Posts by Maremmano

    Salve, ho 19 anni.
    Sono appena stato lasciato dalla fidanzata, la mia prima ragazza, e in generale ho gravi problemi di chiusura in me stesso, a causa dell'insicurezza cronica da quando sono piccolo, che mi fa dubitare tantissimo di me stesso, da aver paura di fare quasi tutto per perdere il mio equilibrio. Esempio: non mi sono mai messo a seguire un telefilm, non so come mai, ma l'idea di stargli dietro, perderci del tempo e avere un impegno fisso tutte le settimane mi spaventa, magari perchè poi ho paura che quel telefilm piaccia solo a me e allora non abbia nessuno con cui commentarlo e allora mi isoli. Anche con la musica stessa cosa, scarico migliaia di dischi ma poi prima di ascoltarli, mi faccio una ripassata di quelli vecchi, perchè il nuovo mi spaventa, e io appunto sono chiuso, insicuro e fermo nel mio equilibrio. Il che mi fa crescere molto a rilento e sono tuttora un po' infantile. Questo vale per tutte le cose, poi appunto sono timido, mi resta difficile fare nuove conoscenze perchè sono così tanto chiuso dentro questo mio guscio che anche volendo nemmeno mi riesce. Però ho notato una conseguenza molto spiacevole di questa situazione, che poi è quella che mi ha portato a essere lasciato dalla ragazza: l'egoismo. Cioè alla fine la chiusura in me stesso fa sì che inconsciamente io pensi solo a me stesso. La amavo, quello era certo, però per esempio venne a casa mia per fare i compiti insieme, lei agitatissima e stressatissima per lo studio che doveva fare. Io mentre lei studiava le sue cose studiai le mie, e avendo finito prima, a lei mancava ancora un bel pezzo, ma piuttosto che aiutarla la guardavo e cazzeggiavo facendola distrarre. Oppure mi dava sempre degli appuntamenti, a quell'ora ricevevo telefonate da amici magari e finchè non avevo finito non andavo, preferendo arrivare un quarto d'ora dopo e facendola rimanere male piuttosto che interrompere la mia telefonata. Oppure ancora spesso non mi interessavo più di tanto alle sue cose se avevo altro per la testa, o le rispondevo male se ero nervoso. Insomma non la rispettavo. Ma la stessa cosa mi viene rinfacciata dai genitori, che però ovviamente non possono lasciarmi: appena io finisco la settimana all'università mi prendo tutto lo weekend per riposarmi, a volte stando in pigiama anche fino al primo pomeriggio, per pigrizia più che altro, e se mi chiedono di dar loro una mano in ufficio o in campagna spesso mi rifiuto, dicendo che mi sono stancato per la mia università e dunque non ho voglia di stancarmi per cose altrui. E anche gli amici (che per la mia chiusura di prima appunto sono molto pochini...) spesso e volentieri mi riprendono per comportamenti simili, ma mi vogliono bene e non mi lasciano. Insomma riflettendo dopo l'addio della ex mi sono scoperto egoista, ma siccome io mi ritengo un bravo ragazzo, di cuore e attento a tutti e a far star bene tutti, e non vado mai contro le regole, mi stupisco di questo. E' una cosa innata a quanto pare, è dentro di me ma non me ne ero mai reso conto. Dice una mia amica che è appassionata di questi argomenti, che io ho così paura di perdere il mio equilibrio, che non appena una ragazza si fidanza con me smetto di agire per lei e inizio solo a "prendere" e non più a "dare", succhio l'anima perchè ho bisogno di trovare un nuovo equilibrio e non ragiono più, mi preoccupo solo di far stare tranquillo me ignorando le esigenze della ragazza. E con i genitori e gli amici allora? Come si spiega? Che ne pensate, che suggerimenti mi date?
    Io sono adesso egoista, senza ragazza, senza amici o quasi, solo come un cane e chiuso nel mio guscio. Come divento una persona migliore? Egoista non mi piaccio, è ovvio.

