Messaggi di povio

    Hai mai provato a chiederti in maniera profonda e sincera.

    - Qual è il motivo vero per ho detto tutti quei "si"?

    - Cosa sarebbe accaduto se avessi detto anche qualche "no"?

    Sì, ci ho pensato.

    Una spiegazione è davvero che mi piace sperimentare e provare.

    A livello umano, però, direi che forse è la paura di deludere i miei amici o di apparire prepotente o impositivo.

    Nella vita, citando anche ciò che ho scritto nel mio primo messaggio, ho avuto tante delusioni e occasioni negate, forse proietto questa paura sugli altri, non volendo fargli provare le stesse delusioni che ho provato, magari è solo una mia impressione ma è plausibile secondo me.

    Sono favorevole ad una gerarchia e ad un comando, ma un capo secondo me non deve farlo con i propri capricci, deve farlo guidando la propria truppa con testa e cuore.

    Non sono contrario ad essere al limite anche considerato come un possibile leader, lo ammetto, ma preferirei collegialità nell'agire.

    Il capo secondo me deve essere un primus inter pares, bravo ad indirizzare le varie idee di tutti.


    Mi è capitato anche con gli amici, anche lì io tendo a non prevaricare, poi però con me non succede.

    Ricordo che ad ogni richiesta dei miei amici io in genere dico quasi sempre di sì e se non lo dico mi faccio io da parte, non impedendo a nessuno di fare ciò che vuole.

    Se si decideva di andare al cinema, io per loro sono andato a vedere anche, per esempio, film di animazione per cui non vado proprio matto, però alla fine ne sono uscite delle belle serate.

    Capitava che chiedessi io di vedere un film e c'era sempre il "no" puntuale.


    Ne racconto un'altra.

    Con la mia ultima compagnia è capitato di andare a giocare insieme alle escape room, mi è piaciuto talmente tanto che ho pensato di riproporla con altri amici, anche perché non avevo più la compagnia per i motivi che ho scritto all'inizio.

    Tornava dal Giappone per l'estate la famosa ragazza che dicevo, non lo sapevo direttamente ma ne ero venuto a conoscenza, così avevo pensato di farci una bella giornata tutti insieme, divertente e coinvolgente con lei e i nostri amici.

    Lei non l'ho mai sentita a riguardo, un nostro amico diceva "sì, adesso sento dagli altri" e poi puntualmente non sentiva e non organizzava, solo un altro amico disse subito di sì senza problemi, lui e la sua ragazza.

    Io mi spesi per trovare, organizzare, sentire, comunicare, ricevetti solo dei rimandi sfociati poi in un nulla di fatto.


    Un altro racconto con la mia ex compagnia.

    Per i miei trent'anni mi organizzarono una bella festicciola in bar con anche dei giochi interattivi creati da loro, i regali non furono complessi o costosi ma non mi è mai interessato, non avevo mai avuto una bella festa, tranne che in famiglia ovviamente, ma loro scelsero di farla a mia insaputa e ne fui davvero molto felice e grato.

    Tempo dopo la cosa mi venne rinfacciata.

    Sai/sapete perché?

    Come ho scritto sopra, non navigo nell'oro, avendo la passione per la musica mi piace comprare effetti per chitarra e accessori, ma per farlo mi serve tanto tempo e tanta fatica per risparmiare, in genere quindi, se esco con gli amici, esco con massimo 10-20€, mi bastano, mi prendo una birra e qualcosa da piluccare, mi interessa molto di più il tempo che passo con gli amici che ciò che mangio o bevo.

    Mi venne rinfacciato che preferivo spendere per me stesso e non per gli amici.

    Ho sempre, dico sempre, partecipato ad ogni regalo di ogni compleanno, ho saltato solo qualche caffè o aperitivo da, massimo, tre euro perché offerto da loro (eravamo in sette, erano 40 centesimi a testa e il più delle volte pagavo prima di tutti loro perché non volevo sembrare un esibizionista che paga e che si distingue dalla massa, pagavo per conto mio e bon).

    Mi venne anche rinfacciato di non dare mai passaggi e di sfruttare quelli degli altri.

