Posts by manprs

    Anch'io ti consiglio una visita psichiatrica, devi anche provare a chiarire meglio il problema a tua madre, sei giovanissima e hai il tempo di lavorarci su.. io commisi l'errore di sottovalutare il problema allora quando potevo agire meglio, ne parlai in parte così da andare da uno psichiatra ma i miei poi si convinsero che quello che avvertivo come un vero disagio era meno importante di quello che sembrava, avrei dovuto dire meglio tutto quello che mi accadeva nonostante il pudore di farlo, forse se fossi intervenuta meglio prima coinvolgendo di più loro oggi avrei avuto meno seccature, comunque ti consiglio di farti seguire anche con una terapia comportamentale seria perché i farmaci danno l'illusione di stare meglio ma poi tutto ritorna a galla perché jl problema va risolto cercando di analizzarlo alla radice, fatti aiutare coraggio e auguri di cuore!

    Vorrei tanto poterne parlare apertamente con mia madre, e in passato ho tentato, però non ha mai capito, il che è assolutamente comprensibile, perché cose non le capisco nemmeno io. Ci sono cose che ho difficoltà a dire alla mia psicologa e che sinceramente non mi sento di dire a lei. Certe volte è severa verso le mie ossessioni e lo so che lo fa perché spera che cambi qualcosa, che smettano, però è impossibile e il suo sbraitare peggiora solo le cose. Mio zio è seguito da uno psichiatra per delle problematiche personali e questo psichiatra trattò anche mio nonno per la sua depressione; mio zio ha proposto a mia madre che andassi dal suo psichiatra e mia madre ha stranamente accettato, perciò per fine mese probabilmente potrò interfacciarmi con questo specialista. Di recente è tornata l'ossessione del lavarmi le mani che combinata col freddo ha reso la pelle delle mani rossa e arida; si è spaccata in alcune zone e ho visto piccole tracce di sangue. Certe volte uso lo sgrassatore per pulirle, però da qualche giorno toccare la confezione peggiora solo le cose quindi sto evitando. Tutti i miei pensieri mi stanno dando così fastidio che sono continuamente nervosa. Spero che la possibilità di combinare qualche farmaco alla terapia possa, col tempo, alleviare le cose.

    Grazie mille a tutti per aver risposto, vi sono molto grata, siete stati tutti gentilissimi e mi sono sentita capita. Vi auguro tante buone cose :)

    Buongiorno, sono una ragazza piuttosto giovane quindi la mia visione potrebbe non coincidere con quella di persone con maggiore esperienza nel settore lavorativo, però io trovo molto coraggiosa questa tua idea; volersi reinventare, a mio parere, non è mai una brutta cosa anzi, la trovo bellissima. Il volontariato è un ottimo inizio per farsi un'idea seppur marginale di come sarà il lavoro e poi è sempre bello fare volontariato. Poi, ti consiglierei di fare presente questo desiderio alla tua famiglia, magari saranno proprio loro a darti la spinta necessaria per compiere questo grande passo. Ecco, per esperienza so che la paga da infermiera non è altissima, ma dipende molto dall'ospedale e dove abiti; al nord sono meglio retribuite. Sicuramente avrai messo in conto la differenza tra il tuo stipendio attuale e quello medio di un infermiere, quindi non lo dico nemmeno.

    Ti auguro un in bocca al lupo! Spero che tu possa realizzare questo sogno e se non ti sarà possibile, che tu trovi una nuova passione nel volontariato,

    buona giornata e arrivederci :)

    E' capitato anche a me che in passato mi venissero rivolte parole simili. Onestamente è un concetto un po' vecchio e non capisco come alcune persone possano giudicare le difficoltà degli altri senza sapere veramente cosa si prova a vivere quelle cose essendo quella persona. Ad ogni modo, volevo scriverti per dire che mi dispiace che ti siano state rivolte queste parole; è frustrante venire giudicati, magari proprio perchè dall'esterno non sembri star male. Forse se hai una conversazione con questo amico potresti fargli capire come stanno davvero le cose.