    Sono debole, troppo buono, e un po' "coglioncello", ingenuo insomma...
    Quando va bene queste qualità vengono apprezzate, quando va benino mi si prende poco sul serio, quando va male si approfittano di me...
    Non sono preso in giro, sia chiaro. Ma la fama dell'ingenuo ce l'ho. Qualche persona un po' furbetta, ragazze specialmente, può farmi girare in tondo, può approfittarsi di me, può usarmi per i piaceri, può divertirsi alle mie spalle.
    Non capisco come si possano fare cose del genere. Cioè come si possa essere così egoisti, insensibili e approfittatori, ma tant'è.
    Come si può essere più "furbi"? Non dico fare quelle cose io, non mi piace. Ma almeno svegliarsi un attimo ed essere furbi e non subire sempre queste cose.
    La bontà è positiva, ma farsi sempre mettere i piedi in testa e accorgersene quando è troppo tardi no.
    Dunque... cosa si potrebbe fare?

    http://www.youtube.com/watch?v=MwonID0nd2E


    3° B di un I.T.C. Una classe di classici figli di. Ho dubbi amletici tipici dei 16: essere o non essere patetici. Eh si, ho gli occhiali spessi, vedessi.. amici che spesso mi chiamano Nessy,
    indefessi mi pressano come uno stencil.. Bud Spencer e Terence Hill repressi, con grossi limiti
    ma imbottiti di bicipiti da divi che invidi, vengono i brividi se per fare i fighi lasciano lividi.
    Non vivo di pallone, non parlo di f∙∙∙∙e, non indosso vesti buone, quindi sono fuori da ogni discussione.
    No, non mi conoscono ma tirano le loro nocche sul mio profilo da Cyrano,
    se sei violento tutti qua dentro ti stimano, se sei mite di te ridono come di Totò,
    però chi è mansueto come me sa che quando le palle si fanno cubiche,
    come un kamikaze che si fa di sakè metto a fuoco intorno a me.

    Rit:
    Trovo molto interessante la mia parte intollerante che mi rende rivoltante tutta questa bella gente

    Affianco al mio banco un hippoppettaro sniffa polvere da sparo, dice che un tipo è capace
    per quanti buchi ha nel torace, lo capisco ma preferisco Karol a dischi di artisti muscolosi,
    orgogliosi dei loro trascorsi malavitosi, vanitosi ripresi con pose da bellicosi mentre io sono fiacco
    ed ho la mononucleosi, studio in una classe di rissosi eccitati dai globuli rossi manco fossero Bela Lugosi. Tieni presente che sono commosso cerebralmente da gesti eccessivamente affettuosi.
    A 16 anni le opzioni sono 2 visto che o diventi pugile o diventi come me che sono debole,
    che non ho regole, che ho roba demodè, che detesto il chiché dell’uomo che non deve chiedere mai,
    dato che se non chiedi non sai, dato che adoro Wharol e Wilde, dato che se mi cerchi
    mi troverai nel viavai di un gay pride, ma sappi che se mi provocherai sono guai,
    Dottor Jackill diventa Mr Hide e ti ammazza stecchito col Raid.

    Rit.

    Cari professori miei, io vorrei che in giro ci fossero meno bulli del c∙∙∙o e più gay,
    più dreadlock e meno monclair, più Stratocaster e meno DJ, chiama la strega di Blair
    che ho un progetto in mente: rimanere sempre adolescente. Io sono molto calmo ma nella mente
    ho un virus latente incline ad azioni violente. Si sente sempre più spesso che sono un pazzo depresso.
    Meglio depressi che s∙∙∙∙∙i del tipo “Me ne fotto” , perché non dicono “Io mi interesso”?
    che si inc∙∙∙no un cipresso, dunque, tanto il mio destino è stare solo con chiunque.
    Alle bestie regalerò i miei sorrisi come Francesco d’Assisi e Pippi Calzelunghe

    Ma devi anche capire che:

    http://www.youtube.com/watch?v=h4NePUOtvv8
    SE NON RISPONDONO AL TUO APPELLO, CAMMINA SOLO.


