Messaggi di Solena

    SpazioPerMe Non ho mai parlato di portarlo dal psicologo ho detto che, se lui reagisce negativamente alle tue cura o premura, non dovresti insistere proprio per evitare di diventare il suo "parafulmine"... il senso era proprio quello, ma mi rendo conto che è una situazione delicata è molto più complessa di come l'hai descritta all'inizio. In parole povere era più legato ai confini personali al fine di tutelarti psicologicamente. Il mio non voleva essere un attacco o una serie di critiche su come gestire la tua relazione e vita sociale (che comunque complimenti è molto più attiva della mia), mi scuso se ti ho dato una cattiva impressione. Non conoscendo tutto il tuo background mi pareva logico chiedere ma magari sono stata troppo invadente. Sperò di non aver fatto di peggio con questi messaggi :grinning_face_with_sweat:

    Dovresti capire una cosa: se qualcuno non chiede aiuto (o risponde che non ne ha bisogno), non aiutarlo... può sembrare duro, ma se attraversi periodi pesanti, del tutto normali perché li viviamo tutti chi più forti chi meno, non devi caricarti delle preoccupazioni e dei problemi di chi non te lo ha nemmeno chiesto. Non sto dicendo di essere cattiva, ignorarlo o smettere di amarlo... ma solo se siamo sereni e felici con noi stessi riusciamo a trasmettere queste emozioni anche agli altri, portando un po’ di luce. Al contrario, se agiamo con il cuore pesante, oltre a peggiorare il nostro stato, gli altri lo percepiscono.

    Come va la comunicazione con tuo marito? Gli chiedi apertamente un abbraccio o un po’ di coccole e supporto? Se anche davanti a richieste dirette resta impassibile, non puoi giustificarlo dicendo soltanto che “è poco emotivo”.

    Prova anche ad ampliare un po’ il tuo circolo sociale: ci sono gruppi online in cui chiacchierare di argomenti leggeri e di tutto... può davvero fare un po' di differenza.


    Mi dispiace molto per la tua patologia e sperò che riuscirai a passare questo brutto periodo. Cerca di tenere lontani i pensieri più cupi e negativi. Ti mando un abbraccio:friends:

    Anche se non si trattava di una vera e propria “doppia relazione”, mi ritrovo molto in ciò che racconti e in quello che hai provato.

    Quando senti una forte empatia verso una persona e verso la sua condizione, entri profondamente in connessione con lei, arrivi a mettere il suo benessere prima del tuo. Poi, però, scopri che non era sincera, ometteva dettagli, nascondeva cose e che ha un comportamento strano che non sai spiegarti.

    E allora inizi a passare ore, notti intere, a fare il detective, perché persone così preferirebbero morire pur di non essere oneste. Ricordo benissimo ciò che hai descritto... l’idea del puzzle che si completa pezzo dopo pezzo e quella sensazione devastante di essere stati ingannati, derisi, presi in giro. È stato uno dei periodi peggiori della mia vita, soprattutto dal punto di vista psicologico.

    Provai anche a parlarne direttamente, ma ogni tentativo si trasformava in un continuo reindirizzare la questione su di me, sul fatto che fossi io a sbagliare. Questo accadeva persino davanti all’evidenza, ferendomi ancora di più e portandomi a pensare che ci fosse qualcosa che non andava in me.


    La cosa migliore che tu possa fare ora è cercare il contatto con altre persone, tenerti impegnato il più possibile e provare a ritagliarti momenti di leggerezza. È abbastanza normale guardare ancora, anche dopo molto tempo, storie o foto degli ex sui social l’importante è che non diventi un’ossessione (soprattutto in questa prima fase di distacco è meglio limitarsi).

    Con me ha funzionato.. ho cercato di cambiare aria e ho iniziato a trattare quella persona nello stesso modo in cui lei trattava me, niente di più (a volte anche ignorandola). Continuo comunque a volerle bene e ad augurarle il meglio, ma quando accadono certe cose (nel tuo caso ancora più gravi che nel mio) non è possibile recuperare o tornare a come prima.