    Comunque, ti auguro un po' di tranquillità,

    buona giornata :)

    Buongiorno a tutti, sono qui perché mi trovo in una situazione un po' difficile. Soffro di forte ansia da diversi anni (circa dieci, ho diciotto anni). Oltre a questo ho tendenze ossessivo compulsive, che nella maggior parte dei casi riesco a gestire, ma che ultimamente sono aumentate e sono difficili da tenere sotto controllo. Vado in terapia da dieci anni, ma seppure avessi ottenuto risultati nell'immediato, non sono mai migliorata a lungo termine. Sono alla mia terza psicologa, e questa è la prima che mia ha chiesto se fossi disposta a prendere farmaci e che ha dimostrato di essere aperta al dialogo, comunque potrebbe rivelarsi un fallimento anche lei dato che abbiamo fatto solo due sedute. Non so come si scrive su questi forum perché è la mia prima volta qui, ma volevo il parere di altre persone, vi chiedo di essere gentili per favore, perché non so mai se sto esagerando oppure quello che dico è veramente sintomo di un problema difficile come lo percepisco io. I miei genitori sono divorziati e mio padre non ha la patria potestà, perché ha problemi di dipendenza da cocaina. Mia madre ha sempre finanziato le mie sedute con gli psicologi, ma non ha mai capito quanto la mia mia ansia e le mie ossessioni fossero forti; non posso ignorarle e mi rendono la vita piuttosto difficile. Sinceramente, sono arrabbiata con mia madre, perché non tenta nemmeno di capirmi, ma so che mi vuole bene anche se non me lo dice e quindi cerco di non far uscire la mia rabbia. La mia mente è come un labirinto pieno di nebbia, non so mai cosa fare, come reagire e alla fine finisco sempre per dovermi distrarre guardando serie tv o leggendo libri, oppure fantasticando da sola; evito sempre i miei sentimenti e alla fine li dimentico, ma poi tornano peggio di prima. In questo periodo tutto è aumentato a causa di una situazione venutasi a creare a scuola oltre che il mio riavvicinamento alla religione, che in passato era per me era un argomento molto difficile da navigare. So che non dovrei incolpare la religione, ma le sue regole mi fatto sentire molto inadatta, mi chiedo in continuazione se Dio mi vorrà con sé. La scuola è difficile da affrontare, so che è così per molti studenti, ma alle volte non so proprio come fare ad andarci; quando sono lì sono pervasa dalla rabbia, è come un fuoco che mi brucia dentro e quando non è così non riesco a prestare attenzione e nemmeno a fare i miei compiti. Non riesco a seguire le lezioni a creare una routine che funziona, voglio solo scappare via e magari stare un po' meglio. All'inizio di questo mese ho avuto un episodio molto forte di ansia e non mi sono ripresa ancora. Era da tanto che un episodio del genere non sopraggiungeva, mia madre mi è stata vicina, ma se ora le dicessi che non sto bene, non credo che mi crederebbe. So che non sembra niente, ma ho evitato di approfondire in molti punti per essere breve, e poi non saprei come spiegarmi, penso sempre di sembrare una bambina capricciosa e magari lo sono. Se è così scusate. Comunque, ecco la mia domanda: secondo voi potrei chiedere alla mia psicologa di indicarmi un medico che mi possa prescrivere degli ansiolitici? Non so veramente come fare e vorrei solo sentirmi reale almeno una volta. Lo so che le medicine non sono magiche però magari potrebbero farmi prendere un respiro, mi sento sempre come se mi mancasse il fiato e mi sono stancata di stare in apnea. Vorrei avere la mente libera per un attimo, riuscire a studiare bene, stare tranquilla a scuola, non sentire più tutto quell'odio, poter andare in chiesa senza farmi mille paranoie. Se secondo voi non è una buona idea, che cosa posso fare? avete dei consigli? quando vi sentite così cosa fate? A me viene in mente solo di esplodere.

    Grazie mille anche solo per aver letto tutta questa roba, e grazie ancora se risponderete. Grazie per tutto,

    arrivederci e buona giornata.