Posts by memole77

    Mi sento di condividere pienamente questa riflessione e, quando avevo letto il thread e la storia dei tre aborti ero rimasto sorpreso dal tono usato.

    Certo, ci sono aborti spontanei che possono non incidere sul fisico e sulla psiche (Memole ha già avuto tre figli), ma ci sono aborti che vengono vissuti, non solo dalla donna ma anche dal partner, come eventi traumatici. E talvolta minano le basi della coppia.


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    Per me questi aborti sono stati molto molto mentalmente duri (fisicamente anche, soprattutto uno, ma quel dolore se ne va presto). Ne parlo quasi con vergogna, come se fosse stata colpa mia. Quindi a bassa voce.

    Non conta che abbia già 3 figli, non importa se due aborti sono stati precoci... ti affezioni immediatamente a quelle 3 minuscole celluline.

    Forse è l'età... forse ancora non ero pronta a rinunciare a essere nuovamente madre ma tutti e 3 questi aborti insieme sono stati un duro colpo. Si chiude un capitolo, lo devo chiudere perché fa troppo male.

    Ho bisogno di tempo per questo, ho bisogno di poter soffrire perché fin'ora non ho potuto farlo, con i bambini sempre intorno. La sola volta che sono riuscita a sfogarmi un po' è stato al telefono con una mia amica. Con lui non parlo perché sembra che non voglia pensarci per non stare male ma questo non mi aiuta, così come il suo con il suo continuo insistere su quello che sappiamo.


    Certo è che io non sono molto comunicativa, se non chiedi non parlo di mia spontanea volontà. Mi prendo le mie responsabilità per questo, anche se a volte vorrei che mi chiedesse come sto. Dobbiamo sicuramente lavorare per venirci incontro entrambi e, come dice juniz, crescere come coppia. Certamente io uno sforzo nella sua direzione lo voglio fare e mi piacerebbe lo facesse anche lui, ma prima dovrebbe capire quello che sto cercando di dirgli da mesi.


    Per esempio, consiglierei a Memole77 di non arrabbiarsi verso suo marito ma di "capire" questo suo bisogno di fare sesso e questa sua difficoltà nel trovare un modo diverso e più profondo di relazionarsi a lei. Prestare "ascolto" a un bisogno, anche se questo è un bisogno infantile e mal posto, è un buon modo per abbassare le barriere e non far sentire l'altro rifiutato. In altre parole significa (nonostante si stia vivendo una situazione difficile si necessità di compresione in primis) mettersi nei panni dell'altro. Dal punto di vista di lui, questa cosa del sesso è "importante" e non va sicuramente sminuita.


    Dialogare evitando critica, accuse, giudizi.

    Non vere paura di parlare a "cuore aperto" dei propri bisogni, a patto che questi non vengano rappresentati come delle "pretese", nel momento in cui non vengono soddisfatte scatta il "ricatto emotivo" (accuse, silenzi punitivi). Lasciare sempre la libertà all'altro di esprimere cio' che sente anche se questa cosa non viene incontro al proprio bisogno o anche se è un atteggiamento privo di sensibilità da parte sua (accusarci, insinuare mala fede nelle nostre intenzioni, etc). Poiché l'altra strada, quella di "forzare" o di "convincere" genera solo più tensione e più distanza. E' meglio accettare una risposta che non piace e lasciare il tempo all'altro di rifletterci da solo, per vedere se di fronte un atteggiamento aperto e disponibile, resta ugualmente convinto di presunte cattive intenzioni nei suoi confronti.


    Considerare che l'altro potrebbe non essere "pronto" al cambiamento, che non è nel suo percorso. Questa è una possibilità purtroppo. Cioè che l'altra persona risponda in modo chiuso a ogni iniziativa costruttiva. In ultima analisi non si può portare nessuno a fare qualcosa che dentro di sè non è pronto o predisposto a fare, compreso capire.

    Mi piacciono questi consigli <3 . Vorrei tanto riuscire a seguirli e anche se mi pare non si tratti del percorso più facile penso sia la strada da prendere. Parlare apertamente, provare a farsi capire senza voler prevalere o imporre.

    Vedremo se ne saremo capaci.

    Grazie :)

    Ma....essendo anch'io reduce da tre aborti mi chiedo dove sta il "volere bene" al proprio partner. Se pensi al mio uomo dopo gli aborti, la delicatezza, la pazienzs, le lacrime di entrambi....


    C'è un binario comunicativo che è quello delle emozioni che secondo me va coltivato e percorso, soprattutto per mantenere un'intimità che soffre è diventa meccanica quando in una relazione la si slega completamente dalle emozioni.