    Non rappresento che me stesso perchè questo sono, se sbaglio mi perdono, prima di essere MC sii uomo mi ripeto, fa 1000 passi indietro e il risultato è che non mi sento per niente arrivato, anzi sto bene anche a cibarmi degli avanzi dei padroni sazi e mi piglio spazi se me li concedono, sennò me li lascio f∙∙∙∙∙e: detesto combattere, che vuoi farci? E' carattere! Sbattere testa contro le porte è il mio forte, sono il gallo da spennare per chi bara alle carte, giullare di corte messo a morte e poi salvato da una chance; lascerei la musica ma sta s∙∙∙∙∙a mi fa le avances e non resisto, mi do in pasto alla lingua che mastico, investo in testi che vesto di stracci e mi riduco al lastrico, nella testa un mistico richiamo, poema indiano che mi prende per mano e mi dice: "Andiamo!" Se non rispondono al tuo appello, cammina solo, cammina solo. Detesto l'odio ma l'ho visto venir fuori dagli occhi di alcuni interlocutori, hanno motivi loro e i loro sguardi sono come lastre di ghiaccio, si scioglieranno a poco a poco al fuoco di ciò che faccio. Se il rancore resta onestamente non mi resta niente da fare che alzare i tacchi e andare, menare, via, cullarmi nel tepore di ogni mano che ha stretto la mia, avere Dio come terapia: sarà la miopia ma faccio fatica a inquadrare la retta via, voglio te per compagnia, portami in balia della gente, dove c'è amore, lì sarò presente anch'io. Ti cedo il posto mio: non è per vincere che vivo ma per ardere, perciò se dovrò perdere lasciatemi perdere e avrò perso, cosciente che non sono né peggiore né migliore di nessuno finchè sarò diverso. Se non rispondono al tuo appello, cammina solo, cammina solo. Se mi ritrovo sull'incudine, sotto un martello di solitudine, colpo su colpo come un polpo sullo scoglio muoio, ma ci farò l'abitudine. Se non lo sai cominciai per scherzo, come un bimbo immobile nell'automobile con le mani sullo sterzo verso nuovi orizzonti, sopra e sotto i ponti, davanti a piatti pronti, pagato con assegni fatti di saldi e sconti. Tra re, regine e fanti cercai clemenza, mò non vado in vacanza prima di aver lasciato una testimonianza di ciò che sono, coi miei tanti nomi, le contraddizioni; appartengo ad una strana scena: quella degli esseri umani. Credo ai meriti che conquisto, credo in Cristo perchè l'ho visto, credo al rischio dell'incomprensione, credo nelle persone, nella consolazione, nella mia devozione, in ogni azione pacifica: detesto l'astio che ramifica, la cassa che lo amplifica, canto il mio Magnificat come un pazzo a mare e monti, ignoranti e colti, sperando che qualcuno ascolti. Se non rispondono al tuo appello, cammina solo, cammina solo.

    NON FERMARTI MAI, MA CAMMINA SOLO.

    Ragazzi, ho paura. Mi sono sempre considerato un ragazzo un po' depresso perchè avevo pochi amici, non avevo le ragazze, vabbè e quindi stavo giù.
    Ma mi ritenevo perfettamente a posto, magari un po' chiuso e timido, un po' troppo insicuro. Insomma di difetti ce ne avevo, ed ero venuto qui in un momento in cui ero troppo giù di morale per starmene tranquillo ed accettarli come al solito. Ma insomma era un discorso di carattere migliorabile, di prendere e acquisire consapevolezza.
    Ora la mia ex mi ha detto chiaro e tondo di smettere di messaggiarla, perchè sono ossessionato da lei, malato di lei, e tutti i suoi amici e il suo nuovo ragazzo hanno paura di me... che le mandavo spessissimo a distanza di pochi giorni, ma anche tanti tutti insieme messaggi su quanto le voglio bene, e le raccontavo le mie cose, e si parlava un po' delle sue, ammetto di essermi arrabbiato se non mi filava per un certo periodo... e situazioni così. Dice che ha paura di me. Non tanto per la frequenza delle chiamate che la capisce, anche lei fa così con gli amici, quanto per il tono, dice che sono ossessivo, vendicativo, morboso...
    Ma quello che dice è vero, eravamo rimasti amici, poi ho mandato tutto all'aria così. E ora io ho paura... Ma se allora mi succedono queste cose... ma allora non è semplicemente carattere migliorabile, ho dei problemi... se faccio queste cose. Non voglio avere dei problemi. Ho paura di averli. Ero diventato ossessivo... e allora io ho dei problemi. E nono voglio... non voglio. Non voglio. Ho paura.
    Preferivo tanto essere uno con qualche difficoltà sociale, poca autostima, che bastasse un minimo di conforto e di aiuto e tutto era ok. Ma se il mio cervello si abbandona a questo... oddio, non so più cosa sono. Questo è grave. Ragazzi timidi ci sono, ma persone che fanno paura mica tante... Ed ha ragione. Io ho paura. No, non posso essere questo io.

