Posts by maria chiara

    Salve a tutti, ho già scritto un paio di volte sul forum a proposito della mia ansia alla guida e devo dire che la situazione è migliorata da allora: all'epoca non avevo mai guidato da sola, mentre adesso riesco a prendere la macchina almeno una volta a settimana (quando torno a casa nel weekend dall'università) anche se continuo ad evitare orari di punta o strade particolarmente trafficate, ma è comunque un passo avanti. A parte farla morire alcune volte agli incroci non è successo nulla di grave, ma nonostante questo non ho acquistato la sicurezza che mi aspettavo: l'ansia è rimasta (addirittura se so di dover guidare in serata comincio ad agitarmi già nel pomeriggio e non sono mai completamente rilassata al volante), mi sono solo decisa ad affrontare il problema anzichè ignorarlo.


    Secondo voi ci sarà un momento in cui guidare diventerà un'esperienza piacevole o perlomeno serena per me? Mi rivolgo soprattutto a chi ha avuto esperienze simili alle mie, dato che l'idea di dover stare sempre in apprensione ogni volta che devo salire in auto mi scoraggia molto.


    Grazie a chi vorrà rispondermi, anche solo per raccontarmi la sua esperienza.

    Salve a tutti, scrivo sul forum per avere dei consigli pratici sulla gestione dell'ansia da parte di chi magari si è trovato o si trova nella mia stessa situazione. Sono una studentessa universitaria al terzo anno di farmacia e, purtroppo, da quando ho cominciato l'università ho iniziato ad avere problemi di ansia. Il primo anno è stato il più difficile, perchè oltre allo stress del nuovo ambiente si è anche aggiunta la difficoltà a stare al passo in alcune materie come matematica e fisica in cui non avevo delle buone basi. A causa di questa situazione, mi sono demotivata sempre di più perdendo la voglia di studiare e quando mi sono resa conto di essere indietro anche con esami tranquillamente alla mia portata è scoppiata la prima crisi d'ansia più seria. Ricordo che stavo preparando il primo esame orale della sessione e l'ansia mi accompagnava dalla mattina alla sera, mangiavo pochissimo e dormivo male. Nonostante il periodo orribile, sono riuscita a preparare l'esame e a sostenerlo ottenendo anche un voto alto. Dopo questa prima sessione invernale, le cose sembravano essere migliorate, salvo poi riprecipitare all'inizio del nuovo semestre: ogni volta che tornavo a casa nel weekend, al solo pensiero di dover studiare, l'angoscia mi assaliva e dovevo sforzarmi moltissimo per riuscire ad aprire i libri. Ad ogni modo, tra mille difficoltà sono riuscita a chiudere l'anno con nessun esame arretrato e una media vicina al 30, per cui qualcuno potrebbe chiedersi di cosa mi lamento. Il problema è che, nonostante i risultati, l'ansia c'è ancora. Soprattutto questo terzo anno l'ho vissuto abbastanza male, complice la situazione covid che ha reso le giornate tutte uguali e prive di stimoli; al primo semestre, infatti, non sono riuscita a dare l'esame che avrei voluto perchè era molto difficile e io non ero riuscita a studiare come mi ero prefissata. Adesso che si avvicina la sessione estiva, invece di affrontarla con la voglia di recuperare, sono in preda all'angoscia, ho continuamente pensieri negativi (penso che uscirò fuoricorso, che rimarrò indietro, che non supererò gli esami, ecc). Se avete anche voi problemi di questo tipo vi sarei molto grata se poteste darmi consigli: voi come gestite l'ansia? Io ho provato a prendermi una pausa ma è ancora peggio, mi sento in colpa perchè non sto studiando e non riesco a distrarmi perchè il pensiero vola sempre agli esami e ai libri. Grazie a tutti quelli che vorranno rispondermi.

    Beh sì uno psicologo che ti liquida dicendo di trovarti un hobby, è uno che lui per primo dovrebbe dedicarsi ai suoi hobby invece che al suo lavoro che, evidentemente, non gli piace fare.
    Hai provato a sentire la Asl? Loro danno un servizio di supporto psicologico, certo, coi loro tempi. Hai provato i gruppi di ascolto? Ce ne sono online, gratuiti. Alcuni mi parlavano bene di EmotiviAnonimi o AutoMutuoAiuto.
    E lasciando perdere i momenti di crisi, tu hobby, interessi, ne hai? Il tempo libero, quando stai bene, come lo passi?

