Ecco! Incercadipace ha parlato per me
, grazie! Ma ultimamente faccio fatica ad esprimermi come vorrei, mah! Sarà la menopausa ahahah.
Spiegati meglio, e che piacere vederti allegra, ne sono felice.
Ecco! Incercadipace ha parlato per me
, grazie! Ma ultimamente faccio fatica ad esprimermi come vorrei, mah! Sarà la menopausa ahahah.
Spiegati meglio, e che piacere vederti allegra, ne sono felice.
È perfettamente inutile illudersi che una vita di coppia senza rapporti sessuali possa procedere serenamente. Ma possono esistere delle eccezioni, solo con tanta pratica; cerco di spiegare il mio punto di vista: il maschile ha molta più difficoltà a vivere una relazione senza rapporti, poiché la sua natura "yang" spinge a scatenare le proprie forze, di cui quella sessuale è predominante. Sarà molto difficile spegnere, anche se non del tutto, ogni rapporto, a meno che il soggetto in questione non modifichi ad ampio spettro molte delle sue abitudini, approcciandosi ad un livello di percezione della vita che può senza dubbio esulare dalla libido e da tutto ciò che da questa ne scaturisce. Parlo così per esperienza personale, e non avevo 50 anni, bensì 23, ovvero quando per un caso del tutto fortuito (anche se ho sempre avuto momenti di ricerca intensi che mi hanno portato più volte a cimentarmi in ricerche per così dire introspettive) mi sono approcciato allo yoga. Se dapprima l'intento era la cura di alcune problematiche osseo muscolari a causa del troppo sport che praticavo, poco a poco sono scivolato molto più all'interno della pratica, fino a immergermi quasi del tutto. Dopo un mese mi ero già chiuso nella mia stanza e seguivo ogni dettaglio: orari solari, quindi sveglia alle 5 e nanna alle 9, orari dei pasti principali sempre in relazione al flusso solare e ovviamente quasi nulla che derivasse dal mondo animale. Riducendo di molto l'apporto calorico e lavorando sull'energia interiore per capitalizzare al meglio, mi rendevo conto sempre più di quanto poco cibo si possa avere necessità per condurre al meglio una giornata. Facevo due e a volte tre sessioni di allenamento hatha yoga e meditazione profonda di circa un'ora e mezza ciascuna, poi iniziai i digiuni, poco a poco, fino a sostenere 48 ore di digiuno assoluto senza problemi e recupero graduale per altri 3 giorni. In 4 mesi cambiai tutto di me, dall'aspetto fisico alla forza, che diventò di molto superiore, la concentrazione e, per tornare all'argomento di questa discussione, il controllo della libido. Seguendo i precetti buddisti e praticando quotidianamente, non c'era nessuna spinta, ovviamente avevo delle erezioni e molto più potenti di prima, ma è qui che entra in gioco la volontà e la potenza: entrambe possono eguagliarsi e la soddisfazione è sentirsi pienamente consapevoli della propria mente, che è finalmente in grado di reggere il corpo. Ma purtroppo tutto ciò difficilmente prevede una vita di coppia, a meno che il partner non accetti o meglio sposi la pratica, e lì, senza dubbio, la sessualità diviene molto più che un semplice atto fisico. Per finire: decisi di riaffacciarmi al mondo esterno dopo 6 mesi, mantenendo questo status, e non fu facile, ma mi sentivo rinato, e tutto era molto più bello. Così intrapresi una relazione, poi ci sposammo e arrivarono i figli. La sessualità la governavo ancora, la dirigevo tutta verso la nostra relazione, ed era molto appagante, mi sentivo fiero di me stesso e assolutamente centrato; tutto il resto della libido che non impiegavo sessualmente si dirigeva autonomamente verso la famiglia e il lavoro, senza alcuna distrazione. È durato 24 anni, poi avvenimenti cambiarono radicalmente la nostra situazione, ma non è questo il momento di parlarne. Siamo separati da più di un anno, la amo ancora, ma non credo sarà più possibile. Traetene pure le vostre conclusioni, io posso solo dire di aver esplorato le mie profondità più intime e aver capito molto, ma credo che realizzare quanto detto sopra richieda molto lavoro, e molto dipende da dove e con chi si vive e il lavoro e tanto altro, per cui non sto dicendo che è facile, ma è sicuramente possibile sublimare per vedere oltre.
Sono stata bene fino a poco fa, o almeno credevo. Accumulo stress e poi scarico tutto su me stessa. Vorrei urlare, piangere, ma resto muta, trattengo. E intanto un fortissimo mal di testa. Ci sono situazioni che non riesco a gestire, o meglio relazioni. Vorrei scappare, restare sola o circondarmi di persone che stanno bene. Sono stufa di avere intorno persone che non stanno bene mentalmente, non le voglio più! Ho passato tutta una vita con persone instabili, sono instabile anche io, lo sono diventata e non voglio essere così. Scusate, ma oggi è una giornata brutta, brutta. Speravo che oggi la terapia mi avrebbe fatto sentire meglio, ci sono andata male e ci sono tornata peggio.
