Posts by 17 TIR

    Il sentirsi inadeguato, quindi, non poteva venire da fuori! Era già IN LUI, autovalutazione tutta sua.

    Ecco, torno sul pezzo, che il post precedente stava prendendo la piega di un flusso di coscienza.(Ma quanto dolore scrivere queste cose, mettermi davanti allo specchio con tutte queste cicatrici).

    Bene, respiro, go on !

    Certo che era in lui, questi automatismi mi sono ben noti.Hai presente la modella di 20 anni bella da far male che davanti allo specchio si vede brutta, non all'altezza, si trova mille difetti ? Ovviamente è una distorsione percettiva e cognitiva, ma lei si vede davvero brutta, è sincera, non finge.

    Probabilmente tuo fratello, diversamente da me, può aver subito un certo complesso di inferiorità nei confronti di vostro padre, ma non si è trovato a fare i conti con un fratello bullo in tenera età, per questo la sua autostima di bambino prima e ragazzo poi può aver raggiunto quel tot che gli è bastato per anni per stare nel mondo, da quel che mi racconti.Mio fratello è sempre stato malvagio, tuttora lo è, anche se fondamentalmente è un disperato, ma ancora nutrito del suo delirio narcisista.

    Io mi sono dovuto confrontare con due genitori squilibrati (di cui ti ho già detto qualcosa) PIU' un bulletto in casa, e questo dal mio primissimo affacciarmi sul mondo.Ecchecavolo, difficile uscirne vivi !

    si imbucò nel percorso orrorifico dell'eroina.

    e questo mi dispiace tantissimo, ;( ma mi pare di capire che se ne è tirato fuori.

    si è davvero infilato in percorsi da film horror, che alla fine richiedono una volontà e una resistenza decisamente più impegnative e rischiose rispetto a quelle della "persona normale".

    E' il discorso che ti ho fatto prima, una persona "risolta" fatica a comprendere, anche la mia parte razionale non comunica bene con questo magma sotterraneo, detta Freudianamente c'è una distanza siderale tra "Es" ed "Ego", e l'Es prevale con tutte le sue distorsioni, ha una forza travolgente e si vacilla paurosamente finchè tutto non crolla.

    Certamente e ragionevolmente sarebbero cose risolvibili, ma effettivamente siamo persone fragilissime con ferite aperte che basta sfiorarle per farle sanguinare, siamo bombe pronte a deflagrare, e basta pochissimo, situazioni che il "risolto" neppure vede, o se anche le vede se le scuote di dosso in un nanosecondo.

    Secondo me è questa la principale ragione dell'evitamento, della fuga, dell' ostinata ricerca di mondi paralleli, è che vediamo pericoli terrificanti dove obiettivamente non ci sono, ma per noi i draghi feroci ci sono eccome e ci spaventano enormemente.

    Sono proiezioni nel reale di demoni interiori.

    Ovviamente fuggire non è affatto utile, tutt'altro, e più passa il tempo più questi fenomeni si granitizzano, si calcificano, diventa sempre più difficile uscire dalle nostre psicogabbie.Ed io sono invecchiato.Sono strategie fallimentari, senza dubbio, ma attrattive perchè per il nostro vissuto sono anche quelle che ci hanno dato temporaneo sollievo.E questo può spiegare perchè tuo fratello ci mette volontà ed energia per porle attuarle, perchè le percepisce (ancora) come salvifiche.

    Ma non è per sempre, prima o poi si stancherà, si specchierà dentro se stesso e non sarà piacevole.

    In quel momento, forse, si aprirà anche uno spiraglio di luce, dipende da molti fattori anche mondani, per esempio se ha persone intorno umanamente "di livello", e tu potresti essere una di quelle.

    Ma ti prego, se lo vuoi aiutare, e so che lo vuoi, cerca di toglierti ogni particella subatomica di atteggiamento giudicante (che non è una colpa, è umano) e metti il cuore in modalità ricevente, potresti fare tantissimo per lui, al limite salvargli la vita.

    Non posso sapere di te, ma nel caso di mio fratello...paradossalmente...di disconferme non ce ne sono mai state

    Ecco, qui tra me e tuo fratello le esperienze si dividono, di schiaffi ne ho presi tanti sin da giovanissimo, le mie difficoltà relazionali sono diventate evidenti, anche se erano presenti già da molto prima, in particolare dai 12 anni in poi, "casualmente" nel periodo di passaggio all'adolescenza e di cambiamenti fisici importanti.