    Io quando guido non bevo mai, vado su una Coca Cola, quindi in genere pensavo, come avevamo sempre fatto, a fare la macchina una volta per uno, negli ultimi tempi venni accusato di tormentare loro che erano fidanzati solo perché "avevo paura di bere e poi di mettermi al volante".

    Negli ultimi tempi stavo sempre in macchina da solo, perché, nota bene, io uscivo alle dieci come si era sempre fatto, loro invece sempre più tardi, tra la mezzanotte e l'una, sempre più tardi con l'avanzare del tempo, o perché si addormentavano e gli passava l'orario, o perché si perdevano con telefono e videogiochi.

    Uscito io, pensavo che questa compagnia andasse avanti, invece si è spaccata.

    Sono rimasto amico con tre di loro: con uno non ho mai litigato, con gli altri due, una coppia (che ora ha un bellissimo bambino), litigai soprattutto per il loro linguaggio un po' spinto e scurrile, ma mi sono convinto che in realtà fossero solo i portavoce dei veri responsabili, l'altra coppia e il loro amico con cui ho definitivamente chiuso.

    L'altra coppia, sono quelli prestati alla politica per ragioni di prestigio ed economiche, a quanto ne so non hanno più amici qui vicino e si sono isolati per "esigenze di partito" ed esigenze loro, probabilmente si sentono superiori e migliori di noi "poveri campagnoli", il loro amico uguale, con l'avvento dell'università secondo me ci ha visto un'opportunità di balzo sociale e di odio verso il suo paese natìo, cosa che fra l'altro lui stesso diceva.

    Non ho mai sopportato questa presunta superiorità morale e supponenza.


    Ciò che ho raccontato ovviamente è ciò che so, che mi è stato detto anche dai diretti interessati e non è farcito di nulla di più o di meno, è quanto è successo, ovviamente c'è anche il mio punto di vista di mezzo, però la cronaca è generalmente fedele a quanto ho vissuto e mi è stato detto.


    Ah, cosa molto importante: da come parlo, sembra che solo gli altri abbiano difetti, non è assolutamente così.

    Io mi sento pigro, molto permaloso, pignolo, logorroico (penso che si noti anche da quanto scrivo), indolente e ho una scarsa se non nulla autostima.

    Ma allora una band non è in sostanza una palestra di vita sociale?

    Non ci si confronta, ci si scontra, ci si conforta e si litiga, ci si conforma e ci si dissocia, come alla fine succede anche in pressoché tutte le band, e come succede alla fine in tutti i consessi sociali?

    Non si parla sempre di esseri umani in relazione? Quello più gregario, quello più carismatico, quello con i gusti difficili, quello che non vuole cambiare accordature, quello più distratto, quello più maniaco, quello sincero e drastico, quello timido e imperscrutabile...

    Se è difficile relazionarsi con gli altri nella vita di tutti i giorni, lo sarà anche in una band, perché ognuno tende a voler vivere una passione o una idea a suo modo, con un atteggiamento comune che è prevalentemente quello egoico, di contrapposizione, di difesa, di lotta, di assoggettamento.

    Sono d'accordo con te, totalmente!!

    Io ho sempre pensato che una base comune di intenti, ovvero fare rock, deve almeno esserci, come binario, ma per il resto sono il primo a dire che non deve esserci uniformità totale di pensiero.

    Io personalmente sono aperto tutto, mi piace tanto il rock di fine '60 quanto quello più spinto alla Iron Maiden o alla Megadeth, tanto per citare due estremi, con tutto quello che ci passa in mezzo, io non mi pongo limiti e mi piace fare tutto, ma mi sono sempre chiesto perché ci sia gente che ti dice di sì a questo e una volta entrata poi cambia idea e vuole fare piano bar, per dire.

    Esiste la libertà di scelta, ci mancherebbe, però mi chiedo dove sia finito quello spirito costruttivo che secondo me c'era fino a qualche tempo fa tra le persone, del tipo "dai che facciamo questa cosa insieme", ora sembra essere tutto un "io voglio, io dico, io non voglio", mi sembra che il "noi" sia stato sostituito da "io".