    Continua a essere te stesso, ad amare come hai fatto (ovviamente qualcun'altra) ma ricordati, più di ogni altra cosa, di amare prima di tutto te stesso.

    Ragazzi, il 2026 è appena cominciato: vorrei che fosse migliore del 2025, ma - al momento - non c'è nulla "in vista".

    Questo mi fa molta paura. Ho parlato varie volte del mio sentirsi "bloccato" e non sapere cosa fare per andare avanti. Finché la cosa si traduceva in noia, potevo anche sopportarlo: adesso è vera e propria paura: non so proprio cosa fare.

    Il 2014 e il 2025 sono stati gli anni peggiori della mia vita, quest'ultimo a livello psicologico è stato devastante, nessuna soddisfazione, nessun progresso, solo ansie, stress e procrastinazione. Confido molto nel 2026 ma mi serve qualcosa che mi sblocchi da questa situazione.

    Ho trascorso la vita nel nulla... Mai lavorato, mai esperienze sociali ... Diversi problemi di dipendenze in compenso...

    A 36 anni è tardi per cominciare a vivere sul serio...?

    Vorrei diventare attraente e fra ritocchi e dieta ci vorrà un anno come minimo... Poi ho sempre amato recitare e vorrei iscrivermi ad una scuola attinente la recitazione cinematografica, solo dopo essermi assestata sul decente esteticamente... Ovvio...

    Però dovrei cominciare se così fosse minimo a 37 anni... Non è un po' tardino?...

    No, non è mai troppo tardi per iniziare a vivere, sicuramente. Però è anche vero che potresti incontrare più difficoltà rispetto ad altri, soprattutto per quanto riguarda le esperienze sociali. Fare certe esperienze all’età “giusta”, secondo me, ha comunque il suo peso. Non lo dico per spaventarti eh XD

    Lo dico perché vivo una situazione simile: mi avvicino ai trent’anni, non ho mai lavorato seriamente, sono bloccata da due anni sulla tesi magistrale e ormai ho sviluppato una sorta di blocco vero e proprio. Inoltre faccio fatica a portare avanti una relazione, perché penso sempre che prima “mi devo sistemare fisicamente”.

    La cosa peggiore che puoi fare è procrastinare. Inizia a fare qualcosa da adesso, anche se non sai bene da dove partire: fai semplicemente la prima cosa che ti viene in mente che possa aiutarti ad avvicinarti a quell’obiettivo, e poi la seconda, la terza e cosi via... non sarà perfetto ma non starai ferma a zero.

    Per quanto riguarda la recitazione, è un ambiente molto duro, fatto di grande competizione e stress. Leggendo il tuo background, non credo sia il contesto più adatto come lavoro principale. Io lo terrei come hobby o passione, magari come attività secondaria. Come lavoro principale, invece, ti consiglierei qualcosa di diverso almeno all'inizio, giusto per avere indipendenza economica e una gratificazione personale ad esempio un lavoro da commessa o simili.

    Sono stata bene fino a poco fa, o almeno credevo. Accumulo stress e poi scarico tutto su me stessa. Vorrei urlare, piangere, ma resto muta, trattengo. E intanto un fortissimo mal di testa. Ci sono situazioni che non riesco a gestire, o meglio relazioni. Vorrei scappare, restare sola o circondarmi di persone che stanno bene. Sono stufa di avere intorno persone che non stanno bene mentalmente, non le voglio più! Ho passato tutta una vita con persone instabili, sono instabile anche io, lo sono diventata e non voglio essere così. Scusate, ma oggi è una giornata brutta, brutta. Speravo che oggi la terapia mi avrebbe fatto sentire meglio, ci sono andata male e ci sono tornata peggio. ;(

    Ciao, mi dispiace molto...

    Non riesci a tagliere fuori dalla tua vita queste persone tossiche? Qual'è la tua maggiore fonte di stress? Se ti va di raccontare...