    Ho sempre cercato gruppi online senza grandi risultati, grazie mille per i suggerimenti! Come hobby ne ho sia di più "sedentari" come leggere, guardare film o serie tv sia di più attivi come camminare o ballare

    Il fatto di sentirsi gli unici "pesanti" e vedere gli altri come "leggeri" fa parte di quelle visioni distorte dell'ego ansioso. Siamo tutti molto bravi ad adattarci, a fingere e mascherare. Non puoi sapere come sono gli altri davvero. E di studenti ansiosi depressi e ossessionati ce ne sono davvero tanti anche in età molto giovane.

    Parlarne con gli amici e già qualcosa di importante. Ma un amico non può fare molto oltre quello di starci vicino. Non sa come gestire questi disagi cosi come fatichiamo a saperlo noi.

    Hai mai provato a parlarne in un gruppo di ascolto. Con uno psicologo. Hai mai provato a rasserenarti praticando la meditazione ogni giorno?

    Ho provato a contattare lo psicologo gratuito dell'università ma da quando ho mandato la mail a quando mi hanno risposta sono passati mesi; tra l'altro al colloquio conoscitivo lo psicologo non mi ha fatto una grande impressione, l'ho visto molto disinteressato e l'unica cosa che mi ha detto è di cercarmi un hobby. Il problema è che di hobby ne ho ma nei momenti di crisi non riesco a fare nulla, neanche guardare un film. Per quanto riguarda uno psicoterapeuta a pagamento non vorrei proprio pesare ulteriormente sui miei genitori che tra l'altro pensano sia un sinonimo di immaturità reagire così agli esami e pensano sia esagerato ricorrere alla psicoterapia

    Ciao, anche io sto facendo un percorso universitario e capisco le tue sensazioni. Capisco anche la tua difficoltà iniziale perché l'università è completamente diversa dalle superiori: cambia completamente l'organizzazione dello studio e anche il livello di difficoltà. In sostanza, per chi non c'è passato è difficile capire, e non sei la sola ad avere questi problemi, anzi, è una cosa molto comune tra gli studenti universitari.
    Detto ciò, leggendo il tuo racconto, mi sembra che la tua mente ti impedisca di concentrarti e ti fa soffermare troppo sui pensieri negativi. Se ti posso consigliare, cerca di studiare gradualmente in modo da ridurre l'ansia da sessione, poi se qualcosa non va come deve e ci metti più tempo, non fa niente, perdonati. Datti tempo per imparare a controllare la tua mente e i tuoi pensieri.

    Studiare gradualmente mi aiuta molto in effetti e infatti quando devo organizzarmi lo studio metto sempre pochi argomenti al giorno perchè altrimenti mi stresso e non rendo. Purtroppo questa sessione è andata così, non sono riuscita a concentrarmi per niente e non me la sono sentita di provare un esame da 12 crediti sperando nel colpo di fortuna. Però una persona "normale" non reagirebbe a questa situazione andando nel panico come sto facendo io e facendosi divorare dai sensi di colpa. E' questo atteggiamento negativo e catastrofista che vorrei cambiare

    Diciamo che in questa tua esperienza di studio e ansia, gli accorgimenti che hai tentato non sono affatto scontati. In effetti tutto peggiora quando la mente si chiedere concentra su pochi pensieri ed emozioni negative e si dimentica del resto. La visione si fa distorta e parziale. Ma tu hai già capito sulla tua pelle che già solo fermarsi un po' ti concede di recuperare una visuale di integrità e vedere le cose buone che cancelliamo dal nostro orizzonte. Penso sia una buona idea approfondire ciò, unendolo però ad una apertura e a una condivisione con qualcuno. Essere soli col nostro disagio non sempre aiuta e ci preclude delle possibilità che ci amputiamo fa soli. Hai provato a parlarne con qualcuno?

    Ne ho parlato con un paio di persone con cui ho un rapporto particolarmente stretto, ma finisco sempre col pensare che mi tranquillizzano per farmi stare meglio e non perchè magari pensano davvero che saltare una sessione non sia così grave. Poi c'è anche il problema che nel mio gruppo di amici sono praticamente l'unica a vivermi così male l'università e questo mi fa innervosire ancora di più perchè penso "ma perchè l'unica a non godersi questi anni sono io? perchè sono tutti spensierati nonostante gli impegni e io mi angoscio per ogni cosa?". C'è anche da dire che mi sono scelta una facoltà abbastanza difficile rispetto ad altre ma anche tra i miei compagni di corso vedo persone messe obiettivamente peggio di me ma più serene. Vorrei la loro leggerezza, magari avrei una media più bassa ma sarei più felice.

