Ciao a tutti, riscrivo in questo forum dopo diverso tempo.
Ho preso la patente nel lontano 2017, ma complice il fatto di non avere una macchina e di aver paura a guidare la macchina dei miei, non l'ho più guidata, fino a quando nel 2021 compro una macchina vecchiotta per fare pratica e da lì pian piano riesco a sbloccarmi. Mi ricordo che ogni giorno la portavo in un luogo sempre diverso per fare pratica, ogni singolo giorno, e mi ero finalmente sbloccato. Poi, come potete leggere nei miei vecchi post, a causa di un periodo stressante ho iniziato a somatizzare con pseudovertigini 24 ore su 24, ogni singolo giorno, e da lì non l'ho più portata nuovamente. Ho seguito psicoterapia, mi son pian piano rialzato e in questo 2025 ho iniziato a trovare quella luce in fondo al tunnel.
Ho preso sempre di mira questa questione del guidare, perché per me il guidare è importantissimo: mi permette di essere indipendente e mi permette anche di avere una ragazza, perché sì, mi ha sempre messo vergogna conoscere ragazze e non avere la capacità di guidare la macchina, di andarle a prendere, riaccompagnarle, ecc. ecc. Diciamo che era una situazione molto limitante, troppo. Ho poca esperienza con le ragazze e il guidare è una delle questioni più coinvolte, perché non sono un brutto ragazzo, sono laureato e le ragazze che mi vogliono non mancano, ma questa questione mi ha sempre bloccato. È capitato anche qualche mese fa che una ragazza carina mi voleva, ma il fatto di non guidare mi ha sempre bloccato. Così quest'anno ho deciso di ricominciare le guide a scuola guida e ora avevo deciso di guidare anche la mia macchina, nuovamente dopo anni, visto il periodo passato.
L'istruttore mi dice dal primo giorno che non la porto male. Oggi dovevo andare in palestra, la mente mi diceva di fare a piedi perché era pericoloso con la macchina, ma alla fine ho deciso di guidarla e non evitare. Ho guidato pure piuttosto bene, non mi si è mai spenta e sono uscito da un parcheggio veramente, a mio avviso, difficile anche per chi la porta da tanti anni, ero felice. Poi nella strada di ritorno dovevo passare in una via in cui c'era una macchina parcheggiata veramente molto larga, lì compio un errore di valutazione e cerco di passare in modo molto stretto. C'era il proprietario della macchina che mi ha detto che gliel'ho strisciata; io mi sono reso subito conto che in effetti l'avevo presa veramente stretta quella via, ma a mio avviso non l'ho toccata la sua auto perché non ho sentito nulla e perché quando mi sono fermato, pur essendo stretta, non era appoggiata in nessun modo. Inutile dire che è stata una mazzata per me e per bloccare il mio rimuginio cerco di chiudere la questione nel minor tempo possibile. Lui anzi mi diceva se volessi portarla dal mio carrozziere e quant'altro, ma oggi era sabato e io avevo fretta di archiviare questa cosa e gli ho detto di pensarci lui. Dopo mi dice che il suo carrozziere ha chiesto 200 euro (all'inizio mi diceva che a suo avviso era massimo 100 perché era una cosa minima), mi ha comunque dato l'opportunità di andare dal mio carrozziere. Io non me ne intendo di prezzi, ma forse un po' esagerato per un graffio che io nemmeno ho avvertito e che secondo me non ho fatto. Ho avuto la colpa di non aver realizzato sul momento e probabilmente non saprò mai se davvero ho commesso quel graffio che, comunque, se fossi stato io il colpevole, era davvero di un'entità minore. Io ho acconsentito ai 200, non ho problemi economici e per me era più importante archiviare questa situazione oggi. Quando ci siamo visti, lui mi ha tranquillizzato dicendo che sono cose che capitano, che sono un bravo ragazzo e quant'altro.
Ora sono triste, magari non l'ho gestita bene, ma non mi era mai successo e non ero preparato a una cosa del genere. Ripeto, non è un problema di soldi, anzi, questi 200 euro, tutti benedetti, se diventeranno terapeutici come spero lo diventino, paradossalmente posso trarre più insegnamenti da questi 200 euro che da 15 sedute di psicoterapia. Il problema è un altro, che la mia testa è andata in tilt. Pensieri del tipo: "Sono un incapace, non imparerò mai a guidare, sono stupido, ho fatto un errore stupidissimo. E se mi ha visto disponibile e mi ricontatterà chiedendo altri soldi?" (Cosa che non credo, ha cancellato il mio numero, non mi appare più la sua foto infatti e comunque non ha fatto né foto né nulla; in ogni caso, ho registrato tutta la conversazione verbale avuta con lui.)
Ora sarà dura. Ma io so per certo che non guido male: può esserci solo qualche insicurezza di base, com'è normale che sia, magari nei parcheggi o quando scalo con le marce e rilascio magari la frizione troppo "velocemente", ma ripeto, per una persona che non guida spesso è normale, ma so per certo che non succederà mai un incidente perché non rispetto uno stop, sbaglio un sorpasso o altro. E con le ripartenze in salita sono veramente bravo.
È davvero così difficile guidare? Io vorrei solo questo: vorrei guidare spensierato come fanno tutti. Ho una macchina vecchia e prima di comprarne una nuova aspetto di impratichirmi, ma se già mi sembrava difficile prima, figuriamoci oggi. Cavolo, eppure prima del 2021 sembravo davvero sul punto di sbloccarmi, ogni giorno con serenità e tranquillità la guidavo. Per ora, in ogni caso, mi fermo qualche giorno perché ho bisogno di una pausa; intanto lunedì ho un'altra guida con la scuola guida. Certo, magari a mente serena uno ci riflette e capisce che è del tutto normale. Penso a un mio amico che, quando guidava poco, ha fatto un incidente perché non ha rispettato lo stop; un altro mio amico, mentre era con una ragazza, in retromarcia ha preso il muro e quella ragazza non gli ha più scritto; e quante persone durante il loro periodo di "pratica" hanno strisciato macchine? Penso tantissime. L'alternativa per evitare tutto ciò c'è, è quella di stare a casa e spostarsi con i mezzi pubblici, ma a caro prezzo c'è il sacrificare quelli che sono i miei valori e le mie aspirazioni.
Ai miei genitori non ho detto nulla, perché comunque non vorrei che mi demoralizzino ancora di più, non so cosa direbbero, magari niente, ma a 28 anni penso di potermi sbrigare le cose da solo.