Posts by Pulmino73

    Dall'ansia non si può "guarire". Dall'ansia patologica e invalidante, sì.


    La mia convivenza con l'ansia patologica dura da 23 anni. I primi anni sono stati veramente difficili. Adesso guardo alla situazione con maggior distacco e serenità. Ci sono stati alti e bassi. Ma alla fine, ho avuto quello che la vita può offrire: una famiglia, tre figli, più di un lavoro stressante o meno, vacanze, risate, serate di alcol (vino) e bella compagnia. Come altrettanto ho convissuto con brutte ricadute, durate il tempo necessario - a volte mesi - per poi riprendermi.


    ERRORE INIZIALE

    Combattevo contro l'ansia e le sue somatizzazioni una battaglia muscolare, con strategie (evitamenti, sforzo, paure, ecc.) e medicinali (antidepressivi, benzodiazepine). La ritenevo un corpo estraneo alla mia anima, a me stesso. Per questo ho sofferto. Più del dovuto.


    Non riuscivo a inquadrarmi in una nuova dimensione, volevo tornare "quello di prima" a tutti i costi. E comunque non accettavo l'idea di stare male, soffrire, ecc. Un loop (girare su stessi) che, se non peggiorava, prolungava i malesseri.


    IL PRIMO INCONTRO TI CAMBIA

    L'ansia, la caduta in stati di panico o similari, è qualcosa che ti segna. Inevitabilmente. Fra il "prima" e il "dopo" c'è un abisso.

    Non si torna quelli di prima ma se ne esce diversi, per certi versi migliori.


    Il problema è capirlo in primis, accettarlo poi e infine superarlo.


    LE RICADUTE FACENDO DI "TESTA MIA"

    Negli anni ho avuto alcune ricadute. Tutte legate al fatto che avevo interrotto le cure farmacologiche (antidepressivi). Ero convinto che potevo farcela da solo, solo perché - da autodidatta - avevo letto libri sull'ansia e le tecniche di accettazione, rilassamento, ecc.


    In pratica, mi illudevo di "essere diventato un medico perché avevo letto qualche testo di medicina". La cosa va ovviamente ben diversamente. Occorrono specialisti (psichiatri, psicologi, psicoterapeuti) che possano guidarti a lasciare le medicine nel momento opportuno.


    LA SVOLTA DEFINITIVA

    La svolta si ha nel tempo. Accumulando esperienze sul campo (psicoterapia e farmaci) si può finalmente imparare a leggere l'ansia come un vento che soffia. La differenza sta nella nostra posizione: possiamo scegliere di andare controvento oppure - come per magia - trovare la forza emotiva di farsi trasportare dall'ansia. Quel lasciarsi andare all'ansia, lasciarla "fluire" dicono gli specialisti, è la prima importante svolta. Il primo cambio di direzione. Imparare tutto questo non è facile ma nemmeno impossibile. Farsi aiutare dagli specialisti - in certi casi anche dai medicinali - è fondamentale.


    CONCLUSIONI

    Sono riuscito a risalire grazie ai medicinali. Non posso nasconderlo. Non mi hanno portato fuori dall'ansia, che è rimasta sempre latente. Come adesso che non l'avverto più. Le medicine e i consulti specialistici mi hanno soprattutto portato fuori dalle paure di "stare male", una palude, e progressivamente dalle somatizzazioni ad esse connesse.


    Dall'ansia patologica se ne esce!


    Vivere in città, ovvero in una comunità di persone riunite in un condominio, ha questa caratteristica. Da una parte lo stare insieme dovrebbe rassicurarti che non sei solo. Dall'altra, vivere in campagna, collina, montagna, isolati magari a contatto con la natura potrebbe essere la dimensione ideale per te.


    Se posso darti un consiglio, prova ad affittare per un breve periodo una casa diversa, in un piccolo paese magari vicino alla natura, al silenzio, dove potrai ascoltare il cinguettio degli uccelli o il frusciare del vento sulle foglie degli alberi.


    Potrebbe essere uno stimolo, quantomeno un'esperienza positiva.

    Scusa, erano tanti anni che prendevi il cipralex? Io per 20 anni ho assunto il citalopram e, come a te, è successo che tentando di smetterlo stessi male. Ultimamente si dice che gli antidepressivi, soprattutto gli SSRI, siano dannosi. Sarà vero? E se uno sta bene prendendoli, che senso ha eliminarli?