    E A ME HA FATTO TANTO RIFLETTERE QUESTO PEZZO AUTOBIOGRAFICO SCRITTO DA J-AX, RAPPER EX ARTICOLO 31:

    C'erano dei bambini piu grossi, un paio di bulli che ogni tanto mi pestavano.Io ero sottopeso e magro, anche pavido...ora riesco ad ammetterlo.
    A scuola cerano un paio di famiglie andate a male che terrorizzavano, tutti anche i prof.Sei o sette fratelli...c∙∙∙o uno per classe,era impossibile avere la meglio,e se dimostravi un po di estro o personalità,diventavi un bersaglio della loro ottusa e violenta mediocrità.Bisognava rendersi invisibile.
    Non ero piu' contento.
    Io riuscivo a rendermi invisibile la maggior parte delle volte .Legai con D. che era un ragazzo chiuso e silenzioso con la passione per i doors e le moto, anche lui come me additato come "sfigato".
    Passavamo i pomeriggi in casa,a giocare col commodore e ascoltare musica.Forse inconsciamente ci nascondavamo dagli altri.
    Non posso omettere la catechesi semi-forzata e che il bar dell oratorio era l'unico svago a portata di piedi.
    Era un vero bar con il biliardino e due videogames, il prete non entrava quasi mai, era pieno di vecchi che fumavano ubriacandosi di bianchini mentre fuori i motorini elaborati e le Uno turbo sfilavano. Erano trofei inimmaginabili...status symbol.
    Prendevamo i mezzi, andavamo in città, lontano dalla compagnia dei "vincenti"...da cui eravamo innegabilmente attratti e inesorabilmente respinti.
    Allora mi accorsi che la città mi richiamava, la provincia infighettata e conformista non lasciava spazio agli scherzi della natura, a Milano invece cerano tanti "freaks" come me.
    Ereditavamo le piazze e le vie del centro, eravamo ragazzi con un buco in testa...i primi cresciuti soli.
    Soli, perche anche mamma lavora.
    Soli, davanti alla tele.
    Ci scambiavamo di tutto, vestiti dischi fanze....mettevamo i soldi assieme per comprarci bottiglie e ubriacarci...per trovare il coraggio di buttarsi in rissa. I primi non conformi in un momento dove essere "originale" non era ancora considerato "cool".
    Io vengo dai paninari, da sacrifici fatti per una camicia costosa.
    Io vengo dall'aquafan.Pensavo che Italia Uno fosse trasgressiva.
    Nel paesino ad un certo punto gli anni 80 ingranarono la marcia sul serio e, nell'impeto del nuovo boom, costruirono villette, tutte in vendita a prezzi fuori dalla portata dei miei,che invece affittarono un appartamentino di quelli giusti giusti, per lui lei e il bambino, nell unica palazzina (a tre piani) del paese. I ragazzi che vi si trasferirono avevano motorini nuovi,vestiti alla moda e una certa indipendenza.
    Mi ricordavano quelli dei telefilm americani, avevano tutto...dal mio punto di vista. Io no...i miei mi sembravano un po piu severi,in realtà ero troppo giovane per fare bene i conti. c∙∙∙o come volevo tutte quelle cose.
    Se avessi potuto avrei venduto le mie foto nudo a chiunque volesse pagarle, ma erano altri tempi.
    Così andavo a fare le pulizie con i miei vicini di casa che avevano un impresa.Una volta passammo col furgone davanti all'oratorio e loro erano li, anche la L. che io amavo segretamente (alla Fantozzi).Indossavo il camice e tenevo il manico del mociovileda in mano perchè il baule era pieno.Loro mi videro.
    Abbassai lo sguardo ma loro già ridevano ,urlando il mio cognome che riuscivano a far suonare come un insulto.
    Io vengo dall'odio, io voglio ucciderli tutti.


