Vi faccio partecipi di questa riflessione: nel mondo di oggi, in Italia o paesi analoghi, per la prima volta dopo secoli conviene essere donna invece che uomo. Stiamo assistendo a questo cambiamento epocale dei rapporti fra i sessi senza rendercene pienamente conto: era chiaro che con l'aumento delle libertà e della parità dei sessi si sarebbe arrivati ad un punto di convergenza, la mia teoria è che non solo ci siamo arrivati ma siamo andati leggermente oltre con il risultato che adesso conviene essere donna e non uomo. Mi rendo conto che verrò azzannato dalle varie femministe ma vorrei stimolare una discussione e cercare di mantenere un punto di vista obiettivo.
Ecco uno schemino sul confronto uomo/donna.
- Situazione lavorativa: le donne/ragazze nate a partire dagli anni 70 hanno praticamente le stesse possibilità degli uomini, ormai si vede. La storia del salario medio inferiore è vera ma il conto è fatto senza specificare il tipo di lavoro, e le donne puntano a lavori che mediamente vengono pagati meno. Ogni successo lavorativo per una donna è sempre visto come un plus, mentre per l'uomo è visto come "normale". Una donna di 30 anni disoccupata a casa è "una poveretta" considerata troppo ingenua o addirittura vittima del sistema, e può sempre spacciare la sua situazione per una scelta di vita e trovare comunque qualche uomo con cui accasarsi, mentre un uomo di 30 anni disoccupato è "un fallito" sempre e comunque, e trovare una che si mette con un disoccupato >30 è un'impresa.
- Situazione sentimentale: una ragazza normale (escludendo quindi casi estremi) di solito ha sempre qualcuno che gli viene dietro, anche se di solito non è l'uomo dei suoi sogni, ma è qualcosa. Infatti già in età adolescenziale le ragazze possono avere le loro prime esperienze, e continuare ad averne molte in età adulta, cosa che per un uomo non è affatto scontato. Alcuni uomini, pochi, ci riescono, molti altri no. Di fatto una donna "single non per scelta" è molto rara, una donna ha sempre molte opportunità di accoppiarsi, anche solo temporaneamente, se resta single non è perché gli mancherebbe la materia prima. Se una donna sceglie di sposarsi ha poi l'intera legge matrimoniale dalla sua parte e non deve dunque temere nulla (a meno che non si sia messa con un uomo che guadagna meno, naturalmente, ma comunque quasi certamente mantiene il controllo dei figli), e può sperare di rifarsi una vita anche da 40/50enne date le enormi opportunità che la società offre.
- Situazione politica: ormai le donne hanno accesso alle massime cariche pubbliche senza problemi, alcuni partiti hanno addirittura la parità di genere obbligatoria nelle liste elettorali, praticamente una discriminazione verso gli uomini.
- Culturalmente le donne sono poi nella situazione in cui possono giocare la carta del vittimismo, e sfruttare varie situazioni per ottenere agevolazioni varie, esplicite ed implicite. In generale le donne possono mantenersi nel limbo fra la donna tradizionale (e pretendere dunque che gli venga offerto questo e quello, o addirittura pretendere di non lavorare) e la donna moderna (e pretendere dunque spazi e libertà), a seconda di come conviene il momento.
Per tutte queste ragioni il presente è un momento d'oro per la donna.
Seriamente
io vedo spesso donne che si fanno un sacco di problemi senza capire che hanno enormi possibilità, quantomeno se raffrontate a quelle che avevano le loro madri/nonne, eppure riescono lo stesso a essere infelici. Forse c'è qualcosa di profondo che non va? ![]()