Messaggi di Rename

    Non so se è la sezione giusta, nel caso lo sposto...

    Ieri al lavoro ho cominciato a stare poco bene, sintomi di influenza stagionale che via via sono andati peggiorando nel corso della giornata. Alla sera avevo 38.5 con mal di gola forte, tosse e mal di testa; ho pertanto chiesto un giorno di malattia, per fortuna sono riusciti a coprirmi con il supporto di un collega. Oggi lo stesso, per quanto sia migliorato, mi sento sbattuto e fiacco, con ancora la febbre, ed ho quindi chiesto un secondo giorno per fare il weekend lungo e potermi riprendere per bene. Viste anche le temperature rigide e il viaggio non brevissimo che devo fare la mattina per andare al posto di lavoro, non volevo rischiare freddate e dunque peggioramenti.
    Ora per quanto mi abbiano concesso questi due giorni senza troppi problemi, mi sento in colpa per averli chiesti, o almeno per aver chiesto il secondo visto che ero comunque migliorato. In colpa perché hanno dovuto chiedere ad un collega di coprirmi e magari questa persona ha dovuto lasciare per un po' i suoi impegni per coprirmi e cosi via... E poi, personalmente, mi sento un po' affranto perché forse avrei dovuto resistere e andare avanti, senza chiedere permessi.

    Grazie a tutte e tre per le risposte e i consigli!

    Forse, ed è quello che comincio a pensare anche io, potrebbe essere proprio l'atteggiamento descritto da Gloria - che mi ha dato un nuovo punto di vista/lettura: grazie! E' sempre utile confrontarsi in queste cose :) In realtà io cerco sempre di non essere oppressivo, ho anche provato, nei primi tempi, a non farmi sentire per un po', per vedere se era lei che mi cercava. Ciò non è accaduto, come ho scritto prima, quindi già quel segnale l'ho un po' etichettato come "disinteresse" forse anche nell'ambito dell'amicizia stessa.

    Penso che proverò comunque ad invitarla in maniera più diretta, cioè proponendo un giorno vero e proprio e vedere cosa succede.

    Buongiorno a tutte/i!

    Vi scrivo per chiedervi un parere sul comportamento di una ragazza che ormai da diversi mesi sto cercando di avvicinare.

    L'ho conosciuta circa un annetto fa durante una situazione lavorativa: lei stava seguendo un corso di aggiornamento organizzato dalla mia organizzazione, dove lei non lavora, era solo una cliente per così dire che usufruiva del servizio; dal momento che in quella situazione io avevo un ruolo di supervisione di tutti i partecipanti, benché l'abbia trovata da subito interessante, non ho voluto azzardare nulla che non fosse un semplice scambio di parole, per non dare adito a favoreggiamenti rispetto agli altri e perché mi sembrava molto poco professionale.

    Detto questo, finita la cosa, ho cercato un contatto più diretto, per vedere se c'era spazio per qualcos'altro. Le affinità con il mio carattere ci sono tutte, condivide i miei interessi e il mio modo di fare, in parte, e come me non sopporta certe situazioni. Dal momento che è estremamente timida, e molto giovane ( tra noi corrono 10 anni ), ho cercato di condividere con lei appunto le cose che ad entrambi piacciono, per farle intendere che dall'altra parte c'è una persona con cui può aprirsi rispetto agli interessi comuni. Il punto è, senza tirarla per le lunghe, che se io la cerco risponde ma lei non mi cerca mai. Qualche volta ho notato che si chiude a riccio, tutto di un tratto, e specifico che appunto per questo non ho mai azzardato a chiederle cose che vadano troppo sul personale. So che studia, adesso ha un piccolo lavoro, ma non esce mai, o almeno, se lo fa lo fa sempre da sola. Legge molto, quasi tutto il giorno quando non lavora, guarda la tv e vive sola. Naturalmente se questo rispecchia la verità oppure sono cose per metà inventate non posso dirlo, ma mi è difficile credere che mi dica una bugia per quel poco che ci ho parlato e l'ho incontrata.