    Alla fine del 2006 ho pubblicato il mio primo album solista, "Disanapianta", dopo tre anni passato tra cure disintossicanti, sedute dallo psicologo e panico tra impresari e discografici.
    Mi hanno consegnato il disco di platino due mesi fà, è andato bene...ho fatto due hit che sono andate discretamente anche nel pop:"Ti amo o ti ammazzo" e "Più stile".
    Sempre piu gente mi riconosce come J-Ax.Ci impieghero' un po' a superare il brand del 31, ma ce la farò perche' sono due brand diversi,ma li ha disegnati la stessa penna.
    E poi J-Ax non invecchia,è piu "nuovo" degli Articolo.
    E' un c∙∙∙o di PeterPan psicopatico e io sono il suo f∙∙∙∙∙o ritratto di Dorian Gray. Io invecchio, pago caro ogni eccesso, ogni salto, ogni urlo, ogni battaglia contro i mulini a vento che quello s∙∙∙∙∙o mi fà intraprendere.
    J-Ax ha preso il sopravvento, all'inizio lo avevo quasi disegnato...come per proteggermi dal nulla a cui ero destinato.
    Ora sono J-Ax in tutto e per tutto.
    E vengo dal nero,dal vuoto...ma ho trovato un uscita. Non faccio un genere definibile, ho snaturato la musica da cui sono partito....ho dei fans rumorosi e detrattori determinati, ho anche qualche nemico importante lobbista e mafioso, ma in questo viaggio incontro tante brave persone, la maggior parte tra loro mi sono vicino.
    Ora, mi dovrei ritenere piu o meno realizzato, con tutto che faccio numeri quando suono e vinco pure gli Ema.
    Devo invece ammettere che, la cosa che mi rende più felice e avere ancora una battaglia da combattere.
    Ho ancora tutto da dimostrare, tanti non credevano fosse possibile, ma si sono dovuti già ricredere.
    Io devo dimostrarvi chi sono, con il suono , un suono...IL MIO SUONO. Il mio nome in bocca ad alcuni, suona ancora come un insulto.
    Ma i miei fans sono rumorosi.
    Dicono che sia... uno di loro.

