Ciao a tutti, sono Rosemary (nome di fantasia), ho 26 anni e sto attraversando un momento difficile.
La settimana scorsa, dopo due anni di relazione, il mio ragazzo mi ha lasciato, confessando di avermi tradita con una donna conosciuta sul posto di lavoro. Non una collega, ma una persona con cui deve interagire spesso, sempre a scopo lavorativo.
Un dettaglio, per me non banale, è che questa donna ha 50 anni, mentre lui 30.
Adesso io mi ritrovo a dover affrontare questa situazione e il sentimento che in me prevale è quello del senso di colpa.
Ebbene sì, nonostante io mi sia sempre comportata correttamente con lui e lui invece abbia scelto deliberatamente di tradirmi, io mi ritrovo per qualche strano meccanismo mentale ad addossarmi tutta la responsabilità della fine della relazione.
In altre parole, mi convinco che sono stati i miei difetti e le mie imperfezioni ad indurlo a rifugiarsi nelle braccia di un'altra donna.
Questa sensazione mi uccide, per cui vorrei in primis chiedervi se è capitato anche a voi di sperimentare questa sensazione paradossale, in cui al posto di provare rabbia per il male ricevuto, ci si crocifigge senza alcuna pietà per se stessi.
Io sono una persona ansiosa e soffro di DOC da ormai più di 10 anni. A lui pesava il fatto che la mia ansia alle volte rovinasse anche l'intimità tra di noi. Diceva di capire la mia ansia ma, dopo vario tempo, di sentire la necessità di diventare più egoista e di pensare anche a come si sentiva lui. Io, dal canto mio, ho iniziato ad andare in terapia per la mia ansia e mi sono impegnata tanto per il bene della relazione. Ho fatto passi da gigante e lui l'ha anche riconosciuto.
Ora però continuo a torturarmi pensando di non aver fatto abbastanza, anche perché ciò che questa donna gli dà in questo momento è soprattutto quello: fisicità.
Inoltre, vorrei fare una riflessione su cosa può averlo spinto a provare interesse verso una persona di 20 anni più grande di lui.
Sono consapevole che questo non è un caso isolato, ma continua ad essere difficile per me capire quali meccanismi si siano potuti stabilire nella sua testa.
Premetto che lui sta attraversando un momento particolare della sua vita, in cui si sente fortemente demotivato e depresso; questo lo aveva portato già da tempo a chiudersi nei confronti anche degli amici e delle sue passioni.
Quando mi ha lasciato ha detto che io sono sempre stata tutto ciò che lui ha sempre desiderato, ma che dopo due anni stava vivendo la cosa in maniera più razionale e vedeva ciò come qualcosa di negativo. Lui dice di non provare quell'"amore senza un motivo" e di vivere molte cose che facevamo (uscite, ecc.) come rituali. Di aver quindi perso la voglia di fare cose con me e di desiderarmi, nonostante quando stia con me si senta bene e che provi ancora attrazione fisica per me.
Io, prima che confessasse il tradimento, avevo provato a razionalizzare questi stati d'animo, alla luce di fattori quali il suo stato un po' depresso, il cambiamento delle dinamiche nella relazione dopo due anni, la paura di fare passi importanti (in primis matrimonio). Andando in terapia, infatti, avevo parlato più e più volte di queste dinamiche con la mia psicologa e lei, ignara come me del tradimento, mi diceva "stia tranquilla, è la sua ansia che le crea problemi dove non ce ne sono".
Parlavamo di come attraversare queste fasi in cui la magia e l'intensità calano fosse normale anche nelle relazioni migliori.
Alla luce di ciò che poi ha confessato, la mia opinione è che lui non abbia retto questo passaggio dall'infatuazione cieca alla stabilità, talvolta anche noiosa, di una relazione duratura, così come il peso delle responsabilità incombenti (in famiglia si discuteva spesso di quando ci saremmo sposati, di dove saremmo andati a vivere, ecc.). Questo lo avrebbe portato a cedere alle ripetute avances di questa donna, che lui avrebbe potuto percepire come una trasgressione e, soprattutto, una via di evasione dal grigiore che diceva di vivere e la relazione stabile che ovviamente, dopo due anni, si dimostrava vera con le sue difficoltà e non Walt Disney.
Specifico, infine, che a detta sua io sono stata la prima relazione in cui lui sentiva di voler pianificare il suo futuro, quindi anche la prima relazione seria dopo tante avventure.
Qual è la lettura che voi dareste a questa storia?
E, se vi ci siete ritrovati, come avete affrontato il tradimento?
Grazie.