Posts by Juniz

    La tua condizione mi ricorda molto la metafora (una massima orientale) di colui che voleva pulire e fare ordine con uno straccio non sapendo che questo però era sporco di olio. Appena inzia questa pulizia, l'olio si cosparge, allora, insiste e inzia a strofinare con più forza e ungendo di più ciò che voleva lucidare entrando in un loop ...


    Ora, la tua instabilità emotiva è lo straccio sporco, le tue relazioni sono ciò che vorresti invece pulire, chiarificare e ordinare una volta per tutte: A mio avviso, puoi anche ragionare su queste relazioni, sia quella del tuo ex marito, sia quella con il compagno, senza lavorare prima sulle tue emozioni (che includo in particolar modo l'ansia) ma non ne esci, non lo dico per scoraggiarti, ma banalmente, se sei dominata dall'ansia, come fai a prendere una decisione anche minima ? Non puoi, arriva l'ansia e allontani il compagno o torni dal marito, annullando ogni discorso più o meno condivisibile fatto precedentemente ...


    Devi andare alla radice di queste problematiche affettive ... non lo dico per giudicarti ma "l'amore" che provi non è detto che sia un amore sano così come quello che ricevi e che ti fa andare in euforia (quello del compagno) ... Stesso discorso il ruolo che queste persone hanno assunto nella tua vita, ma da loro non puoi aspettarti nulla, se tu che devi cambiare e il resto poi cambierà di conseguenza.

    Io ho sentito molto la sua mancanza, il non stare la sera abbracciati sul divano, ed addormentarci abbracciati. Lui mi ha detto che aveva talmente tanto da fare, da non avere nemmeno il tempo di rendersi conto se gli sono mancata oppure no.


    E dopo questa dichiarazione siete tornati ad abbracciarvi oppure in tal senso lo cerchi solo tu ?

    Secondo me staccare la spina (certo non per un mese) non è una cattiva idea. Riguardo i problemi di coppia, personalmente, credo nell'equilibrio fra il "fare" e il "non fare".

    Il "fare" puo' essere l'iniziativa, aprire un dialogo, esprimere verbalmente i propri bisogni, cercare una soluzione, insomma agire in qualche modo attivamente (e su questo penso siano stati dati ampi consigli). Il "non fare" è il vuoto, il lasciare che le cose siano, non agire cercando un cambiamento ma seguire il flusso ...


    E inoltre credo molto nell'energia che mettiamo nei nostri propositi: Allontanarsi ma covare risentimento, oppure, farlo aspettando di innescare una reazione, di norma, non funziona. Ma quando ti allontani dal partner in maniera spontanea perché qualcosa ti porta momentaneamente via, può essere un impegno, come puo' essere un momento in cui le circostanze si mettono in modo per cui ci si sente o si sta assieme "meno del solito", può anche essere quel bisogno di ritrovare se stessi e di non pensare all'altro o alla relazione, si produce da se' un campo magnetico che riporta l'attrazione in gioco.


    Fondamentale è la spontaneità e il senso di libertà e anche pace con se stessi e con l'altro: Senza necessariamente organizzarsi la vacanza con tanto di valigia, magari, passando con la valigia di fronte al marito per sperare che si "accorga" (è un esempio volutamente esagerato, per dire, attenzione a non cercare "attenzioni" in modo indiretto) ci si può invece mettere in ascolto della vita e cogliere le occasioni che arrivano spontaneamente, con spirito sincronico: Accettare un invito nel momento in cui arriva, oppure, se si vede la pubblicità di un evento che interessa: andarci anche da soli e così via ... e semplicemente vedere cosa accade, anche dentro se stessi ... Quando si rompe uno schema, un modo di fare o un approccio a un problema ormai divenuto vecchio e ripetitivo e quindi improduttivo, c'è da stupirsi, perché si scopre sempre qualcosa di nuovo, su di noi, sul mondo. Da qui arrivano le soluzioni oppure il problema semplicemente si scioglie, se il marito è in un periodo così e non il suo "tempo", in attesa che questo arriverà, almeno, si avrà vissuto.