    Anche perché mi pare di non essere una persona difficile da accontentare, ad ogni canzone che mi hanno proposto entrambe le band ho sempre detto di sì e con entusiasmo e, credimi, ho imparato molto.

    Erano canzoni che non conoscevo, ma le ho imparate e ho conosciuto band e generi nuovi, sempre rock ovviamente, ma con caratteristiche nuove (parlo del thrash metal teutonico, all'epoca non lo conoscevo, mi proposero una canzone dei Sodom, Agent Orange, da lì conobbi un mondo che non avevo mai ascoltato).

    Che senso ha lasciare che una ragazza proponga un pezzo (ne propose due: Fairies Wear Boots dei Black Sabbath e Cowgirl In The Sand di Neil Young), provarlo alla meno peggio, lasciare che il padre la venga a prendere e poi dire che ti rifiuti di farla?

    Che senso ha dirmi che sentiamo questa ragazza, io la vado a prendere (abitava pure lontano) e manco ti presenti poi?

    Che senso ha tardare alle prove, presentarsi dopo ore di ritardo, scoprire che hai dimenticato un pezzo di batteria e tornartene a casa mandando tutto a monte dopo che il resto della band ha portato su per le scale chili di amplificatori e strumenti e montato tutto?


    Ci sono cose come il rispetto che non dovrei dire io ai ragazzi che fecero queste cose, non ci hanno pensato a come si può sentire chi riceve le conseguenze di un comportamento?


    Io ci penso sempre, è anche per questo che non dico mai di no ad una proposta, per questo ma soprattutto perché, ripeto, a me piace talmente tanta musica che è difficilissimo trovare qualcosa che non mi piaccia, a me piace provare tutto e imparare di conseguenza, addirittura prendo i pezzi commerciali da discoteca e li riarrangio per conto mio in chiave rock, per dire.


    Non so, mi sembra che la società si sia disunita molto, ci sono troppi individualismi e poco senso collettivo, non generalizzo, ci mancherebbe, ma secondo me questa cosa c'è.

    Io poi vivo in un paesino di neanche novecento persone, i ragazzi sono tutti andati via, siamo rimasti in pochi, per cui non vivo a contatto con realtà più estese tipo come in una città, sarà anche per questo forse.

    Gli esperimenti che hai fatto erano quindi cover? Hard rock band tipo Led Zeppelin?

    Chi sono i chitarristi chi ti piacciono di più? Page, Blackmore?

    Come mai preferiresti una cantante donna?

    In genere questi gruppi quanto tempo sono durati?

    Perché sentivi di essere l'unico che si voleva divertire o non che volessero divertirsi anche gli altri?

    All'inizio sì, facevamo cover di rock classico e qualcosina di più spinto tipo Metallica.

    All'epoca purtroppo finì un po' per colpa mia perché decisi di provare a fare thrash metal e gli altri non erano d'accordo, questo fatto purtroppo fu colpa mia.

    Degli altri però posso dire che non furono esenti da colpe.

    Cantanti non ne trovavamo, a parte uno che un po' ci aiutava ma non era con noi e un altro che poi venne ma purtroppo trasformò la band in una specie di juke box: stilò due scalette diverse, a suo dire una più tranquilla e una più pesante, il suo scopo era presentarsi nei locali e chiedere cosa preferissero che facessimo.

    Secondo me è un ragionamento estremamente sbagliato, perché una band deve avere una propria identità, questo invece mi sembrava un diventare una specie di radio che suonava ciò che voleva il pubblico; io invece pensavo e penso che una band debba avere una propria identità e offrirla e solo in base a questo poi si crea un giro di amici e di seguito.

    Il chitarrista ritmico/tastierista era molto bravo ma molto difficile come gusti musicali, era una persona che diceva di sì ad una canzone per poi aspettare che chi aveva proposto se ne andasse per confessarci che non voleva farlo, successe più di una volta con una ragazza che provò con noi.

