Considera sempre da dove sei partito. Per un figlio di famiglia benestante è tutto più facile. Per uno estroverso è tutto più facile. Per uno molto attraente è molto più facile.
Ti posso dire che la pratica quotidiana, se fatta bene, a volte vale più di un talento sfruttato poco.
Quindi, dal punto di vista tecnico puoi sicuramente migliorare, puoi frequentare corsi e studiare tanto.
Non so quali siano i tuoi disturbi, ma se sei in questo forum temo che tu abbia magari qualche problema nelle relazioni sociali. Lavora molto anche su questo, magari chiedendo consiglio al tuo terapeuta.
Messaggi di Hank_
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Difficile giudicare senza conoscerti.
Comunque, se è vero che sei attraente come dici, a me vien da pensare che tu possa essere un po' "pesante" di carattere e magari non te ne accorgi. Hai fatto una lunga descrizione di te, ma io penso che noi stessi non dovremmo mai descriverci perché abbiamo sempre una percezione sbagliata di quel che siamo realmente. -
capestro
Mostra di PiùRispondo anch'io, giusto per incrementare il numero delle casistiche
Età: 50
Professione: architetto libero professionista
Titolo di studio: laurea in architettura
Tipo di contratto (se volete e potete scriverlo): attualmente ho in essere un paio di contratti "capestro" per una scuola privata di alta formazione, per la quale insegno un noto software di modellazione tridimensionale.
La grande fregatura alla base è che, pur essendo pagato discretamente, devo anticipare tutte le spese per gli spostamenti in auto/treno, gli eventuali pranzi in trattoria o bar al volo. A fine corso posso emettere fattura, ma da contratto, verrò pagato a 90 giorni. Per farla breve, se va bene, percepirò i soldi a distanza di 11 mesi dall'inizio del corso.
Per il resto, come libera professione, c'è abbastanza da piangere vista la crisi...
Un altro aspetto inquietante di tutta questa giostra è che non mi rimane tempo per fare quasi nient'altro, a parte un po' di attività fisica. Ma mi chiedo perché a 50 anni debba correre e spaccarmi la schiena come se ne avessi 25 di meno...Se ti può interessare, in Asia vanno matti per gli architetti italiani. Perché non ti trasferisci?
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Prova ad aspettare un altro mese, se gli effetti collaterali continuano, chiedi al medico di cambiare i farmaci.
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Ripeto: tu non sei un medico e non l'hai visitata. Non puoi sapere la causa della sua tachicardia. Si potrà appurare solo dopo esami e visite.
E so per certo che il nutrizionista presso il quale vado è in gamba, sia perché l'ho riscontrato io che ho studiato alcuni libri di alimentazione, sia perché mi è stato consigliato da persone che hanno un'approfondita conoscenza in fatto di alimentazione. -
Datti una scadenza per trovare lavoro. Per esempio due mesi. Se entro due mesi non riesci a trovare lavoro licenziati perché non puoi tollerare a lungo una situazione simile.
Ho vissuto la stessa situazione e mi sono licenziato pur non avendo ancora un lavoro, ma non mi sono mai pentito. Va bene che si deve portare il pane a casa, ma non si può perdere la salute per il lavoro. -
fede87
Mi pare eccessivo addossare la tachicardia all'alimentazione, anche perché mi pare che tu non sia medico e non abbia visitato Martina di persona.
L'alimentazione è sicuramente importante e migliora la circolazione, ma io da cinque mesi faccio un'alimentazione corretta ed elaborata da un nutrizionista. Dall'alimentazione ho tolto prodotti industriali come pane e pasta di farina bianca, insaccati, prodotti in scatola ecc... e mangio pochi alimenti di origine animale. Eppure da due settimane ho iniziato ad avere ansia fortissima e tachicardia. -
A volte aumentano solo i battiti e la pressione resta nella norma. Ma 100 su 70 è addirittura bassa. L'hai misurata bene?
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Non è contorto per nulla. Lo capisco benissimo perché mi ci ritrovo pure io.
Penso che un po' dipenda anche da noi. Io sono introverso (ma non timido), quindi per natura tendo a stare sulle mie e non sono uno che riesce a legare molto.
Poi in questo periodo non riesco nemmeno a trovar lavoro e il pessimo umore mi fa essere ancora meno di compagnia del solito. -
E' una cosa che facevo spesso anch'io. Andavo soprattutto in primavera o autunno, nelle ore e nei posti in cui c'era meno gente (qui in Sicilia la gente va al mare da marzo a novembre). D'estate era sempre un casino ed era difficile trovare un posto isolato. Amavo stare un po' in silenzio ad ascoltare i suoni della natura. D'improvviso sembrava che tutti i problemi venissero spazzati via per magia. Poi, però, tornavo a casa ed era tutto come prima.
Ho perso l'abitudine e dovrei ricominciare ad andarci...