1) e 2) ok, ma sono comunque possibilità in più che un uomo non ha. Forse non è chiaro: se domani decidessi di non fare + un chezz per il resto della vita io, in quanto uomo, sarei presto rovinato. Se invece fossi una donna potrei trovarmi un pollo, certo ben lontano dai miei desideri di principe azzurro, ma comunque un buon pollo, e passare tutto il resto della vita in semipensione, cioè facendo la casalinga (senza nulla togliere), se me la gioco bene posso anche smezzare le faccende domestiche con la scusa che "anche l'uomo deve contribuire" e altre parac**ate analoghe.
confermi ciò che ho detto
non è gratis e non è un vero paracadute. se vuoi solo un tetto e un piatto di minestra il gioco è fattibile ma ripeto, non è gratis e non è un paracadute
comunque, anche tu come uomo ci puoi arrivare. al giorno d'oggi sempre di più.
Il punto 3) è falso. E' il solito vittimismo delle donne, il cui schema mentale è "se ci riesco è perché sono bravissima (molto più brava di un uomo) se fallisco è colpa del sistema che mi ha ostacolato in quanto donna".
Ripeto ancora: fino a pochi decenni fa era vero, ma è vero anche oggi? No. Parlo per chi è nato dopo il 1970. Tutte le bambine possono studiare, tutte le ragazze laurearsi, anzi credo che siano ormai e si laureino ogni anno + ragazze che ragazzi... tutte le posizioni lavorative "top", di tipo manageriale, non discriminano affatto le donne, anzi sono ritenute mediamente più capaci di rapportarsi con le persone, più precise e più affidabili. Semplicemente molte ragazze scelgono carriere meno impegnative, e sono liberissime di farlo, le altre vanno incontro alle stesse difficoltà dei ragazzi.
in teoria le possibilità ci sono, nella pratica il nostro è un sistema che non funziona. il punto più debole è la mancanza di meritocrazia, ma non solo.
gli stessi difetti portano a non far emerge i giovani. tra un giovano e un vecchio, viene preferito il secondo anche se il primo meriterebbe di più. deve rendere più del canuto per avere meno di lui. per le donne è uguale. la combinazione peggiore è essere donna & giovane.
Porta dei dati oggettivi che dimostrino che per le donne "realizzare qualcosa" è più difficile, se davvero ci credi.
immagina di aver bisogno di un professionista, non so, medico-commercialista-notaio-architetto. prendiamo un medico perché hai il dubbio di avere un tumore allo stomaco. sinceramente se ti consigliano una rosa di nomi ritenuti bravi, sceglieresti una giovane donna oppure preferisci un uomo? e tra due uomini non è più facile scegliere quello con trent'anni in meno? 9 persone su 10 scelgono il vecchio uomo.
la conseguenza è ovvia: professionista donna/giovane deve rendere di più
se vuoi qualche conferma vai sui siti che pubblicano i redditi dei professionisti
questo discorso vale soprattutto per il mondo della libera professione dove stai sul mercato con il tuo nome e cognome e la tua professionalità, senza contratti collettivi o concorsi in tasca. negli altri settori è diverso solo in parte.
oltre a questo ti racconto l'ultimo in ordine di tempo. non è la mia situazione ma quella che oltre la mia conosco meglio.
studio professionale di media grandezza, generazione senior composta da 3 uomini (1 fuori classe, 2 bravi), generazione junior composta da 1 uomo (bravo) e 1 donna (migliore del m). lavorano tutti almeno sessanta ore settimanali, tutti con famiglia e prole (parlo di una realtà in cui le coppie regolarmente sposate sono la minoranza e dove le mogli lavorano tutte ad esclusione di una che è pensionata; tanto per completezza di informazioni); gli uomini hanno tutti 2 o 3 figli, la donna 0. ripartizione dei nuovi incarichi e degli utili: senior fetta grande, junior fetta piccola divisa per due. tutto bene per alcuni anni, buoni incarichi e buoni guadagni per tutti. appena la donna mette al mondo un figlio (dopo il primo periodo) riprende il vecchio ritmo di sessanta ore e medesima qualità (ha fatto un figlio non si è bevuta il cervello). ripartizione dei nuovi incarichi e degli utili? a lei viene detratta una quota. motivazione: perché ha un figlio. non si discute, prendere o lasciare. nessun vittimismo: ha intascato e continuato a lavorare duramente, sapendo che per molti versi a lei è andata meglio che a molte colleghe.