    Dal momento che a volte con me si è aperta ho provato a lanciare il sasso proponendo uscite, sempre legate a cose che comunque suscitano il suo interesse. Per esempio andare insieme ad una mostra. Tutte proposte alle quali mi dice: perché no?, salvo poi "dimenticarsene" o non farne più parola. Non riesco a capire dunque se lei non è proprio interessata ad una relazione, a conoscermi meglio, o se è semplicemente spaventata ad aprirsi ulteriormente (il fatto che sia andata a vivere da sola perché non ama molto la famiglia, e che rifugga qualsiasi tipo di evento sociale, anche blando, mi fa pensare a qualcosa del genere)...

    Ciao a tutti!
    Da settembre dovrò cambiare ufficio, nel senso che per tutta una serie di sviluppi (anche positivi) inerenti l'area di cui mi occupo adesso al lavoro si è resa necessaria aprire una sede distaccata da quella prettamente amministrativa dove sono adesso, una sede che sarà appunto dedicata e specifica alla mia area di competenza che si sta ingrandendo.
    Dal momento che ad occuparci di questo attività adesso siamo solo in due (io sono entrato a febbraio 2016), di cui l'altra persona è il mio superiore che però si occupa anche di altre pratiche, spetterà a me presidiare questo nuovo polo, chiamiamolo così. Il mio superiore ci starà due giorni alla settimana circa, poi resterà negli uffici amministrativi attuali. Sicuramente assieme a me ci sarà anche un'altra collega ma con mansioni molto ridotte.

    Da tutto questo mi è salita un po' l'ansia, dal momento che dove sono adesso, nella sede attuale, mi trovo benissimo con i colleghi, lavorare molto spesso è un piacere, si ride molto etc... Ho paura invece che dovendo rimanere in un distaccamento dell'ufficio da condividere con al massimo due/tre persone ne possa soffrire anche la psiche, nel senso che i rapporti si allentano con gli altri colleghi, c'è meno possibilità di "svago" e così via...

    Voi che ne pensate?

    Ciao!
    Capisco il fastidio oltre dell'apparecchio - che non è cosa da poco, l'ho portato anch'io - il fatto di avere le macchie sui denti ti imbarazzi. Però non fasciarti la testa, altre persone che portano l'apparecchio avranno il tuo stesso problema. Credimi, il sacrificio vale la pena, nella maggior parte dei casi: avere bei denti ti renderà più felice quando sarai più grande. Io lo noto solo ora che sono cresciuto. Gli anni in cui l'ho portato erano gli anni del liceo; è stata abbastanza pesante e fastidioso, però adesso ho tutti i denti allineati e dritti a dispetto di molte persone della mia età che invece li hanno anche storti.

    Senti il tuo dentisti se c'è qualcosa che può fare per nascondere le macchie o per farle andare un po' via, in attesa che ti tolga del tutto l'apparecchio. Intanto come ti hanno consigliato presta molta attenzione alla pulizia dei denti dopo i pasti.

    :)

    Grazie delle risposte.
    Pensavo di essere io non in grado di mettere da parte abbastanza.
    Io ho fatto il conto, togliendo le spese di trasferta riesco a mettere da parte 400 euro circa al mese: dipende da mese e mese, naturalmente. E questo togliendo o stando molto risicato su uscite con amici etc...

    Si può vivere con 1000 euro al mese? Netti, ovviamente.

    Io lavoro fuori casa (vivo ancora con i miei) e ogni mese devo mettere in conto 400 euro di trasferta.
    Sto molto attento alle spese extra, cioè vizi e stravizi, ma quando arrivo a fine mese mi rimane all'incirca 200-300 euro da parte. Mi chiedo se un domani dovessi vivere per conto mio, con bollette e spesa riuscirei a farcela con 1000 euro. Probabilmente sì, però non metterei da parte nulla, e dovrei rinunciare anche a quelle poche uscite o vizi che di tanto in tanto ora mi permetto.