    Secondo me non hai proprio nulla da perdere. Male che ti vada rimani così. Peggio dubito che tu possa andare. Questo dovrebbe esserti uno stimolo per provare a fare qualcosa. Puoi solo migliorare, finire in uno stato peggiore lo vedo come impossibile. E qualsiasi miglioramento, grande o piccolo che sia, è sempre ben accetto.
    Ora tu mi dirai 'sì, ma sono anni che cerco di fare qualcosa ed è sempre tutto uguale. A questo punto mi sarei anche stufato'.
    Ok, lo capisco. Ma se sei un ragazzo intelligente capisci anche che non hai poi molte alternative. O rimani così, o reagisci. E non importa se è la prima, la sessantesima, la centesima o la milionesima volta che lo fai. Proprio non hai altre scelte se non vuoi adattarti a rimanere così come sei.
    Io sono tra quelli che crede che i ragazzi di oggi sono esagerati, arroganti, aggressivi, spudorati, bastardi e troppo cresciuti per la loro età (che poi è anche la mia, ho 19 anni), ma che allo stesso tempo non giudica tutto questo un male. Cioè, i ragazzi del Sessantotto che facevano sesso prima di sposarsi, ascoltavano musica rock n' roll e portavano i capelli lunghi erano visti come immorali dalla generazione precedente, tutta attaccata alla religione, ai valori del risparmio, della fatica, della famiglia allargata. Ecco, quella generazione così immorale ha prodotto i nostri padri e le nostre madri che proprio immorali alla fine non si sono rivelati, e ora scuotono la testa di fronte a questa generazione qui, che è quella del sesso sfrenato a ogni età, dei computer, delle tecnologie, dei ragazzi soli perchè anche le madri lavorano e che a quindici anni dunque si sono fatti più furbi di tanti quarantenni. Hanno ragione, la generazione di oggi ha proprio tutti quei difetti, ma secondo me non sono necessariamente difetti, sono solo i tempi che sono cambiati. Forse in peggio, ma è l'ennesima rivoluzione culturale e ricambio generazionale. Niente di più.
    Gli s∙∙∙∙∙i ci sono e ci sono sempre stati, se ti hanno fatto scherzi pesanti non si meritano niente, sono persone senza cuore. Ma non devi assolutamente generalizzare: spesso chi vedi in giro a fare il fighetto col motorino, a bere birra a dodici anni esaltato, a fumare le prime sigarette in branco, a finire in mezzo a risse tra paesi, a tocchicciare le ragazze, a fare loro spudoratamente la corte, con il gruppone di amici che lo guarda e sorride, e poi fa l'esagerato, sicuro di sè, non è necessariamente una cattiva persona. Vivo in un paesino, e le persone così sono il 95%. Ho sentito gente di altri paesini, anche di altre parti di Italia, quando ci si conosce tutti e ci si annoia oggi nel 90% dei casi funziona così. Semplicemente è un darsi un'apparenza di essere fighi, o forti, onnipotenti per fare colpo o per sentirsi grandi e fortificarsi. Ma quando poi conosci queste persone e lasci perdere la mentalità del 'quello beve, allora io con questi non ci esco, è immorale' (io uso la mentalità del 'penso con la mia testa, quello che non voglio fare non lo faccio, poi tutti gli altri facciano pure quello che vogliono' e non esco con chi si droga o con chi fa cose assolutamente sbagliate, mentre tollero qualche c∙∙∙∙∙a anche esagerata tipica dell'età di certi miei coetanei), allora capisci che sono ragazzi buoni e sensibili, pure in molti casi, solo con meno scrupoli di noi. E hanno tanta sicurezza in se stessi.
    Magari gli è venuta dal fatto di essere sempre stati in gruppo, magari noi non ce l'abbiamo per colpa dei genitori iperprotettivi o magari dalla nostra timidezza o non so bene di che cosa... Ma il dato di fatto è quello: ci manca la sicurezza.
    Io al paese mio non sono messo molto meglio di te, magari la vivo meglio perchè scherzo sempre, mi piace ridere e sono una persona molto positiva, ma ammetto di essere praticamente al tuo stesso livello. E di non aver ancora trovato una soluzione a questa cosa. Quelli del gruppo mi considerano un po' uno sfigatello ok, ma sarei sicuramente ben accetto. E tutto sommato non li odio affatto. Però non ci riesco mai, quando ci sono insieme vorrei fuggire e mi chiudo tantissimo, ho paura della gente e vorrei morire. Eppure nella città dove ho finito ora le superiori, forse perchè ero lontano dai miei genitori, o magari da qualche vecchio condizionamento infantile vai a sapere cosa, sono scioltissimo, esco fisso col gruppo dei compagni di scuola + amici loro, mi sento spigliato e soprattutto SICURO.
    Quindi non è vero che per chi è come noi ed ha delle difficoltà dettate da non si sa bene cosa è impossibile cambiare.
    Lascia perdere le favole di chi dice 'Sicuramente cambierai, vai tranquillo', ma la possibilità di farlo effettivamente c'è. Per me è stato il cambiare aria, e ora che vado a fare l'università credo (o meglio spero) che mi sbloccherò definitivamente.
    Dunque, fatti coraggio. Perchè non hai scelta e perchè credo che appena avrai trovato un modo tuo per sbloccarti le cose cambieranno.
    Credo che devi lavorare (come me del resto) su autostima e determinazione, fare di tutto per diventare deciso, sicuro di te e trasmettere questa cosa agli altri. Che secondo me è quella che fa la differenza. Con la sicurezza tutto riesce meglio, un atteggiamento già sconfitto in partenza porterà ad una sconfitta. Non posso assicurarti che otterrai risultati, e parecchi casi su Internet di gente sola a 40 anni potrebbe e può scoraggiare me e te, ma secondo me questa è la strada giusta verso un almeno parziale successo.

    Io che sono un po' così , di solito mi fa bene avvertire da parte degli altri fiducia e gradimento.
    Quindi appunto secondo me va bene tutto, dal fare battute allo spronare violentemente, basta far sentire quella persona accettata e a suo agio.
    Se si dà del calore umano alla persona, poi quella sarà stimolata a farsi meno problemi e più sicura di sè, perchè si sente a suo agio.