    Io ho preso il Cipralex per 8 anni circa. In precedenza avevo preso il Seurepin per 12. Non ha senso eliminarli se bisogna star male. Tuttavia gli antidepressivi non avevano risolto alcuni disturbi di ansia generalizzata.
    Dunque avevo cercato di capire se con la Psicoterapia riuscivo a fare senza: la risposta è si, per 2 anni. Per poi riscivolare.
    Ora prendo Seroxat 20mg e Deniban 50mg mattina e sera.

    Il professor Irving Kirsch, psicologo, dice che gli antidepressivi hanno solo effetto placebo e che questo effetto placebo fa sentire meglio le persone. Quanto c’è di vero? Ultimamente si sta diffondendo il messaggio, anche tra alcuni psichiatri, che gli antidepressivi presi oltre il periodo prescritto, circa 1 anno, sono dannosi e che smetterli diventa un serio problema in quanto creano dipendenza per cui bisogna scalare la dose molto lentamente anche per il periodo di un anno. Qualcuno di voi ha provato a smetterli e come si è sentito? Grazie.

    Io ho smesso 3 o 4 volte. L'ultima 2 anni. Sono stato costretto a riprenderli ogni volta. Stavo veramente male. Inoltre ad ogni ricaduta, più difficile è stato riprendersi. Digli a Irving che me lo saluta ;)

    Ciao e tutti e grazie per questa condivisione. E' molto d'aiuto. Nei 3 o 4 anni passati ho fatto due cicli di Cipralex da 6 mesi. La prima volta ho smesso perché interagivano con gli oppiodi che prendevo per il dolore alla schiena. La seconda perché avevo dei cali di memoria importanti e diventava difficile lavorare e interagire col prossimo :D

    Una ventina di giorni fa ho cominciato con Paroxetina. I primi 15 giorni 10 gocce e ora ho cominciato ad aumentare di 2 gocce alla settimana per arrivare a 20. Forse era suggestione ma sono stata meglio, molto meglio, già dai primi giorni. Ne ero davvero felice. Ora, dopo una 20ina di giorni, mi sembra di essere ritornata indietro. Immagino sia normale... HO letto di tutto sulla Paroxetina, che è un medicinale vecchio, che sarà difficile smettere, che appena smetterò ripiomberò nel buio (ansia sociale, ansia generale e ipocondiria)... cerco di non agitarmi (con Cipralex avevo smesso con discreta facilità). Ho smesso dopo anni di psicoterapia perché non ne trovavo proprio beneficio. Dovrei decidermi a ricominciare con un altro psicologo forse... ah che fatica ragazzi :)

    Ciao supervale81, non c'è di che. Confrontarsi è utile per tutti.


    CIPRALEX

    Boh strano che il Cipralex ti abbia dato disagi. Generalmente è considerato come uno dei farmaci "piu puliti".

    Tuttavia si conferma la regola che ognuno di noi reagisce alla medicina (leggasi "disturbo") diversamente.


    PAROXETINA

    La Paroxetina è un farmaco "vecchio" come tutti gli altri, per quanto riguarda il meccanismo di azione. Tutti gli SSRI (con le varianti SNRI e NARI ) che si sono succeduti non hanno apportato niente di rivoluzionario. Come rispetto al passaggio dai Triclici.


    Comunque la Paroxetina (prendo il Seroxat) mi ha fatto anche a me quello scherzetto: inizia bene per 20 giorni e poi sembra di tornare indietro, con disturbi ed ansia. Stesso discorso quando ho incrementato da 20mg a 30mg. Primi giorni ok, poi indietro.


    Anche io faccio psicoterapia ma mi sembra acqua fresca. Parlo con una persona empatica ma i disturbi senza i medicinali (almeno per me) rimangono. Eccome.


    MENO PAROXETINA + DENIBAN

    Adesso ero arrivato a 40mg di paroxetina ma stavo male se non peggio di prima.

    Ieri lo specialista mi ha detto di dimezzare immediatamente Paroxetina (da 40 a 20mg) e prendere il DENIBAN 50mg mattina / 50mg la sera. Ed utilizzare EN al bisogno.


    Devo dire che il quadro con DENIBAN sembra già migliorato (prima con paroxetina a 40mg anziché star bene avevo disturbi di agitazione, tremori, incubi, vampate... il tutto dopo 20gg. I primi tutto okay. Anzi avevo segnalato che il medicinale funzionava: smentito).

