Sto passando un momento di crisi e non so con chi parlare

  • Spero di aver capito bene le regole!


    Sto passando un momento di crisi e non so con chi parlare perché non voglio appesantire il mio compagno.


    Non so bene come fare, son in un periodo di crisi in cui mi sento veramente vuota e terrorizzata dal futuro.


    Sono stanca.

    Vorrei solo dormire e non pensare a nulla, ma non posso.


    Mi manca la spensieratezza che avevo tanti anni fa!

  • Ailene

    Approvato il thread.
  • Ciao.

    Quello che racconti — questa sensazione di vuoto, stanchezza e paura del futuro — è qualcosa che in certi momenti può diventare quasi invalidante. Il futuro, quando si è in questo stato, smette di essere qualcosa di neutro e diventa uno spazio enorme e indefinito, difficile da affrontare proprio perché non si riesce a immaginarlo in modo chiaro.

    Non è raro, in queste condizioni, sentire il bisogno di spegnere tutto, dormire, non pensare. Non perché si sia deboli, ma perché la testa è piena e non trova più appoggi. E spesso non è il futuro in sé a fare paura, ma il fatto che dentro ci si sente senza energie per reggerlo, e così tutto sembra più distante e più difficile di quello che è davvero.


    Non devi affrontare tutto questo da sola, né trovare subito una soluzione o le parole giuste.

    Capisco anche che quando ci si sente così è difficile mettere ordine nei pensieri e tradurli in parole, come se tutto restasse confuso. E capisco quel bisogno di essere compresi quasi senza spiegare nulla.


    Però, per poterti stare davvero vicino e confrontarci in modo utile, serve provare a dare anche solo qualche piccolo elemento in più, senza pressione: non tutto insieme, non in modo perfetto, ma da un punto qualsiasi da cui partire.

    "Le convinzioni ferme come roccia dovrebbero quasi sempre trovarsi in manicomio." (Friedrich Nietzsche)

  • È difficile perché non ho più amicizie, non voglio più le amicizie che avevo perché ho passato anni a raccogliere le briciole. Ho dato tutto sino a svuotarmi ed ammalarmi.


    È tutto da revisionare.


    Mi sento stanca e anche altri settori della mia vita non vanno bene. Tutto si somma e diventa pesante.

    Vengo da un'infanzia difficilissima.


    Sono stanca.

  • “Ho passato anni a raccogliere le briciole”. Quì dentro c’è la stanchezza di chi per molto tempo si è abituato a vivere di poco: poco ascolto, poco ritorno, poca presenza vera. E quando ci si abitua così, quasi senza accorgersene, si finisce per consumarsi.


    Ad un certo punto non è nemmeno più il singolo problema a pesare. È l’accumulo. È il sentire che ogni cosa si appoggia sopra qualcosa che era già fragile e affaticato da prima.

    E allora anche il futuro fa paura, non solo per quello che potrebbe succedere, ma perché ci si sente senza un posto interno da cui guardarlo con serenità.


    Quello che scrivi non è fragilità, ma esaurimento emotivo. Come se per troppo tempo avessi tenuto insieme cose, persone, pesi, fino a perdere quasi il contatto con una parte più leggera di te.

    Forse è anche per questo che ti manca tanto la spensieratezza: non come nostalgia infantile, ma come sensazione di poter stare al mondo senza sentirti sempre in tensione o in difesa.


    Lo spiraglio sta proprio nel fatto che sei arrivata al punto di non riuscire più a fingere che certe cose ti bastino. È doloroso, ma a volte la stanchezza estrema è anche il momento in cui una persona smette di accettare una vita che la svuota.

    "Le convinzioni ferme come roccia dovrebbero quasi sempre trovarsi in manicomio." (Friedrich Nietzsche)

  • Ad un certo punto non è nemmeno più il singolo problema a pesare. È l'accumulo. Questo!


    Il punto è che ci si ritrova quasi completamente soli, ed è doloroso. Fa male perché la causa risiede in quelle carenze infantili che si tenta disperatamente di colmare in età adulta, nonostante il percorso di terapia e i progressi fatti. È un continuo dare, un bisogno ancestrale di essere visti e amati che inseguiamo da sempre.


    Da adulti, ci si scontra con una famiglia che non riconosce la propria disfunzionalità: persone che hanno ostacolato il tuo futuro quando avevi salute, volontà, energia e fiducia nella vita e che, pure, oggi pretendono assistenza come se fossero state impeccabili.


    Il risultato è un sistema nervoso logorato da anni di stress e delusioni, che ha generato blocchi profondi nella capacità di affrontare le sfide quotidiane. È difficile perché non ho più amicizie. Non voglio più le amicizie che avevo, perché ho passato anni a raccogliere le briciole. Ho dato tutto sino a svuotarmi e ad ammalarmi.


    Ad un certo punto non è nemmeno più il singolo problema a pesare. È l'accumulo.

  • Perché non vuoi parlare col tuo compagno? Se avessi una compagna io sarebbe la prima persona in cui cercherei conforto, e a parti invertite, mi farebbe stare male sapere che non ha cercato il mio aiuto...

    • Nuovo

    Ciao Rena, sai, anche io ho passato il mio bel periodo di tutto nero, tutto sbagliato, tutto vuoto...


    Una psicologa che mi ha capito, un continuo aprire nuove porte intorno a me (nuove amicizie), una figlia per la quale darei la mia stessa vita... Non è facile tirarsi fuori da certe situazioni, ma fidati che si può...


    Sembra più facile a dirsi che a farsi, lo so... Ma fidati che starei zitto se non avessi vissuto sulla mia pelle certe dinamiche. Che non sono ancora del tutto sparite dopo un anno e mezzo, ma che però so di poter elaborare e gestire come mai prima d'ora.


    Ti auguro il meglio.


    P.S.: Intanto, utilizza questo spazio solo per te. Qui c'è tanta gente alla quale puoi davvero raccontare di tutto e aspettarti solo consigli e considerazioni atte a migliorare la tua vita... In tanti ormai definiamo NienteAnsia l'isola felice :)

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