    Almeno con me funziona così.
    Darmi troppo addosso non ha mai funzionato, chi lo fa pensa di ottenere una reazione di orgoglio, ma di solito subentra invece una mancanza di autostima, per cui non reagisco.

    Poi ogni persona è diversa.

    Io voglio dirlo. Mi sento un inetto.
    "Hai 19 anni puoi fare di tutto, non c'è niente che sia impossibile a quest'età"
    "Bastano 5 minuti per la svolta, ti stufi di quello che hai e quello che sei, vuoi cambiare, ti concentri su quello che vuoi e nessuno può portartelo via"
    "A tutta vita!!!"
    "Andiamo, inizia a uscire, stasera che fai? Non vai? Su via che vita fai, basta che vai fuori no? Mica ti mandano via, poi ti diverti anche te e ti risolvi tutti i problemi invece che fare il depresso qui"
    "Eh, il problema non è il problema, è l'atteggiamento che te hai verso di quello"
    "Te puoi spaccare il mondo, prendi e fallo. E basta. Dai che ce la fai."
    "Un giorno di sana pianta, incontri un'altra e tutto si ribalta. Ci sono donne quante birre chiare, nudi a mezzanotte a fare il bagno al mare" (citazione da J-Ax) oppure "Quando sei ragazzo non ti spaventa (l'avete capita la rima), se son le tre di notte, vabbè chi se ne frega domani si vedrà... dormir nel sacco a pelo con gli occhi verso il cielo ti dà la libertà e ti purifica l'anima" (citazione da Simone)
    Tutto molto giusto. All'uomo e al ragazzo in primis nulla è precluso. Mi sveglio, voglio smettere di essere chiuso nel mio guscio, allora esco, imparo tante cose, poi le metto in pratica, poi tutto viene da sè. Conosco gente, la smetto di tirarmi indietro, e tutto viene da sè. Non è per niente sbagliato, e anzi funziona proprio così. Piano piano poi si raggiunge l'obiettivo e dopo un po' è tutto a posto.
    Ma io credo di essere esattamente come Zeno della "Coscienza di Zeno".
    Io sono un inetto. Non vivo, mi lascio vivere. Amici, situazioni, cose che faccio, la ma vita è tutta decisa da situazioni obbligate: scuola, scuola guida, i miei che partono in vacanza e allora li seguo, gli amici che sono quelli di scuola e basta, le uscite decise dagli altri che mi chiamano in città, le uniche ragazze conosciute perchè proprio non ho potuto non sbatterci la testa, e nessuna poi con me c'è mai stata... giornate tutte uguali senza che io poi abbia un granchè di controllo. Mi scivolano e io faccio il più che posso per renderle divertenti. E ora qui amici zero o poco più, tanti rimpianti e tanta noia. La ragazza è andata, presa da uno molto simile a me, ma migliore in tutto o quasi. Le serate le passo da solo, in casa. L'estate è iniziata, la scuola è finita e se continuo con questa inerzia in men che non si dica finirà anche.
    Prendi e fai qualcosa. Certo.
    Avanti, sorridi e cambia tutto. Ovvio.
    Esci dal torpore, fai un'attività, renditi impegnato ed hai già fatto più della metà. E' vero.
    Ma io mi sento come Zeno, incapace di prendere una risoluzione, capace solo di fare un gran casino, tante parole, pochi fatti, non perchè non ci provi, ma proprio perchè non ci riesco. E intanto anche a me passano accanto tante persone come Guido del romanzo, sicure di sè, che riescono in tutto o comunque in tante cose e loro sì, sono quello che vogliono essere e se hanno delle insicurezze, o le nascondono bene o sono minime. E per me invece sono tutta la mia vita.
    Io voglio, voglio, VOGLIO prendere e cambiare tutto. Ci sto provando.
    Ma mica sono in grado.

    Le persone mediocri esistono.
    Ma non credo che quando essere mediocre appare come un male o una sofferenza, dire 'accettati nel tuo essere mediocre' sia d'aiuto...
    Lì, nei limiti del possibile, quella persona deve cambiare.
    Ma volere è realmente potere?
    Se di indole ha un carattere, una personalità mediocre, potrà mai diventare tutto l'opposto perchè lo vuole fortemente?
    O allora resterà sempre così, e non si sentirà mai soddisfatto...