Posts by repcar

    Buongiorno a tutti, è da un po' che non scrivo. Sono di nuovo nel panico, lunedi mio fratello è risultato positivo positivo e mercoledi mio padre. Io ho iniziato ad avere bruciore alla gola e poi ieri mattina febbre a 38, stamattina invece 38.3. Loro non hanno avuto nulla, se non febbre a 37.2. A me la febbre ha sempre messo paura ed ora sono agitato, il medico mi ha detto di prendere ibuprofene, ma ho paura che non mi passa. Chi di voi ha avuto Covid con febbre?

    Grazie a chi mi darà un aiuto. Ansia tanta tanta, a volte tremo anche.

    Ciao. Se hai bruciore di gola e malessere generale, sicuramente sono indici di un raffreddore o simil-influenza. La febbre è un sintomo e non una malattia, il che significa che il nostro corpo ha attivato il sistema immunitario e fino a quando non supera i 38,5 non andrebbero mai presi antipiretici.

    Lascia stare Covid e febbre perchè non necessariamente il raffreddore si abbina alla positività del Covid. Purtroppo tutta questa "pubblicità massiccia di terrorismo" porta a queste conseguenze per i soggetti ansiosi.

    Stai tranquillo e non far girare inutili pensieri, e mi raccomando stai lontano dal dott. Google se non vuoi veder quadruplicata la tua ansia.

    In bocca al lupo e per qualsiasi domanda non esitare :thumbup:

    Per ora sono circa 15 giorni che sto bene, direi che quietapina 50, depakin 500+500, gocce (in riduzione) di rivotril stanno facendo il loro lavoro... sarà magari anche che sono iperpreso, però prendo il buono dalla situazione e via.


    Effetti collaterali quietapina piuttosto "importanti", ho sempre fame (per fortuna mi controllo e mi muovo) e al mattino uscire dalle coperte è durissima anche dopo 10 ore di sonno. Però non è un problema... fossero questi i problemi.


    P.S. Lo segno anche qua come reminder personale nei momenti di down.

    Ciao. Mi fa molto piacere che da 15 giorni tu "stia bene". Lo stabilizzatore dell'umore unito alla quietapina quale farmaco off-label stanno livellando i tuoi livelli di ansia. Il rivotril è bene che sia utilizzato solo in caso di bisogno.

    Purtroppo tra gli effetti collaterali di questi farmaci vi è l'aumento della fame con conseguente aumento di peso e gli unici rimedi sono dieta e sport (che credo pratichi già).

    Uscire dalle coperte la mattina è problematico anche per tante persone che non prendono nulla, e sono d'accordo quando dici "fossero questi i problemi".

    Come sempre in bocca al lupo e per qualsiasi domanda non esitare :thumbup:

    Buongiorno a tutti. Sono in un periodaccio. Un loop cardiofobico molto intenso.

    Da circa un mesetto mi sveglio con dolorini intermittenti alla parte alta della schiena, per lo più al centro (tra le scapole) e a sinistra. Poi ho gli stessi dolori intermittenti al braccio sinistro e un pò di difficoltà a respirare, ogni tanto è come se mi si bloccasse il respiro per qualche secondo, come se avessi un'ostruzione alla gola. Inoltre ho i battiti molto lenti. Dagli ecg che faccio con l'apple watch, ma anche da altri misuratori fatico ad arrivare a 60 battiti al minuto. Ne parlo, ma nessuno mi crede più o mi da più retta. Nemmeno i medici. Non so davvero più cosa fare. Vivo male. Qualcuno ha questi sintomi?

    Ciao. Confermo quanto da me scritto nello scorso mese di gennaio, come già detto sei un terreno fertile per l'ansia patologica, infatti nel passato hai avuto necessità di assumere antidepressivi ed ansiolitici. Ricorda che questa patologia non cessa mai completamente, quando si attenua è come un virus, pronta a riaffiorare nei periodi di stress, malattia, etc.

    Gli elettrocardiogrammi effettuati con qualsiasi app non servono a nulla, se non a farti aumentare i livelli di ansia.

