Posts by unagrandeschifezza

    "che mette in luce un altro quesito fondamentale: se anche ci capissero, questo cambierebbe in meglio la nostra condizione?"

    Certamente ma non perchè si viene capiti o compresi.

    La malattia, pur essendo una malattia come un'altra, è per la società da colpevolizzare.

    Nessuno si sente di colpevolizzare un diabetico perchè è diventato diabetico così come nessuno se la prende con il proprio familiare se da un giorno all'altro ha avuto uno scompenso cardiaco. Nel caso della malattia mentale invece si tende ad asssegnare una buona colpa del male alla persona che lo sta vivendo, come se essere depresso dipendesse dalla volontà della persona depressa, come se quella persona volesse essere depressa oppure come se controllare 10 volte il gas dipendesse solo ed esclusivamente dalla sua volontà.

    Spero di aver espresso correttamente il mio pensiero.

    Quindi quello che farebbe sentire meglio le persone malate dipende a mio parere dal non essere colpevolizzati, o meglio dal non sentirsi colpevolizzati.


    In teoria sì, ma la mia impressione su come stanno le cose nei fatti è molto meno ottimista. Sono sempre stata molto scettica sulla possibilità che uno psicoterapeuta possa guarirmi dalla depressione. Infatti la sola psicoterepia non l'ho mai fatta, se non la prima volta, ma il problema era ipocondria e non depressione, e in quel caso finì malissimo. Ho più speranza nei farmaci, ma neppure quelli con me hanno fatto miracoli.

    Il problema comunque secondo me non è nello psichiatra o nello psicoterapeuta, ma nella natura stessa del disturbo, molto più intimo e sfuggente di altre patologie prettamente organiche, e non a caso non sono ancora chiari i meccanismi che lo governano, nè le cause nè tantomeno i rimedi.

    In sostanza, se il terapeuta non riesce a guarire il paziente, non credo certo che sia perchè non ha mai avuto lo stesso problema, ma perchè è la natura stessa di questi disturbi a essere difficile da curare, purtroppo.

    Inquadrare la problematica con una buona analisi differenziale è la cosa che ogni paziente dovrebbe sperare.

    Sono d'accordo sul fatto che sia inutile l'aspettarsi di essere "capiti" in generale, meno invece sul fatto che l'analista possa NON capirti (certo, per linee generali). Dopo venti anni e più di analisi di diverso tipo ho notato come spesso capiti che l'analista dia dei pareri su di te che a te non tornano. Però, se esponi la cosa, ti viene risposto invariabilmente che "stai facendo resistenza all'analisi". Questo vuol dire che l'analista ha SEMPRE ragione. E qui qualcosa non mi quadra...Perché nessuno ha la possibilità di CAPIRE se stesso più di se stesso. Anche se capita che ci si autoinganni senza accorgersene...

    Infatti io non ho detto che l'analista non potrà mai capirla perchè non è stato depresso, sarebbe come dire che un cardiologo non sa trattare una angina solo perchè non l'ha mai avuta. Il terapeuta è un professionista che ha studiato tanti anni proprio per comprendere e inquadrare i sintomi che nel caso della depressione sintomi= "come mi sento".

    Secondo voi chi non ha mai avuto periodi davvero bui (non dico necessariamente depressione, ma qualcosa di simile) può capire il malessere di chi, invece, in qualche modo, ci è passato? Domanda probabilmente stupida, ma mi è venuta in mente perché ho pensato che per quanto io possa aprirmi con le persone, non credo potrò mai sentirmi del tutto capìta.


    Non solo è difficile essere compresi da chi non ha vissuto certi momenti, ma anche chi li ha vissuti come me li ha però vissuti in modo diverso e per motivi diversi. Per questo io, che ho frequentato terapie di vario tipo per decenni, ho dei dubbi sulla figura del terapista, che di solito situazioni gravi non ne ha vissute sulla sua pelle, però ugualmente dovrebbe essere in grado di aiutarti.