    Gloria, io onestamente non lo so, ci credo che una opinione facciate fatica a farvela perché sono io la prima a non sentirmi lucida. Mi rendo conto che sono piena di contraddizioni e non riesco a capire cosa provo per l'uno e per l'altro. È un continuo tira e molla tra tutti e due. Non riesco a stare con il mio compagno in maniera stabile e quando mi ci impegno vorrei tornare da mio marito anche se non ne sono innamorata, però in quei momenti sento proprio il bisogno di tornare a casa con la mia famiglia, vivere la mia vita di famiglia, salvo poi tornare sui miei passi perché il mio compagno mi manca e voglio stare con lui. Ieri sera per esempio siamo usciti, siamo stati benissimo, io però PRIMA di vederlo mi sono sentita piena di ansia, da stare veramente male. Poi quando siamo insieme sto bene, però poi oggi non ci sentiremo perché io ho proprio bisogno di sapere che lui è sempre ad una certa distanza, sennò mi sento troppo invasa. Lui dovrebbe essere una parentesi della mia vita e basta, che decido io quando aprire e quando chiudere. Mi rendo conto dell'anormalità della cosa, però è così che mi sento. E quando me lo fanno notare sto peggio, perché mi sento inaiutabile. E' come se io stessi bene con lui però questo mio sentire è anche la causa del mio malessere....so che non è facile capire, io però sto veramente male, la testa pesante e soprattutto non dormo. Io penso che lui sia davvero innamorato, lo sento...anch'io ho ipotizzato quello che hai scritto prima, ne abbiamo anche parlato, del fatto che mi vedesse come la donna che lo riempie di orgoglio perché comunque sono una bella donna mentre lui non è un uomo proprio attraente. Magari la mia presenza gli fa aumentare l'autostima, non lo so...ma non penso arrivi fino al punto di tollerare 8 anni di altalena solo per questo. È un uomo intelligente e sensibile, potrebbe benissimo trovare altro, quantomeno una persona stabile.



    Una relazione senza problemi non è più una relazione, la cura e l'assestamento di una relazione a mio avviso è una constante, non c'è mai un punto di arrivo, se quindi si vuol vivere "seramente" (sapendo che la serenità assoluta è fatta di momenti transitori in un grafico di alti e bassi) e dei lati del partner che magari non sono (e mai saranno) complementari ai nostri, dobbiamo necessariamente curare la relazione con noi stessi. Non c'è altra strada per come la vedo io, tutte le altre, portano all'inferno.


    In altre parole per un 50% si deve fare un lavoro -costante- su se stessi al fine di mantenersi emotivamente stabili di base, lavoro che dovrebbe essere una postura di vita per vivere un'esistenza migliore anzitutto per se e non per fare una cortesia all'altro, e il restante 50% invece si può osservare, valutare, analizzare la personalit dell'altra persona e del suo contributo nel bene e male alla relazione ... Perché il partner è uno specchio e ci rimanda a che punto di evoluzione emotiva siamo della nostra vita, quali paure non abbiamo superato, di quanta auto-responsabilità siamo in grado. Cio' che dico potrebbe essere scambiato per un "Allora bisogna accettare tutto, anche un traditore seriale?" ... Assolutamente no, ma, quando si è responsabili di se stessi e delle proprie emozioni e del proprio percorso di vita, l'altro, anche avesse comportamenti eccessivi e discutibili... non ti trascina con se, perché il padrone di te stesso, della tua vita, sei Tu.


    Semplicemente si capisce che il percorso con l'altro non è un percorso in linea con il nostro, non c'è niente da imparare da quella persona, le sfide, le lezioni offerte da quella relazione sono consapevolezze acquisite e superate (non senza sofferenza e tribolazione) proseguire significherebbe ripetere. Questo in un eventuale postura di vita che vede la relazione come palestra personale. Altrimenti, la propria sofferenza e propri irrisolti, la sofferenza dell'altro e i suoi irrisolti, come stampella e piede rotto si trovano perfetti assieme, con il problema che ad un certo punto non si riesce né a camminare decentemente né a mollare la stampella ... la classica relazione conflittale sia con se stessi (non sapendo cosa fare, nella perenne insoddisfazione e confusione) e con l'altro (tira e molla) ...