    I dolori intermittenti alla schiena possono essere dovuti a posture scorrette, lavori sedentari di ufficio, uso di materassi non idonei ed altri numerosi motivi, tra cui rientra anche l'ansia.

    E' normale che i medici non credano, poichè un ipocondriaco (e tu lo sei) è il peggior paziente che possano avere. Io ti credo, come ti credono gli altri utenti del forum.

    Ti suggerisco di dare un'occhiata ai miei post raggiungibili dal link in firma, nei quali suggerisco alcuni accorgimenti per la gestione dell'ansia, esclusa ovviamente la terapia farmacologica. Un particolare da tenere sempre presente è lo stress, devi imparare a dare priorità alle incombenze e rimandare quello che non riesci a fare.

    Come sempre in bocca al lupo e per qualsiasi domanda non esitare :)

    Salve a tutti, è da un anno che assumo quetiapina 50 rp dopo una caduta depressiva molto forte con delirio. Premetto che sono da anni in cura, ora ne ho 33 ed assumo farmaci da quando ne ho 21, ma non avevo mai provato un antipsicotico. Che dire? Ne prendevo 100, ora da mesi 50 in aggiunta alla mia solita paroxetina 20mg ed al mio compagno di vita xanax che vorrei davvero eliminare (ne assumevo tanto, ora con la quetiapina meno 25mg per 3 volte al dì). Il mio problema è che mi sento in un corpo non mio, prima di tutto per il peso preso, e secondo per la sensazione di testa strana, confusione e giramenti. La visita con lo psichiatra è prevista per martedì, nel frattempo spero di ricevere aiuto e consigli qui sul forum. Grazie a tutti, un abbraccio sincero.

    Ciao. La quetiapina è un farmaco antipsicotico di seconda generazione, con effetti collaterali molto minori di quelli di prima. Il dosaggio che assumi è molto basso quindi presumo ti sia stato prescritto off-label per il controllo della depressione e dell'ansia, in quanto come antipsicotico il dosaggio va invece da minimo di 300mg fino ad un massimo di 80.

    Il fattore peso purtroppo si manifesta spesso con l'assunzione di antidepressivi e l'unico modo per porvi rimedio è la dieta e l'esercizio fisico. La sensazione di "testa strana e corpo non mio" potrebbe essere una conseguenza della depressione, perchè come ben saprai vi è un andamento ciclico dell'umore, un'altra possibilità è che gli psicofarmaci somministrati per una terapia cronica o quasi, richiedono modifiche nel corso del tempo, dato che la molecola potrebbe perdere la sua efficiacia e necessitare di essere sostituita con un'altra. Anche il tuo "compagno di vita" xanax potrebbe essere responsabile di tali sensazioni, in quanto le benzodiazepine somministrate per un arco temporale molto lungo creano assuefazione, e per mantenere i livelli dell'ansia "accettabili" occorre un aumento del dosaggio.

    Senza dubbio di tutto questo devi metterne a conoscenza lo psichiatra, unico deputatao a porre in atto le misure ritenute più idonee.

    Come sempre in bocca al lupo e fai sapere, se ti va, l'esito della visita :)

    Purtroppo non ho dormito un solo secondo neanche stanotte e sono obbligato a riprendere il dalmadorm 30. Un'altra sconfitta, ho il morale sotto terra... le ho provate tutte in più di 7 mesi...

    Ciao. Come dicevo la sospensione di una benzodiazepina ad effetto ipnotico dopo un arco temporale lunghissimo richiede particolare cautela e conoscenza della materia.

    In Italia esiste presso l'Università degli Studi di Firenze - Dipartimento di Scienze della Salute - un servizio apposito volto ad avere chiarimenti sulla sospensione degli psicofarmaci, con apposite indicazioni, il tutto svolto dalla prof.ssa associata Fiammetta Cosci.

    Ti lascio il link, con il numero telefonico e l'email:

    https://www.unifi.it/p-doc2-20…9-C-3f2b342d3b2d30-0.html.

