Posts by La Marina

    Certo che esistono.

    Solo che chi ha le spalle coperte, affronta con maggior sicurezza anche i salti da uno stage all'altro. Così magari il laureato in sociologia si può permettere uno stage non pagato in un'istituzione europeaa o il laureato in archeologia un master post-laurea in management dei beni culturali.


    Tutto ovvio e condivisibile, ma non mi sembra sia una novità: chi viene da una famiglia con i soldi ha più possibilità di formazione. Era così anche in passato (anzi, anche di più...quante erano le famiglie che non volevano che i figli facessero il liceo perché a 19 anni dovevano andare a lavorare?). Mi pare che sia così in gran parte del mondo, in realtà.

    Il vero problema, per me, è dato dall'immobilismo del mercato del lavoro e da tutti i sistemi che sono stati furbescamente inventati per pagare quattro spicci i lavoratori, a suon di stages, finte partite iva, cococo etc.


    L'aspetto educativo è preponderante quando uno che può permetterselo: non si fa una famiglia.

    Quando invece a non farsela è chi non riesce economicamente...


    Magari procrastinerebbe esattamente come fanno i suoi coetanei che potrebbero ;) . Ciò non toglie che è davvero assurdo che nel nostro paese si arrivi spesso a una stabilità economica troppo tardi per farsi una famiglia.

    Ovvio che se si rivela inadeguato per qualunque ragione...sì certo...probabilmente faticherà moltissimo prima di trovare chi lo assuma in pianta stabile. Ma non mi risulta assolutamente che i giovani CAPACI passino di "determinato" in "determinato" come palline da golf.


    Eh, io di gente che, per alcuni anni, è passata da uno stage all'altro o che è rimasta al palo ne conosco...e parlo di persone valide, ma che un mix di scelte sbagliate e circostanze poco fortunate hanno portato ad una situazione di disoccupazione o lunga precarietà.


    Non tutti, perché molti tra le altre cose non sono stati educati a farlo.

    Io penso che l'aspetto culturale ed educativo sia preponderante rispetto alle condizioni economiche rispetto alla scelta di costruire o meno famiglia. Ciò non toglie che, sicuramente, ci sono anche coppie che rinunciano o ridimensionano il loro desiderio di fare figli per motivi economici (basti pensare a quanto costi una retta del nido in alcune città d'Italia...)

    Questa è l'accusa più diffusa da parte dei boomer ai ragazzi moderni. Accusa smentita in ogni dove

    Bruce, tu pensi che, se tutti i venti/trentenni domani avessero un dignitoso contratto a tempo indeterminato, penserebbero subito a "metter su famiglia"?

    A me sembra che la stabilità sentimentale non ce l'abbia nemmeno chi avrebbe tutte le condizioni favorevoli (sicurezza lavorativa, casa etc.). Immagino, quindi, che il problema non abbia solo radici economiche.

    I miei genitori hanno più di 10 anni di differenza (più vecchio lui) e sono insieme, con i normali alti e bassi, da decenni. Devo dire che mio padre è sempre stato giovanile, sia fisicamente sia, soprattutto, nell'animo, e questo conta :) . Penso, quindi, che i problemi vi siano soprattutto quando, a causa della differenza di età, ci si trova in fasi della vita troppo diverse, con uno dei due che magari vuole metter su famiglia mentre l'altro vuole fare vita più da giovane.


    Credo, comunque, che l'ideale sia una distanza di pochi anni, proprio per massimizzare le possibilità che ci sia comunanza di abitudini, desideri, passioni etc. Non vedo, però, perché precludersi la possibilità di una relazione se, nonostante la differenza di età, questa comunanza c'è comunque.

    Il problema è che nelle mie cerchie di amicizia praticamente non ci sono ragazze, poi un po' mi vergogno di chiedere a degli amici se possono presentarmi delle ragazze single.

    Beh, qualche amico con la morosa ce l'avrai, no? Gliela butti lì scherzosamente, qualcosa tipo "lo sai che sono sulla piazza, la tua ragazza non ha qualche amica carina da conoscere?". Magari ci scappa qualche uscita in gruppo con anche le amiche single.

    Devi sforzarti di uscire un po' dalla tua comfort zone se vuoi conoscere ragazze...

    è solo per quello che i numeri fanno tanto schifo...

    Qualcuno ha scritto questo? :rolleyes:


    Comunque:


    Nel 2019 l’economia non osservata vale 203 miliardi di euro, pari all’11,3% del Pil. Rispetto al 2018 si riduce di oltre 5 miliardi (-2,6%) confermando la tendenza in atto dal 2014.

    La componente dell’economia sommersa ammonta a poco più di 183 miliardi di euro mentre quella delle attività illegali supera i 19 miliardi.

    Sono 3 milioni 586 mila le unità di lavoro irregolari nel 2019, in calo di oltre 57mila rispetto all’anno precedente.


    Fonte: https://www.istat.it/it/archivio/262584

    Anche a me sembra che le statistiche siano un po' falsate dal nero...come dice Gloria, una buona fetta dell'edilizia vive totalmente o parzialmente facendo del nero (come, penso, anche l'agricoltura). Vi sono anche donne delle pulizie, baby-sitter, insegnanti di ripetizioni che lavorano in grandissima parte in nero...ancora nel settore medico c'è chi propone ai clienti conosciuti "lo sconto" se non si fa fattura, come pure in alcuni negozi c'è ancora chi dimentica lo scontrino o lo fa di importo inferiore.


    Pare, inoltre, che alcune ragazze facciano "la bella vita" facendosi pagare per mostrarsi sulla web-cam (leggevo qualche articolo e dicevano che è un fenomeno non così marginale).

    Uno dei modi classici per conoscere possibili partner è sempre stato quello di farsi presentare qualche single dagli amici: hai provato questa strada? Io conosco più di una coppia che si è formata così.

    In Italia (ma in tutto il mondo occidentale) dagli anni 50 a fine anni 90, vigeva un tipo di società dove la mobilità sociale era molto maggiore, dove cioè il figlio del povero aveva molte più possibilità di "scalare" la gerarchia sociale rispetto ad oggi. Anche 50 anni fa ovviamente, il peso delle famiglie di orgine aveva un valore intrinseco, ma molto minore rispetto ad oggi.


    Non ne sono così certa: ad esempio, negli anni '50-'60, la scuola era più classista. I figli dei vip facevano il liceo e l'università, per gli altri era più difficile raggiungere i più elevati gradi di istruzione. C'era, però, più possibilità di impresa, cosa che ha permesso anche a persone con titoli di studio non alti ma con capacità e buona volontà di avviare attività di successo.


    Il diplomato in ragioneria, negli anni '80 aveva delle possibilità infinitamente superiori (e attinenti a professioni di tipo intellettuale) rispetto al diplomato in ragioneria del 2015, che al massimo può riciclarsi come dipendente di un bar.


    Vero, e questo penso sia uno dei punti fondamentali: i titoli di studio hanno perso molto valore, anche perché un diploma ormai non si nega più a nessuno...