    Anche il mio rendimento scolastico è crollato improvvisamente, io nascondevo il più possibile, soprattutto il fatto di venir bullizzato lo ritenevo motivo di vergogna.Ponevo in essere strategie di copying bizzarre, tipo dicevo di uscire con amici, invece andavo in stazione, prendevo un treno a caso, scendevo in una stazione a caso e poi tornavo indietro, poi a casa non c'era problema, nessuno mi chiedeva cosa avessi fatto, con chi fossi stato, nulla di nulla, il livello empatico in famiglia era meno di zero, non esistevo per nessuno.Mi creavo mondi paralleli, evitavo tutto l'evitabile, ero solissimo e completamente alienato.

    Per parecchi anni oscillavo dolorosamente tra l'attitudine narcisista, che in qualche modo permaneva, e la depressione, e gradualmente l'ago della bilancia si è spostato verso quest'ultima.

    L'unica cosa che mi ha salvato è stata la Musica, che nutriva in me il narcisismo residuale. Dovevo esternare in qualche modo il mio mal di vivere, altrimenti sarei uscito di senno.Spesso mi rifugiavo in solitudine a contatto con la natura, mi placavo temporaneamente, ma ero costantemente immerso in un oceano di sofferenza.

    Per cercare di placare l'ansia che mi devastava ho fatto cose che una persona sana non farebbe mai, sono arrivato a perdere la dignità, il senso per me stesso, il senso di realtà.

    Mentre intorno a me le cose accadevano, ma senza di me, io ne ero escluso, restavo rinchiuso in una prigione orribile, ma che conoscevo e che quindi consideravo sicura, il male minore.

    Intanto i miei coetanei facevano esperienze, sviluppavano adattamenti, si allenavano per affrontare il mondo.Per questo ti ho già detto di avere lacune enormi.Certo, si sono ovviamente diventato ipersensibile, è inevitabile.


    ...Invio e proseguo...

    dal pensiero di molti vaccinati che sentono di aver comunque corso un rischio per la collettività e ritengono che lo stesso rischio debba venire affrontato da tutti i cittadini, senza eccezioni.

    Mia interpretazione personale : una massa critica di vaccinati sta cominciando a sentire puzza di bruciato, a percepire che forse sono stati fregati, e cominciano ad avere paura, ora che la bella e rassicurante casetta con fragili fondamenta scricchiola in modo inquietante.

    Ragionevolezza vorrebbe che di fronte ai dubbi incipienti, costoro smettessero di demonizzare/emarginare i non vaccinati ed ammettessero che, forse, questi ultimi non sono poi quegli integralisti, fanatici, complottisti, satanisti, terrapiattisti etc etc come ce li hanno dipinti finora.

    Ma "mal comune, mezzo gaudio", dunque invece di una distensione degli animi, di un dialogo sereno, di una comune ricerca della verità, il conflitto sociale si esacerba, con il governo che ovviamente butta benzina sul fuoco, come in una sorta di "invidia di massa".

    Come se il vaccinato pensasse : bene, forse mi sono infilato in una brutta situazione, non tollero la possibilità che chi ha scelto diversamente possa aver una sorte migliore della mia, dunque lo odio ancora di più, e sostengo il governo che ghettizza ed emargina.

    Sempre IMHO penso che la maggior parte dei vaccinati non si sia fatto inoculare per filantropia, quanto per interesse personale, legittimo, per carità, come nel caso di chi lo ha fatto per mantenere un lavoro.

    Per quanto riguarda il governo, ormai, anche se volesse, non potrebbe più dire "oops, abbiamo sbagliato tutto", ovviamente il popolo si "arrabbierebbe leggermente".

    E comunque non vuole, gli interessi sono ben altri che la salute dei cittadini, la mala fede ed il dolo sono palesi.

    Sì la vicinanza ad un maestro come Gesù potrebbe persino portare a crisi profonde, profondissime.

    Ne sono consapevole, ma, forse, per capire, sono tappe imprescindibili.

    Arrivare al contatto profondo con il proprio più intimo essere, che poi può voler dire illuminazione, sentirsi parte del Tutto universale, è come attraversare un oceano in tempesta.

    Serve una buona barca, robusta, affidabile, un Maestro, un Padre, una Guida.

    Ed allora la paura passa, se non ci si sente soli passa.

    Spesso mi ritrovo a pensare che quello che ho attraversato e sto attraversando sia una specie di prova, come un'iniziazione.

    Per me sarebbe importante sapere che tutto questo ha senso, perchè un senso lo deve avere, e vorrei tanto capirlo.

    non trovo le parole adatte.

    non so spiegarlo in altro modo.

    E neppure devi, con tutta la modestia del caso, penso di poterti capire.

