Posts by D.87

    Nell'ottica del "do ut des"(ovvero do qualcosa per ricevere in cambio qualcosa) credo anche io non funzioni, in cosa potrebbe contraccambiare un figlio alla madre o al padre? Anzi sovente i figli detestano i genitori, per le più svariate ragioni nonostante i genitori (non sempre ma la stragrande maggioranza delle volte)danno amore ai figli. C'è solo l'ottica del dare qualcosa, senza avere qualcosa in cambio, c'è chi agisce anche dando qualcosa agli altri anche se non vuole qualcosa in contraccambio, anzi a volte si è corrisposti con l'ingratitudine, altre volte con la gratitudine. Io penso che ingratitudine e gratitudine siano ciò che possiamo aspettarci da altri, il bene, secondo me, non è riducibile a un rapporto contrattuale di un principio economico sociale, ma a un "do" -entro i limiti della ragionevolezza -senza aspettarsi nulla in cambio. Non ho mai chiesto in cambio qualcosa a un amico a cui ho dato la mia amicizia per un'azione svolta in suo favore.

    Penso poi che uno che offre il proprio calore e la propria amicizia agli altri non debba vergognarsene quanto piuttosto mi domanderei perché a ciò si corrisponde addirittura detestando l'altro da sé, in ogni caso, se c'è chi detesta- siccome un'amicizia non può essere forzata ne imposta- allora basta andarsene, infatti non è necessario imporre la propria presenza se reputata sgradita o detestabile da quella persona.

    Un po' ti invidio (in senso buono), nel senso che io non so cosa darei per liberarmi dalla sofferenza, paura e dipendenza...ma al tempo stesso è proprio la paura di non aver più bisogno di certe che mi blocca.

    Un po' come il fumatore che vorrebbe smettere di fumare ma ne ha paura perché teme di perdere tutta una serie di sicurezze che la dipendenza gli dà, la routine, il conosciuto, per avventurarsi in un'esperienza nuova senza le sigarette.

    E io anni fa ho smesso di fumare e affrontato quella paura, per questo ora mi sento anche stupida a non riuscire ad affrontare quella della solitudine

    Se sei felice con il tuo ragazzo, perché deve farti paura la solitudine? Pensa a questo ci saranno momenti in cui sei sola è naturale e ci sono dei momenti in cui sei con lui, per cui stai con ciò che ti rende felice: il tuo ragazzo. Non preoccuparti di aver paura della solitudine perché non né hai esperienza e ciò non dovrebbe provocarti sofferenza, ciò per cui non si ha esperienza non va temuto, preoccupati solo di amare il tuo ragazzo con tutta te stessa, e in questo troverai la tua felicità. Mica la felicità la si trova necessariamente da soli, a volte, forse la maggioranza delle volte è corretto dire che la si trova in due. E quindi ti auguro una vita felice insieme al tuo ragazzo.


    Insomma io che sto smettendo dopo 18 anni, non riinizierei solo per affrontare una paura, delle volte è legittimo e anche saggio non preoccuparsi di ciò che ci fa temere e allontanarci da ciò che ci mette ansia o angoscia, proprio per la sigaretta io rimpiango di non essermene allontanato fin da subito, ma sai com'è a 17 anni non è che abbiamo la maturità per non farci trascinare dagli altri (motivo per cui iniziai a fumare) ma a volte di lasciarlo cadere. Dimentica pure la paura di rimanere da sola, perché se sei felice e vuoi bene al tuo ragazzo la cosa non dovrebbe preoccuparti nemmeno sfiorarti, anzi rallegrati di aver incontrato la persona giusta per te, anche a me sarebbe piaciuto trovarla ma per una serie di fattori non ho potuto.

    Sono d'accordissimo sul fatto che formare una famiglia sia una scelta che andrebbe ben ponderata e non fatta a casaccio solo per "paura".

    Riguardo alla sessualità, tralasciando internet e vari input esterni, personalmente trovo molto appagante avere una soddisfacente vita sessuale con un partner...anche quella è una condivisione che, per come sono fatta io, trovo onestamente molto più appagante se all'interno di un rapporto di coppia dove si viene a creare una complicità, una reciproca conoscenza profonda, ecc.

    Quindi non parlavo di sesso del tipo che bisogna andarsene per il mondo come disperati in cerca di rapporti sessuali a qualunque costo.

    No figurati non dico che il sesso non sia appagante, ma per quello che riguarda me posso avere rapporti sessuali come non averli, ormai sono indifferente a questo aspetto, nonostante sia sommerso in una società che mi dice che sono qualcuno rispetto al numero di donne che posso avere o non avere incontrato, e una cosa che metto in secondo piano non ho alcuna preoccupazione né sono indifferente. Comunque hai ragione tu da quel punto di vista meglio avere una relazione stabile e con la persona che ti piace, conosco un sacco di persone che hanno avuto moltissime donne e viceversa, ma alla fine erano infelici non so perché, magari proprio perché la relazione non era stabile, mentre invece nella solitudine di ciò non ho mai avuto questa preoccupazione, non avendone avuto preoccupazione non ho potuto averne sofferenza.

    Intendi desideri per il futuro? no non mi spaventa invecchiare da solo, forse un po' mi spaventa essere già vecchio, quanto alla famiglia, sinceramente, a volte mi pongo il problema . Capisco chi trova la felicità nella famiglia e chi ha questo desiderio. Certo, me lo sono chiesto, come sarebbe avere una famiglia? Sarebbe troppo per me, penso che una famiglia la puoi fare solo se trovi la persona giusta, altrimenti sono dell'idea che è meglio lasciar perdere, nè ho visto troppe andare in frantumi, sono però d'accordo con te che significa condividere qualcosa, di norma se pensi che quel qualcosa sei tu medesimo/a fino in fondo ,per questo secondo me la famiglia non si basa sull'idea di avere paura di qualcosa, ma sull'idea di unire qualcosa senza nessuna paura, mentre stare solo per me, non è la paura né di avere una famiglia né di non averla ma semplicemente di accettare che ancora non si è trovata la persona giusta.