MI dispiace tanto, anch'io sto attraversando un periodo molto difficile, ma credo mi aiutino le tecniche di respirazione che ho acquisito grazie alla pratica dello yoga e del tai-chi quan. ci tengo davvero a specificare questo particolare, perchè credo che non vi sia altro metodo che quello di studiare se stessi per cercare le vie verso cui dirigersi per mantenere una soglia di autocontrollo al di là della quale v'è il panico. funziona, ma non bisogna praticarla con l'interesse di sfuggire all'ansia, bensì solo praticarlo e camminerai da sola verso la quiete. ma ovviamente va detto anche che oltre a questo che è un metodo scientifico che spiega che irrorare il sangue di ossigeno induce alla calma, sono indispensabili certi presupposti che purtroppo la fanno comunque da padrone. Me, mi prendo ad esempio, l'unica fonte di ansia è il benessere dei miei figli, che ormai sono tutti adulti ma non per questo non si può fare a meno di preoccuparsi per loro e, ti assicuro, che quando uno di loro ha qualche problema (di salute soprattutto), vado in palla, quasi in fibrillazione con tutto il corpo...ecco, in questo caso la ricerca dell'autocontrollo è limitata alla focalizzazione del problema da risolvere, l'ansia resta, ma è pilotata verso, quindi diventa anch'essa parte dell'energia da investire verso quell'obiettivo. posso dirlo per esperienza diretta molto recente. Ad ogni modo, aggiungerei che a volte manca il dialogo aperto, intendo direttamente con persone, anche solo telefonicamente. credo che ascoltare altre voci possa essere positivo, si apre il confronto e si discutono interessi, o perlomeno è quello che sento di dire. Quindi, te lo dico apertamente, se vuoi discutere in privato per me va bene, senza nulla a pretendere ovviamente, uno scambio di idee e problemi.
È davvero commovente quello che hai scritto, mi sono venute le lacrime
Grazie per le tue parole. Sono trascorsi quasi 8 anni da quando è andata via, e solo ora, dopo più di un anno in solitudine, ho potuto farlo. Sapevo che prima o poi sarebbe venuto, e ho capito che bisogna solo crescere per poter dire davvero addio. E io, che in questi anni ho vissuto nei sensi di colpa per non essere stato abbastanza in un momento così delicato per lei, ho dovuto perdonare me stesso per poter osservare da vicino. Sono stato lontano nel momento in cui ho capito che non sarebbe rimasta, non per paura, ma per non far vivere ai miei figli, che l'hanno amata anche più di quanto ho fatto io, la sofferenza causata da quel male che in poco più di un mese l'avrebbe portata via. E lei, che fu la mia/nostra eroina, ancora una volta stupì tutti quando, qualche giorno prima di morire, chiese di aprire l'armadio e cercare un abito che aveva realizzato proprio per quell'evento, un abito monacale, e chiese di essere vestita solo di quello, e un rosario tra le mani, "e senza scarpe, che voglio presentarmi a Dio così come sarei voluta sempre essere"; così diede dignità anche alla morte. Aveva 80 anni, piena di cicatrici a causa del male che da sempre l'ha inseguita senza mai riuscire ad abbatterla del tutto, che lei diceva che per l'amore dei suoi figli non poteva assolutamente cedere. Ottanta anni e solo qualche traccia di bianco sulle tempie, e magicamente il suo volto era ancora liscio e lucente. Bella, ancora, nonostante tutto, con i suoi lunghi capelli neri lisci ancora lucenti, così volò via la mia eroina e poetessa, "Regina povera", come scherzosamente soleva definirsi quando anche con poco realizzava un pranzo ricco per tutti.
E in questa valle in penombra quasi perenne mi avvio lungo un sentiero che sa risplendere ogni giorno, anche in piena bufera, perché c'è sempre un pensiero di forza e dignità indissolubile, che la mia adorata mamma ha scolpito in me, poco a poco, goccia dopo goccia, fin dentro nell'anima.