    Una cosa sono i momenti bui un'altra la vera depressione. Quindi la risposta alla tua domanda è no. Non potrai mai essere capita fino in fondo dalle persone con cui ti apri. A questo però aggiungo che è DEL TUTTO irrilevante questo aspetto. Se hai la depressione sei malata e se sei malata non hai bisogno di essere "capita", quello che ti serve è essere curata. Su questo ti devi impegnare. Deve "capirti" il medico o il terapeuta che ti segue. Per capirti intendo che deve cercare di inquadrare il tuo problema nel modo più dettagliato possibile in modo da scegliere il percorso farmacologico o terapeutico più idoneo.

    Non fossilizzarti su queste inutili fisse del tipo "nessuno mi capisce", "nessuno sa cosa provo dentro", non serve a niente, anzi serve solo a peggiorare la situazione. Chi ti sta vicino, chi veramente ti vuole bene non deve capirti, non deve biasimarti, quello che deve fare è darti supporto durante il percorso terapeutico.

    Voglio aprire una riflessione sul concetto di impermanenza del passato.

    Impermanenza e passato nella stessa frase sono un ossimoro, ma siamo proprio sicuri che il passato sia immutabile?

    Forse l'evento in se è immutabile ma non le sue conseguenze.

    Si, proprio quelle conseguenze che tanto ci fanno soffire e che ci trasciniamo dietro e dentro per tanti anni.


    Relazione da più di 5 anni finisce a causa delle forti ingerenze negative di suo padre, io non si sa per quale motivo non andavo bene, tutti tranne lui furono le sue parole alla figlia.

    Insomma la storia finì, fu lei a lasciarmi.

    Ne soffrii, non tanto per il "contentuo" ma per i modi.

    Non nascondo che dopo e per diversi anni a seguire il mio sentimento verso il padre di lei fu quello di profondo odio.

    Quella relazione finita in quel modo mi fece soffrire tanto e devo dire che mi segnò, ovviamente in modo negativo.

    Restai single per diversi anni. Passarono gli anni, i casi della vita mi portarno a frequentare una ragazza che mi era sempre piaciuta ma che ritenevo irrangiungibile, lei bellissima io si e no nella mediocrità. Al contrario di ogni previsione questa ragazza si dimostrò MOLTO interessata a me nonostante fosse fidanzata.

    Comunque per farla breve una sera feci dentro di me questa riflessione: "Se non fosse stato per quello st❤❤❤zo a quest'ora non saresti qui con questa splendida ragazza, la ragazza che in realtà hai sempre bramato ma che non hai mai avuto il coraggio neanche di scambiarci una parola".

    Insomma, improvvisamente le conseguenze di quell'evento passato generato dal padre st❤❤❤zo erano COMPLETAMENTE cambiate tanto da sentirmi GRATO nei suoi confronti.


    Viviamo convinti che tutto debba essere per sempre, PERMANENTE....e continuiamo a soffrire, quando invece basterebbe essere educati all'impermenenza.

    Se addirittuta il passato può essere impermanente come possiamo farci fregare dall'illusoria convinzione della permanenza del presente proittandone le conseguenze addirittura nel futuro?

    Se solo fossimo in grado di vivere con la piena interiorizzazione che TUTTO è impermanente la vita sarebbe molto più leggera e felice per tutti.

    Cosa ne pesante?


    P.s.=La ragazza bellissima alla fine ha deciso di sposare il suo fidanzato...ma questo è un altro discorso. ;(

    :D

    ... rifiutare la vita, sottrarsi alla vita per paura della vita.


    Sono sempre rimasta come una nave nel suo porto sicuro, per paura che immettendomi nel mondo mi avrebbero solo fatto del male. In effetti, tutte le volte che c'ho provato, ho ricevuto solo batoste (bullismo, pettegolezzi, violenze di vario genere). Oggi mi sento persa. Il mondo è un enorme deserto privo di oasi e senza punti di riferimento fissi. Non vi nascondo che sto pensando al suicidio.

    Per quanto possa sembrare una banalità, hai mai pensato di prendere un cucciolo di cane?