Ciao! Riporto in auge questo thread con un aggiornamento.
Mi sembra che abbiamo momentaneamente superato l’impasse su famiglia e amici se non altro perché non ci sono state molte altre occasioni, se non nessuna, di stare tutti assieme con i miei, e perché io sto portando avanti una socialità con mio figlio nei weekend insieme ad altri amici miei che hanno figli, fregandomene se lui c’è o no.
Fortunatamente non abbiamo avuto molto modo di parlare della questione politica che ci divide e quindi anche da quel punto di vista niente liti.
Tema quartiere: ho pensato a un compromesso che potrebbe fare al caso mio. Vorrei, l’anno prossimo, spostare mio figlio in un asilo vicino a casa dei miei genitori e al mio lavoro. Diventerebbe un modo per vivere di più il mio vecchio quartiere e le relazioni. Al momento va vicino a casa nostra e siamo organizzati che, tre giorni a settimana, lo vado a prendere io a ora di pranzo e lo porto in macchina a casa di mia mamma che lo guarda al pomeriggio mentre io lavoro (in smart o dall’ufficio). Facciamo così perché mia mamma dovrebbe venire coi mezzi ed è lunga. Due giorni a settimana lo prende mia suocera, che viene in macchina accompagnata dal marito, e lo porta a casa nostra dove sta con lui al pomeriggio.
La traversata in auto trisettimanale in pausa pranzo comincia a pesarmi. Come detto, però, io passo volentieri del tempo nella mia vecchia zona, quindi alla fine compenso così.
Inoltre mia suocera pone parecchie condizioni per offrirci il suo aiuto: vuole che allunghiamo l’orario dell’asilo (cosa che è nei piani ma che complica gli accordi così come sono ora con mia mamma), vuole che uno di noi stia sempre a casa con lei mentre è con nostro figlio, vuole essere aiutata mentre noi lavoriamo, si lamenta quando deve tenerlo tutto il giorno se è malato e non può andare all’asilo. Mi sembra lo stia facendo non dico controvoglia, ma con fatica e che però non abbia il coraggio di tirarsi indietro perché si sentirebbe in colpa. Ah, ha anche già detto che se dovessimo cambiare l’asilo lei non sarebbe più disponibile perché per lei sarebbe troppo lontano.
Io sarei tentata di sollevarla dall’incarico, apponggiandomi di più a mia mamma ma a questo punto facilitandola avvicinando l’asilo a lei, e sinceramente semplificando la vita anche a me stessa: mi muoverei in auto mattina e sera ma poi nel corso della giornata mi dimenticherei sia della macchina, sia dell’incombenza di andare a prendere mio figlio (a quel punto mia mamma potrebbe andarci a piedi), mi muoverei facilmente tra asilo/casa dei miei/ufficio (tutto fattibile a piedi). Ovviamente introdurremmo anche la figura di una babysitter qualche giorno a settimana per non incombere troppo su mia mamma e per supporto in caso di emergenze (malattie).
Quando ci penso mi sembra un sogno, mi alleggerisco, sento meno la mancanza della mia vecchia zona e in fondo a lui non sto chiedendo niente.
Lui però è dubbioso perché teme che sua mamma possa sentirsi tagliata fuori.
Io penso che si possano trovare modi per far sì che lei possa vedere nostro figlio anche al di là di una dimensione di aiuto e sono pronta a garantirglielo.
Soprattutto, mi spiace che il primo pensiero e preoccupazione di mio marito siano per lei e non per me, per il mio carico quotidiano e per tutte le argomentazioni che ho portato.
Sono la cattiva di questa storia?