Posts by Roxrox

    La terapia serve proprio a quello. A farci raggiungere consapevolezza. Io ti dico che prima di fare il mio percorso con la dottoressa che mi segue, sicuramente ero meno consapevole e per dirla tutta più paurosa. Oggi affronto la mie paure con più coscienza. Vivo sapendo di avere paura e sapendo che si può vivere affrontando queste paure, vivendole, scoprendole. Forse il nostro modo di essere dipende da come siamo stati cresciuti o forse dipende anche da una chiave genetica dentro di noi, non lo so. Sta di fatto che oggi siamo quello che siamo e se vogliamo vivere dobbiamo farlo partendo da quello che siamo oggi anche se ci accorgiamo che c'è qualcosa che non va o che non ci piace.


    Diciamo anche che partendo da una diagnosi come la tua almeno sai da dove cominciare a lavorare. Ed è un grosso passo avanti se ammetti di avere dei limiti o semplicemente dei difetti. Parti da questo e ricomincia. A prescindere dal fatto che tu sia narcisista o meno puoi comunque provare dei sentimenti che siano anche autentici. Il tuo è solo un modo di essere e se non ti fa stare bene puoi sempre provare a cambiarlo o per lo meno a smussarne gli angoli.

    Il tuo percorso non è proprio simile al mio, mi spiego: anche io a volte (prima mi capitava più spesso, ora per fortuna sempre meno) ho quella sensazione di inutilità, di dispersione, di poca volontà nei confronti di tutti. Mi è capitato di non avere voglia di fare nulla o meglio, di non provare piacere nel fare le cose, anche quelle che di norma sono le più piacevoli (passeggiate, vacanze, weekend, cene fuori), questi momenti sono stati orribili e vissuti da me con un senso di insofferenza inspiegabile ma ora sono passati, anche se a volte tornano ma con sempre minor frequenza.


    Però durante questi momenti non ho mai messo in dubbio i sentimenti verso le persone a me più care e vicine anzi, dato che ero spaventata da quelle situazioni ed avevo bisogno di gente intorno a me, facevo di tutto per circondarmi di persone positive. Mi è anche successo di mettere in dubbio i sentimenti per il mio compagno e succede ancora qualche volta, ma ciò a prescindere dalla mia situazione mentale di questi determinati periodi.


    Detto questo, penso dovresti scindere il periodo che stai vivendo dai sentimenti che provi per la tua ragazza, perché probabilmente non c'è correlazione. Tu stai così in questo momento ed allora vedi tutto nero, ma i sentimenti per lei a mio parere sono un'altra cosa. Forse non sei lucido abbastanza per capire cosa provi realmente, per questo sarebbe meglio essere cauti nel prendere decisioni. Una domanda: ne hai parlato con lei, anche solo vagamente?

    Io penso che qualora un pensiero generi ansia o malessere significa che non ci piace e che non lo vogliamo, questo al di là di qualsiasi ossessione. Hai fatto bene a parlare con un amico, lui ti capirà perché ti conosce e conosce la situazione... e poi si sa, sfogarsi fa sempre bene. Non devi ringraziarmi, confrontarsi è sempre proficuo ed arricchisce entrambe le parti, sia per chi cerca di dare una mano sia per chi la riceve..

    Secondo me ti stai facendo troppe domande, sei nella trappola dell'ansia. La noia è una brutta bestia ed anche io non la sopporto; ci sono momenti in cui lavoro così tanto e sono così presa da tutte le cose da fare che non vedo l'ora di fermarmi per riposare. Poi però odio stare ferma. In questi casi potrei rilassarmi (guardando un film oppure semplicemente stendendomi sul letto), invece mi sento morire, comincio a dirmi "e ora cosa faccio, dove vado, chi chiamo?" anche se secondo me questo non ha a che fare con la depressione. Non sono nella tua testa, però capisco i tuoi dubbi e l'angoscia che ti attanagliano ma posso dirti che si tratta solo di momenti che, con o senza di lei, passeranno. Datti tempo e non avere fretta, fermati, respira, fai sport, un corso di qualcosa che ti piace, distraiti. La soluzione è dentro di te e con calma la troverai.