    Ciao.
    Secondo me, ci vedi giusto. Il dramma è nella tua mente e ti ci stai identificando. E come te lo fanno anche tanti studenti soprattutto universitari. Anche coloro a cui manca solo un esame alla fine.
    E ci cedi giusto sul fatto che bisogna essere più gentili con se stessi. Lo preferisco al termine 'indulgenti'. Ma non nel senso di concedersi di rimandare sempre. Ma di concedersi di andare avanti senza inseguire perfezionismi.
    Tu da quanto tempo soffri di questo disagio e che tipo di accorgimenti hai tentato per gestirlo?

    Ciao! Innanzitutto ti ringrazio per la risposta. Diciamo che sono sempre stata una persona tendenzialmente ansiosa, ma mai ai livelli riscontrati all'università. Anzi, sullo studio non ho mai avuto problemi, tant'è che mi sono anche diplomata con lode. Poi ho iniziato l'università ed è cambiato tutto: il primo anno mi sono trovata in difficoltà con materie come matematica e fisica perchè venivo da un liceo classico e questo ha scatenato le prime crisi d'ansia: pensavo di non essere all'altezza della facoltà, che erano esami troppo difficili per me ecc. L'ansia ovviamente ha influito anche sulla preparazione degli altri esami che avrei potuto dare tranquillamente (perdevo più tempo a cercare di calmarmi che a studiare davvero) però mi sono sforzata di continuare a studiare anche se stavo male fisicamente (mangiavo pochissimo e dormivo male), ho preso lezioni private in matematica e fisica e alla fine del primo anno ero in regola con gli esami e con una media molto alta. Questo però non ha risolto la situazione, perchè -come ho già detto- ogni imprevisto mi fa tornare al punto di partenza; appena un esame è un pò più difficile degli altri o non riesco a capire subito qualcosa inizio a stare male. L'unico accorgimento che adotto è che se proprio vedo che continuare a studiare peggiora le cose mi prendo una pausa in cui cerco di calmarmi e pensare agli ottimi risultati che ho avuto finora, ma non sempre ci riesco. E' come se il mio cervello cancellasse tutte le cose buone che sono riuscita a fare e si focalizzasse solo su quelle negative.

    Salve a tutti! Già altre volte mi è capitato di scrivere sul forum circa i miei problemi di ansia all'università e anche stavolta il tema fondamentale è quello. Purtroppo, il minimo intoppo o imprevisto mi crea crisi d'ansia che non mi fanno vivere con serenità questi anni. L'ultimo episodio si è verificato in questi giorni: mi ero prefissata di dare un unico esame molto difficile durante la sessione invernale ma ho faticato moltissimo a trovare la concentrazione, forse anche a causa del covid che ha reso le giornate tutte uguali, con poche uscite e momenti di svago o forse semplicemente per poca voglia di fare. Fatto sta che mi sono trovata a pochi giorni dall'esame con diversi argomenti saltati e pochissimo tempo per la ripetizione. Siccome l'esame è importante e so di poter fare meglio ho deciso di rimandarlo ma i sensi di colpa mi stanno divorando. E' la prima volta che mi capita di saltare completamente una sessione, negli anni precedenti (sono al terzo attualmente) -seppur tra mille ansie- sono riuscita sempre ad avere degli ottimi risultati. Forse è per questo che sto vivendo questo "incidente di percorso" come una tragedia; ho passato un'intera notte insonne per l'ansia di essermi rovinata la carriera universitaria, pensando che adesso rimarrò indietrissimo con gli esami, uscirò fuoricorso, farò la stessa fine al secondo semestre, ecc. Secondo voi sono troppo severa con me stessa? La situazione è tragica solo nella mia mente? La verità è che non riesco più a distinguere fra una paura razionale e una ingigantita dall'ansia. Vorrei riuscire ad essere più indulgente nei miei confronti e prendere le cose con più leggerezza e invece la paura di fallire mi condiziona a tal punto che non riesco a perdonarmi il minimo errore. Se qualcuno si trova in una situazione simile mi piacerebbe sapere se è riuscito a migliorare il proprio rapporto con se stesso e in che modo.