    Il bassista non si interessava, non studiava i pezzi e arrivava sempre impreparato, buttandola del tipo "lo faccio alla meno peggio intanto che sono qui con voi" e puntualmente si fermava non sapendo neanche come facesse la canzone; il batterista infine, l'unico con cui sono rimasto un po' amico, dirottò completamente i suoi intenti, decidendo di voler fare cover commerciali, convinto che sia l'unico modo per suonare in giro, cosa su cui continuo a non essere d'accordo.

    Ci capitò di fare anche delle figuracce.

    Una volta con una ragazza bassista che provammo in seguito, non era bravissima ma pensavo che sarebbe potuta crescere e imparare con noi; all'epoca, la andavo a prendere io perché stava cambiando auto ed era momentaneamente a piedi, una sera la andai a prendere, d'accordo col batterista per sentirla insieme e farle un provino; ci ritrovammo in sala prove lì impalati con il batterista che non si presentò e rispose solo molto tardi chiedendo scusa, lei giustamente non si fece più viva, mi dispiacque molto per la figuraccia.

    Con un'altra ragazza, cantante, quella di cui ho parlato sopra e che proponeva canzoni che poi venivano rifiutate alle sue spalle dal tastierista, anche lì potevamo insistere con lei, ma non lo facemmo: lei faceva fatica a cantare e arrivava sempre alla fine senza voce, così decidemmo di salutarla, ma ogni volta che ci ripenso mi dispiace perché anche lì saremmo potuti crescere insieme.

    Mi capitò un'altra band, con altre persone, ma finì perché il nuovo batterista disse chiaramente che non voleva più impegnarsi e il bassista era molto poco interessato e trovava scuse per non rispettare gli impegni presi.

    Da allora più niente, sono passati anni.


    Perché una voce femminile?

    Perché penso che sia più facile per una voce femminile raggiungere certe note alte, inoltre mi aiuterebbe con la chitarra: io sono abbastanza contrario a cambiare accordatura allo strumento, per esempio abbassandola di uno o due toni, perché richiede aggiustamenti al manico che io non so fare e non posso permettermi un liutaio ogni volta, per cui il massimo che faccio è abbassare il mi basso di un tono per un tipo di accordatura molto usato nel rock, il drop d, ma niente di più; una voce femminile, avendo un tono più alto, mi aiuterebbe a sostenere meglio questa standardizzazione dell'accordatura.


    I miei chitarristi preferiti?

    Non esagero se ti dico che li amo tutti indistintamente.

    Ogni chitarrista per me è unico e offre un suono e una tecnica unici dai quali si può imparare tanto.


    All'epoca le band durarono entrambe qualche anno, in genere facevamo cover, ma se fossero proseguite avrei voluto anche comporre, ho un quaderno pieno di mie idee non sviluppate perché mi piacerebbe svilupparle con degli amici.

    E allora perché non partire parlando di ciò che ti ha sempre appassionato e ancora ti appassiona?

    Cosa suoni? Cosa ti piace? Cosa ti piace di quando suoni? Cosa vorresti trovare in una band tua?

    Molto volentieri!!

    Ho studiato chitarra elettrica per nove anni e mezzo, il mio genere è il rock/metal, per un periodo ho voluto suonare metal molto pesante, ma poi la monotonia mi ha fatto tornare verso un rock/metal più classici, proprio per la loro vastità e varietà.

    Mi piace molto sperimentare e provare, nei tentativi che ho fatto in passato per avere la band non ho mai detto di no a nessuna proposta, perché ritengo che 1) sia indispensabile avere una unità di intenti su ciò che si vuole fare come genere, se uno inizia a volere rock duro, un altro più commerciale e via dicendo non ci si incontrerà mai, 2) ma al tempo stesso, una volta deciso insieme il genere (anche se, più che deciso insieme, ci si deve trovare accomunati fin dall'inizio con questo intento), si può e si deve sperimentare.

    Una cosa che mi piacerebbe molto fare sono canzoni anche molto difficili da cantare o suonare, ma fatte alla nostra portata e ti faccio subito un esempio per farti capire bene.

    Canzone dei Led Zeppelin, con note molto alte.