    Memole....prova a leggere qualcosa sulla EFT (Emotionally Focused Therapy) di Sue Johnson, forse trovi qualche suggerimento per uscire da questi loop.

    Ti ringrazio per i consigli di lettura, ho dato uno sguardo e mi sembra interessante. Senza dubbio siamo rimasti male entrambi ma lui spesso mi rimprovera di essere eccessivamente pesante e di pensare troppo a quello che è successo. Non so se mi spiego: in sostanza lui sostiene di cercare di alleggerire la situazione e non pensarci, mentre io "torno sempre lì". Questo un po' mi fa male perché a me dà la sensazione che lui sminuisca un po' il tutto.

    io ottenni buoni risultati sul tema il giorno in cui, ad una sua avance molto fisica mentre stavamo parlando d'altro, esplosi in un sincerissimo e incacchiatissimo/brutale "ma azz, ma tu solo a questo pensi? ma solo questo hai al centro del cervello?".

    Anche io l'ho fatto! Quando una sera rientrato dal lavoro mi abbraccia e dice dolcemente "mi sei mancata" salvo poi appoggiare quello che potete immaginare... Che delusione, era partito così bene!!! Reggi la parte ancora un po', no? :D :D :D

    Niente, mi sono arrabbiata e gli ho detto le stesse cose che hai scritto tu. E lui ha risposto di si, ovvio.


    Non so, forse sono complicata io e pretendo troppo o forse complici le perdite che ho subito quest'anno, ma sento di avere proprio bisogno in questo particolare momento di bene per l'animo più che per il corpo (anche se, torno a ripetere, non disdegno il sesso!!!)

    Per quel niente che può servire l'esperienza personale: quando mi è capitato di glissare con pretesti vari...mi è poi SEMPRE capitato di dover realizzare che in effetti era perchè non c'era più alcun mio desiderio verso quel partner. Mentre il desiderio vivo e vero, quando c'è stato, è stato pienamente vissuto e goduto anche in frangenti in cui incombevano altri stress di qualunque natura.

    Anche a me è capitato così con il mio ex, ma con lui è diverso. Quando sono rilassata siamo molto attivi :P , nelle mie esperienze passate quando non provavo più niente non c'erano momenti sì e momenti no, era sempre NO e mi era chiaro il motivo.

    Capisco che non sia bello sentirsi dire no, e come ho detto a volte ho ceduto per quieto vivere e perché lo amo e non voglio che si senta male per colpa mia. Però vorrei anche che qualche volta si approcciasse in maniera meno fisica, il che non esclude che si possa arrivare dove vuole lui. Anzi potrebbe solo aiutare.

    Credo sia proprio una Legge Universale di attrazione abbastanza comprovata: Il nemico numero uno del "Desiderio" è l'insistenza.


    Da come hai descritto il suo "approccio" non sarebbe strano SE oltre la stanchezza manca anche un po' di voglia. Forse lui ha intuito qualcosa che tu magari non vuoi "ammettere" (uso una parola un po' forte) e cioè che questo suo modo di fare alla fine un po' di smonta.

    Io ammetto che questo suo modo di fare mi fa passare la voglia. Gliel'ho anche detto, non solo l'ho ammesso a me stessa. Io sono attratta da lui (infatti quando penso a lui sento desiderio), ma quando lui si avvicina tipo "uomo delle caverne" ecco... mi passa tutto!

    Ho provato a fargli capire di provare a "prenderla larga", di approcciarsi in modo differente ma forse non sono stata chiara. O forse non vuole farlo.

    Se guadagni più di 1400 euro al mese ti consiglierei di lasciare perdere, perchè potresti pentirtene amaramente. E' una professione durissima, molto diversa rispetto a quello che ti viene presentato e fatto vedere ufficialmente, se hai un buon lavoro che ti soddisfa, un salto nell'ignoto cosi non so se è una scelta saggia.

    Lo so che è una professione dura, infatti le statistiche qua dove vivo dicono che la metà delle persone abbandonano la professione dopo 15 anni... Però sento che è una cosa che farei comunque con piacere, mi piace aiutare il prossimo.

    Forse potrei cominciare come dice PumpkinFlower con del volontariato e poi valutare se ho tempo, risorse e voglia di continuare professionalmente.

    Da neomamma bis, ti dò un suggerimento: fallo stancare! Non farti carico di tutti tu, lascia che lui si occupi del bambino, lascia che gli faccia il bagnetto, lascia che lo cambi, lascia che lo addormenti. E nel frattempo...riposati, vai a correre, dedicati a te stessa. Se puoi lasciagli i bambini per tutta una giornata ad esempio il sabato e tu vai alle terme, poi torni e la sera gli proponi di fare sesso; sono certa che le vostre esigenze si avvicineranno.

