Posts by ipposam

    Diciamo che per lo zucchero è noto l'effetto elettrizzante sui bambini nella pancia (sono reduce da una gravidanza); basta un cucchiaino per fare svegliare il bimbo e farlo muovere 😉

    @Gloria: la mia chiave di lettura per il tuo rapporto con tua madre corrisponde a un fatto abbastanza naturale e insito in qualche misura in ogni rapporto madre - figlia femmina; diciamo che in situazioni normali prevalgono poi altri sentimenti e non si dá spazio alla competizione con la figlia. Evidentemente su questo tema tua madre non era a sua volta "risolta", e ha vissuto il rapporto con voi figli attraverso lenti distorte, finendo col danneggiare tuo fratello alla stregua di come mia madre col suo comportamento deviato e inconsapevole ha danneggiato mia sorella.

    E certamente la via che indichi tu è l'unica da seguire, io ne ho ampiamente consapevolezza; ho fatto ogni cosa in mio potere per rendermi autonoma il più possibile e addirittura ho cercato e cerco di "farmi da madre", come se non l'avessi una madre. Sono 43 anni che mi alleno a farcela da sola e ogni tanto mi dico che sono brava, nonostante la mancanza si faccia sentire e si, fa male; è un dolore con cui si può solo convivere ma non si può eliminarlo, perché è qualcosa di troppo innaturale non essere amati dalla madre. Si può accettare di non essere amati da un compagno, ci si può dire "non era quello giusto" "non eravamo fatti per stare insieme" ecc; ma non si può dire "non ero la figlia giusta" o "non era la madre giusta"...l'amore di una madre dovrebbe essere incondizionato e infinito, non si può immaginare che una madre ti guardi con freddezza e indifferenza e non provi nulla per te.

    A volte mi sembra di aver fatto grandi passi verso l'accettazione della situazione, altre mi rendo conto che basta poco per tornare al punto di partenza. Proprio di recente riflettevo su quanto sono stata "forte" ad aver realizzato l'impresa di acquistare una mia casa al mare e allontanarmi così da quella familiare. Certamente c'è voluto impegno e non è stato un passo facile anche per tutto quello che quella casa rappresenta; ma se vado a scavare dentro di me...comprare questa nuova casa è davvero un atto liberatorio da mia madre e dalla sua influenza? Devo premettere che per qualche motivo quel posto lo percepisco come "radice"...quando ci vado per me è come tornare indietro nel tempo, alla mia infanzia. C'è poi una montagna da quelle parti che ho sempre sentito rappresentativa di mia madre. Potevo comprare ovunque la mia casa ma io l'ho voluta lì, realizzando l'assurdità di averne 2: una, la sua, fredda e inospitale, di difficile accesso per via di un giardino intricato, cancelli piccoli e coperti di fitta vegetazione, terrazze su livelli diversi, ostacoli di vario genere; l'altra, la mia, accogliente e aperta, con grandi cancelli, un giardino ordinato e piano, tante grandi finestre. Ho infine realizzato di recente che questo acquisto è ancora un mio tentativo di avvicinarmi a mia madre, o meglio di risolvere il problema della mancanza di una madre...la casa stessa è noto simbolo materno, io non ho fatto altro che cercare di colmare il gap...ho comprato una casa che fosse accogliente per me, perché nella sua, fatta in tutto e per tutto a sua immagine, non c'era posto per me. Io il posto me lo sono dovuto comprare. E questo acquisto simbolicamente riflette ancora la mia ricerca di una madre, sia per il tipo di acquisto (una casa come simbolo materno), sia per il luogo (lì dove ho le mie radici, dove sento la presenza di elementi materni); quindi non è come credevo un atto di ribellione e indipendenza, ma al contrario riflette ancora una volta una mia debolezza, il mio dolore di non essere amata da mia madre e il mio estremo tentativo di recuperare questo rapporto.

    La mia amica è in quarantena per via di un suo parente positivo al covid...comunque alla fine ho deciso di rimandare fino a dopo la quarantena e se le cose andranno bene potrà venire, altrimenti andrò per conto mio

    Certamente che tagliare è difficile; ma il rispetto una volta andato non torna secondo me. E ripeto che io sono di base contraria a separazioni evitabili; ma non vedo come si possa restare con qualcuno che non ha rispetto...come si può dormirci insieme, baciarlo...è assolutamente impossibile. Magari ci si può continuare a sentire, a vedere, ma come si può baciare una persona che non ci rispetta?

