Hai mai provato a chiederti in maniera profonda e sincera.
- Qual è il motivo vero per ho detto tutti quei "si"?
- Cosa sarebbe accaduto se avessi detto anche qualche "no"?
Sì, ci ho pensato.
Una spiegazione è davvero che mi piace sperimentare e provare.
A livello umano, però, direi che forse è la paura di deludere i miei amici o di apparire prepotente o impositivo.
Nella vita, citando anche ciò che ho scritto nel mio primo messaggio, ho avuto tante delusioni e occasioni negate, forse proietto questa paura sugli altri, non volendo fargli provare le stesse delusioni che ho provato, magari è solo una mia impressione ma è plausibile secondo me.
Sono favorevole ad una gerarchia e ad un comando, ma un capo secondo me non deve farlo con i propri capricci, deve farlo guidando la propria truppa con testa e cuore.
Non sono contrario ad essere al limite anche considerato come un possibile leader, lo ammetto, ma preferirei collegialità nell'agire.
Il capo secondo me deve essere un primus inter pares, bravo ad indirizzare le varie idee di tutti.
Mi è capitato anche con gli amici, anche lì io tendo a non prevaricare, poi però con me non succede.
Ricordo che ad ogni richiesta dei miei amici io in genere dico quasi sempre di sì e se non lo dico mi faccio io da parte, non impedendo a nessuno di fare ciò che vuole.
Se si decideva di andare al cinema, io per loro sono andato a vedere anche, per esempio, film di animazione per cui non vado proprio matto, però alla fine ne sono uscite delle belle serate.
Capitava che chiedessi io di vedere un film e c'era sempre il "no" puntuale.
Ne racconto un'altra.
Con la mia ultima compagnia è capitato di andare a giocare insieme alle escape room, mi è piaciuto talmente tanto che ho pensato di riproporla con altri amici, anche perché non avevo più la compagnia per i motivi che ho scritto all'inizio.
Tornava dal Giappone per l'estate la famosa ragazza che dicevo, non lo sapevo direttamente ma ne ero venuto a conoscenza, così avevo pensato di farci una bella giornata tutti insieme, divertente e coinvolgente con lei e i nostri amici.
Lei non l'ho mai sentita a riguardo, un nostro amico diceva "sì, adesso sento dagli altri" e poi puntualmente non sentiva e non organizzava, solo un altro amico disse subito di sì senza problemi, lui e la sua ragazza.
Io mi spesi per trovare, organizzare, sentire, comunicare, ricevetti solo dei rimandi sfociati poi in un nulla di fatto.
Un altro racconto con la mia ex compagnia.
Per i miei trent'anni mi organizzarono una bella festicciola in bar con anche dei giochi interattivi creati da loro, i regali non furono complessi o costosi ma non mi è mai interessato, non avevo mai avuto una bella festa, tranne che in famiglia ovviamente, ma loro scelsero di farla a mia insaputa e ne fui davvero molto felice e grato.
Tempo dopo la cosa mi venne rinfacciata.
Sai/sapete perché?
Come ho scritto sopra, non navigo nell'oro, avendo la passione per la musica mi piace comprare effetti per chitarra e accessori, ma per farlo mi serve tanto tempo e tanta fatica per risparmiare, in genere quindi, se esco con gli amici, esco con massimo 10-20€, mi bastano, mi prendo una birra e qualcosa da piluccare, mi interessa molto di più il tempo che passo con gli amici che ciò che mangio o bevo.
Mi venne rinfacciato che preferivo spendere per me stesso e non per gli amici.
Ho sempre, dico sempre, partecipato ad ogni regalo di ogni compleanno, ho saltato solo qualche caffè o aperitivo da, massimo, tre euro perché offerto da loro (eravamo in sette, erano 40 centesimi a testa e il più delle volte pagavo prima di tutti loro perché non volevo sembrare un esibizionista che paga e che si distingue dalla massa, pagavo per conto mio e bon).
Mi venne anche rinfacciato di non dare mai passaggi e di sfruttare quelli degli altri.
Io quando guido non bevo mai, vado su una Coca Cola, quindi in genere pensavo, come avevamo sempre fatto, a fare la macchina una volta per uno, negli ultimi tempi venni accusato di tormentare loro che erano fidanzati solo perché "avevo paura di bere e poi di mettermi al volante".
Negli ultimi tempi stavo sempre in macchina da solo, perché, nota bene, io uscivo alle dieci come si era sempre fatto, loro invece sempre più tardi, tra la mezzanotte e l'una, sempre più tardi con l'avanzare del tempo, o perché si addormentavano e gli passava l'orario, o perché si perdevano con telefono e videogiochi.
Uscito io, pensavo che questa compagnia andasse avanti, invece si è spaccata.
Sono rimasto amico con tre di loro: con uno non ho mai litigato, con gli altri due, una coppia (che ora ha un bellissimo bambino), litigai soprattutto per il loro linguaggio un po' spinto e scurrile, ma mi sono convinto che in realtà fossero solo i portavoce dei veri responsabili, l'altra coppia e il loro amico con cui ho definitivamente chiuso.
L'altra coppia, sono quelli prestati alla politica per ragioni di prestigio ed economiche, a quanto ne so non hanno più amici qui vicino e si sono isolati per "esigenze di partito" ed esigenze loro, probabilmente si sentono superiori e migliori di noi "poveri campagnoli", il loro amico uguale, con l'avvento dell'università secondo me ci ha visto un'opportunità di balzo sociale e di odio verso il suo paese natìo, cosa che fra l'altro lui stesso diceva.
Non ho mai sopportato questa presunta superiorità morale e supponenza.
Ciò che ho raccontato ovviamente è ciò che so, che mi è stato detto anche dai diretti interessati e non è farcito di nulla di più o di meno, è quanto è successo, ovviamente c'è anche il mio punto di vista di mezzo, però la cronaca è generalmente fedele a quanto ho vissuto e mi è stato detto.
Ah, cosa molto importante: da come parlo, sembra che solo gli altri abbiano difetti, non è assolutamente così.
Io mi sento pigro, molto permaloso, pignolo, logorroico (penso che si noti anche da quanto scrivo), indolente e ho una scarsa se non nulla autostima.