    Stanotte ho dormito discretamente bene, rilassato, senza incubi o tremori agli arti degli ultimi giorni. Possibile che la Paroxetina a 40mg mi facesse l'effetto paradosso e contrario.

    In merito al cipralex volevo chiederti una cosa, tu hai effettuato periodicamente controlli cardiologici quando assumevi questo farmaco? Io ho letto che sia il cipralex che l'entact (che sto assumendo), potrebbero causare un prolungamento dell'intervallo qt.

    Essendo già molto cardiofobica, si è aggiunta anche quest'altra preoccupazione :(

    Mai fatto un controllo. Mai avuto problemi. A sentire lo specialista pare che la casa farmaceutica siano stati obbligati ad includere ciò, fra le tante avvertenze. Il tema era più caldo qualche anno fa.

    Nella pratica, almeno secondo lui, non si è verificato alcun caso. Io pertanto non l'ho mai avvertito come possibile "preoccupazione"...

    E con cipralex come è andata?

    Discretamente bene.

    Non ricordo particolari effetti collaterali con il Cipralex. Prendevo 10mg.

    Cominciai a stare meglio leggermente dopo 4-6 settimane (per DAG). Mi pare dopo 2 mesi in poi effetto più marcato... venivo da un periodo veramente a terra.

    Dopo l'ho tenuto per 7-8 anni. Sull'ansia non era pienamente efficace, tant'è che talvolta utilizzavo EN (proprio al bisogno), però in generale mi aveva rimesso in carreggiata. All'epoca forse sbagliai a non segnalare che l'ansietta - specie la mattina - era presente. Forse mi sarei curato meglio. Comunque l'ho dismesso di mia iniziativa e sono stato senza medicinali per circa 2 anni.



    P.S. Qualcuno ha usato il Deniban?


    Il mio specialista mi ha cambiato la cura:

    --> ridotto la Paroxetina a 20mg (da 40mg) ed aggiunto DENIBAN 50mg mattina / 50mg sera.


    Come vi siete trovati? Gia' dal primo giorno l'umore pare migliorato. Il mio problema è comunque l'ansia generalizzata.

    Grazie Pulmino73 :)

    Sì sulla dose giusta purtroppo ho avuto di recente esperienza con lo zoloft che al dosaggio di 25 mg non mi faceva niente nel senso che avevo comunque i sintomi dell’ansia e a 50 mg stavo peggio, con attacchi di panico forti e agitazione continua per cui mi rendo conto che trovare il giusto dosaggio non è sempre semplice.

    Esattamente. Considera comunque che 25mg sono sottomisura e 50mg di Zoloft e la baseline terapeutica per DAP, DAG etc.

    Io con lo Zoloft non mi sono trovato bene: nausea infinita per oltre un mese. Gettai la spugna per il Cipralex.

    Ciao Doraemon, sarò laconico: le prime 2 settimane non fanno storia in generale. In caso di aumento - seppur graduale - è normale sperimentare qualche possibile effetto collaterale.


    A me è successo il caso opposto, di avere ecceduto nelle quantità di antidepressivo ed essere peggiorato dopo 20gg dall'ultimo aumento (con sogni vividi, agitazione, tremori etc). Sto parlando di un classico, la paroxetina da 20mg a 40mg, al punto di ritornare a dimezzare la quantità e tornare a 20mg, abbinando altri farmaci.


    Gli effetti collatelari a parità di dose spariscono. Devi capire solo se stai bene o meno con quel quantitativo per x periodo di tempo. Appena ti senti meglio segnala allo specialista perché vuol dire che è quello che ti serve. C'è sempre tempo per modificare.


    Ho sperimentato che al massimo dosaggio anche antidepressivi utili / funzionanti possono avere l'effetto opposto, ovvero farti stare male. Insomma quello giusto sia ma non troppo poco e non troppo. Un equilibrio.


    Un caro saluto.