    Tutti cercano di inserirsi nelle relazioni recitando il ruolo che conoscono e che hanno ereditato nella loro costellazione famigliare (alcuni nel ruolo di salvatori, altri nel ruolo di crocerossini, chi nel ruolo di vittima << Le donne sono tutte cattive, meno male che ho conosciuto te, che sei diversa!>> ... Questi ruoli non bisogna nutrirli, anzi, è bene recidere le loro radici così che secchino potenziali fronde, perché nel momento in cui, ad esempio, un uomo che Ti tiene accando con dimostrazioni e conferme ti pone per riflesso nel ruolo complementare di bambina, e tutte le volte che "qualcosa non va", automaticamente si cerca fuori la stabilità, la sicurezza e la serenità e non nell'unico luogo dove essa ha orgine cioè all'interno di se stessi: Ecco perché poi è difficile lasciare anche una persona con cui si sta male. Non si migliora la relazione, non si migliora se stessi. Nel momento in cui non fosse possibile per vari motivi migliorare la relazione perché l'altro non è pronto, non è maturo, ha i suoi caxxi e irrisolti, si puo' quantomeno scegliere e di conseguenza alla scelta aver fatto qualcosa si buono almeno per se stessi.


    Saranno anni (8) che lo analizzi e ti poni domande su di lui e a questo punto ... A quali risultati ti ha portato se non a girare su stessi dubbi, domande, a anche giudizi trancianti sul suo essere un traditore ... (in otto anni e con questa instabilità se avesse voluto avere un'altra penso sarebbe già successo e te ne saresti accorta).


    Secondo me la vita attraverso questa relazione l'ansia e la sofferenza ti sta mandando dei segnali, come per dirti guarda le cose più profondamente, cambia gli occhiali con cui osservi il tutto da anni, ciò che accade può avere un altro senso, può essere addirittura un aiuto (da parte della vita) a divenire più forti, più liberi di amare o di lasciare andare (che è sempre amare) ... Devi inziare da te e con l'aiuto di un terapeuta serio ... Se l'analisi diventa uno sfogatoio, un lamento, un luogo di compatimento dove si dicono cose politicamente corrette, non sei sulla strada giusta ... fidati di chi puo' dirti cose che ti danno fastidio... anzi ti direi apriti al fastidio ...

    Per quanto riguarda il suo tradire..io credo e sento proprio a pelle che sia predisposto e nulla me lo toglie dalla testa. Poco importa la motivazione: che sia uno che lo fa perché gli piace cambiare, per insoddisfazione (non è che in un rapporto tutti i parametri siano sempre allineati su quelli che sono i nostri desideri), o per divertimento, per avere conferme e chi più ne ha più ne metta. Se non era soddisfatto del suo rapporto con la moglie avrebbe potuto chiudere prima di tradirla non una ma 4 volte. È questo il punto, a mio avviso. Perché in quel caso sei recidivo e lo fai perché SEI un traditore.


    Ma quando sei giunta a questo giudizio nei suoi confronti ?

    Se l'hai scoperto e realizzato gradualmente, negli anni, ancora ancora potrei capire le tue posizioni (anche se con fatica) se invece lo sapevi dall'inzio della vostra relazione essendo anche tu una di quelle con cui ha tradito la moglie: E' inutile addebitare a una persona scelte (ormai immodificabili) del suo passato e riguardarti la ex relazione chiusa da anni: Vi fate solo del male a vicenda oltre che perdere tempo.


