Posts by reanfipubi

    Ciao, interessante e anche condivisibile.


    Mi pone però delle domande.


    Giuseppex, nel fare considerazioni sul caso della donna che sceglie "male" e poi se ne lamenta, parte dal riconoscere.


    Una differenza tra sè e lo s∙∙∙∙∙o di turno (quindi una differenza tra sè e i propri simili)


    Questo lo porta a porsi una domanda provando a immedesimarsi nell'altra parte, la donna: perchè ha scelto lui e non me (o in generale uno come me, ovvero diverso da uno s∙∙∙∙∙o)? Perchè ha usato tale metodo di scelta/selezione e non un altro?


    Se nell'esempio di cui sopra, la donna non parte da questa domanda, evidentemente (o probabilmente) è perchè non riconosce una differenza tra sè e le proprie simili, le altre donne, in fatto metodo di scelta/selezione.


    Il metodo non viene messo in dubbio, non viene "criticato". E' dato per buono.


    Sbaglio?


    Se dunque il problema, per la donna, non è il metodo, allora diventa per forza l'oggetto della scelta di tale metodo, l'uomo di turno.


    Dunque se ti ritrovi a lamentarti di uno s∙∙∙∙∙o se invece trovi un uomo di cui non hai così molto di che lamentarti... da cosa dipende se non dal puro caso?


    Idee contorte della domenica mattina :)


    Buona Domenica.

    Si può stare così per una piscina?

    Dal punto di vista emotivo certo, perchè no?


    Ma in questo caso forse confondi l'aspetto puramente emotivo (il dolore del distacco verso un qualcosa a cui sei legata) da quello pratico.


    Quali sono le incognite nel cambiare piscina?


    Spostano tanto?


    Quella di doverla cambiare è una decisione obbligata? (non ricordo se è la stessa struttura con cui hai avuto screzi)


    Ciao.

    Ciao, per quanto riguarda il lavoro è sì una scelta importante, soprattutto quando si è in una situazione tutto sommato, riguardo i vari "equilibri" tra le varie cose della vita, ottimale (a differenza di quando ci si può buttare perchè c'è poco da perdere) e di fronte a scelte importanti è sempre meglio una domanda e una consideazione in più che una in meno.


    Mi vengono in mente riflessioni su vari termini tanto in voga oggi, come appunto abbandono della comfort zone, cambiamento, crescita, che però meritano un thread a parte.


    Per lo sport posso immaginare la tua frustrazione.... non trovi la quadra... soppesi le varie opzioni e capisco la sensazione di fastidio all'idea di dover pagare di più per avere meno.

    Tuttavia in questo caso non ci sono molte incognite o variabili, sai già cosa potresti perdere (il surplus pagato rispetto ad oggi) e magari potresti prendere in considerazione l'ipotesi di provare uno di questi centri a te più vicino.


    Il fatto del file excel per la palestra, che può sembrare esagerato.... magari risponde a un tuo bisogno di fare una scelta più duratura e stabile, perchè in fondo in fondo cambiare 4 palestre in pochi anni, anche se lì per lì non è una cosa a cui hai dato tanto peso, è un qualcosa a cui vuoi evitare di andare incontro anche in futuro.


    Ciao.

    Ciao ipposam, avrei voluto agganciarmi ad altri pensieri che mi sono venuti in mente, ma non ho tempo e modo in questo momento.


    Parto da una domanda su un aspetto contraddittorio: come mai se la tua situazione la ritieni tutto sommato ottimale, percepisci questa comfort zone come limitante?


    Questa percezione da cosa è data?


    Premetto che gli slogan "abbandona la tua comfort zone" che leggo o sento sparati in tutte le salse mi fanno venire l'orticaria, per cui ho quello che qualcuno chiama pregiudizio verso questo "dogma" :)


    Ciao.

    Io però non ho il tema del confronto.

    Sono bloccata su alcune decisioni, alcune importanti, altre meno, ma non c'entrano nulla gli altri, non è il confronto con altrui vite che mi blocca o mi dà pensiero; secondo me quello che può accomunarmi a BlueFox è il tema del sentirsi bloccati.

    Nel mio caso ho davanti le scelte, ma non le riesco a prendere, non sono serena nel prenderle, probabilmente perchè io ho già una stabilità che temo di perdere però.

