Posts by nuova

    Ps: rispetto alla musica, l’insegnante che lavora nella nostra scuola, oltre ad essere diplomato in conservatorio su più strumenti (aspetto tecnico) si è sparato 4 (quattro!) anni di laurea specifica in didattica della musica, a dimostrazione che quello che sa era solo il prerequisito di base per poi studiare per imparare ad insegnarlo. Quanto costa all’ora un’insegnante così? E questo ha dovuto fare "solo" per insegnare "a dei bambini"... E infatti, lo sa fare 😜

    Ciao ipposam.

    Da insegnante di scuola primaria, mi viene da fare tre osservazioni rispetto al tuo post di apertura:

    - per lavorare con i bambini, l’insegnante deve avere competenze pedagogiche, più che una preparazione tecnicamente ineccepibile rispetto ai contenuti. Puoi sapere il mondo, essere un genio. Ma tra quello e saperlo insegnare ci passa un mondo. E saper insegnare non è qualcosa di circoscrivibile a passione ed entusiasmo, è una competenza per la quale si studia in una laurea magistrale a ciclo unico di durata quinquennale, con una grossa quantità di esami teorici ma anche e soprattutto ore e ore di attività di laboratorio didattico in presenza in università, e 4 anni di tirocinio. Su questo non c’è cultura nel nostro Paese, e le persone non hanno ancora chiaro il fatto che per relazionarsi coi bambini come insegnanti non basta sapere ed essere appassionati della materia che si insegna. Mano a mano che si sale con l’età diventa più semplice, ma coi bambini è richiesta una preparazione di altissimo livello, non improvvisabile

    - Con i bambini, non c’è apprendimento senza relazione, e questa si costruisce solo se l’insegnante è in primo luogo consapevole di se stesso, tanto che sono sempre di più, a livello accademico, le spinte verso i futuri insegnanti ad entrare in terapia in un percorso di scoperta di sé, e io condivido pienamente. Quante persone ci sono, così? E questi percorsi costano, in termini di tempo, denaro e risorse, per costruirsi come professionisti

    - Tutte queste competenze in un vero insegnante sono frutto di un lavoro di anni, ma per un vero insegnante sono pochi quelli che sono disposti a pagare. Si ricerca il docente preparato pedagogicamente, tecnicamente e relazionalmente, come se queste non fossero competenze costruite a caro prezzo ma una specie di talento innato che l’insegnante ha per una qualche forma di fortuna, quindi poi si va al risparmio pagando chi queste competenze non le ha, un tanto (direi poco) all’ora. Non dico che questo sia il tuo caso ma lo è molto, troppo spesso.

    Un caro saluto a te e alla tua piccola :)

    Ciao Lara, sono contenta che tu sia in un periodo più buono e, per quello che vale, penso che chiedere un altro parere a livello gastroenterologico e psichiatrico valga la pena, perché potrai poi fare sintesi anche con il tuo medico di base. Anche la mia dottoressa di famiglia, fortunatamente, è molto competente e paziente e mi sostiene. A me Spasmomen somatico non ha mai sortito effetto, così come Buscopan e neanche Lexil (magari lo conosci, sono sempre gli stessi che girano per noi “veterane” di questi problemi). Ora sto prendendo Obispax. Ero davvero molto scettica perché nulla ha mai funzionato su di me, di questi farmaci, e per questo avevo scritto anche nel forum. Questo farmaco mi è nuovo, ovviamente me lo ha prescritto la dottoressa. Dev’essere piuttosto recente perché in anni non lo avevo mai sentito. Potrebbe sempre essere un’ulteriore arma nel tuo arsenale, da discutere con il tuo medico di base.

    Un abbraccio e tienici aggiornati se ti va ❤️

    Lara91 ciao, come stai?

    Scrivo qui nel tuo thread nella speranza di contribuire in qualche modo, con le mie esperienze e i tentativi che faccio, a risolvere i problemi che ti hanno portata a chiedere aiuto in questo forum.