    Salve a tutti, scrivo per parlare di un problema che mi affligge da anni, ossia la paura di guidare. Ho preso la patente da 3 anni ormai e non ho mai guidato da sola; inoltre, anche con mio padre a fianco non sono mai tranquilla quando sono al volante, ma sempre in apprensione e questo mi porta facilmente a sbagliare. Per fortuna non ho mai avuto incidenti gravi, ma una volta ho provocato un piccolo tamponamento perchè mi sono fermata troppo tardi ad uno stop o ho fatto saltare il mio specchietto accostandomi troppo ad una macchina per parcheggiare. Tutti questi errori hanno aumentato il mio senso di inadeguatezza in auto e innescato una forte apprensione ogni volta che devo mettermi al volante. Al momento non so proprio come risolvere la questione: ho paura che sforzandomi a guidare anche se agitata causerei altri incidenti magari più gravi, ma vorrei anche superare questa paura. Secondo voi è meglio se mi impongo di prendere la macchina o aspetto che una situazione di necessità (lavoro lontano da casa o cose simili) mi costringa ad affrontare la mia paura senza stressarmi troppo adesso? Anche io in prima battuta opterei per la prima opzione però non voglio davvero causare altri guai a me o- peggio ancora- ad altre persone; la situazione è davvero stressante per me al momento: tra gli esami all'università e il mio ragazzo che ogni giorno continua a chiedermi di andarlo a prendere mi sento terribilmente sotto pressione e la sola idea di dover innanzitutto insistere con i miei genitori per farmi prendere la macchina dato che non si fidano e poi avere il mio fidanzato di fianco che "giudica" ogni mia mossa mi angoscia terribilimente. Mi piacerebbe molto avere dei consigli.

    Salve a tutti, come sempre mi ritrovo a scrivere nel forum per sfogarmi e ricevere consigli. Ho appena compiuto 21 anni e da che ne ho memoria sono stata una persona ansiosa e tendenzialmente insicura. Fino alla fine del liceo sono riuscita a nascondere queste mie fragilità caratteriali, ma da quando è iniziata l'università il continuo stress e le aspettative elevate hanno fatto esplodere la situazione. Sono sempre stata tra le migliori in classe, per cui ci tenevo che anche la mia carriera universitaria fosse brillante; durante il primo anno, però, mi sono trovata in difficoltà con alcune materie e da lì è partito tutto: ho cominciato ad essere costantemente angosciata e in apprensione, ho cominciato a mangiare poco e dormire male e questa situazione è andata avanti per mesi. Sono riuscita ad uscirne fortunatamente, almeno in parte, tant'è che adesso frequento il terzo anno e ho un'ottima media ma quel periodo mi ha fatto capire molte cose di me e delle problematiche che continuano tuttora ad influenzare negativamente la mia vita. Mi sono resa conto che ho da sempre preteso il massimo da me stessa e ciò mi ha portato a sviluppare un blocco nei confronti di tutto ciò in cui non riesco ad eccellere; con lo studio universitario sono riuscita a sbloccarmi, ho preso lezioni private nelle materie in cui avevo problemi e mi sono costretta a sostenere gli esami anche se l'ansia mi mangiava viva ottenendo ottimi risultati; per quanto riguarda il resto, invece, non riesco a superare questo rifiuto nel fare tutto ciò in cui non mi sento abbastanza brava, soprattutto se davanti ad altre persone. Ho anche capito, infatti, che la mia ansia è molto legata al giudizio altrui, motivo per cui ho parlato di ansia da prestazione nel titolo: se non avessi nessuno a cui " dare conto" dei miei risultati o delle mie azioni non sarei così preoccupata e angosciata. Per fare un esempio, se nessuno venisse a conoscenza dei miei voti affronterei gli esami con più tranquillità. Come ho già detto, tralasciando l'università, le cose non vanno benissimo: nonostante abbia la patente da anni non ho mai guidato da sola sempre per lo stesso problema. So di non essere particolarmente brava a guidare e quindi detesto farlo, soprattutto l'idea di dare un passaggio a qualcuno e sentirmi giudicata tutto il tempo mi angoscia tantissimo. Questo ha creato non pochi problemi alla mia autostima e anche al rapporto con il mio fidanzato, che da anni continua a chiedermi di andarlo a prendere e nell'ultimo periodo è diventato terribilmente insistente. Io mi rendo conto che lo fa per il mio bene, ma pensare di dover chiedere la macchina a mio padre, insistere perchè non si fida a farmela guidare da sola vedendo la mia insicurezza e dover guidare col mio ragazzo affianco nel traffico mi mette un'agitazione incredibile, perchè penso a tutti i disastri che potrei combinare e sto malissimo. Anche il fatto di non poter essere di chissà quale aiuto per i miei genitori mi fa vergognare e mi mette a disagio. Nonostante questo, non riesco proprio sbloccarmi. Forse se mio padre non fosse così apprensivo e mi lasciasse la macchina senza problemi le cose andrebbero meglio, ma non posso dargli torto visto che vede quanto sono agitata al volante. Chiaramente mi sono concentrata sul problema guida perchè è quello più "urgente" da risolvere, ma questo mio impuntarmi sul voler fare solo le cose che so fare bene mi condiziona in molti altri aspetti. Mi piacerebbe ricevere dei consigli o sapere se qualcuno si è trovato nella mia stessa situazione.