    Vi è Vita nella tua Voce

    Eh si, me ne accorgo. <3

    Ad ogni modo non voglio invadere il post di 17 TIR

    Cara Ipposam, ma ci mancherebbe, io sono assolutamente inclusivo (e, mi permetto, anche Gloria penso lo sia), anzi, i tuoi interventi sono super graditi!

    io credo che sia tuo fratello, sia mia sorella, sia 17 TIR siano vittime di alcune disfunzioni di origine materna o comunque familiare

    Su di me ne ho certezza assoluta, su altri invece (lo penso, non lo dico...ma lo scrivo)...anche!

    Quello che ho capito, ahimè, da molto poco, un paio di anni, è che il vero problema mio è mia madre, per me è stato un ribaltamento totale di prospettiva.L'avessi capito prima...Un input fondamentale è stato vederla invecchiare, cioè il "come" è invecchiata.

    Il detto popolare dice che da vecchi si torna bambini, cioè quello che si è veramente, a prescindere di tutte le maschere che indossiamo nella vita adulta, e penso che sia vero.

    Si dice anche che invecchiando si diventa egoisti, e questo è molto meno vero : si diventa egoisti se lo si è sempre stati, al netto delle maschere di cui sopra, altrimenti no.

    Le mie due nonne materne e paterne non sono mai divenate egoiste, avevano sempre uno sguardo solidale verso l'altro anche in tardissima età.

    L'egoismo di mia madre era talmente evidente che anche da giovane talvolta lo percepivo, per quanto mascherato, ma ogni tanto "tracimava", non riusciva a contenerlo.

    Ora è una cosa allucinante.

    Puoi capire il senso di tradimento che ho provato, io, edipicamente innamorato cieco di lei.(e questo è un Errore Madornale, capito troppo tardi, i buoi sono fuggiti da tempo).

    Adesso che non ha più freni inibitori è una cosa disgustosa.Infatti non so più nemmeno se sia viva.

    Mio padre ai tempi la lasciò e si rifece una famiglia, ebbe due figli, un maschio ed una femmina, e stanno bene.

    La loro madre, pur con un carattere tutto suo, non facile, aveva comunque idea di cosa voglia dire avere dei figli, era consapevole di avere a fianco un narcisista talmente anaffettivo da sfiorare l'Autismo ed ha saputo compensare.

    Ora è morta, ma ha onorato la sua vita.

    E mia madre è ancora qui (credo, potrebbe essere morta, non so), nella sua totale inutilità.

    Fa male, malissimo scrivere questo, ma questo io sento. ;(

    Mi chiedo quindi come sia possibile che col giusto supporto tu non riesca a dare una svolta e lasciarti alle spalle almeno la depressione, che è un male curabile.

    Per me scrivere qui è un modo di curarmi, metto giù pensieri che altrimenti non riuscirei ad esprimere a nessuno.

    Non avete idea di quanto BENE mi state facendo.

    Soprattutto per la qualità (alta) dei feedback.

    Questa per me è terapia, speranza, cambiamento, possibilità, un inizio di Vita.

    Infinitamente GRAZIE!

    non arrenderti

    Forse no.

    ha cominciato a 30anni circa a spacciarsi come "diverso" , e garantisco che non è gay e il sesso non c'entra nulla. Adesso ne ha parecchi in più, e il suo assunto si è perfezionato in "ma io sono un fallito, non lo nego, ma io sono così e non cambierei per nessuna ragione al mondo e (attenzione attenzione) MI FANNO PENA LE PERSONE NORMALI!".

    Lo capisco molto bene, sono tratti iper narcisisti, è l'orgoglio del diverso, dell'emarginato, del martire.

    A me è passato da decenni, ma è una strategia di sopravvivenza temporaneamente utile, certo, ed è un bene che ci sia.

    L'optimum sarebbe superarla senza cadere in depressioni suicide, e non è affatto facile.

    Stagli vicino meglio che puoi, mettendoci più cuore che razionalità, sta male ed ha bisogno.(ed è tuo fratello).

    E tutto questo...quando sarebbe stato e sempre sarebbe possibile intendere semplicemente che possiamo piacere o non piacere, essere amati da manuale anche in famiglia o, purtroppo, anche essere figli di persone che hanno avuto i loro limiti e problemi, e che può non essere venuta alcuna Fortuna a bussarci alla porta della nostra camera da letto...ma che su tutto questo possiamo lavorare positivamente noi e solo noi, accettando di avere anche noi i nostri limiti e cercando di superarli, e sapendoci voler bene noi per primi quando facciamo una cretinata, o anche dieci o mille, e...saperci anche RIDERE, e saperci autoassolvere, e soprattutto non perdere neanche UN secondo nelle rimuginazioni del "ma cosa m'hanno fatto!".