    No, a me il doc fu diagnosticato, perciò nel mio caso si trattava di ossessioni. Per quanto ti riguarda in sostanza stai ammettendo il tuo problema ma stai anche dicendo che non sei felice in questa condizione, giusto? E questo è già un passo avanti, perché tu non stai dicendo che così sei è così vuoi rimanere.


    Il fatto che siamo attratti da chi ci respinge ti direi che è quasi fisiologico. Colpisce tutti, chi più chi meno... è il gioco delle parti. Però secondo me alla fin dei conti tutti sappiamo cosa vogliamo. A questo punto è possibile che tu non ne sia più innamorato ma del resto chi sono io per dirlo? Non ti conosco, non conosco la vostra relazione. Io posso darti solo un po' di conforto dicendoti che in una maniera o in un altra se ne esce, sono cose "aggiustabilì", " reversibili", perciò tu continua con la terapia, scrivi se hai bisogno di sostegno. In bocca al lupo!

    Io vagamente ti capisco. Mi spiego: non arrivo ai tuoi livelli ma anche io davanti a persone che entrano prima di me o che minacciano di scavalcare la fila mi sento male. È come se mi sentissi braccata, quindi il concetto lo capisco benissimo. Però la mia non è una condanna perché alla fine me le faccio passare queste paranoie, non sono mai diventati veri e prorpri fastidi. Io credo che alla base di ciò ci sia dell'ansia, ma non penso che la soluzione sia cambiare vita o abitudini perché come hai detto tu stesso troveresti comunque altri motivi per stare male. Potrebbe aiutarti la meditazione, ci hai provato?

    Allora, il mio DOC rientra nella macrocategoria dei DOC aggressivi, quindi in sostanza avevo la sensazione di potermi fare del male o fare del male alle persone a me vicine, ma senza averlo mai desiderato né messo in pratica in nessuna maniera. Ho avuto però un sacco di pensieri simili (ma meno spaventanti) come per esempio anche nel mio caso la paura di non amare il mio compagno, di essere omosessuale, dubbi di qualsiasi genere ma con la stessa radice di fondo: la paura. Paura di non voler fare un certo tipo di lavoro, di non voler studiare determinate materie (nonostante le avessi scelte io con forza e determinazione) e quando ho elencato tutto ciò alla mia terapeuta mi ha fatto notare che per quanto l'entità delle situazioni fosse chiaramente diversa, il concetto di fondo era sempre quello.


    Il DOC si nutre di ansia e sensi di colpa, è come se si mettesse in dubbio tutto. Allora ho cominciato a chiedermi cosa volessi veramente, cosa mi generasse piacere e benessere e cosa no. Ho cominciato a dire di NO quando una cosa non mi piaceva o non mi stava bene e man mano ho capito come scegliere. Se si è etero. Se si è omo. Se si è innamorati. Se non lo si è. Se si vuole fare un lavoro in particolare oppure non si vuole lavorare proprio, è così via. Sono ancora in terapia, non è stato facile, e non lo è tuttora. È tutto molto lento e graduale ma se se ne vuole uscire ci si riesce. Ho veramente cominciato dalle piccole cose, una doccia calda prendendo tutto il tempo che mi serviva, la meditazione, una passeggiata senza dar conto a nessuno, un bagno al mare. Assecondando solo quelle che erano le mie esigenze.


    Certo, sarò stata fortunata a trovare anche la terapeuta giusta (che non smetterò mai di ringraziare) ma una cosa ti posso dire: ne volevo uscire a tutti i costi. Perché puoi trovare chiunque disposto ad aiutarti, ma solo tu puoi tirarti fuori dal pozzo. I metodi ci sono, magari studiati caso per caso ma ci sono, perciò prenditi tutto il tempo di cui hai bisogno e fatti seguire.