    Se non sbaglio sono otto anni che state assieme e penso che certe valutazioni e dubbi hanno senso nell'arco del primo anno, dopodiché, se il rapporto non evoleve, bisogna porsi altre domande, non solo quelle se l'altro è un traditore o meno, mio modesto avviso. Nell'arco di anni è inutile stare con una persona con cui continua a esserci diffidenza e di cui il giudizio è rimasto negativo. Perché a parte il discorso tradimento, una relazione lunga deve basarsi su una reciproca conoscenza e crescita, lo scopo del tempo investito è quello ... L'ho detto anche nell'altro Thread: A me sembrate bloccati a una perenne fase inziale ...

    Ammesso e non concesso che lui sia un traditore seriale, a mio avviso, dopo aver cercato di "smascherarlo" come descrivi, ovvero avendogli teso una trappola per coglierlo in flaganza di reato o attraverso il metodo coercitivo (chiedere il telefono) a mio avviso a questo punto è molto probabile che hai condizionato i suoi comportamenti, hai confermato i tuoi sospetti, ma al prezzo di aver anche contaminato (e non di poco) le prove certe sulla sua infedeltà o il suo "potenziale" di uomo infedele.


    Io sono una persona onesta, ma, se il mio fidanzato mi chiedesse di controllare il telefono di fronte a lui: Non glielo darei. Il motivo è semplice: Senza aver per forza fatto robe strane, se una persona (in questo caso l'ipotetico fidanzato) è sospettoso e non si fida di suo, controllando il telefono potrebbe trovare un sacco di elementi ambigui, che di per se' non vogliono dire nulla, ma se una persona è sospettosa e non conosce il contesto in preda alle paure ed emozioni potrebbe facilmente fraintendere ... E questo non è un metodo per coltivare fiducia in un rapporto, il gesto lo trovo purtroppo come uno di quei gesti che in una coppia sanciscono il punto di non ritorno della fiducia, da tutte e due le parti, scusa la schiettezza.


    Altro aspetto da non tralasciare: Questo comportamento è accettato a parti invertite ? Se lui prendesse il telefono tu lo accetteresti senza cancellare nulla ? Che siano chiamate recenti, ecc ? Anche se sai che non hai fatto nulla di male, sei sicura di risultare ai suoi occhi totalmente trasparente e che non possa fraintendere qualcosa ?

    Altra considerazione: A mali estremi estremi rimedi: Piuttosto è meglio controllare il telefono di nascosto o farsi aiutare dall'amico che "ne capisce" e clonare Whatsapp (informatici ditemi voi, l'ho sentito a C'è Posta per Te in diverse storie di tradimento, non so cosa sia, immagino installare una app che riferisce le chat whatsapp del partner?) sarà un po' da carogne ma almeno si ottiene la "certezza assoluta" come hai detto qualche post fa.


    I comportamenti passati con la ex moglie: Questo non è detto che faccia di lui un seriale, quindi uno che tradisce per gusto di avere la relazione extra, ma, è possibile che di fronte qualsivoglia difficoltà, cerchi conferme "all'esterno" ... In ultima analisi per avere un quadro certosino e pulito della sua psicologia senza arrivare a mitizzarne i tratti, devi essere scevra di paure (la paura offusca la visione e crea profezie auto-avveranti) e di pregiudizio,in ultima analisi non devi analizzarlo con le sole emozioni ma con più freddezza, magari non ne esce fuori un santo, ma almeno riesci a contestualizzare per quale tipo di infedeltà tende: Se per paura, se per fuggire dai problemi, se perché gli piace andare a letto con altre donne, ecc ... E di conseguenza capisci anche SE in questa situazione c'è una CIRCOLARITA' condizionante nei vostri comportamenti, spiego meglio, è possibile che da parte tua ci sia un precedente che possa averlo spinto effettivamente a non fidarsi di te ? Mi viene in mente la situazione parallela con tuo marito ad esempio. Voglio dire è nato prima l'uovo o la gallina ? E' proprio tutta colpa sua se la fiducia in questo rapporto non c'è oppure in qualche misura anche per quanto riguarda te c'è stato un contributo per creare una relazione priva di fiducia ?

