Posts by Alba Cremisi

    Qui lo dico e qui lo nego, io non soffro di alcun disturbo e lo dico perché mi sono documentato e tutto ciò che esiste al momento non è riconducibile al mio caso specifico.

    Sagan diceva che l'assenza di prove non è prova di assenza; ho letto i tuoi interventi e pensare che compulsioni di questa fatta possano rappresentare qualcosa di "normale" mi riesce davvero difficile, in quanto mostrano diversi elementi riconducibili ad esempio alla dermatillomania, all'onicofagia, alla tricofagia ed al picacismo. Magari non esiste una definizione specifica che raggruppi insieme tutti questi sintomi, ma nemmeno è necessaria per riconoscere l'esistenza di un problema, che forse ha origini lontane nel tempo.

    Mi ricordo che, quando andavo a fare le gare di atletica in Svizzera, il cellulare si scaricava sempre e la batteria ce l'avevo all'1%. Però, questa fobia della batteria ce l'ho sempre avuta, perchè vorrei che il cellulare fosse sempre carico e infatti, quando sono a casa e vedo che la batteria arriva al 70%, lo attacco subito alla presa e lo ricarico

    Come ti ha suggerito anche MissMarple, dovresti valutare l'acquisto di un power bank, magari ad energia solare così da poter essere sempre coperto da eventuali imprevisti.

    E sinceramente non credo sia possibile lasciare un cucciolo da solo in casa quasi tutto il giorno per 5 giorni la settimana. Cosa mi consigliate?

    Ciao, per quanto concerne il pelosotto posso suggerirti di cercare in Rete, in quanto esistono diversi trucchetti per abituarlo alla vostra assenza senza provocargli per questo crisi d'ansia. Potresti ad esempio cominciare da questi siti:


    https://www.google.com/search?…e+il+cane+in+casa+da+solo

    In realtà lui ha nascosto questo suo problema perché voleva aspettare la fine della mia maturità, per questo continuava a contattarmi, a parlarmi ecc ma senza specificare nulla, continuava a dirmi di non badare a lui e di concentrami sullo studio. Se non avessi avuto gli esami lui probabilmente me lo avrebbe detto fin da subito (oppure dato il contatto non avrebbe avuto alcuna paranoia, non lo sappiamo), ma di certo non poteva fingere di essere felice e allegro se dentro si sta male, quindi non lo condanno per questo...

    Capisco, nel post precedente però hai scritto cose un pochino differenti riguardo al comportamento da lui tenuto in quel periodo, e cioè di un progressivo e costante distacco da parte sua, associato ad una marcata rarefazione dei contatti spontanei.


    Io sensi di colpa non ne ho, sono solo preoccupata e spero che la situazione possa migliorare perché sembra essere in sostanza depresso, quindi vorrei solo aiutarlo e dargli una mano come farei per qualsiasi persona importante per me che si trova in difficoltà. Infatti l'ho contattato, volevo incontrarlo ma purtroppo non ci sarà fino a venerdì prossimo perché parte ma mi ha detto che poi sarà disponibile, ma alla fine questo incontro lo vedo più volto con il fine di ricevere e dare spiegazioni piuttosto che "per favore ritorniamo insieme"

    Fai benissimo ad incontrarlo se è quello che senti di dover fare. Mi permetto solo di suggerirti una lettura che forse potrà esserti utile:


    https://www.stateofmind.it/2015/12/sindrome-crocerossina/

    Cosa devo fare?

    Quello che purtroppo ha dovuto fare chiunque si è trovato nei tuoi panni, trovare la forza per superare la dolorosa vicenda e proseguire oltre con la propria vita. Facile? No, ma necessario. Languire alla ricerca di una spiegazione non servirà a nulla, se non a prolungare l'agonia. Hai la comprensione e la vicinanza simbolica di tutti quelli che ci sono passati prima di te...

    Siete entrambi molto giovani ed una certa inesperienza sentimentale, quale quella che viene ipotizzata a suo carico, è un'eventualità che oserei definire normale e pure prevedibile. Dal racconto parrebbe che chi stia facendo del male ad entrambi sia proprio lui, seppur involontariamente, quindi il mio consiglio sarebbe come prima cosa quello di tutelare il tuo equilibrio, cercando di non farti condizionare oltre misura da impulsi salvifici nei suoi riguardi o peggio ancora da inesistenti sensi di colpa dovuti a qualche supposta mancanza da parte tua. Sarò sincera, il fatto stesso che si sia comportato in questo modo pur sapendo il momento molto delicato che stavi vivendo e la prova che avresti dovuto affrontare da lì a poco, non depone particolarmente a suo favore e denota una certa mancanza di comprensione ed empatia verso le necessità altrui, soprattutto nei confronti di una persona molto vicina quale eri tu in quel frangente. Prova a contattarlo per chiarire questi punti, ma sii pronta anche a voltare pagina.

    Ciao, credo che potresti tentare di riprendere gradualmente il controllo della tua vita, senza gettarti però repentinamente da questa sorta di clausura alla movida su una spiaggia affollata, ma piuttosto con un percorso più morbido di piccoli passi quali ad esempio l'identificare una zona balneare il più possibile tranquilla e rimanervi all'inizio per poco tempo così da riprendere confidenza, aumentando a poco a poco la permanenza fino a superare il disagio. Pensa anche al grande regalo che faresti alla tua bimba, oltre che a te stessa. In bocca al lupo!

    Non posso dire di esserne una patita, così come di tutti i puzzle in generale. Mi ci sono cimentata anni fa e l'ho risolto in questo modo: ho staccato gli adesivi e li ho riattaccati al posto giusto... :smiling_face_with_halo:

    La maniera migliore di approcciare la situazione sarebbe precisamente quella che hai realizzato anche tu, lasciarsi cioè scivolare addosso la cosa e non crucciarsene oltre misura visto anche che, da quello che racconti, ogni azione rivolta in senso contrario non potrebbe far altro che peggiorare la tua posizione agli occhi di capo e colleghi, che molto probabilmente essendo rimasti affascinati dalle moine di costui ti vedrebbero semplicemente come invidioso del nuovo arrivato. L'alternativa sarebbe cercare un'altra occupazione ma il rischio di ritrovare altrove questa tipologia di persone non lo elimineresti, e coi chiari di luna che ci sono posso ben capire il timore di lasciare il certo per l'incerto.