    In ogni caso qui sul forum ci sono tantissime discussioni sui disturbi ossessivi. Magari dagli una lettura, ma prima cerca di ottenere una diagnosi precisa. Sarà di aiuto anche per capire come muoverti.

    Capisco perfettamente. È successo anche a me, ma non parlo della tua situazione nello specifico (sei stato chiarissimo), parlo del fatto che l'ansia e i pensieri intrusivi spesso anche a me hanno dato la sensazione di non credere più in niente. Mi è capitato di non avere più fiducia nel domani, di non provare più emozioni perché tutto era sovrastato dall'ansia. Sono periodi neri in cui tutto ci sembra inutile. Lo capisco.


    Però d'altro canto ti posso dire che se in questi momenti noi non stiamo bene significa che non sono quelli in cui ci piace stare e che non è a questi momenti che devi credere, ma devi invece pensare e avere l'obiettivo di ritornare a stare come stavi prima, perche i momenti veri sono quelli che ci fanno stare bene e non il contrario!


    Purtroppo alle domande che ti fai non ti può rispondere nessuno. Se ami o no la tua fidanzata o se hai solo paura della separazione in fondo lo sai solo tu. Nemmeno il terapeuta, che può solo indicarti la strada per stare meglio, può darti questo genere di risposte.


    Hai fatto l'esempio della omosessualità. Bene, se dici di non avere mai avuto pensieri reali di piacere verso persone del tuo stesso sesso, nonostante la tua mente ti portasse in quella direzione, può essere che stia succedendo lo stesso con la tua ragazza. Ovvero che la tua mente ti dica una cosa mentre la tua volontà è un'altra.


    Sai, io quando avevo pensieri intrusivi stavo malissimo ed i pensieri negativi mi martellavano forte in testa e non riuscivo ad uscirne, ma nel profondo, anche se ne ne ero spaventata, sapevo che non era ciò che volevo.


    Questo è valso per me e in generale per i DOC. Tu devi prima capire di cosa si tratta realmente e anche se è difficile, cercare di non farti travolgere da questo periodo di confusione mentale.

    Quando hai lasciato la tua ex, cioè quella con cui stavi tanti anni fa come ti sei sentito? In colpa? Meglio? Ti sei pentito? Perché tu parti dal presupposto che le due condizioni siano identiche, però magari non è così. Devi chiederti perché hai lasciato quella precedente e perché ora vuoi lasciare lei.


    Se fosse un DOC da relazione in effetti non dovresti lasciarla perché quelli sono solo pensieri che non rispecchiano la tua volontà. Io ho sofferto di ansia generalizzata e DOC, il DOC per fortuna è passato, l'ansia diciamo è altalenante, so quanto è brutto essere in balia di un pensiero fisso, fastidioso, intrusivo, però nel tuo caso non sappiamo nemmeno per certo se sia quello.


    Hai fatto benissimo a contattare uno psicologo e se ci sei già passato è inutile che io ti dica che ci vuole tempo affinché la terapia che stai seguendo cominci ad avere i suoi effetti. Il mio consiglio è quello di affidarti totalmente a uno specialista e di seguire le sue direttive, è probabile che tu ti sia perso e che lui possa aiutarti a ritrovare la strada.

    Lo so che ora vedi nero, certi momenti sono orrendi ed è inutile cercare di spiegarli perché nessuno può capire. Però qui su questo forum, tutti noi, chi più chi meno e per i motivi più disparati, abbiamo passato i nostri momenti bui e tutte le nostre testimonianze magari possono aiutarti a trovare un po' di conforto. Datti forza.

    Matteocap11, il discorso è che se persone che tu nemmeno conosci hanno i tuoi stessi modi di stare, e condividono i tuoi stessi malesseri dovresti sentirti meno solo, dovresti sentirti meno "malato", perché in fondo non lo siamo. L'obiettivo di questo forum è proprio questo. La mia psicologa me lo ha detto tante volte che i miei sintomi non erano solo miei e confrontandomi su questo forum a me ha aiutato tanto.