    Sulla sessualità non ho questo problema, non ne sono ossessionato come il mondo e internet sembra dire che debba ossessionarmi.

    Non è cosi male stare soli, nella solitudine credo si impari a conoscere se stessi nella relazione credo invece si impari a conoscere gli altri.

    Una parte della solitudine è perfino necessaria, credo che in questo non si possa che essere duali, la tua non penso sia una paura è una esigenza anche quella di relazionarsi con gli altri esseri umani.

    Poi non saprei, io sono 13 anni solo, e sono sopravvissuto; non è che mi spaventino le persone o il mondo, solo mi sento più libero da solo che non ha seguire convenzioni sociali tipo devi essere A,B,C perché gli altri dicono che devi esserlo. Gli "altri" a volte sono mode, convenzioni, enti sociologici e antropologici.


    Certo con questo non dico che bisogni avere 0 relazioni con gli altri, ma penso che poi dopotutto rimaniamo sempre soli con i nostri pensieri, come in continuo colloquio con noi stessi; magari pure la solitudine deve trovare un equilibrio, cosi come lo stare con gli altri.


    Pero paura di rimanere solo non né ho mai avuta, nonostante altri cercano di fartela diventare una fobia, un po' come non ho pura di rimanere al buio. La società e le convenzioni spesso ti dicono pure anche di cosa devi aver paura, ho abbracciato le mie paure anni fa, e ho sempre camminato sulle strade di questa vita da solo, delle volte in mezzo anche alle avversità e continuerò a farlo.

    Io di norma mi definisco un solitario, cioè mi andava bene lo stare solo, voglio dire non ho mai sofferto cosi tanto la solitudine potrei dire per esempio che l'isolamento da covid, è strano, non mi ha pesato più di tanto rispetto a altri. Comunque ho capito una cosa nonostante per me sia perfino piacevole stare solo, mi sembra impossibile stare realmente e completamente soli, a volte è imprescindibile parlare con altri esseri umani, di norma se non lo si fa nelle relazioni sociali, lo si fa nelle relazioni online. Non è una "crisi d'astinenza" e un modo in cui un'altra parte di te, vuole relazionarsi con qualcuno, se per qualche ragione non lo fa nella vita reale in qualche modo lo farà online.

    E te lo dice uno che ama stare da solo, nonostante questo ho capito che una parte di me invece vuole relazionarsi con qualcuno, è come se il mio io da un lato viene attirato dalla solitudine, dall'altro è attirato verso gli altri per parlarci in una relazione colloquiale.

    Sono quello che sono e non cambierò,il mio vissuto non cambierà.

    Il vissuto no, perché è il passato con le sue cicatrici, il vivere l'oggi e il domani potrebbe, perché è il presente e il futuro, nel presente costruisci il futuro, il passato non è da buttar via permette di imparare dai propri errori, il futuro è il più bello perché ti fa sognare.

    La mia domanda è questa tu mi hai descritto come ti senti nel presente e il tuo vissuto, ma come vorresti il tuo futuro se volessi cambiarlo? Cosa vorresti per te stesso? E la domanda è, anche, vuoi cambiarlo o preferisci lo stato attuale?

    Secondo me devi fare il bilancio di quelli che sei stato, che sei, e quello che vorresti essere.


    Infatti sei quello che sei qui e ora, ma cosa vuoi essere domani, dopodomani fra 20 anni?

    Se ti dicessi cosa è accaduto a me non ci crederesti....ma prova a pensare che il "dolore è paura". La paura di essere imperdonabile è dolore, la paura di aver fallito in tutto è dolore, la paura è tuttavia solo una proiezione della mente, dei nostri sentimenti non è reale , più aumenta la paura più sembra crescere il dolore. Non è il dolore fisico è un dolore psicologico, il punto penso non è quello di non aver paura e dolore, ma di mutarla in coraggio. Pensa alle persone che ti amano, inclusa la tua famiglia, loro ti amano non li "libereresti" al contrario li condanneresti a provare un dolore infinito, e tu vuoi che provino il tuo stesso dolore? Io penso di no, per questo devi trovare il coraggio di chiederli aiuto. Se veramente li ami, amali più di quello che vuoi per te stesso, e prova a dire: io vivrò per amarli. Vivi questa vita per amore, non morire per paura del dolore, ma vivi perché tutti si meritano la vita, incluso tu.

    mi voglio.suicidare entro un paio di giorni

    Questo non ti toglierà il dolore che provi, ora non so quante persone a questo mondo hanno pensato al suicidio davanti a accadimenti difficili nella vita, anche io ci ho pensato quando ero solo, non si trovano ragioni di vita, ma credimi tutto ha una via d'uscita. L'atto più coraggioso che possa fare adesso è vivere, questo non significa che devi affrontare tutto da solo, ma devi avere la forza di farti aiutare, si perché non sembra ma pure questa è forza, farsi aiutare in un momento di debolezza: dalla tua famiglia, da uno psichiatra e da un psicologo.Lo so adesso la mente ti fa sembrare tutto gigante, insormontabile, irrisolvibile e irreparabile, questa è un 'illusione provocata dalla paura e dal dolore, devi solo trovare la forza di farti aiutare.