    Secondo me donne che stanno bene con i capelli molto corti o addirittura rasati aumentando di femminilità anziché perderla devono essere delle bellezze "base" non indifferenti, quindi bellezze oggettive e praticamente nei canoni: Quindi visi armonicamente prossimi al perfetto, senza difetti (tipo naso grande, mento largo, fronte alta).


    Per esempio Demi Moore in Ghost: Un caschetto alla maschietta che solo lei con un collo così lungo e slanciato e un viso così armonioso può permetterselo senza perdere un solo grado di femmilità, anzi, sprizzandola molto di più di un capello lungo sulla sua figura. Inoltre per tutto il film indossa abiti larghi informi e comunque fluisce come un derviscio non essendo mai goffa ... Prediamo una persona normale stesso taglio e stesso outfit ed ecco il sacco di patate :D

    La Favorita (2018)


    Ma sì carino ... Un film in costume che per trama, personaggi e regia fluisce. Alcuni elementi non mi hanno convinto: Le musiche (una precisa track abbastanza ossessiva e ridondante per certe scene) che voleva essere forse suggestiva ma l'ho trovata solo molesta e mal sposata alle immagini. Lo smezzare il film in capitoli titolati con frasi salienti dei dialoghi: Una scelta che mi ha lasciata alquanto perplessa, nel senso che non riesce a essere caratteristica, non è un film che frammentato in capitoli arricchisce chissà quanto di ritmo, anzi mi è parso più forzato che altro. Poi debole anche il tentato simbolismo di certe scene. Per il resto bella fotografia, interpretato molto bene da tutti gli attori (attrici) principali, psicologia dei personaggi sfiora un po' il già visto in altri film dello stesso genere (L'altra donna del Re? Non ricordo) ma tutto sommato non scade nel banale, ci voleva solo un po' di spessore in più su alcuni punti per rendere l'arco evolutivo dei personaggi, uno in particolare, più tridimensionale ma tutto sommato è "ok", mi ha ripugnato positivamente, perché ha il giusto tocco di crudezza nel descrivere la realtà opulenta dei reali e le dinamiche di corte ... piaciuto ma non riserva, quindi niente "wow" ... finale un po' piatto ...

    La vera domanda è perché tu le chiedi come va e come sta alla luce delle sue scelte, dei suoi comportamenti e di come ti ha trattato ?


    Questo tua postura da papà con la figlia adolescente in crisi, che sicuramente non è un approccio iniziato dopo il suo tradimento + fuga da casa ma sarà stato il paradigma della vostra relazione per molti anni, potrebbe essere parte del problema per cui lei ti ha trattato così, senza rispetto e senza sforzarsi di essere più matura, appunto come un'adolescente in crisi ribelle ...


    Molte risposte sono dentro di noi e nei nostri comportamenti, poi, specularmente, si capisce anche cosa ha spinto l'altro nei suoi di comportamenti.

    Interessante anche i gusti verso il vestiario dell'altro sesso.


    Dunque nell'uomo non mi piace l'abbigliamento sportivo. A meno che si tratti di un rapper (ho un debole per mr rain, su di lui è tutto bello :star_struck: ) non mi piace lo stile tipo le felpe o le tute, t-shirt con sopra la camicia, camicie colorate, insomma tutto cio' che è giovanile. Anzi faccio prima a dire cosa mi piace: camicia neutra, jeans, cintura, giacca o la versione più rock tipo giubotto di pelle, t-shirt e jeans. Scarpe sportive in colori accesi tipo fluo sugli uomini non le sopporto ... Ovviamente il vestiario trascurato, tipo pantaloni e magliette messi a caso ... E anche lo stile tronista non lo sopporto, tipo quelle sciarpette a girocollo e i pantaloni con le caviglie di fuori, i mocassini, tutto cio' che è tamarro ... Tatuaggi: Non impazzisco ... Se ci sono ok ma non guardo l'uomo "tatuato" con tutto il contorno a seguito. Da sempre avuto un debole per quelli con gli occhiali e l'aspetto serioso, ho un debole per le anime un po' nerd ... :smiling_face_with_heart_eyes: