti senza avere pregiudizio: Altrimenti, non avrei, per esempio, appreso l'insegnamento gnostico di Cristo se mi fossi fermata al fatto che il Cattolicesimo non mi fa simpatia.


    Penso che sul paranorama delle relazioni, sia uno di quelli che senza peli sulla lingua e senza buonismi mette alla luce i paradossi dell'epoca moderna:



    Da altra parte si sostiene che non sia stato il consumismo quanto l'edonismo alla base del materialismo marxista che voleva forgiare l'uomo nuovo, orientato verso lo scetticismo metafisico e la negazione del trascendente.

    Questo avrebbe creato la totale riduzione del bene etico al piacere, che è quello che si può vedere nell'individualismo.


    Però di fatto non viviamo in pieno regime comunista (e meno male aggiungerei) ... quindi che l'edonismo di cui parlava Bruce sia più marxista che prodotto della società turbocapitalista come dice Fusaro è un'interpretazione che ha solo una logica di interpretazione filosofica. Ma nel pratico da dove viene questo individualismo ? Io mi sono espressa a riguardo.

    La mancanza di certezze è senza dubbio uno dei più grandi incentivi a "fare ognuno per se", tuttavia la storia ci insegna che in famiglia le certezze personali si rafforzano (sia emotive che finanziarie).


    Il fenomeno dell'individualismo è complesso e ci sono diverse teorie a riguardo.

    Mi pare ci sia un comune accordo fra i vari sociologi, filosofi ed economisti, che i cambiamenti di "ruolo" (radicali) nelle relazioni uomo-donna siano giunti con la civilità capitalista.


    Partendo dall'assunto che Il matrimonio è nato sulla base dello scambio è doveva necessariamente essere combinato.

    Quando non era combinato in modo diretto era comunque mediato in modo indiretto da figure sensali affinché l'unione apportasse vantaggi economici e di sussistenza.


    Negli USA, verso gli anni 50, grazie all'avanzamento di una società sempre più moderna (che ha sollevato la donna dal lavoro pesante casalingo) si è diffusa sempre di più l'idea di "coppia intima". Arrivano le prime riviste (femminili) che parlavano di romanticismo, storie d'amore dove la donna si realizzava completamente a fianco a una figura maschile. Ovviamente, come ogni evoluzione di costume, tutto partiva dalle classi più agiate.


    Nonstante il cambiamento di paradigma, esisteva ancora una certa disparità di ruolo, infatti, questo modello di donna "realizzata" solo accanto a un uomo (che in relazione al matrimonio di interesse era già un passo avanti) e di famiglia che nasce dalla coppia emotivamente intima per noi è un modello superato. O si è "superato" con l'avanzamento stesso della società e non di meno del sistema economico.


    Oggi nelle zona sviluappe del mondo esiste la coppia a fini puramente "emotivi". La scelta si basa su una mediazione emotiva, dialogo, preservazione dell'individualità del partner.


    Sullo scenario Italiano:
    Dal dopoguerra ad oggi, variazioni incluse, nelle famiglie italiane il maggiore procacciatore di reddito è il maschio-capofamiglia.

    L'italia si è trovata in uno squilibrio dove l'avanzamento economico (boom) non andava a pari passo con uno sviluppo culturale, sociale e delle istituzioni. I ruoli cambiano ma a differenza dei paesi di più vecchia industrializzazione a noi mancano i mezzi per raggiungere una parità reale e per aiutare la formazione di famiglie, specie a doppio-reddito.


    Partendo dalla separazione sempre in auge fra Nord e Sud: A Sud, per fare uno dei molti esempi, ci sono pochissimi nido e per il resto di Italia solo una certa fascia ne usufruisce. Uno dei tanti esempi per cui, anche nella possibilità di farsi una famiglia c'è UN'ENORME disuguaglianza. Una fetta importante della popolazione non può fare figli.


    Uniamo tutto al precariato, e al fatto che chi è altamente qualificato fugge all'estero, è rimasta una fetta di giovani che non è qualitificata (in cui mi inserisco) e di conseguenza non viene facilmente assunta entrando in un circolo vizioso senza fine.

    Prendi due 30 enni in queste condizioni, e a differenza dei miei genitori (mio padre portatore forte di reddito, mia madre con la forma mentis della donna che aspira a voler essere mamma) questi sono i risultati, poiché un 30 enne di oggi guadagna la metà di suo padre alla stessa età. Inoltre, più si alza l'istruzione femminile (che è cosa buona e giusta) più però la "famiglia" non è una priorità: Tanto è vero che nei paesi a problema opposto (troppi figli e donne sottomesse) la soluzione è aumentare l'istruzione femminile.


    A questo punto il mio pensiero si avvicina a quello del filosofo Diego Fusaro:

    L'invidualismo è il prodotto di una società sempre più ferocemente consumistica e precaria che vede nel consumo la realizzazione del materiale e dell'immateriale. In assenza di un'etica e in un mondo che abbatte ogni argine pur di fare "profitto" al fine del profitto stesso, questi sono i risultati: I valori si disgregano e le persone diventano forma merce.