Messaggi di alcor

    Ciao Ayrton76!
    Non credo di rientrare proprio nelle esperienze che descrivi, i miei sbalzi d'umore, per come li avverto io, sono fasi di mesi... Mesi di up e mesi di down, ma più che altro mesi in cui sono una persona e mesi in cui sono un'altra.
    Il mio psicologo dice che sono "oscillante", ma non ho mai avuto il coraggio di chiedergli cosa intenda dire..... :whistling:

    (Ho un'app sul telefono che è di fatto un diario dell'umore, in cui registri una o più volte al giorno il tuo stato d'animo, e se vuoi puoi associarlo ad attività o eventi, oppure scriverci note... È carino poter annotare le oscillazioni e vedere se dipendono da qualcosa in particolare!)

    Credo che le ciclotimie siano un universo piuttosto ampio, e non sempre siano così facilmente circoscrivibili in un'unica definizione standard.
    Capisco che ti sia venuto il dubbio che hai avuto, credo che chiunque di noi possa avere avuto un dubbio simile, ma probabilmente il tuo caso è più elastico di quanto possa dire una definizione. E i terapetluti che ti seguono si adattano al tuo specifico caso, a prescindere dalla definizione.

    Io comunque fossi in te continuerei a parlarne con chi ti segue, perché in ogni caso questa domanda ti rende attento allr tue variazioni d'umore e quindi forse sta avendo qualche effetto positivo!

    Mi auguro che sia lo stesso cane di febbraio e che la quarantena abbia posticipato l'eutanasia.

    Sicuramente la bimba ne soffrirà: la morte del proprio cane è un'esperienza dolorosa per chiunque, e non di può evitare questa sofferenza.
    Che si tratti poi di un trauma o meno, beh io credo che questo, più che dall'esperienza in sé, dipenda dai filtri mentali con cui la bimba affronterà la cosa. Quindi dal legame che ha con il cane, dal legame che ha con voi genitori, da come saprete starle vicino per farle comprendere il significato di quest'esperienza, e dalle esperienze precedenti e i problemi che hanno portato.
    Credo comunque che se la bimba è seguita da una psicologa, sicuramente se chiedete a lei saprà come consigliarvi per affrontare al meglio la situazione.

    EvelynFox ti capisco molto.
    Io vivo nel terrore che il mio terapeuta mi possa abbandonare, sebbene non mi abbia mai dato segnali in questo senso.
    Ma ho sempre paura che decida di andare in pensione, di non ricominciare a lavorare dopo la quarantena, o che si arrabbi con me perché non gli dico un sacco di cose (e lui lo sa) o che non voglia più avere a che fare con me perché sono difficile e lenta nei progressi.

    Io sono dipendente affettiva e lui è mio padre in transfert, quindi so che queste pippe mentali hanno questa origine. Ma comunque ci sono.

    Se fossi in te, cambiando psicologo manterrei dentro di me il senso di rifiuto.
    Forse vale la pena e scriverle di nuovo, magari chiaramente spiegandole il tuo punto di vista in po' come l'hai spiegato qui.
    Anche solo per professionalità, vedrai che a un messaggio/mail del genere risponderà. Credo che nessun terapeuta al mondo voglia correre il rischio di far sentire rifiutata una persona.
    E considera che le cose per le quali pensi si possa essere stancata di te, sono comportamenti con i quali è abituata ad avere a che fare, perché è il suo lavoro.
    Può aver pensato che tu non fossi disposta al cambiamento, e che quindi non ti potesse essere d'aiuto, ma se sei tu a dirle che ora, a differenza di prima, per i motivi x y e z, ti senti pronta a metterti in gioco, vedrai che ti risponderà.

    L'affettività ha mille mila sfaccettature personali come anche l'espressione tramite il corpo.

    Ho amici che sanno di me cose che sa soltanto mio marito, ma che non abbraccio perché avverto che la cosa gli dà in qualche modo fastidio: abbiamo una nostra intimità nell'amicizia ma non è veicolata dal contatto fisico.

    Poi ho invece amici in cui il nostro rapporto è fatto quasi esclusivamente da abbracci. Davvero, sono persone che a momenti non so neanche che lavoro fanno, ma ogni volta che ci vediamo ci abbracciamo in modo stupendo, è un"esperienza che apprezziamo entrambi e intima quanto una confidenza.

    Mi piace molto l'abbraccio perché le persone hanno modi diversi di abbracciare, e credo che la specifica modalità in cui uno lo fa dica molto della persona.

    Un abbraccio esprime affetto in modo molto più diretto di altre gestualità, personalmente ritengo che un abbraccio di qualità sia l'esperienza più meravigliosa che ci possa essere.

    A patto che uno non mi tocchi le spalle, ovvio.

    Vento sono d'accordo con te.
    Qui non si tratta di far finta che il dolore non esista girandosi dall'altra parte. Sappiamo bene che lui resta lì e aspetta finché non l'ascolti.

    Qui si tratta di prendersi una pausa dalla sofferenza, dal mostro, da se stessi. Perché è vero che il dolore continua ad esistere se noi ci giriamo dall'altra parte, ma è anche vero che se stiamo sempre a guardarlo poi finiamo col pensare che esista solo lui e quello che si porta dietro...

    Ciao Melarossa!
    La psicoterapia credo sia prima di tutto metterti nelle condizioni e darti gli strumenti per superare il tuo problema. Quindi è una cosa fondamentalmente pratica.

    Ce ne sono di vari tipi, e molte ti possono dare notevoli benefici in tempi relativamente brevi.

    Io faccio ipnosi e emdr e abbiamo sempre lavorato in modo molto "pratico", figurati che le cause del mio malessere ancora le dobbiamo sviscerare. Eppure è dalla primissima seduta che sono iniziate a cambiare le cose.

    La cosa realmente difficile con la psicoterapia, a quanto pare, è trovare il terapeuta giusto!

    Bei metodi Pino, condivido e condivido il "fare sesso" citato da Michele! :thumbsup:

    Io poi nei momenti peggiori scrivo, butto giù tutta la tristezza: perché alla fine anche lei ha bisogno di essere ascoltata, e alla fine mi ritrovo ad aver scritto qualcosa di importante su di me.

    Infine applico alcune tecniche di autoipnosi che mi ha insegnato lo Psycho. Funzionano molto bene, in questo periodo mi stanno permettendo di portare comunque avanti la mia vita nonostante un brutto periodo per la mia mente.

    Mi piace Scorpio, il tuo post spiega la differenza tra correzione e scarico di rabbia.

    Però anche io nel padre della ragazza ci vedo mancanza di autocontrollo e scarico di rabbia su un capro espiatorio. La mancanza di consapevolezza e di autocontrollo sono molto più pericolose della cattiveria premeditata.

    Ma il modo in cui le assume non fa più pensare ad abbuffate? E quindi si ritornerebbe alla fame compensatoria di cui parlava Michele.

    Comunque pure a me fanno un pochino quell'effetto, sono troppo buone!
    Arachidi e cioccolata: le uniche due cose che sono capace di ingerire compulsivamente (a detta di chi mi vede) in quantità industriali!