Messaggi di Andrea70

    Onestamente credo che sia un problema di esercizio, pratica costante... Come imparare la matematica o una lingua straniera: più ti eserciti e più diventi esperto, ma ripeto, serve tempo e dedizione. Io ci ho messo anni e anni per diventare abbastanza sicuro.

    Fino a qui son d'accordo, sul resto assolutamente no.


    Come pratica si potrebbe iniziare sforzandosi di attaccare bottone con chiunque: in coda alla posta, nella sala d'aspetto del dottore, con l'addetto del banco gastronomia al supermercato, pure con quei rompiballe che nei centri commerciali si avvicinano per venderci un depuratore d'acqua (basta che non facciano un loro monologo) o per offrirci un caffè nella speranza di farcelo poi comprare (con questi ultimi venditori si può chiacchierare di più).


    Andrea

    Non a caso ho sentito vari psicologi (ma anche alcuni "guru") spiegare che ciò che rimane impresso è la nostra emotività e il paraverbale.

    Credo siano comunque cose non facili da controllare (almeno, parlo per me): purtroppo non esiste una scuola e difficilmente qualcuno verrà a darti un feedback costruttivo. Ma soprattutto, il nostro comportamento dovrebbe risultare naturale, cosa a mio avviso non semplice.

    Credo che tutto il segreto stia nella tua frase che io ho evidenziato in rosso.

    Quando cerchiamo di presentare un nostro personaggio, ci va malissimo; Quando siamo noi stessi, senza ansie da prestazione, andiamo alla grande.


    Il trucco è pensare (nella propria testa, creare questa illusione) di non averne bisogno. Bisogna comportarsi come se non ci fosse assolutamente nulla da guadagnare.

    Per fare un esempio: una volta lessi su un qualche forum un consiglio per calmare l'ansia di quando si esce con una nuova ragazza. Ebbene consigliava di immaginare di esserci già finito a letto, proprio anche visualizzandola nel nostro letto, spettinata, a fine fine rapporto (ricordo che descriveva anche un dettaglio un po' hard, che tralascio), come se fosse già successo l'altro ieri.


    Ecco, tornando al topic, bisogna autoconvincersi di... piacere. Esser sicuri, senza alcun dubbio, che la nostra compagnia piaccia. Come se già fossimo amici.


    Quando mi chiedono perché ho lasciato il mio precedente lavoro in cui avevo l'indeterminato da firmare, dico che dovevo terminare gli studi e non che sono fuggito per colpa di una squilibrata che mi stava rovinando la vita.

    X terminare gli studi, no. Non va bene: potresti lasciare anche questo nuovo posto, allora!

    Riguardo la squilibrata... c'entra col lavoro? Se era sul lavoro, non va bene: che fai, molli un posto perché hai degli screzi coi colleghi? E poi non va mai bene dire di avere avuto screzi coi colleghi perché l'esaminatore nella sua testa penserà che sei invece tu il collega problematico.


    Evita di dire che avevi problemi nei rapporti coi capi/colleghi e che hai mollato per lo studio.

    Puoi dire che hai mollato per gli orari che non ti permettevano di studiare (turni, anche w.e., e moltissimi straordinari!!!). Ecco, questa è una buona idea.

    E inoltre non ti pagavano gli straordinari.

    E il capo gay ti palpeggiava. Questo è rischioso... meglio dire che ti metteva in imbarazzo.

    Meglio dire che hai avuto una relazione con una collega e poi è finita, ma lei continuava a insistere e tu non ti sentivi più a tuo agio, ecc. (anche qui, un po' rischi di fare la figura del provolone seriale che crea casini sul posto di lavoro perché non sa tenerlo nelle mutande).

    Ed eri anche molto scomodo come strada, nel traffico dell'ora di punta.


    Andrea

    mentre ero in macchina venendo al lavoro, ho pianto.

    [...]

    Possibile che non ci sia una tecnica per relegare certi pensieri?

    Cerco aiuto... se qualcuno ha qualche consiglio pratico, lo accetto volentieri.

    Diamine!!! Anch'io soffro di gelosia retroattiva, ma il tuo caso mi pare molto più grave.

    Un aiuto pratico è un libro che è stato scritto apposta:

    https://www.amazon.it/retroatt…combatterla/dp/8889845651


    Le recensioni sono positive.

    Io l'ho comprato, ma... leggerlo mi ravvivava il ricordo e quindi... ci stavo più male proprio mentre lo leggevo. Quindi l'ho lasciato a metà. Mai concluso.

    Forse anche perché nel frattempo ho cominciato a stare meglio: la relazione si è fatta profonda, siamo entrati più in intimità e connessione mentale, ho conosciuto meglio la mia compagna, ecc.

    E poi ti (vi) do anche una mia ricetta personale, magari non sempre applicabile, però intanto ve la dico: con la propria donna bisogna iniziare a farci un sesso molto migliore di quello mai vissuto prima da lei.

    Sapere di aver battuto il suo passato 10 a 1 è molto gratificante e fa salire l'autostima a livelli sufficienti a... smettere di arrovellarsi troppo sul suo passato.


    Ovviamente sto facendo un discorso da maschio per altri maschi, quindi le donne devono essere comprensive e non prendersela per questo tono un po' "maschilista" da uomini al bar.

    Sono discorsi da psicologia maschile. Che piaccia o non piaccia, è così.

    Detto questo butto lì un altro consiglio, anche questo non facile da applicare (e forse neppure da... comprendere), è.... non so come spiegare.... cercare di rivivere (questa volta insieme) le cose del suo passato.

    Come per.... "esorcizzarle".

    la cosa che da fastidio del suo passato è ESSERNE ESCLUSO.