    Stasera scrivo per chiedere un consiglio su una questione pratica. Dovevo andare con un'amica a fare un'escursione; lei non può prendervi più parte nell'immediato, e non sa dirmi al momento quando potrà, potrebbe essere a breve o tra un anno. Parlandoci ho capito che lei sta dando per scontato che io la aspetti, ma io sono propensa a prendervi parte lo stesso anche da sola, in futuro potremo farne altre, ma in definitiva Io a questa vorrei andare. Considerato che avevo organizzato io il tutto, è brutto se vado lo stesso? Perché mi sembra che lei ci possa rimanere male?

    Di cuore, sono anche io per il taglio netto. Come ho scritto più volte io sono contraria al divorzio, o meglio ritengo giusto esista come istituto, ma sia da riservare a situazioni veramente gravi; in ogni caso se si può salvare una famiglia io sono sempre favorevole. Ma nel vostro caso tutto lascia pensare che manchi il rispetto, da parte sua, e a questo non c'è rimedio a mio parere. Lui non appare nemmeno sinceramente pentito, entrambi non mettete il punto ma per motivi diversi; lui per mera convenienza, tu per la difficoltà a riconoscere la fine del vostro percorso a due. Questo stallo può durare mesi, anni; probabilmente uno di voi metterà la parola "fine" innamorandosi di nuovo. Io sono del parere che, essendo tu giá parte lesa, non ti debba fare umiliare ulteriormente da quest'uomo, cioè non permettere che sia lui a chiudere il vostro rapporto, cosa che farà non appena una lei abbastanza motivata lo costringerà a fare; lascialo e fallo senza far rumore, sottraiti alla vostra routine che tanto gli conviene, affronta questo strappo, sarà doloroso ma meno di quanto pensi e davvero rinascerai. Non merita il tuo tentennamento!

    Io la penso come Gloria. Anche per me sarebbe umiliante sentirmi dire in partenza che la relazione avrà determinati limiti, che non si potrà apparire alla luce del sole ecc., e non potrei accettarlo assolutamente nemmeno per un po'. E questo non per ambizione verso un rapporto duraturo, ma lo troverei lesivo della mia dignità. Ammetto comunque di non aver mai incontrato uomini simili da vicino, ma solo tramite racconto di altri.

    Ti faccio anche notare che tu lo definisci maschio alpha, e addirittura capobranco...ma per me sei più alpha tu di lui, che hai la tua autonomia a 360 gradi...non riesco proprio a definire come alpha un uomo con la descrizione che hai fatto tu; per me un uomo alpha è uno tutto d'un pezzo, che sta avanti rispetto agli altri, certamente non uno che non sa raggiungere una sua autonomia e vive con i genitori ottantenni per farsi fare le lavatrici e preparare pranzi e cene...non credi? E scusa se sono stata diretta ma forse l'hai un po' idealizzato?

    Guarda secondo me il problema è che vuoi o non vuoi tu cerchi un'evoluzione, pur minima, che invece lui non cerca, non sente, e non prevede. La vostra relazione per lui funziona perfettamente così com'è; per te chiaramente no, almeno in parte vorresti poterlo considerare un "compagno di vita", un partner, se non proprio un fidanzato stabile. Premetto che io ho una certa antipatia per quelli che mettono le mani avanti nelle relazioni, non comprendo come si possa stabilire dall'inizio di non volere una vera relazione con una persona che comunque gli piace (altrimenti non ci starebbero); il punto è che pur con tutta la buona volontà è difficile mantenere fede a una simile premessa dopo ben 8 mesi di relazione continuativa. Bisognerebbe capire perché vuole un rapporto clandestino, normalmente chi fa così ne ha più d'una di partner, ma se escludiamo questo davvero è incomprensibile. Ad ogni modo la cosa più inquietante è che a 43 anni viva ancora con i genitori; ti ha mai dato spiegazioni su questo? Mi sembra di capire che ha un buon lavoro, presumo quindi non ci siano problemi economici ostativi, possibile che a questa età non senta l'esigenza di un suo spazio?