    Certo Gloria, i tuoi ragionamenti non fanno una piega, ma questi fenomeni sono tipicamente AFFETTIVI, la razionalità serve a poco, certamente tuo fratello li capisce anche benissimo, come hai detto è intellettualmente brillante, ma il problema è che gli fanno un baffo !

    Li capisco (e me li faccio) pure io che sono (abbastanza) tonto e totalmente disadattato, ma non mi servono.

    Affettività e ragione, Amore e Psiche hanno linguaggi diversissimi, non si comprendono reciprocamente.

    Tra un "malato" ed un "sano" c'è proprio una barriera linguistica.

    Se vuoi farlo stare meglio, usa il linguaggio del cuore, non della ragione, e fai in modo che anche lui parli con il suo cuore.

    Al di là di tutto, è bellissimo l'amore che hai per lui.

    E' prezioso per entrambi, nutrilo sempre.

    E' lì che, secondo me, scatta la salvezza O l'avvitamento su se stessi.

    In un mondo perfetto i genitori non dovrebbero avere alcuna aspettativa sui figli, dovrebbero percepirsi esclusivamente come strumenti biologici naturali, già la locuzione "mio/mia figlio/figlia" è fuorviante.

    Si è figli della Natura, che poi si declina in famiglia (male), comunità (meglio), gruppi sociali di affinità (bene).

    Nascendo ci immergiamo in una determinata realtà storica, culturale, non assoluta, dunque modificabile, e con questa ci dobbiamo relazionare.I concetti di possesso, proprietà privata, della distinzione tra Mio e Tuo sono centrali nel mondo contemporaneo, e rispondono ad alcune istanze funzionali, sono si utili, ma sono creazioni artificiali, non innate, sono prodotti culturali, non naturali.

    Venendo al punto, si produce una nefasta invasione culturale in ciò che culturale non è, bensì naturale, che più naturale non si può, come è nel caso della riproduzione umana.

    Si arriva così a percepire la prole come possesso, e da qui a sottometterla, condizionarla in nome di una personale e dunque potenzialmente fallace visione della vita e del mondo, il passo è breve.

    Tipico esempio sono i genitori omofobi di figli non eterosessuali che li osteggiano in ogni modo, senza venir minimamente sfiorati dall'idea che sono probabilmente i loro stessi ottusi dogmatismi e stereotipi con le conseguenti azioni a creare una prole non eterosessuale.

    La cultura dovrebbe prendere per mano la natura, non dichiarargli guerra !

    Secondo me sono questi gli attriti che poi creano danni pesanti alle persone, e la famiglia contemporanea è un ottimo humus per generare piante storte, le cui radici assumono cattivo nutrimento, e poi si ammalano e soffrono.

    Non è giusto nemmeno incolpare i genitori e/o altri parenti stretti (come nel tuo caso, in qualità di sorella maggiore), ognuno porta le sue croci ereditarie, però è umano, ed è una sofferenza che va compresa, non giudicata, se possibile alleviata.Perdonare è giusto, ma non è da tutti, mi sembra che tu sia molto legata a tuo fratello, nonostante ti indichi come una delle cause del suo disagio.

    Embè, fattelo dire, questo ti fa onore, sei davvero una persona evoluta.

    Tu l'hai sfangata (direi egregiamente), tuo fratello no, o meglio, non ancora.

    Come è intuibile, provo istintiva simpatia per il tuo fratellino, perchè sì, come dici ci vedo anche io alcune analogie con la mia esperienza di vita travagliata ed irrisolta

    mentre io ho sempre operato pensando che di irrimediabile non ci sia nulla, e che se ho dato prove di cui io per prima non sono orgogliosa...embè...riconosco l'errore e mi adopero per non ripeterlo mai più....... mio fratello è come se dovesse salvare l'immagine <perfetta> a cui avrebbe voluto corrispondere...e...quando si rende conto che il mondo NON gliela riconosce...piuttosto che riconoscere che il mondo abbia le sue ragioni (perchè non sempre le ha, ma a volte le ha)...si rifugia nella sindrome dell'incompreso, che E' di una presunzione inconsapevole senza pari e che poi è la stessa che lo condanna al non recupero di nulla!

    Avete reagito ad una situazione simile in modi opposti, tu in modo più flessibile, adattivo, contestualizzando, lavorando di lima, lui non ci è riuscito, ha adottato una risposta manichea e si è avvitato su se stesso, con conseguenze non augurabili a nessuno.

    Considera poi che tu sei femmina, lui è maschio, e i due sessi in molti ambiti hanno reazioni diversissime.

