Messaggi di palmiro

    Buona sera.
    Mi sono informato di più sulla depressione, e credo purtroppo di "avere i requisiti", ho letto però anche che la depressione provoca difficoltà nel prendere decisioni banali.
    In effetti non ci avevo mai fatto caso ma... non so se ne ho già parlato ma ad esempio , per andare da mia nonna, il treno che prendo fa 8 fermate in Milano di cui 3 alla mia portata. spesso mi succede di arrivare all'ultimo con "dove lo prendo? forse alla prima è meglio... è più vicino al capolinea ed è più probabile che sia puntuale...ma alla seconda ci sono le macchinette per comprare da mangiare...potrei avere fame, ma alla terza ci si avvicina a corso Buenos Aires (per chi non lo sapesse, è il centro dello shopping milanese) magari scendono in molti e si libera più posto... si però la terza è lontana...
    E vado avanti così finchè non faccio decidere al caso (se arriva prima l'autobus che porta alla prima fermata vado a quella ,se arriva quello per la seconda vado alla seconda e se arriva prima quello per la terza vado alla terza) e questo "problema" banalissimo si ripresenta OGNI VOLTA CHE VADO DA MIA NONNA IN TRENO, MA TUTTE TUTTE TUTTE LE VOLTE!
    Altro esempio: devo cucinare la pasta: faccio gli spaghetti? umm...sono troppo lunghi ,non ci stanno in pentola... allora i maccheroni! si ma cuociono prima le farfalline... e alla fine chiudo gli occhi e prendo un pacco di pasta a caso.
    Questo vuol dire qualcosa di grave?

    La depressione è solo una categoria. Il tuo modo di comportarti fa parte del tuo modo di essere, che può cambiare o meno a seconda che sia funzionale o disfunzionale al tuo benessere: se ti fa stare bene ok, altrimenti è bene porsi il problema di un cambiamento. Tutto questo ha poco a che fare con l'etichetta "depresso", ha a che fare unicamente con il proprio benessere. Quello che descrivi indica difficoltà a prendere decisioni, sicuramente puoi lavorarci sopra, ma tutto questo è indipendente, ripeto, dall'etichetta in cui tu puoi rientrare o meno. Che la depressione possa provocare in alcune situazioni difficoltà nel prendere decisioni banali non vuol dire che tutti quelli che hanno difficoltà a decidere sono necessariamente depressi... insomma l'ho detto in tutti i modi, spero di essermi spiegato. Fate attenzione a non banalizzare questi aspetti, la psicologia non è roba da riviste da parrucchiere.

    Ora tutti i giovedì alle 17:30 andrò da questa psicologa che mi ha già prescritto nuove pastiglie per il sonno (più efficaci) e delle pastiglie per la gestione della rabbia (ma non funzionano molto dato che aprire la confezione è difficilissimo...già per questo le boccerei e poi comunque non fanno molto anche quando riesco a prenderle)

    Gli psicologi non possono prescrivere farmaci... Quello che scrivi mi lascia molto perplesso, o sei andato da una psichiatra pensando fosse una psicologa oppure non so che pensare...

    «Sposati e te ne pentirai, non sposarti e te ne pentirai lo stesso; sposarsi o non sposarsi, te ne pentirai comunque; sia che ti sposi o che non ti sposi rimpiangerai tutto. Ridi delle assurdità del mondo, e te ne pentirai; piangi sulle assurdità del mondo, e te ne pentirai; ridi o piangi, te ne pentirai lo stesso; sia che tu rida di esse o che tu pianga per esse lo rimpiangerai comunque. Dai fiducia ad una ragazza e te ne pentirai; non dare fiducia a una ragazza e te ne pentirai ugualmente; le dai fiducia o non le dai fiducia te ne pentirai in entrambi i casi; sia che le dai fiducia o che non le dai fiducia lo rimpiangerai. Impiccati e te ne pentirai; non ti impiccare e te ne pentirai, ti impicchi o non ti impicchi, lo rimpiangerai; sia che ti impicchi o che non lo fai, lo rimpiangerai comunque» (Søren Kierkegaard)

    Il senso, lo scopo, la meta, il fine ultimo......chi si fa tante domande e cerca le risposte alla fine non vive.
    Io certe volte guardo gli animali e mi rendo conto che a volte è meglio vivere così, senza chiedersi il perchè delle cose, credimi, è molto più semplice e ci si gode di più la vita.
    Il senso della vita è vivere e basta. Vivi e smettila di cercare di vedere qualcosa in più di quello che la vita è.

    Concordo, anche se un conto è arrivare a tale conclusione e un conto è metterla in pratica.
    Come dice Giorgio Nardone nel suo "Cogito ergo soffro", la ricerca del senso della vita è il tentativo di applicare un ragionamento logico stringente a delle premesse totalmente sbagliate, il che non può che generare sofferenza, allo stesso modo in cui l'asino di Buridano, tra due cumuli di fieno perfettamente uguali e alla stessa distanza, non sa scegliere quale iniziare a mangiare morendo di fame nell'incertezza.

    ma ormai la tua mente e' abituata ad avere uno schema di pensieri ch ti fa star male , e' vero che se non provi nulla finisce lo star male , ma e' anche vero che esiste la via di mezzo , resettare quei pensieri e quello schema mentale e crearne un altro , certo costa fatica e molta volonta' , e' un lavoro interiore che bisogna fare con molta pazienza e preferibilmente con l aiuto della psicologa che applica la terapia comportamentale , cioe' praticamente si tolgono i pensieri brutti nocivi e se ne aggiungono di nuovi , nuove abitudini e nuove filosofie di vita

    E' la terapia che sto seguendo io (cognitivo-comportamentale) e per quanto mi riguarda devo dire che funziona, anche se ci vuole pazienza e un certo sforzo per dare il "via" al cambiamento terapeutico

    La vita non ha nessun senso. E' una buona notizia, vuol dire che il senso lo dobbiamo dare noi, decidiamo noi quale senso darle e sta a noi tutto ciò che ne consegue (visto che i nostri pensieri e le relative emozioni che viviamo sono strettamente legate al significato che attribuiamo agli eventi). Insomma, dipende tutto da noi.

    Tutto più che giusto, ma a volte siamo sopraffatti dai confronti e dalla paura, conscia o inconscia, della solitudine

    La paura della solitudine è una mina vagante all'interno di un rapporto, pronta ad esplodere quando la parte "debole" chiederà più di quanto la parte "forte" può offrire, cosa che prima o poi accade inevitabilmente. Ribadisco che concordo in pieno con alcor: un rapporto stabile necessita di essere formato da due persone ognuna delle quali non ha bisogno dell'altro per stare in piedi... cioè il rapporto non dev'essere fatto da due "metà" ma da due "interi".

    Una relazione funziona se entrambe le parti sono sufficientemente equilibrate da stare bene anche senza l'altro. In questo modo resteranno in piedi uno a fianco all'altra e ci sarà un equilibrio di coppia stabile. Se uno tende ad appoggiarsi all'altro, l'equilibrio della coppia dipende da una sola persona, e questo è troppo da poter gestire a lungo per chiunque.

    Morale della favola: se vuoi trovare la donna della tua vita impara a stare bene da solo. Se tu trovassi qualcuna adesso, la tua aspettativa a riguardo ti farebbe vivere male quest'esperienza (oltre a portarti a legarti ad una persona sbagliata), e la cosa non potrebbe che finire male.

    Quoto in pieno, per esperienza personale (reiterata).