    È giusto quello che dici e non lo considero una "strategia" come qualcuno sostiene, bensì una suddivisione dei compiti. Il piccolo è sempre con me tutti i weekend (mentre lui lavora), ogni tanto ci potrebbe stare che lo gestisca lui. Sarebbe bello. Il problema è che lavorando a turni lui ha pochi weekend liberi e quei pochi che ha cerchiamo di passarli insieme.


    Ma non è più semplice p a r l a r s i ?

    Tu marito pensi che io sia stanca di te...e io semplicemente ti invito a considerare insieme quali e quante siano le questioni che mi stancano, e che forse non vedi ma che comunque esistono...

    Credimi, gliene ho parlato ma è come parlare con un muro! Gli dico che sono stanca (anche mentalmente) che ho bisogno di staccare e la sua risposta è "non sei stanca soltanto tu, anche io lavoro". Ho cercato di spiegargli fino alla noia che io lo voglio, che lo desidero e che quelle sere in cui non ho voglia è soltanto perché sono esausta ma lui dice che secondo lui non è così. Che se desideri una persona la vuoi anche se sei stanco/a. Come si fa? || Non ascolta quello che dico e non vede quello che faccio.

    È da un po' che questo pensiero mi frulla per la testa... Ricominciare a studiare per cambiare completamente lavoro e fare quello che sognavo da bambina: l'infermiera. Questo desiderio (per me è come un sogno) che sento si è intensificato con il covid perché avrei davvero voluto essere in prima linea ad aiutare. Il mio problema e quindi ciò che mi frena è l'indipendenza economica che perderei (in parte) tornando a studiare e il tempo, avendo famiglia. Vorrei farlo ma non mi decido e ho paura di pentirmi, un giorno, per non averci neppure provato. A pesare sulla mia indecisione c'è anche il fatto che adesso ho un buon lavoro molto ben retribuito.

    Pareri? Consigli?

    Rimetto il sogno nel cassetto?

    No, non più. Fa troppo male.

    In effetti tra ormoni, impegni lavorativi e famigliari sono proprio distrutta e mi fa male che lui non capisca che non mi sento di farlo tutte le sere e che, anzi, addirittura si arrabbi.

    Non so cosa sta succedendo tra noi da un po' di tempo a questa parte. Io e il mio compagno stiamo insieme da 9 anni, io due figli, lui due figlie, più uno in comune.

    Ultimamente non riusciamo più ad avvicinarci se non per brevi momenti mentre per il resto del tempo o non ci vediamo (lui lavora a turni e rientra alle 22.30, io esco di casa quando lui ancora dorme) o discutiamo. Per cosa discutiamo? Tutto si riconduce al sesso. Puntualmente le discussioni nascono dalle sue lamentele sul fatto che io non ho desiderio quanto ne ha lui, e concordo con lui sul fatto che si faccia meno spesso da quando due anni fa è nato il terzo bambino. Ma litighiamo perché lui sostiene che io non provo niente per lui mentre io sono solo STANCA. Io arrivo alla sera che non vedo l'ora di dormire.

    Sono stanca fisicamente, sono stanca mentalmente, sento che da un anno a questa parte non ho fatto altro che vivere come un automa cercando di svolgere al meglio tutte le mie funzioni. Io lo amo sempre, non ho mai smesso ma in questo momento non mi sento proprio compresa e ho l'ansia ogni volta che andiamo a letto perché so già cosa vuole lui (io per contro vorrei solo dormire!!!). Non nascondo che più volte mi sono concessa per evitare discussioni ma non può essere ceto questa la soluzione. Il problema è che per come sono fatta io più qualcuno insiste su una cosa meno a me viene voglia di farla (sarò magari infantile, ma è una cosa più forte di me).

    Quest'anno poi oltre alla stanchezza mentale e fisica è stato un anno duro perché ho avuto 3 aborti uno dopo l'altro: l'ultimo due settimane fa quando eravamo in vacanza perciò non ho nemmeno potuto concedermi il lusso di stare male perché c'erano i bambini.

    Io cerco di evitare qualsiasi tipo di discussione perché non ho le forze e perché ogni volta lui mette in dubbio che io tenga a lui ma se c'è una cosa di cui sono certa al 100% è che sono ancora innamorata di lui (e lo desidero!). Sono stanca di dirglielo e mi dispiace che l'unico modo che potrebbe fargli cambiare idea è in camera da letto.


    Non so come andare avanti, come superare questo momento: magari qualche opinione esterna o qualche esperienza potrà aprirmi gli occhi... Perché io non trovo una soluzione.