    Io ho sempre detto ai cantanti di non farla tale e quale, ma di farla a loro piacimento e gusto: se vogliono farla una tonalità sotto, armonizzarla in modo diverso, o cose comunque di questo tipo.

    È molto difficile riprodurre un pezzo tale e quale, perché noi non siamo gli autori di quel pezzo, ma possiamo divertirci e onorarlo secondo le nostre capacità.

    Non ho quindi mai preteso cose impossibili, solo la spensieratezza di buttarsi e divertirsi senza pensieri e tutti insieme.

    Come formazione a me piacerebbe tanto la formazione base: un bravo batterista, un bravo bassista, un bravo cantante (anche se mi piacerebbe molto che a cantare fosse una ragazza) e io alla chitarra.

    È la formazione base di tante band rock storiche, alcune, è vero, avevano anche una tastiera, ma mi interessa esplorare cosa possono fare una chitarra e un basso insieme se usati al massimo delle loro capacità, soprattutto il bassista, mi piacerebbe che fosse uno che non si limita al tappeto ritmico sottostante, ma che facesse veri e propri passaggi, anche accordi, magari pure con il basso distorto che a mio avviso riempie il suono in maniera bellissima.

    Non so se si capisce, ma io con la musica ci voglio giocare in ogni direzione, senza alcun limite e divertendoci senza nessun freno, rimango convinto che questa sia la strada, oltre che per stare bene con gli amici, per ottenere anche ottimi risultati ;)

    Ciao a tutti!

    È passato davvero tanto tempo dall'ultima volta che ho scritto qui; ero più ragazzino, avevo intorno ai venti o ventidue anni, ora sto a trentadue e ne è passata di acqua sotto i ponti.

    Se ripenso ai pensieri che avevo allora potrei anche sorriderci se li paragono a come va ora.

    Cercherò di raccontare al meglio.


    Negli anni mi è capitato di avere degli amici, ma se ne sono andati tutti oppure me ne sono andato io.

    Non riesco a sentirmi compatibile con nessuno o comunque con molte poche persone, il motivo è che non mi sento in linea con il modo di vivere attuale.

    È come se io provenissi da un'epoca diversa e vi faccio qualche esempio.

    Suono la chitarra e da anni cerco di mettere su una band, ma non ci riesco perché non trovo nessuno che voglia soltanto divertirsi, dico sul serio!!

    Trovo lo snob che considera i miei gusti troppo sempliciotti, trovo quello che lo vuole fare solo per soldi, trovo quello che mi ignora, trovo di tutto tranne che il ragazzo che si poteva trovare anni fa che amava passare un pomeriggio con gli amici a suonare in garage e a divertirsi insieme.

    Con l'ultima compagnia è finita molto molto male.

    Eravamo molto amici e molto legati, di quelle compagnie dove l'umorismo scorretto e cinico c'era sempre ed era ampiamente tollerato.

    Tutto ad un tratto, parlo proprio da un giorno all'altro, hanno tutti improvvisamente cambiato tono, hanno iniziato a deridermi e ad insultarmi per la mia fede cristiana (premetto che io non ho mai imposto a nessuno di credere, né lo farei mai, tollero pure le bestemmie, soltanto che io non le dico), hanno iniziato a vedermi come un bigotto retrogrado perché rifiutavo la loro "passione" per alcol e marijuana legale (altra premessa, io non ho mai insultato o parlato male a nessuno per questo fatto, semplicemente non mi interessava e non mi piaceva, ma così come io me ne stavo in silenzio e comunque rispettavo mi aspettavo altrettanto rispetto per la mia decisione: niente da fare), così decisi io di rompere, anche perché di lì a poco avrei assistito al trionfo dell'incoerenza: gente scesa in politica per solo interesse, falsità su falsità, sorrisi falsi, falsi riappacificamenti per puro interesse, ho visto di tutto, ragazzi, credetemi.


    Altro punto dolente, l'economia.

