Posts by Pivaldo

    gloriasinegloria


    Grazie per aver condiviso la delicata esperienza che hai raccontato.

    Sono pienamente d'accordo sul fatto che ogni relazione e, persino, ogni momento di intimità ha le sue peculiarità.


    Viene comunque ribadito che l'eccezione conferma la regola, però.

    Perché è comprensibile che certe caratterizzazioni di un rapporto di coppia possano essere viste da un punto di vista romantico, se il rapporto è stato breve. Diverso è il caso quando certi inconvenienti si devono valutare in una prospettiva di lunga durata: la romantica tolleranza si dissolve ...


    Quello che mi sento di affermare che, ferma la varietà di espressione delle esigenze sessuali all'interno di ciascun genere, la tendenza che per i maschi sia più impellente rispetto che per le femmine sia un dato tuttora confermato dall'esperienza.


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    Arricchirei il dibattito dicendo che, per quello che mi consta, il piacere femminile non necessita sempre di un orgasmo clitorideo o vaginale, perché talvolta è collegato a delle sensazioni culturali e di mente che eccitano e soddisfano lo spirito trasgressivo. L'appagamento femminile può risultare molto diverso da quello che normalmente si immagina e quasi incomprensibile ai maschietti.


    Peraltro, la sessualità femminile è molto più articolata e varia di quella maschile, che, al confronto, è generalmente abbastanza lineare e prevedibile.


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    In ciò che volevo indicare, crescere significa riconoscere il cambiamento e non negarlo perché il cambiamento ogni tot busserà sempre alle porte della vita o della relazione. O lo neghi facendo muro o cerchi "altrove" false soluzioni (ad esempio tradendo il partner che ami) che ti fanno restare un uomo (o una donna) inconsapevole che vive le relazioni in modo fondamentalmente narcisista e opportunista, pensando che questo opportunismo ti faccia trovare lì fuori "cuori più aperti" quando invece ti vincolerai a una vita dove il ripiego è prendere un po' di sesso con qualcun altro più deluso di te, di cui di te, come tu di lui, infondo non gliene frega niente se non appunto confermarsi l'ego per un po' ... per poi ritornarsene perplessi e amareggiati nelle relazione ufficiale.


    Significa quindi porsi domande, cercare risposte, e non "fare muro" e perseverare con un approccio che ha funzionato nel passato.

    In poche parole indagare dentro di sè, dentro il rapporto. Tutte occasioni per conoscere meglio se stessi, non sono "favori" che si fanno al partner.


    La coppia dove non cambia mai il paradigma (io ne conosco qualcuna) è la coppia in cui uno dei due è vittima. In altre parole c'è un partner che abbassa la testa e si fa stare bene tutto, perché in queste coppie è insito un gioco di potere: E cioè con uno dei partner non c'è margine di contrattazione, confronto, dialogo, messa in discussione. Quando va bene queste coppie vivono una quotidianità fatta di una sofferenza che è un'abitudine talmente consolidata che ormai è percepita come normalità.

    La vita è una continua evoluzione e, sono d'accordo da sempre, la relazione di coppia implica una serie infinita di punti di equilibrio da raggiungere e superare per il prossimo traguardo.


    In questa curva evolutiva, che procede nel tempo, arriva il momento, però, nel quale questa capacità di trovare compromessi tende a sclerotizzarsi e la capacità/flessibilità di uno (o di entrambi) de(i) partner diminuisce.


    Un esempio banalissimo: da fidanzati si va sempre in campeggio, poi appena sposati la moglie dice che il campeggio è insopportabile e che si deve andare in albergo. Lo fai, lo accetti, ma è l'inizio di una riduzione dell'area del possibile consenso.

    E così capita nella sessualità: certe pratiche vengono abbandonate senza particolari spiegazioni o certe disponibilità diminuiscono. Quell'area di complicità e di intesa a pelle che aveva celebrato la realizzazione della coppia entra in crisi: andare in vacanza, che comportava una tacita intesa/promessa di sessualità si trasforma in crisi nel nome del riposo. Solo che il relax tende a scomparire ...


    Faccio una considerazione complementare basata sull'esperienza, provata in almeno due occasioni, con partners diverse, sempre in relazione al sesso.

    Se nel parlar chiaro, nell'aprirsi a spiegare il proprio punto di vista o le ragioni dell'insoddisfazione, accenni a chiudere l'esperienza di coppia e lasciarsi, può capitare che si susciti nell'altro partner una reazione diversa, ovviamente se esiste la volontà di cercare di recuperare il rapporto. All'improvviso, tutte (o quasi) le reticenze o le opposizioni scompaiono e si ritrova l'intesa da lungo tempo perduta, almeno per un certo tempo.


    Senza proseguire nel ragionamento, che porterebbe lontano, può venire alla mente che la flessibilità/disponibilità perduta del partner non era altro che un tentativo di esercitare un potere, di imporre il cambiamento nel senso voluto (non negoziato). E ci rifletti sopra ... sulla lotta di potere che può diventare l'infinita sequenza di punti di equilibrio di cui parlavano all'inizio.


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    Ma....essendo anch'io reduce da tre aborti mi chiedo dove sta il "volere bene" al proprio partner. Se pensi al mio uomo dopo gli aborti, la delicatezza, la pazienzs, le lacrime di entrambi....


    C'è un binario comunicativo che è quello delle emozioni che secondo me va coltivato e percorso, soprattutto per mantenere un'intimità che soffre è diventa meccanica quando in una relazione la si slega completamente dalle emozioni.