    La cura può essere quella di venirci incluso, fermo restando che la macchine del tempo non esiste.

    Per esempio:


    1) Non dico di farti presentare i suoi ex (ma anche, perché no? Quelli delle storie più serie, almeno), ma almeno farti presentare alle sue amiche storiche, quelle che hanno vissuto la tua donna nel periodo delle sue "peripezie sessuali".

    Già il fatto che accetti di presentartele, è buon segno.


    2) cerca di fare le stesse cose: sesso in macchina, o all'aperto col rischio di essere visti, ecc.

    Provate anche a fare sesso in modo brutale: niente amore; la prendi e la butti a 90 sul tavolo e le strappi le mutande (o spostale solamente, se sono troppo costose).

    E' in un certo senso un... rivivere le sue esperienze di sesso senza amore.


    3) giochi e giochini a tutto spiano. Adesso li vendono anche su amazon. Uniti alla fantasia fanno venir fuori delle gran belle domeniche pomeriggio.

    Poi, collegando anche il punto 2, pensa a un ipotetico futuro nuovo fidanzato, dopo che ci sei passato tu. Lui sì, che avrebbe da farsi paranoie, non tu!


    4) dopo il punto 2 e il punto 3, il 4 è un invito ad andare sempre più forte. Ogni coppia avrà il suo limite al quale si fermerà: c'è chi si fermerà alla visione di porno insieme, racconto reciproco di fantasie erotiche pesanti, emulazione usando la fantasia e/o dei toys, ecc, fino addirittura arrivare a.....beh ripeto: ogni coppia ha i propri limiti.

      Paolo considerando il passato della tua donna, direi che di potenziale ce n'è molto! Voglio dire: cerca di vedere il negativo come qualcosa che ha anche del positivo. Fatti amico il nemico che non puoi battere!


    Questa è la mia ricetta.

    L'ho scritta qui nella speranza che possa servire a qualcun altro.

    Non fa miracoli, ma sicuramente è meglio che restare fermi al palo. E poi intanto ci si diverte ^^

    Purtroppo i CV vanno personalizzati di volta in volta e ritagliati esattamente sull'annuncio a cui stiamo rispondendo.

    Idem la nostra presentazione anche a voce, lì al colloquio.


    Se vai per una posizione temporanea (es: sostituzione per maternità) devi dire che cerchi un lavoretto per mantenerti mentre studi e poi tanti saluti,

    Se SEMPRE TU vai dove hanno davvero bisogno di una persona da far crescere (ma che non sia già superqualificata), snellisci il tuo cv e presentati come uno che ha un dannato bisogno di quel lavoro che già sente di adorare con tutte le forze.


    Devi dire ciò che vogliono sentirsi dire.


    Io non credo che i datori di lavoro si facciano scrupoli ad assumere gente plurilaureata con 110 e lode per fargli poi leccare francobolli. Ne ho visti tantissimi di casi simili.

    Nelle loro testacce sono convinti che sia meglio avere sempre il top (se lo si può pagare poco). Poi si chiedono perché ci sia una emorragia di dipendenti bravi che stanno lì solo il tempo di imparare qualcosa da mettere nel cv, ma non lo capiranno mai. Tranquillo.


    Quando scartano i troppo qualificati, lo fanno per:

    1- evitare imbarazzi interni: verresti messo sotto a lui (al selezionatore) oppure al figlio del capo che ha la terza media e lo faresti sfigurare.

    2- rifiuto di dipendenti che non stimano l'azienda: il datore di lavoro desidera dipendenti che ringrazino dio ogni mattina quando entrano e si sentano in una grande famiglia. E NON uno che già al colloquio aveva un atteggiamento di superiorità/snob (avuto davvero o così percepito).

    Mi ha colpita questa cosa. Purtroppo succede sempre più spesso.

    Purtroppo sento che sarà la mia fine.

    Non ho figli, ho parenti in un'altra città.

    Se muore la mia compagna prima di me, io diventerò il vecchietto del paese.

    Finché sarò in gamba potrò andare al circolo anziani e magari conoscere qualche vecchietta, ma quando inizierò ad avere problemi importanti.... il mondo si dimenticherà di me e io sarò il vecchio pazzo scorbutico del condominio.

    Fino a... puffff.

    a) Cerchereste di migliorare la vostra posizione lavorativa in modo da guadagnare più soldi possibili e risparmiare in vista di un futuro non roseo (badante, casa di riposo, non sicurezza di avere una pensione)

    b) Cerchereste di godervi il più possibile la vita adesso, viaggi, togliervi qualche sfizio (es. automobile, o borse/scarpe costose) senza pensare più di tanto al domani.

    L'ideale sarebbe una via di mezzo, ma in realtà la scelta non c'è:

    - non è detto che migliorare la posizione lavorativa per guadagnare più soldi sia possibile. Già non lo è normalmente, figuriamoci con un inizio di disabilità e con la testa sicuramente rapita da problemi più importanti.

    - Anche godersi la vita, se parliamo di viaggi, non è detto che sia possibile vista la disabilità che sta iniziando.


    Quindi alla fine si farebbe ciò che fanno tutti, in quel caso: si continua a vivere, tra una piccola gioia e le grandi bestemmie, finché un giorno non si può più lavorare e essere autonomi. Poi un giorno ci troveranno morti nel nostro appartamento e ci avranno cercati perché da troppo tempo non pagavamo più l'affitto e le spese condominiali.

    Se verranno a cercarci prima, magari qualcuno si farà in modo di farci trasferire in un ospedale a lunga degenza dove probabilmente andremo all'altro mondo nel giro di poco tempo a causa delle scarse cure.