    Lavoro da anni in mare con mio zio, anche se io, più che essere socio di mio zio, sono un suo aiutante, sono alle sue dipendenze, come mozzo; ho fatto domanda di assunzione ma non sono mai stato preso in considerazione da alcuni fra chi dovrebbe decidere perché non sono figlio di uno dei loro pescatori; vi confesso che questa cosa mi sta distruggendo dentro, ho visto assumere gente che si è approfittata dell'azienda o che addirittura ha remato contro, mentre io che mai mi sognerei di fare cose simili non sono mai stato considerato.

    Questa cosa va avanti da tredici anni.

    Sono stato comunque aiutato, anche perché vivo in una zona in cui lavoro non ce n'è se non stagionale e molto precario, in più mi vogliono tutti bene e io voglio loro un bene infinito, però c'è sempre qualcuno, molto pochi, che evidentemente non mi vuole e la cosa mi fa soffrire, anche perché con questo posto riuscirei a risolvere tanti problemi miei e della mia famiglia.

    I miei genitori, Dio li benedica, hanno una piccola azienda da tanti anni, hanno attraversato l'inferno a causa delle varie crisi economiche, ma pian piano siamo riusciti a sistemare quasi tutto.

    Ci siamo privati di ogni cosa, non siamo mai andati in ferie, abbiamo rinunciato per più di dieci anni anche ad una cena al ristorante o a cose che dovrebbero essere normali, abbiamo ricevuto aiuto da mio zio, Dio benedica anche lui, ma dovrei essere io ad aiutare la mia famiglia!!


    Amore.

    Che dire dell'amore?

    Manco ci penso più ormai.

    Non sono mai stato fidanzato, sono il classico personaggio timido e impacciato, poi ho la pancia e non sono proprio un Brad Pitt, ecco, quindi è come se avessi imparato ad accettare di vivere una vita da solo.

    L'ultima volta che ho pensato mi potesse cambiare è stato più o meno quattro anni fa.

    Uscivo ed ero molto amico con una ragazza, questa ragazza poi ha deciso di andare a vivere in Giappone per studi, credo sia tornata da poco perché penso di averla vista in macchina.

    In tutti questi anni, io ogni tanto le ho provato a scrivere, sempre e solo io ho provato, ho ricevuto solo risposte brevi, meccaniche, tipo "grazie mille" a degli auguri, oppure qualche visualizzato senza risposta, capite che uno dopo un po' ci rinuncia anche perché l'impressione di dare fastidio poi si fa strada prepotentemente.

    E così da allora ho smesso di pensare a questa cosa, non a lei, ma a questa eventualità.

    Anni fa a trentadue anni una persona era quasi sicuramente sposata e con bambini.

    Io non sono mai stato un grande fan delle convenzioni sociali, ci si sposa o si fanno bambini solo se uno se lo sente, però la mancanza anche solo di prospettiva o di possibilità è comunque molto triste.


    Musica già l'ho detto, sono anni che tento di mettere su una band invano, il fatto è che, senza troppa falsa modestia, qualcosa di buono lo so fare con la chitarra, vorrei solo la mia occasione.


    Infine, situazione pandemia.

    Io non so cosa dire e non sono di certo un medico che possa giudicare ciò che succede, però un'idea la voglio provare ad esprimere.

    Ora c'è un vaccino e speriamo che ci aiuti a risolvere, ma io dico anche: se c'è una malattia, come mai non si prova a trovare un modo per curarla subito, appena uno si accorge di averla?

    Non sarebbe forse un modo migliore e che ci aiuterebbe a tornare alla nostra vita sociale e lavorativa (che io non avrei ugualmente per i motivi citati sopra, ma almeno un giro in macchina da solo me lo potrei anche fare)?

    Da che io ne so, una malattia viene messa in scacco quando si cura.

    Ripeto, il mio non è un attacco di tipo politico, non è questo il posto giusto, anche perché tutto il mondo usa la strategia del lockdown, ma non è che, dopo un anno, questa malattia la si potrebbe aggredire?

    Io pensavo nei primi mesi di questa cosa che il lockdown fosse una misura iniziale perché effettivamente si sapeva poco o nulla, ma ora che si conosce abbastanza e che, a quanto pare, ci sono medici che curano anche a casa, perché non provarci e salvare così tante vite?