    Volevo dirti che nelle ultime settimane ho avuto un drastico peggioramento dei miei sintomi gastrointestinali. In particolare a livello intestinale mi sono ricomparsi sintomi molto invalidanti riconducibili a IBS (sindrome dell’intestino irritabile). I sintomi che ho sperimentato sono: forti dolori addominali (al punto da far sospettare al medico un’appendicite, giusto per darti una misura); distensione addominale (a livello di quando ero incinta di 7 mesi, e non esagero…); forte dolore al fianco destro, irradiato anteriormente e anche posteriormente alla schiena, con infiammazione e contratture tali da causare una lombosciatalgia, infiammazione del nervo sciatico e crurale; nausea; stipsi alternata al diarrea; crampi all’addome; acidità a livello gastrico. Ero veramente disperata perché stavo molto male, non mangiavo niente. Adesso ne sto uscendo e per farlo ho agito così: ho assunto un inibitore di pompa protonica al dosaggio minimo terapeutico per agire sulle secrezioni a livello gastrico, che a livello duodenale causano problemi anche all’intestino. Ciò per 10 giorni e poi ho sospeso; ho assunto e continuo ad assumere fermenti VSL3; ho assunto e continuo ad assumere lo psillo, non in compresse ma proprio la farina di bucce di psillo biologico; ho iniziato la dieta FODMAP; ho iniziato ad assumere un farmaco specifico a base di otilonio bromuro + diazepam; ogni giorno, anche coi dolori e anche con una pancia immensa, sono andata e vado a fare una camminata veloce per almeno 5km; ogni giorno pratico yoga a casa per almeno mezz’ora (canali consigliato: La Scimmia Yoga e Yoga with Adriene, nel primo canale ci sono pratiche di Yoga specifiche per aiutare l’apparato gastroenterico), inizialmente stando molto male ho cominciato con brevissime pratiche di 10 minuti. Tutto questo mi sta portando a uscire dalla situazione in cui sono caduta, che è chiaro essere parte del crollo psicofisico con sottofondo ansioso-depressivo iniziato a maggio e arrivato al suo massimo a luglio-agosto.

    Ovviamente tutto ciò che sto facendo l’ho condiviso col mio medico di base, è d’obbligo scrivere qui che non tutto va bene per tutti, ma ho pensato di scriverti perché forse sono cose che non hai ancora provato e potresti decidere di sperimentarle dopo aver parlato col tuo medico di famiglia.

    Un caro abbraccio a te 🌸

    Penserei che se io avessi perso i capelli, sarebbe sicuramente stato traumatico per me, e se un tentativo di trapianto avrebbe in qualche modo potuto aiutarmi, lo avrei fatto. Non importa se tu sei un uomo, anche un uomo può vivere la perdita dei capelli in modo traumatico. Ti avrei chiesto di raccontarmi la tua esperienza, sempre che tu avessi avuto voglia di farlo. Non trovo questa cosa minimamente ridicola e posso immaginare che per te sia stato difficile. Dopodiché questo è un passaggio nella vita, per come la vedo io, un qualcosa di vissuto tra le tante cose vissute.

    Ciao a tutti e tutte, scrivo per sapere se qui nel forum qualcuno soffre di questo problema e ha trovato soluzioni efficaci per risolvere, o almeno alleviare, la sindrome dell’intestino irritabile. Io ho periodi, come quello attuale, in cui mi fa stare davvero male. Nel mio caso, i sintomi più invalidanti sono il gonfiore e la distensione addominale (la mia pancia si gonfia così tanto da sembrare in avanzato stato di gravidanza) e il dolore al fianco destro, irradiato anteriormente e posteriormente alla schiena. C’è qualcuno nella mia stessa situazione?

    Ormai ne soffro da moltissimi anni, all’epoca feci anche la colonoscopia con biopsia e la gastroscopia con biopsia ma non si trovò nulla e i miei sintomi furono quindi classificati come colite spastica o colon irritabile, oggi diventate sindrome dell’intestino irritabile.