    E' quello che ho fatto anche io, a 12 anni ero già devastato, troppo, troppo presto davvero.

    Non ho potuto neppure far finta di vivere un'adolescenza serena.

    Essendo minore, non c'erano poi queste aspettative esagerate, essendo io ruota di scorta, ma quelle poche le ho disattese molto presto.

    E nessuno mi toglie dalla testa che il desiderio dei miei era quello di avere una femmina, cosa che non avrebbero ammesso nemmeno sotto tortura, ma è molto comprensibile.

    La storia è sempre quella, l'Ego desiderante che vorrebbe piegare la Natura.Assurdo, delirante, irrealistico.

    Come tuo fratello ho vissuto (e vivo) la sindrome dell'incompreso, con ovvia deriva narcisistica (soffro, quindi sono diverso, quindi migliore, gli altri fanno schifo).

    Mi sono tolto il tratto narcisistico, divenuto insostenibile e non credibile, è rimasta una feroce depressione.

    Da qualche parte ho letto una frase illuminante che mi ha lasciato basito, per come mi ha descritto in pochissime parole : il depresso è un narcisista fallito.

    Credimi, sono trappole psichiche da cui è difficilissimo uscire, non le abbiamo costruite noi, ma le rinforziamo costantemente e masochisticamente.

    L'uomo non è così razionale come lo dipingiamo.


    ...to be continued...

    fa di me quella che ha la sindrome della "perfettina"

    Questo mi conferma le mie prime impressioni mentre leggevo i tuoi post su svariati temi, anche dove io non intervenivo, ma :

    (sempre impressioni, eh !) credo tu sia consapevole di questo "demone" e che tu sia riuscita a non farti condizionare più di tanto, sei stata capace di trascenderlo, di avere una buona vita, di andare oltre.

    Questo è quello che fa una persona "risolta", consapevole, che ha dominio su se stessa, anche sui propri errori, che strada facendo tutti commettiamo, errori da cui si è in grado di imparare.

    Hai notato che c'era una sfida, l'hai accettata, l'hai vinta, ed ora puoi godere della vittoria.

    Ma non siamo tutti uguali, non tutti riescono, anche all'interno del medesimo contesto sociale/familiare/culturale, tu e tuo fratello ne siete un esempio, ma per la mia famiglia vale lo stesso, e potrei raccontarti di tanti altri casi direttamente osservati.

    La sindrome del "perfettino" è molto comune da sempre, nella società contemporanea che chiede all'uomo performance sempre più elevate, narcisistica, iperliberista, per nulla empatica, disvaloriale, diventa dominante.

    L'altra faccia della medaglia sono le depressioni, lo smarrimento emotivo, abuso di droghe, ricerca spasmodica di cose estreme, totale perdita del senso di comunità, solitudini intollerabili, mentre, assurdamente, gli strumenti di comunicazione (social ed affini) si moltiplicano.

    La soluzione ? "nosce te ipsum", è solo dentro di te.Ed è l'unica strada percorribile.L'unico senso sei te stesso, fuori è solo un film.

    Io ho da sempre questa idea bizzarra, che la realtà non esiste, neppure l'Ego esiste realmente, "io non sono il mio Ego", sono altro, sono un pezzettino dell'universo, ed insieme l'universo è dentro me.E' una dimensione partecipativa, anti egoica, la Natura è Tutto, io sono Natura, tu sei Natura, la Natura è dentro ciascuno di noi.Si può sostituire Natura con Dio, nulla cambia sostanzialmente.

    Fine della breve dissertazione filosofica/sociologica, comunque non è tanto questione di cultura, queste cose si sentono, si percepiscono, si vivono, ci si può arrivare per molte vie, anche senza aver mai preso un libro in mano in tutta la vita.

    Diciamo che una buona cultura umanistica può essere uno strumento adatto, ma non è l'unico.


    ...to be continued...

    sono pazza? Lo vedo solo io?

    Certo che no !

    Sei solo una persona sensibile, che non si è bevuta acriticamente le telemenzogne propinateci scientificamente con una propaganda degna delle peggiori dittature, con le tue umanissime fragilità.

    E' un periodo molto destabilizzante per chi resiste e cerca comunque di informarsi e ragionare, nei limiti della propria competenza intellettuale e scientifica, come te (e me, e molti altri).Sii fiera di questo, e "non ragionar di loro, ma guarda e passa".

    Cerca in ogni modo di non farti sopraffare dallo sconforto, e non sentirti sola, ci sono milioni di CUORI che sentono quello che senti tu.

    Hai la mia piena solidarietà.