    Non so, ragazzi, questa strategia del lockdown mi sembra una specie di fuga dalla malattia, non parlo dei medici che lavorano tanto per curare i malati ovviamente, ci mancherebbe, soltanto mi piacerebbe che diventasse più una routine su cui al limite sbuffare un po', del tipo "uff, me la sono presa, devo andare a fare la ricetta dal medico e prendere queste medicine, al massimo una settimana di letto e brodino caldo", non so se mi spiego.


    Questo è quanto, un po' un racconto di ciò che mi passa per la testa.

    Ho trentadue anni e purtroppo se penso al mio futuro non vedo niente, al massimo mi vedo come un vecchietto solo e aiutato dalla Caritas a sopravvivere e che tutti scacciano in malo modo.

    Non so se esista qualche gesto o qualche parola che possa aiutarmi, del resto quando uno passa anni a fare casa, lavoro e sempre solo non è che può vedere tante alternative, mi sa che solo un miracolo può aiutarmi davvero.

    Scusate se mi sono dilungato tanto.

    Ciao ragazzi !!
    Purtroppo non sto ancora bene.
    Sto trovando un grande conforto nella fede a dire il vero.
    Ho letto un sacco di filosofia e cose di tipo scientifico che mi hanno indirizzato in questa via (sembra strano, ma sul web si trovano molte cose a sostegno della fede); ovviamente, non mi sono rivolto verso informazioni dogmatiche e chiuse, ma verso ragionamenti, essendo una persona abituata alla ragione, ed è proprio la ragione che mi sta indirizzando nel mio cammino di fede, cosa per cui spero di non venire deriso, perchè purtroppo al giorno d'oggi ci sono persone che denigrano solo se sentono la parola fede.
    Io comunque ci sto credendo, ragion per cui mi sento forte della mia posizione.
    Non mi sento forte però del mio pensiero riguardo i miei genitori.
    Ho fede, sono abbastanza convinto che la morte non sia che un passaggio da uno stato materiale ad uno stato spirituale, ci sono troppe cose che lo lasciano presagire, però non riesco ad accettare il fatto che prima o poi tutto morirà.
    Il tutto si sta ripercuotendo sulla mia salute psico fisica, ho praticamente sempre la nausea e piango quasi quotidianamente.
    Cavoli, era cominciato quasi tutto per curiosità.
    Prima di addormentarmi, circa un mesetto scarso fa, avevo cominciato a dire "Dio, se veramente esisti, dammi un segno di ciò".
    Da allora è cominciato tutto questo, ho cominciato a vedere le cose per il loro vero valore quasi per la prima volta, ho quasi scoperto per la prima volta lo straordinario amore che provo per loro e la terribile angoscia che ne deriverebbe se non li avessi più con me.
    Anche questo, vedete, è un piccolo segnale che rafforza la mia fede: prima ogni tanto pensavo a questa cosa, ma riuscivo a mettermela via e a non pensarci.
    Inoltre, non ero una bella persona: mi occupavo troppo di politica, ero diventato odioso e in un certo senso cattivo, provavo odio verso qualcuno solo perchè pensava cose diverse dalle mie.
    Ora invece vedo le cose diversamente, è come se tutto sia straordinariamente bello, in cima alla classifica ci sono i miei genitori e non voglio perderli.
    La mia fede e la mia convinzione mi dicono che un giorno li rivedrò e starò con loro per sempre, ma quanto vorrei che fosse subito questo momento, quanto vorrei non dover portare questa croce...

    La cosa che non riesco ad accettare è quello che un giorno sarà il distacco dai miei genitori.
    Non voglio lasciarli, mai.
    Da quanto penso a questa cosa non faccio altro che stare per parecchi attimi col magone e le lacrime agli occhi, non voglio pensare che un giorno non ci saranno più, che la morte me li porterà via, non voglio...