Apro il rubinetto del lavandino e, mentre mi lavo le mani, le osservo mentre le sfrego una contro l'altra, e arrivano certi ricordi, sensazioni più che ricordi. E vedo mia madre e me ancora fanciullo. Sento l'aria gelida di quell'inverno, mentre lei stira, con lo sguardo perso sempre in qualcosa a me sconosciuto. Sempre lì, davanti a quell'asse da stiro, sempre lì, in quella lavanderia d'altri tempi, lavoro con il quale ha cresciuto 4 figli. Poi, di tanto in tanto, si accomodava su quella sedia dalla seduta di corda, accendeva una sigaretta e, dietro ai suoi grandi occhiali, lo sguardo si perdeva ancor più, gli occhi socchiusi, il volto non corrucciato ma che faceva trapelare certi pensieri tristi, forse pensava anche lei alla mamma, l'unica persona dolce della sua vita, mi diceva. Altre volte invece la sorprendevo mentre scriveva una delle sue bellissime poesie, con quel camice bianco da lavoro, i lunghi capelli neri e lisci, sembrava fremente, colma di tristezza ma dall'aria comunque sognante, bella, così bella che chiunque passasse davanti alle vetrate del negozio non poteva evitare di lanciare uno sguardo, e magari porgerle gli ossequi. Io un po' in disparte aspettavo sempre che finisse di scrivere, perché poi leggesse quanto aveva scritto. Ed era ogni volta un'emozione indescrivibile, scriveva come se componesse musica. Ne ero sempre incantato, ma c'era, e lo sentivo, un dolore infinito in quelle poesie. Lei, come quella rondine di cui descrisse le sue piroette mentre gagliarda attraversava l'aria sullo sfondo di un cielo azzurro, lei, chiusa in quella gabbia, ne forzava ogni volta le sbarre con le sue poesie e prendeva il volo su quelle parole, anche lei, come una rondine a primavera. Vola mamma adorata, vola anche tu ora, finalmente libera, vola tra le braccia della tua mamma a cui così tante volte hai dedicato un pensiero di bellezza. Ora puoi dimenticare finalmente tutto il male, porta con te i tuoi magici pensieri e confonditi nelle meraviglie dell'universo infinito. Addio mamma, ma ti sento sempre nell'aria e nel profumo del muschio in quest'inverno gelido, ti vedo tra i raggi del sole in primavera e ti ascolto quando in autunno mi avventuro nel bosco mentre tutt'intorno volteggiano foglie dorate. Addio mamma, questo è il mio addio per te, che non seppi darti anni fa quando cessò il tuo respiro per sempre!
Mostra di PiùEh ciaone... non voglio dire di essere nemico di me stesso ma tutto potrebbe essere tranne che essere amico di me stesso. Il mio amico/a ideale è proprio una persona estremamente opposta a me. Non a caso le persone che più mi stanno a cuore con me non hanno poco... non hanno proprio niente in comune.
Se è per questo nemmeno io... ho sia esseri umani in camera che dormono che un cane che ho adottato ma non cambia il fatto che tanto nessuno di loro ti capisce.
Su questo purtroppo non sono d'accordo. Come vedi ho persone e animali d'intorno eppure sono profondamente convinto di essere completamente solo e che loro per quanto ci provino penso anche genuinamente è come se fossero in un'altra galassia.
Figurati, grazie a te per aver condiviso i tuoi pensieri. Buon anno e ti auguro di trovare nel 2026 tutto quello che veramente ti serve.
Non curarti di ciò che non hai, bensì di quel che hai.
È il 31.12.2025, 23:25 circa mentre scrivo e sono al PC, con una piccola lampada da scrivania a illuminare la stanza in penombra. Penso che più solo di così dovrei essere morto se mi concedi la battuta.
Per il resto hai fatto bene a condividere e sì anche secondo me è quello che cerchiamo tutti ma il problema non è tanto il cercare quanto il trovare.
Ma io non sono solo, due cani che da cuccioli ho trovato abbandonati, da 5 anni sono con me, e mi sorvegliano, mi scrutano, loro non ti capiscono, ti sentono, che è molto diverso, è quanto non hai mai cercato, eppure è già lì.
Grazie per questo scambio, come vedi, nessuno in verità è solo, mai. Buon anno, e felice vita.
Detto in due parole se mi permetti un riassunto non molto poetico... nessuno capisce nessuno e per quanto scomodo e per quanto non mi piaccia c'è una parte di me che pensa sia giusto così. Ti dirò contro ogni mia aspettativa perché sono il primo che vorrebbe trovare qualcuno veramente in grado di capire.
Eh sì, ma se osservi bene lo scritto infatti, nonostante mi sia venuto di getto, rappresenta la condizione di tutti, perché da qualsiasi prospettiva lo osservi può comunque parlare di te... Erano giorni che avevo nel groppo qualcosa che premeva, e di solito lo butto su carta, ma stasera ho voluto condividerlo, perché magari chissà, qualcuno che come me stanotte si ritrova da solo magari potrà trovarlo consolatorio, perché credo che nonostante gli sforzi, è quello che in fondo cerchiamo tutti, un po' di consolazione, come a sera, quando sei stanco morto, sai che c'è un letto su cui spalmare la tua anima sgualcita.
Riflessione di fine anno!
Chi ti capisce è ormai lontano anni luce: non è più tua madre perché è già oltre; non tuo padre perché egli cerca solo di espiare i suoi peccati; né la tua compagna forse perché è già ex, oppure ha già capito ma non vuole vederlo; nemmeno i tuoi figli, perché hanno già così tanto da fare per capire loro stessi, o forse perché sono ormai lontani, o in cerca di chi possa capire.
Io conosco un sito di camminatori... in realtà è per far conoscere single, ma non con la chat bensì camminando.
Sarebbe carino, non sono sicuro di essere in cerca di una relazione, ma potrebbe giovare confrontarsi, sarebbe già un inizio. Ti dispiacerebbe darmi qualche dettaglio in più, anche privatamente, te ne sarei grato.
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