Posts by LorDag95

    Ciao. Credo di provare la stessa cosa, con intensità altalenante, da novembre del 2021.

    Ad ottobre 2018 avevo sofferto, fino a fine dicembre, a causa del DPDR, tenuto bene a bada dagli ansiolitici.

    Ero "guarito" con una cura farmacologica e con un completo reset della mia vita.

    Nel 2021 però è tornato qualcosa. Non è vera è propria derealizzazione, è una sorta di vertigine che mi causa anche una fastidiosa sensazione di stordimento, quasi mi riuscisse difficile pensare.

    Al contempo, talvolta vedo le cose e il mondo intorno a me come attraverso una lente sbagliata (ma non in maniera grave e palese come con la derealizzazione) e la mia memoria a breve termine è notevolmente peggiorata.

    Tu come avevi ottenuto quel temporaneo miglioramento? Grazie.

    Tornando alla domanda rivolta all'opener una guarigione per problemi di questo tipo è possibile? Oppure l'unico percorso contemplato da psichiatri e addetti ai lavori è quello dell'assunzione di farmaci a vita?

    Considerare la terapia farmacologica come stampella in un momento di emergenza per lavorare poi sul problema nella speranza di superarlo è un concetto che ho sentito ripetere spesso a patto però che ci sia la volontà da parte del paziente di riprendere a camminare con le proprie gambe e, se questa venisse meno, da parte soprattutto dello specialista il quale dovrebbe essere lui per primo a fornire gli strumenti al proprio assistito affinché sia in grado presto o tardi di risolvere il problema in maniera definitiva andando a cercare le probabili cause nel tentativo poi di disinnescarle.

    Assolutamente vero quel che scrivi. La terapia farmacologica, a mio parere, deve fornire il supporto necessario ad affrontare in maniera serena e costruttiva la quotidianità e un percorso psicoterapeutico ben strutturato per inquadrare il problema a monte del disturbo e superarlo.

    Difficilmente, da sola, rappresenta essa stessa la soluzione. D’altronde parliamo di farmaci, non di pozioni magiche.

    È passato qualche giorno, sono stato lontano dal forum e dalla ricerca spasmodica di esperienze simili alla mia.

    Sono sempre tra alti e bassi e stasera sono molto in basso, probabilmente perché sono molto stressato per via del lavoro e perché la scorsa notte ho dormito solo tre ore per via di un’emergenza proprio dove lavoro.

    Tuttavia, confido nella guarigione. Che mi dovrò guadagnare lottando con le unghie e con i denti, cercando di trarre sempre il massimo dalla vita, dall’amore della mia meravigliosa compagna e da ogni istante. Perché questa è solo una sensazione, non è il mondo ad essere cambiato.

    Insomma, la vita è una e farsela rovinare da una sensazione sarebbe un crimine troppo grande per poter essere commesso a cuor leggero.

    Piccolo aggiornamento: oggi gran giornata! Sono stato "bene" (con bene intendo come negli ultimi due anni, da quando la dere è un po' tornata in forma attenuata, e non come negli ultimi 20 terribili giorni). Sono andato al lavoro e ho ripreso i ritmi quotidiani, ho fatto mezz’ora di pedalata in bicicletta sul lungomare e ho scritto due paragrafi del libro a quattro mani con la mia compagna (circa 6000 parole).

    In più, ho finalmente preso coraggio e le ho chiesto di sposarmi.

    Inutile dire come la risposta sia stata perentoriamente affermativa!

    Mi sento rinato. La dere/vertigini psicogene c’è ancora ma non fa paura!

    Non m’illudo che sia tutto passato ma questa giornata mi ha davvero rigenerato mente e corpo.

    Sono così felice e pieno di energie che quasi non ci credo.

    Ciao, no non mi è capitato però avevo sentito che chi ha questo tipo di problema potrebbe essere dato da una rigida educazione a livello anche religioso, non so però se può essere il tuo caso.

    Mmmh direi di no, sono cresciuto in una famiglia atea e molto libera sulle questioni legate alla sessualità. Inoltre, io stesso sono ateo.

    “Post coitum omne animal triste est” dicevano i latini dato che, nell’uomo (inteso come maschio), il cambio repentino di stato d’animo dopo l’orgasmo è una sensazione normale.

