Non dare perle ai porci

  • Questa frase mi ha sempre fatto riflettere. Perchè io sono una persona che di solito dà molto, a chiunque. E non mi rendo conto che questa cosa potrebbe essere pericolosa.

    L'ho fatto sul posto di lavoro, e l'ho fatto anche con le amicizie. E molto spesso sono stato deluso, profondamente.

    Ma non riesco, e NON VOGLIO, cambiare. E' come se sentissi una spinta dentro, una molla che mi porta sempre a non chiudere le porte...

    Alla fine è Dio che dice di non dare le perle ai porci... E io invece continuo a sbagliare... Chissà se questo ha un senso, o sono solo io un cretino

  • Io credo che il senso della frase che citi sia molto meno pragmatico di quel che può sembrare. Forse è il verbo "dare" che lascia spazio a qualche ambiguità. Io direi invece "non lasciare perle ai porci". Perché qui, secondo me, non si tratta di dare qualcosa a qualcuno, ma di permettere a qualcuno di prendersi qualcosa di nostro. Ci sono persone che non meritano la nostra bontà, il nostro affetto e la nostra fiducia. Più che non meritare tutto questo, non lo vogliono. Ma se noi siamo abbastanza sciocchi da non capirlo e vogliamo dare loro qualcosa per forza, quelle persone si prendono tutto quanto e anche di più.

    Cosa vogliamo dimostrare a questi "porci"? Che siamo buoni? Che siamo bravi? Perché non lasciamo che siano loro a dimostrarci che desiderano e meritano le nostre perle, anziché volergliele donare presuntuosamente?

    E' il tuo comportamento a qualificarti, non ciò che possiedi o dici di essere...

  • Purtroppo ho toccato spesso con mano....Ho concesso di me qualcosa che aveva un significato profondo e più volte questo qualcosa è stato sfruttato e svilito e poi rigettatomi indietro come spazzatura. E' un rischio altissimo quello di "lasciarsi rubare " qualcosa di prezioso e vederlo usare come una merce qualsiasi acquistata a basso prezzo. E' così che l'autostima precipita. E' come subire una violenza. Pensate, ad esempio a quando arrivano le truppe in un paese occupato e fanno razzia delle cose che trovano trascurando il loro significato umano e sentimentale, pensate a chi viene spogliato dei suoi ricordi che assumono solo un valore venale e niente più......oltre che una depauperzione della materia c'è una depauperazione dell'anima......

    Non si nasce liberi , ci si diventa.

  • Ci fa sentire --> generosi, buoni, saggi, ma soprattutto generosi, buoni,...non vogliamo escludere nessuno dall'universo umano.

    I porci --> che se ne fanno? ti metti in coppia con quello che non aspetta altro di sentire le stesse perle per poi lamentarsi, così gli rilanci un'altra perla, lui l'apprezza, tu senti di aver fatto una cosa buona, poi comincia di nuovo a lamentarsi, e tu...

    Le volte che la gente mi ha aiutato, per la metà di esse ho ringraziato me stessa

    Se abbiamo perle, se Dio dice di non darle ai porci (e mi sa che è doveroso visto che le perle ce le tira lui in testa), diamole a chi ne condivide l'importanza.

  • io credo che il problema sia nel fatto che non sempre è possibile distingure in tempi brevi i " porci" da chi merita...a volte possono passare mesi o addirittura anni prima di capire che chi ci sta accanto non merita quel che facciamo per lui / lei...può capitare, eccome se capita. Le persone non si mostrano per quel che sono o cambiano a seguito di eventi, esperienze, ecc. e questo vale anche per noi stessi.

    Penso che il problema sia ancora più serio quando ci accorgiamo che i nostri sforzi non sono apprezzati ma persistiamo nel nostro atteggiamento nella vana illusione che poi la persona cambi. A volte continuiamo a comportarci in maniera infruttuosa per poi dirci " avevo ragione, non bisogna dare perle ai porci". Certo, è un atteggiamento inconsapevole ma non per questo meno doloroso per noi ed anche per chi ci sta vicino che sarà sempre osservato, giudicato, svalutato. Addirittura questo " non dare perle ai porci" può trasformarsi in un pregiudizio che limita le nostre relazioni.