    Non demordere e prova a contattare questa prof.ssa, molto preparata con numerose pubblicazioni vertenti la sospensione degli psicofarmaci.

    Come sempre in bocca al lupo e per qualsiasi domanda non esitare :)

    Wow, è la prima volta che leggo che qualcuno è guarito. A me avevano consigliato la terapia EMDR ma non l'ho mai fatta perchè qui in zona non c'è nessuno specialista. Sono contenta che abbia funzionato.

    Ciao. La guarigione intesa come recupero della salute psichica può esserci qualora il disturbo rientri tra quelli moderati o lievi.

    Purtroppo quando si entra nello stato patologico - ripeto patologico - che ci porta a soffrire di ansia severa, allora il discorso cambia in quanto i miglioramenti ci saranno sicuramente, ma eliminare del tutto la possibilità di altre manifestazioni lo ritengo improbabile (anche se non impossibile).

    In bocca al lupo :)

    Non saprei bene come spiegarmi... offuscata? Appannata? Non lo so ... è come se stessi dentro ad un acquario e mi dà veramente fastidio.


    Magari basta un integratore per il vitreo od un'operazione... non so più dove sbattere la testa, ho l'ossessione di smettere di vedere da un momento all'altro, non so più riconoscere se si tratta di ansia, derealizzazione o depersonalizzazione, oppure di una malattia grave o sopravvenente cecità. Ovviamente devo ringraziare anche Google per tutto questo... Scusate la lunghezza, ma ci sarebbero ancora tante altre cose da raccontare... questa non è vita

    Ciao. Cercherò di darti una risposta, da paziente veterano e non da specialista si intende.

    Prima di tutto vorrei domandarti se hai fatto una visita oculistica per escludere una qualsiasi patologia organica, attraverso esami strumentali etc. Qualora risulti tutto negativo allora bisogna passare al campo psicofisico, in quanto fattori di stress, emotivi e personalità possono portare a sviluppare manifestazioni ansiogene in grado di sfociare nella depersonalizzazione o derealizzazione.

    Il nostro corpo, quando si manifesta l'ansia di un certo livello, inizia a secernere ormoni deputati a porre in allerta il fisico e la psiche. Tra questi uno è deputato all'innalzamento dei valori pressori, una delle componenti fisiologiche dell'ansia; in pratica il nostro corpo reagisce a determinati stimoli ponendosi in tensione, provocando la classica visione offuscata o diplopia.


    Consiglio: mai consultare il dott. Google se non si è medici o persone qualificate, è deleterio per gli individui ansiosi in quanto il cervello tende a soffermarsi e fissarsi sulle malattie più insidiose. Se vuoi puoi prendere spunto dal link che troverai in firma, relativo ai miei post, in cui vengono suggerite alcune misure non farmacologiche per la gestione dell'ansia lieve-moderata.

    Come sempre in bocca al lupo e per qualsiasi domanda non esitare :)

    Buonasera a tutti, ieri sono andato alla visita di controllo con la mia psichiatra, che mi ha fatto I complimenti per essere riuscito a sospendere da un mese il dalmadorm. Quello che mi ha sorpreso, visto che le ho raccontato i sintomi di quel periodo cioè vertigini e acufeni, è che non si tratta di sintomi dell'astinenza come pensavo, ma di atrofizzazione delle parti del cervello deputate al sonno che si devono riattivare. Mi ha fatto l'esempio del braccio ingessato che si deve riabituare col tempo, io le ho spiegato che non ce la faccio più a non dormire ed avere questi sintomi, ma lei mi ha risposto che devo solo tenere duro e che si riaggiusterà tutto col tempo, non specificando però la tempistica perché dipende da me e tutti siamo diversi. Mi ha detto che mi potrebbe essere utile una compressa di lyrica la sera, ma io non voglio prendere altri farmaci anche se non danno dipendenza. Cosa ne pensate della situazione? Grazie.

