Autocritica patologica

  • L'ansia mi preclude qualunque incontro con gli altri. Dopo qualunque incontro con qualunque persona comincio a rimuginare e ad insultarmi mentalmente come se chissà che figuraccia abbia fatto... Percepisco ogni mia performance con gli altri come una figuraccia, per cui mi tormento anche per ore. Ho letto che è un tipo di atteggiamento, quello della vergogna, che è particolarmente comune in persone che hanno affrontato un membro della famiglia svalutante. Che posso fare per tranquillizzarmi ogni volta?

  • Ciao!

    Involontariamente hai fornito a me una chiave di lettura della mia patologica introversione: la figura paterna, che da sempre tenta con ogni membro della mia famiglia di mettere in atto goffi tentativi di plasmare gli altrui caratteri.

    Ciò premesso, non ho grandi consigli da dispensare, semplicemente ad oggi definisco me stessa "misantropa" non tanto perché io detesti il prossimo, quanto perché sto malvolentieri con gli altri per gli stessi motivi che tu hai descritto.

    In pratica, siccome non riesco ad evitare di sentirmi inadeguata nel confronto con gli altri, finisco per evitare gli altri che, attualmente, per me rappresentano più motivo di disagio che di gratificazione.

    Ho voluto, però, essere indulgente con me stessa almeno in un aspetto: ho deciso di non forzare la mano, se per ora il mio sentire è questo non voglio forzarmi ad essere qualcosa di diverso.

    Potresti provare anche tu, per adesso, a non sentirti in colpa anche per come affronti le relazioni con chi ti circonda?

  • Anche io ho la figura paterna, come cardine principale di tutta la violenza famigliare.

    E anche io spesso mi sono definita "misantropa", e probabilmente più per il problema descritto che per reale odio per gli altri... come te.

    Sì, certo che potrei provare, il problema è che non so se riuscirei, perché è un meccanismo che scatta in automatico, quello dell'auto-critica, ed è fuori dal mio controllo. Si parla di veri e propri insulti che mi rivolgo da sola mentalmente, e so che può suonare come una cosa da folli, ma non riesco a controllarla...

  • Anche io ho la figura paterna, come cardine principale di tutta la violenza famigliare.

    E anche io spesso mi sono definita "misantropa", e probabilmente più per il problema descritto che per reale odio per gli altri... come te.

    Sì, certo che potrei provare, il problema è che non so se riuscirei, perché è un meccanismo che scatta in automatico, quello dell'auto-critica, ed è fuori dal mio controllo. Si parla di veri e propri insulti che mi rivolgo da sola mentalmente, e so che può suonare come una cosa da folli, ma non riesco a controllarla...

    Non credo suoni come una cosa da folli, suona più come il segnale di una personalità estremamente autocritica, che difficilmente accetta se stessa anche per gli aspetti "d'ombra".

    Siccome sono anche io così, ti voglio fornire un'altra chiave di lettura: e se, ogni tanto, fossero gli altri a sbagliare? Può darsi che non sia così ma, forse, anche a livello di calcolo probabilistico, potrebbe essere proprio in questo modo, no?

    In sincerità, tuttora fatico, a 39 anni, a non biasimare sempre me stessa per ogni minima cosa, ma poi mi guardo intorno e vedo che gli altri non sono sempre tutto questo splendore. E allora cerco di essere meno critica verso me stessa.

  • Ciao Kowalski_93 e My Fair Lady, mi dispiace molto leggere ciò che scrivete perchè ho la sensazione di esserci passato anche io per un lungo periodo ed a volte questo si ripresenta a tratti o in forme più subdole. La chiamerei autocritica per darle un nome anche se non sono sicuro sia il termine più appropriato psicologicamente. Al momento sto scrivendo una voce su wikipedia su un tema correlato (https://it.wikipedia.org/wiki/Autocompassione) e credo che potreste trovarlo utile. Se vi sentite la voglia di farlo v'invito con calma a darvi un occhio alla sezione "Esercizi" ed a provarne alcuni di quelli che trovate lì. Dico con calma perchè ricordo che le prime volte per me è stato molto difficile farli. Nel mio personale caso si sono rivelati utili. Se vi capita di provarli mi farebbe piacerebbe sapere se lo sono stati anche per voi.

  • Ciao Kowalski_93 e My Fair Lady, mi dispiace molto leggere ciò che scrivete perchè ho la sensazione di esserci passato anche io per un lungo periodo ed a volte questo si ripresenta a tratti o in forme più subdole. La chiamerei autocritica per darle un nome anche se non sono sicuro sia il termine più appropriato psicologicamente. Al momento sto scrivendo una voce su wikipedia su un tema correlato (https://it.wikipedia.org/wiki/Autocompassione) e credo che potreste trovarlo utile. Se vi sentite la voglia di farlo v'invito con calma a darvi un occhio alla sezione "Esercizi" ed a provarne alcuni di quelli che trovate lì. Dico con calma perchè ricordo che le prime volte per me è stato molto difficile farli. Nel mio personale caso si sono rivelati utili. Se vi capita di provarli mi farebbe piacerebbe sapere se lo sono stati anche per voi.

    Ciao!

    Grazie mille, sarà interessante seguire il tuo suggerimento!! 👍

  • L'ansia mi preclude qualunque incontro con gli altri. Dopo qualunque incontro con qualunque persona comincio a rimuginare e ad insultarmi mentalmente come se chissà che figuraccia abbia fatto... Percepisco ogni mia performance con gli altri come una figuraccia, per cui mi tormento anche per ore. Ho letto che è un tipo di atteggiamento, quello della vergogna, che è particolarmente comune in persone che hanno affrontato un membro della famiglia svalutante. Che posso fare per tranquillizzarmi ogni volta?

    Accetta con serenità il fatto di fare schifo. Così ho fatto io, e ora sto assai meglio. Se combatti contro questa tendenza autodistruttiva te la ritrovi moltiplicata per mille. Mio padre purtroppo me lo porto appresso ancora adesso che sono più vecchio di quanto era lui quando morì. Pace all'anima sua, ma soprattutto pace anche a me...

    Aveva la coscienza pulita. Mai usata.

  • L'ansia mi preclude qualunque incontro con gli altri. Dopo qualunque incontro con qualunque persona comincio a rimuginare e ad insultarmi mentalmente come se chissà che figuraccia abbia fatto... Percepisco ogni mia performance con gli altri come una figuraccia, per cui mi tormento anche per ore. Ho letto che è un tipo di atteggiamento, quello della vergogna, che è particolarmente comune in persone che hanno affrontato un membro della famiglia svalutante. Che posso fare per tranquillizzarmi ogni volta?

    Lavorare sul senso di colpa.

    Comprendere che il senso di colpa è una scemenza assoluta.

    Vedere la verità.

    Sarebbe interessante anche comprendere e aumentare l'autostima.

    Un caro abbraccio

  • Dopo qualunque incontro con qualunque persona comincio a rimuginare e ad insultarmi mentalmente come se chissà che figuraccia abbia fatto... Percepisco ogni mia performance con gli altri come una figuraccia, per cui mi tormento anche per ore.


    negli incontri "online", telefonici, o altro (non di persona per intenderci) provi lo stesso?

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