    Non sono più sotto Paroxetina da anni; quando la prendevo, anche questa sintomatologia scomparve praticamente del tutto. Credo sia tutto collegato al mio sottofondo ansioso-depressivo; non a caso, l’intestino contiene il 10% dei neuroni presenti nel cervello. Negli anni ho provato moltissimi rimedi e nessuno ha funzionato. Ma ho pensato che essendo passati ormai molti anni dalle ultime soluzioni che avevo provato, magari nel frattempo sono comparsi nuovi prodotti che potrebbero aiutarmi e di cui qualcuno qui ha beneficiato, anche solo parzialmente. Grazie per il vostro tempo!

    Ciao Marianna,

    Forse, hai cominciato a vedere tua madre come una “persona diversa” perché si sta compiendo il processo di “inversione”. Arriva un punto in cui nella nostra psiche si compie questo processo. Un genitore resta ovviamente un genitore, ma si comincia ad elaborare l’idea di perderlo, si comincia ad accettare che non può più occuparsi di noi, sostenerci, siamo noi chiamati a farlo nei suoi confronti. E questo fa “mancare la terra sotto i piedi”.

    Nonostante tu abbia realizzato moltissime cose significative e importanti, in età adulta, tua madre “c’è sempre stata” a modo suo, rappresentando un sostegno per te. Adesso stai cominciando a non riconoscerla più, perché non è più in grado di esserci come prima, di essere presente a sé e a te come prima.

    Questo processo di inversione può essere doloroso e penso che sia per questo motivo che tu stia soffrendo così tanto. È normale e negare la sofferenza non porta a nulla, bisogna passarci attraverso.

    La cosa che forse può aiutare, è pensare che ciò che tu puoi fare, in una situazione che ti sembra di non riconoscere più e di cui hai perso il controllo, è che tu puoi esserci in questo momento, con tua madre, anche se in modo diverso, perché è sempre lei, solo in una fase della sua vita differente, e puoi ancora contare sulla sua presenza, anche se in modo diverso, per costruire ancora ricordi che ancora possono essere belli e testimoniare di questo percorso vissuto con lei. Ti abbraccio con affetto.

    Convengo con te, è molto interessante e bello potersi confrontare in questo spazio su temi su cui generalmente è difficile dialogare. Quello che ho cercato di fare è stato allargare ulteriormente la prospettiva rispetto alla richiesta dell’opener e ai successivi commenti nel thread. Il motivo è che, se vediamo la questione dal punto di vista sociologico, nella nostra specifica cultura di appartenenza un’eventualità come quella posta dall’opener viene generalmente percepita negativamente, come non utile, se non addirittura dannosa, macabra o inquietante, ed è normale che sia così, perché tutti noi siamo il prodotto della nostra cultura. Ma ciò è unicamente un bias culturale, e trovo interessante e utile tenerlo presente e dircelo, e dirlo anche a chi scrive qui per chiedere aiuto e pareri; perché il funzionamento della psiche non coincide sempre con le credenze che abbiamo assorbito nella nostra cultura, e lo dimostrano le usanze che, nel mondo, sono ritenute valide e molto utili nell’elaborare il lutto. Volevo dire questo all’opener, che ci ha fornito pochi dettagli, ma ho immaginato che, avendo scritto qui, potrebbe aver interpretato come inquietante una richiesta pervenuta da una persona che definisce fragile, e questo potrebbe aver generato inquietudine, o apprensione. Quando, in realtà, questa richiesta non è così strana se la inquadriamo in un ambito più ampio, di cui fanno parte anche molte culture occidentali.

    Spero di aver chiarito che non avevo alcuna intenzione di giudicare negativamente i punti di vista altrui perché ho il massimo rispetto di ciascuno, semplicemente mi è sembrato costruttivo provare a fornire ulteriori elementi e prospettive, anche se non coincidono con il mio personale modo di intendere la questione. Non farei mai una foto a una persona a me cara defunta. Non perché mi inquieti, ma per il senso di protezione nei confronti di una persona cara, che non può decidere nulla rispetto a sé e al suo corpo, non è più padrona di farlo, e che come tale proteggerei per amore. Una sua foto potrebbe finire in luoghi o in mani che non saprebbero oppure non vorrebbero trattarla con la dovuta cura e il dovuto rispetto, amore e compassione. Questo a mio parere resta il tema principale.