    Ciao, mi riferivo alla percezione (e al fatto che a volte, o spesso, la percezione di noi stessi è data dal confronto con ciò che è altro dai noi, che siano persone o il "mondo esterno" in generale).


    Purtroppo non ho avuto modo di rispondere al tuo thread finora, se riesco lo farò.


    Chiuso OT.


    Ciao.

    Intorno a me noto gente che si prende, si molla, fa uno, due, tre figli con 5 persone diverse, stanno insieme anni e poi si mollano e dopo 6 mesi già convivono con altri, gente che si trasferisce per amore, gente che rimane, gente che si fa 1000 km e gente che sparisce dai radar. Si sposano, si lasciano dopo un anno, ma tengono le foto belle con l'abito su Instagram, sai con quello che l'ho pagato.


    È la mia vita che va a rallentatore?

    Ciao, questo pensiero mi fa venire in mente il thread di ipposam sul cambiamento.


    Entrambi fanno riferimento alla percezione di noi stessi data dal confronto col mondo esterno ed in particolare con quello che fanno "gli altri".


    A volte, o forse spesso, questo porta a interrogarsi se siamo noi quelli che...


    Ti chiedi se è la tua vita che va al rallentatore...


    Se parti da questa domanda...la risposta non potrà che essere sì, dato il confronto da cui parte.


    E se la risposta è sì, la naturale conseguenza sarà che dovresti accelerare, buttarti anche tu nel luna park, per trovarti magari anche tu in alcune delle situazioni che hai preso a termine di paragone (non so se ho colto male io, ma alcune non mi pare le presenti con accezione così positiva).


    E se invece partissi dalla domanda: "è quello che voglio io?".


    Ciao.

    Ciao, e niente, vuoi la botte piena e la moglie ubriaca... e pretendi di "teorizzare" questa tua posizione.

    Quando si hanno convinzioni teoriche ma la realtà spesso non fa scopa con queste, o è sbagliata la realtà... o è sbagliata la teoria... vedi te.


    se ho rispetto per l'altra persona sono LIBERA di fare quello che voglio

    O magari se parti dal presupposto che sei libera di fare quello che vuoi, allora distorci il concetto di rispetto fino a farlo diventare qualcosa di compatibile con la tua LIBBBBBERTA'.


    Ad oggi mi pare che la maggior parte delle persone di buon senso non trovino così rispettoso pretendere di andare a dormire dall'ex stando in coppia (probabilmente è sbagliata la realtà; quando trovi il metodo per cambiarla avvertimi che anche io vorrei modificare un po' di cose ma ad oggi mi sono dovuto arrendere a sua maestà la realtà).


    L'altro giorno la persona con cui mi frequento da un mese ha incontrato una vecchia compagna di scuola, e lei le ha dato il suo numero per risentirsi e uscire a una cena, cosa avrei dovuto dirgli? Non andare? Non mi fido?

    Pure questo secondo una certa logica potrebbe far storcere il naso.

    Ma non t'è venuto il dubbio che magari è una cosa non vera, raccontatata per farti provare lo stesso "fastidio"?


    Se una cosa deve succedere, succede e se uno vuole tradirti lo farà a priori

    Questa è retorica. Quando non si sa cosa dire si tira fuori questa frase e si ripete a pappagallo senza neanche averla analizzata.


    Se una cosa deve succedere, succede: già, però scommetto che la macchina la chiudi e non la lasci aperta perchè tanto se te la devono rubare te la rubano; a lavoro ti presenti alle 9 e non alle 11 perchè tanto se ti devono licenziare ti licenziano.

    E potrei fare altri 1000 esempi.


    Se uno vuole tradirti lo farà a priori: già...e sai perchè? Perchè data la premessa (vuole tradirti) diventa una ovvietà (in genere la rispsosta adatta è "grazie al c....o!!!" :) )


    Ciao

    Io non obbligo ovviamente ad accettare nulla ne a capire per forza la mia visione, ci mancherebbe, ma allo stesso tempo non capisco perché un partner debba essere più importante di un amico, hanno la stessa valenza ma in modo diverso secondo me.
    Non mi piace tagliare legami importanti per una relazione, un compagno dovrebbe essere un aggiunta nella propria vita e non una sottrazione. Se non manco di rispetto a nessuno, perché dovrebbe esserci un problema? Di base è tutto un discorso basato sulla fiducia.

    Ripeto capisco non sia facile ma a me viene l'ansia solo a pensarci.