    Potrebbe essere questo scarico di energia ciò che senti, e che magari interpreti, in base a dei tuoi vissuti non ben elaborati, come vergogna.

    Potrebbe essere. E potrebbero anche essere gli stessi vissuti che mi picchiano in testa da anni sotto forma di ansia e derealizzazione. È come se sentissi una connessione tra queste due cose ma non fossi in grado di risalirne alla fonte.

    Mmm no. Ma io sono femmina, forse per i maschietti è diverso, l'orgasmo maschile è un dispendio energetico piuttosto significativo... Conoscevo un tipo che mi diceva che dopo l'orgasmo gli pareva di odiare la sua ragazza :thinking_face:

    Oddio no, quello proprio no. Anzi. A parte la vergogna, dopo l’orgasmo mi piace fermarmi a guardarla per qualche istante perché la trovo veramente bellissima.

    Però resta questa sensazione di fondo, strana, talvolta molto intensa…magari è la mia imperitura insicurezza.

    Magari il fatto che, scioccamente o meno, trovo la mia compagna "troppo" per me. Ma non avrebbe senso nemmeno questo, visto che questa cosa è iniziata ben prima che la conoscessi.

    Buonasera a tutti.

    Come potrete comprendere, non è affatto facile per me parlare dell’argomento in oggetto; tuttavia, credo che avendo delle opinioni terze ed esterne, forse, riuscirò a comprendere di più su questo fenomeno e/o se possa avere qualcosa a che fare con quel che mi affligge.

    Fin da quando ho avuto il primo rapporto sessuale (all’età di tredici o quattordici anni, più o meno) appena raggiungo l’orgasmo provo un fortissimo ed irrefrenabile senso di vergogna. Non verso quel che ho fatto (il rapporto in sé) perché mi piace, bensì verso me stesso e il mio corpo, il mio carattere, la mia persona in generale.

    Insomma, mi sento come se nessuna davvero potrebbe mai provare attrazione verso di me e questo mi fa provare questa vergogna profondissima. E più l’orgasmo è intenso, più questa sensazione è opprimente.

    Qualcuno ha avuto/ha tuttora esperienze simili?

    Grazie.

    Piccolo aggiornamento: le cose continuano ad essere altalenanti, alterno momenti di presenza (quasi) del tutto normale e serenità ad altri in cui le ansie, la confusione mentale e le ossessioni ansiose la fanno ancora da padrone. Scrivere continua ad essere un toccasana, così come guardare film insieme alla mia compagna.

    Ho affrontato la seconda seduta con la psicoterapeuta della quale scrivevo ma non è per niente la persona che mi aspettavo: ha fatto più danni che altro.

    Credo che tornerò una volta per tutte dal Dott.Ghezzani, sia lui che il figlio sono espertissimi in queste cose e gli unici che avessero veramente compreso il mio problema.

    Che stupido sono stato ad aver interrotto la psicoterapia con loro per timore di un breve e fisiologico periodo peggiorativo dei sintomi…

    Ti ripeto: mi sentivo (ed ero) un totale incapace nella guida. Prenditi il tempo che ti serve e, nel caso l’avessi, metti a tacere l’ansia di mettersi al volante.

    So che è più facile a dirsi che a farsi ma anch’io credevo che mai sarei stato in grado di guidare.

    E invece eccomi qui, con più di 200k kilometri sulle spalle in due anni.

    Pongo una domanda, perché il bello è considerato bene e il brutto male? Pragmaticamente che vantaggio apporta la bellezza estetica? Nella riproduzione è indice di valutazione rapida di funzionalità fisica dell'altro soggetto, quindi di qualità scheletrico funzionali trasmissibili ai figli, ma in senso più ampio, perché dispiace di più schiacciare una farfalla che schiacciare una pulce? O un fiore che un sasso? O una gemma che un pezzo di calcare, esistono dei livelli, dei gradi o gradini di livello, di cui l'estetica è indice e misura del valore? Perché bello e buono (bene) sono associati? Perché l'estetica è moneta?

    Onestamente credo sia semplicemente mero pregiudizio. Esistono diverse cose riconosciute come “belle”, soprattutto in natura, che sono assolutamente pericolose per diverse specie viventi. Per fare un esempio.