    Ciao a tutti !!
    Ho 22 anni.
    Ho deciso di postare proprio nella sezione "umore depresso" questa mia sofferenza.
    A differenza degli altri pensieri che mi davano sofferenza (pensavo di essere qualcosa che in realtà non ero, ma grazie sia a questo forum che ai miei genitori, ho capito che erano solo cose che mi ero praticamente inventato), questa cosa è tangibile e reale...e terrificante.
    Come se mi fossi risvegliato da un torpore, ho aperto gli occhi sul fattore tempo.
    Mi sono guardato indietro, ho ricordato i meravigliosi momenti che ho passato da bambino, quando giocavo, non avevo pensieri di alcun tipo e cose che ora sembrano superate, a quel tempo, mi sembravano assolutamente straordinarie e splendide.
    Mi ricordo quando era appena uscito il televideo nelle tv, quando giocavo con la sabbia, col mio trattore a pedali, a palla con mia mamma ecc.
    Poi ho guardato il presente: 22 anni; ho già 22 anni. Com'è volato il tempo !!
    Ed è proprio questo il punto, è come se il tempo non mi lasciasse alcun respiro.
    Mi terrorizza il pensare ai miei genitori anziani o, peggio ancora, se non ci saranno più, mi terrorizza sapere del tempo che scorre, l'avanzare con l'età, il vedere che le cose cambiano, invecchiano ed inesorabilmente muoiono.
    Un tempo avevo il conforto della fede: forse la vivevo in modo un po' troppo sciocco e bigotto, però.
    Sto cercando un appiglio, un segno, qualcosa che mi faccia capire e sperare che le cose non muoiono con la morte, che forse esiste una dimensione alternativa a tutto questo per cui nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma, pensare che il mio essere si trasformi magari da essere corporeo ad essere qualcos'altro.
    Amo troppo i miei genitori, le mie passioni, i miei amici e la mia vita (e, se ne avrò la fortuna, quella che un giorno sarà prima mia fidanzata e poi moglie ed eventuali figli), non voglio perdere tutto, vorrei che tutto si bloccasse in questo istante.
    In passato ho sofferto parecchio, ho perso al completo tutta la compagnia che frequentavo, la ragazza che mi piaceva mi ha ferito e ho patito le pene dell'inferno, odiavo la vita.
    Ora però che ho degli amici fidatissimi, che il rapporto con i miei genitori è migliorato parecchio e che le mie passioni (suono la chitarra) mi stanno dando delle soddisfazioni davvero grandi, mi sono reso conto di quanto ami tutto questo e di quanto dannatamente non voglia perderlo.
    Purtroppo il tempo non è una cosa che si possa fermare, per cui non vi chiedo "soluzioni", magari qualche parola di conforto, di sostegno.

    Io dico di sì. Un bel corpo femminile, giovane e fresco attrarrebbe (quasi) chiunque.
    Vedrai che poi, crescendo, anche la tua "soglia di attrazione" si sposterà naturalmente in una fascia di età più grande.
    Per adesso, avendo tu 22 anni, una fidanzatina di 17/18 anni è più che equilibrata.

    Magari la tredicenne la vedo un po' più complicata... :assi:

    A parte che, poi, detta come va detta, con una tredicenne non ci penso nemmeno...in fatto di relazioni sono piuttosto pignolo e guardo molto anche al carattere/pensiero, quindi diciamo che in quel caso li l'attrazione si limita solo a pensare che (sempre se ha sembianze di donna) è bella, ma è morta li.
    La vedo dura intrattenere un discorso serio e responsabile con una persona tredicenne :assi:

    Non mi sembra ci sia da preoccuparsi. Sei giovane, è normale che ti piacciano le ragazze di 5 - 6 anni meno di te. Poi le teen-ager di oggi si vestono e si truccano come delle "donne vissute", questo in linea generale.
    Sei normalissimo, tranquillo! :)

    La cosa mi tranquillizza assai, ti ringrazio davvero !!
    Ma vedi, anche se si vestono da donne vissute ma vedo che sono comunque bambine, non mi attraggono affatto, mi attraggono proprio se vedo che hanno già sembianze/corpo di donna.
    Se dici che posso andare tranquillo e che è una cosa normale, la cosa non può che tranquillizzarmi :)