    Mi sento di condividere pienamente questa riflessione e, quando avevo letto il thread e la storia dei tre aborti ero rimasto sorpreso dal tono usato.

    Certo, ci sono aborti spontanei che possono non incidere sul fisico e sulla psiche (Memole ha già avuto tre figli), ma ci sono aborti che vengono vissuti, non solo dalla donna ma anche dal partner, come eventi traumatici. E talvolta minano le basi della coppia.


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    Quando l'ho conosciuto e saputo che aveva avuto una relazione durata circa 16 anni (lui ha 38 anni) un po' di timore del fatto che fosse inesperto c'era, ma mi ha raccontato di alcune sue esperienza che mi hanno fatto ricredere. Ora se ne esce con questi discorsi...

    Mi permetto di evidenziare come, in materia di sesso, specie per i maschi, un uomo cerca di presentarsi come "esperto" e tende a millantare esperienze che non ha mai maturato (attingendo dalla pornografia, ad esempio).

    Uno che ha avuto una relazione di 16 anni con la stessa partner conosce quella donna, non le donne in generale. E non è detto che abbia sperimentato con lei molte varianti o pratiche sessuali (se, per esempio, alla sua storica compagna non piaceva il sesso orale o i preliminari).


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    Oggi ha ripreso l'argomento! E quando gli ho detto che io ho solo bisogno di un po' di preliminari mi ha detto che è perché io non sono presa quanto lui perché altrimenti mi basterebbe il semplice rapporto! Insiste nel dirmi che per me è puramente meccanica. Non riesco a capire se sia lui a sapere poco sul sesso/amore o se sia io! Se per me fosse una cosa meccanica farei sesso con il primo che capita, invece, per me ci dev'essere anche intesa mentale, non a caso i miei partner si contano ancora sulle dita di una mano.

    Cosa ne pensate?

    Che mi sa che la risposta te la sei data.


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    Mentre completavo il mio post precedente, tagliando diverse parti troppo personali, Juniz tu postavi l'intervento che ho sopra citato.

    In effetti, pure quel thread che affrontava l'argomento sollevato dall'opener, è rimasto senza conclusioni.

    Problematica sempre aperta.

    Termino il mio argomentare.


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    Se conoscessi la soluzione istantanea per Memole gliela direi molto volentieri.

    E' un problema che mi sono trovato a fronteggiare, per dirla tutta, in entrambe le mie relazioni ventennali, con donne diverse per educazione ed ambiente familiare, e constato che, nonostante una disponibilità a mettermi in discussione, approccio democratico nella suddivisione delle incombenze familiari (cose che mi sono state riconosciute), il punto di arrivo è sostanzialmente lo stesso: ad un certo punto cala il sipario e si chiude. Sono io che devo cambiare .....


    Adesso mi sembra strano che anche la seconda convivenza si sia arenata sulla stessa spiaggia, nonostante le diverse condizioni di partenza.


    Ritengo legittimo porre il problema in generale (per rispondere a Pumpkin F.), perché sono (siamo) in tanti a porcelo e cercare spiegazioni.


    Che vuol dire, in concreto, che i componenti della coppia devono "crescere" ? E' un concetto astratto che va riempito di contenuti ...


    La soluzione tradizionale - dal punto di vista maschile - è quella di smettere di insistere e trovarsi un'amante, scopamica, ecc.. Ce ne sono (potenzialmente) ad ogni angolo, basta non chiudere gli occhi. Il mondo è grande e pieno di opportunità.


    E ci sono montagne di partners che non si stupiscono dell'arrendevolezza del compagno/a di lungo corso, finché, magari per sbaglio, scoprono di essere stati traditi da tempo, almeno per la parte sessuale.

    Come la signora sessantenne che menzionavo ieri (con il marito scappato con la spogliarellista), come il mio caro amico che ancora si danna a colpevolizzare la moglie a distanza di 8 anni dalla scoperta della relazione che aveva con un collega di ufficio, ecc. ecc. Ne potrei fare parecchi di esempi che ho osservato.


    Sono realmente interessato a scoprire quali siano le soluzioni che vengono proposte, ma in concreto ...


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    Immagino che il problema per te sia che lui era più giovane, lei magari non più fresca, lui voleva fare sesso etc.

    Ma qui il problema per me è di una mancanza generale di consapevolezza da ambe due le parti ... già si capisce dai ripetuti matrimoni e pure dai "personaggi" con quale questi sono stati sugellati ... Senza offesa ma non basta essere "gente rispettabile" o borghese o presumibilmente di "mondo" per avere un minimo di saggezza, che è la base, di ogni buona relazione.

    No, non è così semplicistica la mia analisi.

    Fare la cougar con un maschio più giovane è abbastanza semplice se non si ha la pretesa di creare una famiglia (ma si rischia di rimanere sole, alla lunga).

    Per tenere un uomo accanto nel tempo, la femmina (che, riconosco, ha un ruolo intellettualmente più elaborato e sofisticato di quello maschile, in genere, all'interno della coppia) deve capire come mantenerlo interessato. Se si lascia andare e non lavora su se stessa per impegnarsi nel mantenere una tensione positiva nella coppia moderna, soggetta a così tante tentazioni (che causano occasioni innumerevoli di confronto), l'unione tende ad implodere.

    Ma è un discorso lungo, sul quale ritornerò.


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