    Ciao. Mi associo ai complimenti della psichiatra. Il farmaco che hai assunto per un lungo periodo è una benzodiazepina ad azione ipnotica. Certamente quello di cui sono sicuro è che il cervello deve riprendere il suo normale funzionamento, quindi per i primi periodi è normale avere vertigini, acufeni, mal di testa e soprattutto l'effetto "insonnia".

    Devi avere pazienza, aiutati come stai facendo con melatonina, passiflora etc.. Il farmaco lyrica viene usato off-label per i sintomi di astinenza delle benzodiazepine utilizzate per lungo tempo. Non da dipendenza, ma se la tua insonnia diventa ostile, sarebbe il caso di utilizzarlo secondo i consigli dello specialista.

    In bocca al lupo, tieni duro e per qualsiasi domanda non esitare :)

    A maggio ho scalato i 2 antidepressivi che assumevo (venlafaxina da 10 anni e paroxetina da 2, aggiunta dopo un periodo di forte crisi di panico, ansia ecc). A giugno ho preso il covid e sono rimasta in isolamento 2 settimane (ho 36 anni e un figlio di 6 anni), i miei genitori mi hanno tenuto il bambino e sono rimasta completamente solo a casa (sono separata da 3 anni dal mio ex) e da quel momento ho cominciato a non aver più voglia di fare nulla e durante quel periodo mi trascinavo dal letto al divano, anche quando i sintomi sono cessati pur essendo ancora in isolamento. Finalmente torno negativa e torno al lavoro. Da lì attacchi di panico, paure, pensieri negativi. Ad agosto vado in vacanza e comincio a sentirmi come 2 anni fa; angoscia, pensieri in loop depressivi e rimuginio. Torno a casa e prendo appuntamento con la psichiatra che mi prescrive nuovamente la paroxetina. Nel frattempo continuo ad avere questi pensieri fissi che mi angosciano, nulla mi fa star bene, mi pesa fare tutto perché mi fanno impazzire. A volte sono così angosciata da non riuscire nemmeno a vedere un film oppure leggere un libro.


    Inizio con mezza pastiglia di sereupin (10 mg) sabato scorso e peggiorano sia l'ansia che i pensieri. Mercoledì sono passata ad una intera e da quel momento vado a giorni. In alcuni mi sento quasi normale senza quel senso di angoscia e magari il giorno dopo sto peggio di prima. I pensieri che continuano a girare sono: non ne esco più da questa cosa, mi sento impazzire, non riesco più a pensare ad altro, nulla e nessuno mi fa stare meglio. È un incubo, non riesco più a uscire di casa perché ho paura. Assumo anche il lexotan per l'ansia ma fa poco o nulla. La psichiatra continua a dirmi di avere pazienza, ma io sto troppo male e non so come fare.

    Ciao. Purtroppo le ricadute rappresentano la metà dei casi, anche se personalmente ritengo siano ancora di più in quanto le statistiche non tengono conto dei cambi di specialista ed altri fattori che incidono molto sui dati.

    Essendo già predisposta alla depressione, non appena sei stata soggetta a stress (covid etc.) è comparsa una nuova fase depressiva.

    Nuova fase...nuovo inizio di cura, ormai è consolidato, anzi le ricadute a volte si presentano con sintomi ancora più severi della prima volta.

    L'antidepressivo fa il suo esordio prima con gli effetti collaterali, e solo successivamente compaiono i benefici. In pratica è molto facile provare ansia all'inizio di una cura, quindi dai tempo affinchè la molecola raggiunga il giusto range nel sangue.

    In ordine alla benzodiazepina, il cui supporto ed abbinamento con l'antidepressivo è indispensabile nelle prime settimane, potresti consultare lo specialista affinchè possa optare per una con emivita più lunga, in ogni caso concordo col suo parere.

    Qualora volessi approfondire l'argomento, ti invito a leggere i miei post inerenti l'ansia e la depressione, seguendo il link diretto che trovi nella mia firma.

    Come sempre in bocca al lupo e per qualsiasi domanda non esitare :)