Messaggi di Liaison

    Tipo karma?

    Può essere inteso anche così.. ciò che sembra caotico e senza senso, la sofferenza, nel tempo acquista in prospettiva una forma definita e compiuta, giusta in un certo senso, necessaria, doveva essere così, "Es muss sein".

    «La grandezza di un uomo risiede per noi nel fatto che egli porta il suo destino come Atlante portava sulle spalle la volta celeste». (Milan Kundera)

    L'autodeterminazione dei popoli è una farsa inventata da Wilson per permettere alle potenze vincitrici della prima guerra mondiale di spartirsi le carcasse e aprire le porte a ulteriori conflitti su cui speculare.

    Con quel termine hanno distrutto nazioni e permesso di creare invece nazioni aborto composta da popoli che si sono scannati da sempre e per altro hanno spianato la strada alla seconda guerra mondiale e alle guerre contemporanee.

    Mai creduto nel concetto di autodeterminazione dei popoli per come viene inteso dalla politica.

    Al di là dell'uso a comodo che è stato fatto del concetto, la sua natura è quella di un'ideale, come libertà uguaglianza fratellanza, di cui è coevo. Ogni norma in un certo senso è plasmata su un ideale, come poi venga applicata o come tramite essa l'ideale venga snaturato è un processo a sé.

    Tra realpolitik e ideali preferisco sempre riferirmi ai secondi, perché solo con la prima saremmo sempre a darci legnate, bellum omnium contra omnes.

    Mi hai fatto ricordare una poesia che mi piace molto, è del padre del regista Andrej Tarkovskij.



    Arsenij Tarkovskij


    Morire in levità



    Si oscura la vista

    la mia forza sono due occulti dardi adamantini,

    si confonde l'udito per il tuono lontano

    della casa paterna che respira

    dei duri muscoli i gambi si infiacchiscono,

    come bovi canuti all'aratura

    e non più quando è notte alle mie spalle splendono due ali

    nella festa, candela, mi sono consumato

    all'alba raccogliete la mia disciolta cera

    e, lì, leggete chi piangere, di cosa andar superbi

    come, donando l'ultima porzione di letizia:

    morire in levità

    e al riparo d'un tetto di fortuna,

    accendersi postumi

    come una parola.

    No, infatti, non saprei. Anche perché non so se il rimedio c'è in tutti i casi; anzi, mi sa proprio di no.

    In ogni caso, salvo la non-autosufficienza, bisogna provare a cavarsela da soli, a "farcela", che sia risolvere i problemi, che sia adattarsi ad essi, abituarsi ed andare avanti, prima o poi se non si cede mentalmente un senso arriva a tutto.

    C'è anche tutto il discorso ad esempio delle malattie rare, che sono molto gravi in alcuni casi, ma siccome riguardano pochissimi individui non vengono prese in considerazione dalle politiche sociali e bisogna fare delle battaglie per vedersi filare da qualcuno...

    Però concretamente a quale fine pensi a una tale "catalogazione"? Cioè, anche fosse che una certa cosa rientra nella disabilità, cosa cambia alla persona? Sarebbe per dare un nome a qualcosa, oppure per avere un aiuto dalla società? Perché in questo secondo caso secondo me, al di sotto dei vari livelli (da 1 a 4) che hai riportato, (che sono un "graduare la difficoltà" ai fini di politiche concrete: accompagnamento, percentuali di invalidità, agevolazioni, inserimento sociale etc), al di sotto di quello ci sta appunto una zona grigia del "disagio". Di questa parola si è abusato a fini ironici e sarcastici, per cui se ne è perso un po' il significato originario, serio, ma è calzante con la zona grigia: le "aree disagiate", le "persone disagiate" sono proprio quelli che affrontano difficoltà personali e sociali, con varie sfumature di gravità e origine del problema (che può riguardare diversi aspetti della vita, ma che non è classificato come disabilità vera e propria). È un po' il terreno di tutto il lavoro "nel sociale".

    Ora se la definizione servisse in qualche modo a essere aiutati dalla società... più una società è opulenta (in tutti i sensi, a livello di solidarietà, ricchezza, civiltà), più può occuparsi diciamo a scendere in quella scala delle varie disabilità con iniziative di supporto. Ci sono tantissime iniziative fatte e possibili riguardo al disagio in generale, che sia appunto l'ansia, l'inserimento sociale, l'integrazione, il supporto ai problemi psicologici, ai problemi fisici, psicosomatici, di difficoltà lavorative e così via.

    Ma per arrivare a occuparsi di livelli ancora al di sotto del quarto grado di disabilità ci devono essere le risorse, e in questo senso quello che diceva Andrea70 è interessante, riguardo al dare-avere: cioè una società deve nel suo insieme avere le risorse per potersi occupare dei propri elementi più deboli, per poter dare welfare.. spesso nelle società povere questa non avviene ad esempio, ed anche la cura delle persone con disabilità grave ricade tutta sulle famiglie o sui nuclei di base che compongono la società (può essere il paesino, l'unità produttiva, la famiglia allargata, la famiglia mononucleare..).

    Con le priorità che vedo in Italia la vedo nera, manco si riesce più ad avere facilmente una visita medica...

    Ti faccio un esempio per un problema femminile: è una vita che penso che le donne avrebbero diritto a un assenza una volta al mese dal lavoro per il ciclo mestruale: finalmente la Spagna ci è arrivata, ma forse è l'unico paese? Non so se lo sia, ma comunque non penso sia una agevolazione diffusa ed in Italia ancora aspetta e spera...

    Forse sì....i danni sono stati pochi, non ci sono stati quasi morti.


    A Cuba il vento rivoluzionario è passato da un pezzo, credo che la gente sia stufa. Bisognerebbe sentire loro però, o quanto meno conoscere il posto...

    I popoli che stanno sotto regimi comunisti vogliono sempre passare al capitalismo, convinti di avere chissà cosa di più, poi non so quanto ci vadano a guadagnare alla fine. Bisogna vedere come viene gestita la transizione tra l'altro, la Romania fu abbastanza un disastro penso, altri paesi un po' meglio, comunque ci hanno perso in contenimento della micro-criminalità e sono spesso passati a delle oligarchie più o meno infiltrate dalla grande criminalità (forse la Polonia e la Cecoslovacchia se la sono cavata meglio?). Ma di questi tempi il capitalismo stesso mi pare abbia poco da offrire in termini di benessere materiale e soprattutto esistenziale (magari sono pessimista).

    Quello che non fa piacere è vedere il diritto internazionale ridotto a carta igienica, il diritto di autodeterminazione soprattutto, per quanto potesse anche prima essere molto "a parole"...

    Avesse pensato a Cuba anziché all'Iran (magari facendo un'operazione simile a quella del Venezuela di Maduro), forse il suo consenso sarebbe addirittura cresciuto, vista l'importanza di quella regione anche per l'americano medio.

    Cuba è malmessa :(, sono in piena pluripandemia, gli effetti dell'embargo alla lunga si sono fatti sentire, distruggendo il loro sistema sanitario che era uno dei più validi al mondo (da quanto si diceva).

    Saresti favorevole ad un cambio di regime forzato come in Venezuela? :/