    Buonasera a tutti, mi chiamo Luca e sono nuovo di questo forum (cioè è la prima volta che scrivo, ma è da un po' che leggo le discussioni di altri utenti). Vi scrivo per un problema a cui non riesco bene a trovare una soluzione. Sono in cura da gennaio da uno psicologo di terapia cognitivo-comportamentale per attacchi di panico e ansia generalizzata. Diciamo che da quando vado da lui ho notato un miglioramento sugli attacchi in sé, ma in questo tempo si è aggravata un'altra condizione che mi porto ormai avanti da due anni (ma da quel che mi ricordo ne ho sempre sofferto, anche da piccolo seppur con meno intensità), cioè un disturbo dissociativo di derealizzazione. Secondo lui, sono anche affetto da DOC e sono un po' ipocondriaco. Insomma, dopo vari mesi di tentativi decidiamo di rivolgerci a uno psichiatra che mi prescrive benzodiazepine (Entact) e Frontal, in cui sono ormai 10 giorni che sono in cura. Il fatto è che il benessere delle benzodiazepine teoricamente dovrebbe essere immediato, ma a me non sembrano dare grande sollievo. Certo, attacchi di panico non ne ho avuto, ma pur prendendole ho un senso costante di "nebbia mentale" e derealizzazione. A volte faccio fatica, per esempio, a stare dietro a un discorso perché provo una sensazione strana, è quasi come essere ubriaco senza bere.

    Ciao luca1212 anzitutto benvenuto nel forum. Ho letto con attenzione il tuo post.

    L'inizio della cura farmacologica è sempre un po' difficoltoso, perché - come noto - emergono alcuni possibili effetti "collaterali". Dunque 10 giorni sono pochissimi.


    La tua cura si basa su antidepressivo Escitalopram (Entact) e benzodiazepina (Frontal).

    Generalmente i medicinali vengono abbinati per ridurre l'impatto degli effetti "collaterali" dell'antidepressivo. Mi sembra del tutto comprensibile che all'inizio terapia avverta dei disturbi che andranno a sparire nei prossimi giorni.


    Il mio dubbio però sorge qui: se il Frontal dovrebbe dare immediato beneficio e a me non lo dà, come faccio a essere sicuro che quello che ho è solo ansia? Io quando lo provo a dire allo psicologo dice che sono pensieri ossessivi e io lo riconosco, però non potrebbe essere qualcosa di più "fisico"? Perché parliamoci chiaro, questi disturbi si accentuano, ad esempio, quando sono in mezzo alla gente o in situazioni in cui si prova ansia, ma comunque le provo (seppur in maniera minore) anche quando sono a casa da solo, ad esempio.


    Vorrei sapere se secondo voi bisognerebbe insistere per fare qualche esame oppure sono solo sintomi legati all'ansia e devo lasciare il tempo che i farmaci facciano effetto?

    Il Frontal dovrebbe dare beneficio immediato, soprattutto sui sintomi ansiosi. Ma non ha un effetto terapeutico. Ad aiutarti, oltre la psicoterapia, sarà l'Entact ovvero l'antidepressivo che però ha tempi di azione più lunghi. A partire da 4 settimane fino a 2-3 mesi.


    Qualcosa di più "fisico" potrebbero essere le somatizzazioni, altro disturbo tipico dell'ansia, ma al momento fortunatamente non sembri coinvolto. L'ansia porta con sé non solo la derealizzazione ma anche mal di stomaco, mal di testa, vertigini, dispepsia, astenia (mancanza di forze) etc etc... la lista è lunghissima.

    A quel punto potrebbe sorgerti il dubbio ma non adesso.


    P.S. Aggiungo che invece da quando prendo Entact noto che il mio umore è un po' più "depresso", forse dovuto ai primi giorni di terapia oppure al fatto che dal Frontal mi sarei aspettato benefici maggiori. E aggiungo anche che faccio una fatica tremenda a dormire più di 5 ore a notte pur con questo farmaco e mi sento sempre stanco, cioè lo sono sempre stato (anche prima di iniziare coi farmaci). A volte mi capita di passare pomeriggi a letto anche senza dormire perché è come se mi sentissi perennemente assonnato, ed in questo periodo questa sensazione è aumentata.

    All'inizio funziona così: l'umore e l'ansia tendono a peggiorare ed a risentirne anche il sonno. Non darei dunque molta importanza a ciò, almeno finché non faccia effetto l'antidepressivo. Se dovesse permanere o peggiore puoi chiedere al medico di rivedere le quantità.


    Quello che posso dirti è prenderti tutto il tempo necessario. I disturbi non nascono all'improssivo, ma sono un lento scivolamento durato mesi al quale necessita altrettanto tempo per la risalita. Che è certa, ci sarà.


    A disposizione, ciao