    Ciao, per me non è nè condivisibile, né hai ragione in linea teorica, a differenza di quanto commentato da altri.


    Quando si è liberi si può fare ciò che si vuole.


    Quando si è in coppia alcune cose diventano non opportune, come andare a dormire a casa dell'ex.


    E' una cosa così ovvia e associabile al buon senso (ma per chi non lo vuole ammettere rovescia la frittata e allora è l'altro che non si fida, vabbè....) che tra l'altro non è che non capisci (tu stessa dici capisco che è difficile accettarlo) ma non ti fa comodo perchè sul piatto della bilancia questa libertà che hai riscoperto per te ha peso 100 in questo momento.


    Ha senso prenderne atto e sì... concludere che non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca.


    Magari se trovi un partner che va a dormire anche lui a casa della sua ex... il problema non si pone :)


    Ciao.

    Scusate se continuo a voler cercare esempi, è più forte di me, vorrei capire se la discriminante è il comportamento (da quello che ho capito non può esserlo, uno può averceli anche tutti quelli elencati nella spiegazione di bruce citata poco sopra, e rientrare in un tipo di carattere o modo di fare o porsi ma non in una "sindrome") o, da qualche parte, in qualche aspetto, una neuro-diversità intesa come "non connessione" con gli altri (a livello di emozioni o di contesto) e non semplicemente come non adattamento (con questo intendo una persona che comprende una situazione, un'aspettativa, uno stato emotivo ma sceglie o comunque è consapevole di non adattarsi).


    Le persone con sindrome di Asperger spesso seguono una logica molto razionale e lineare, concentrando la loro attenzione sui dettagli e sulle regole piuttosto che sulle emozioni o sul contesto sociale.

    In questo caso mi viene in mente una persona abituata a bere un bicchiere di vino nelle occasioni conviviali.

    La stessa persona si comporta sempre allo stesso modo, anche al matrimonio di xxxx in cui tra musica, balli, sposa che si alza la gonna e mostra la giarrettiera da battaglia, sposo e amici con camicia sbottonata e cravatta in testa stile rambo a fare il trenino insieme a tutti gli invitati... ad uno viene da chiedersi possibile che non si rende conto della differenza di contesto tra una cena al venerdì sera e questo matrimonio?


    SE il comportamento è dettato non solo da abitudine, rigidità nel seguire certi schemi o altro, ma proprio dal non "percepire" questa differenza di contesto (considera lo sposo un povero ubriaco che si sta umiliano davanti a tutti come considererebbe tale uno che fa la stessa fine in una cena tra colleghi al venerdì sera), allora mi viene più facile associarla a una neuro-diversità.


    Un esempio pratico di logica asperger potrebbe essere un individuo che segue un preciso schema rigido nel pianificare la propria giornata, eseguendo ogni attività in modo preciso e meticoloso senza deviare dal percorso prefissato. Questo, a differenza della logica neurotipica in cui si potrebbe essere più flessibili e adattabili alle situazioni impreviste.

    Anche qui, non è tanto il comportamento, ma il perchè, che discriminerebbe neuro-diversità da altro.

    Ci sono tante persone abitudinarie, che programmano e vanno in ansia se il programma non viene rispettato.


    Inoltre, le persone con sindrome di Asperger possono avere difficoltà a comprendere le sfumature del linguaggio non verbale e a interpretare le emozioni degli altri, il che può rendere la loro logica molto diretta e basata solo sui fatti oggettivi.

    Questo già è molto più orientato ad una neuro-diversità: se è vero che molti hanno difficoltà a capire le battute, immagino sia per una mancanza o difficoltà nell'interpretare un tono di voce (scherzoso vs serio o i∙∙∙∙∙∙∙o) o un linguaggio del corpo che tutti gli altri associano ad una battuta scherzosa piuttosto che al significato letterale. In questo esempio la neuro-diversità è evidente.


    Ciao.

    Aggiungo: avevo fatto l'esempio del dire a una persona "che brutta questa camicia".


    Se una persona lo dice nello stesso modo in cui dice "che bella questa borsa", senza rendersi conto della conseguenza a livello emotivo di un'affermazione rispetto all'altra... allora ci vedo una "stranezza".


    Ma se lo dice per altri motivi (ovvero si rende conto della conseguenza ma lo dice lo stesso) allora non la assocerei al "non rendersi conto delle regole o convenzioni sociali" ma ad altro.


    Ciao.