    Io credo che il senso di questa frase non sia " chiudetevi in voi stessi e tenete gli occhi aperti" bensì " abbiate cura di voi stessi e di ciò che vi è caro, mostratevi e lasciate che gli altri si mostrino e che ogni scambio avvenga in una condizione di pari dignità". Tra l'altro, dove sta scritto che ciò che diamo agli altri sono sicuramente " perle"? Solo perchè è " roba" nostra?

  • io credo che il problema sia nel fatto che non sempre è possibile distingure in tempi brevi i " porci" da chi merita...a volte possono passare mesi o addirittura anni prima di capire che chi ci sta accanto non merita quel che facciamo per lui / lei...può capitare, eccome se capita. Le persone non si mostrano per quel che sono o cambiano a seguito di eventi, esperienze, ecc. e questo vale anche per noi stessi.

    Penso che il problema sia ancora più serio quando ci accorgiamo che i nostri sforzi non sono apprezzati ma persistiamo nel nostro atteggiamento nella vana illusione che poi la persona cambi. A volte continuiamo a comportarci in maniera infruttuosa per poi dirci " avevo ragione, non bisogna dare perle ai porci". Certo, è un atteggiamento inconsapevole ma non per questo meno doloroso per noi ed anche per chi ci sta vicino che sarà sempre osservato, giudicato, svalutato. Addirittura questo " non dare perle ai porci" può trasformarsi in un pregiudizio che limita le nostre relazioni.

    Io credo che il senso di questa frase non sia " chiudetevi in voi stessi e tenete gli occhi aperti" bensì " abbiate cura di voi stessi e di ciò che vi è caro, mostratevi e lasciate che gli altri si mostrino e che ogni scambio avvenga in una condizione di pari dignità". Tra l'altro, dove sta scritto che ciò che diamo agli altri sono sicuramente " perle"? Solo perchè è " roba" nostra?

    bravo :clap:

    Fanciulla, dimmi di nuovo cosa può crescere senza pioggia? cosa può ardere per molti anni? cosa può bramare e piangere senza lacrime?

  • Tra l'altro, dove sta scritto che ciò che diamo agli altri sono sicuramente " perle"? Solo perchè è " roba" nostra?

    Vero, ma penso ci si riferisca a quelle perle di cui abbiamo riscontrato la validità ovunque, una condivisione delle cose che abbiamo compreso.

    L'atteggiamento più equilibrato dovrebbe essere quello che ci da piacere nel dare qualche perla ma che non ci da dispiacere se questa non viene compresa dalla persona che preferisce rimanere ferma dov'è. Altrimenti si realizza quell'atteggiamento dell'altruista-buonista che si aspetta conferma (quasi prepotentemente) dagli altri della propria bontà e del proprio altruismo, e se l'altro non dimostra di apprezzare è solo un ingrato (al limite ho visto persone dare anche dell'egoista o dello stupido! Cioé: diamo perle per poi giudicare se non vengono accolte?!? E' un'estremizzazione del comportamento, ma ne ho trovati veramente tanti così).

  • L'espressione di uso comune "non dare perle hai porci" è stata estrapolato dal vangelo di Matteo, in cui si legge:
    in quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli
    - Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle ai porci -

    Dalla comprensione più immediata e specifica della metafora, le parole di Gesù risultano essere un invito ai suoi discepoli affinchè, facendo discernimento, non proponessero la Parola di Dio a gente incapace di accoglierla. Non per disprezzo o intolleranza o mancanza di amore, ma solo per non lasciarsi trascinare in dispute inutili e sterili, in cui la Parola di Dio verrebbe ridicolizzata, banalizzata con cavilli ed un uso smodato di parole.
    Del resto, la brevità, l'essenzialità, la sobrietà del linguaggio sono aspetti costanti nel messaggio evangelico.

    In senso più generale, credo che sia un invito alla prudenza, nel suo significato più autentico; perchè oggi tale significato viene travisato.
    Alla prudenza si associa un comportamento eccessivamente riservato ed improntato alla mediocrità, all'immobilismo, alla mancanza di coraggio.
    In realtà è prudente, non chi esita o si astiene dall'agire, bensì, chi prima di passare all'azione, si ferma a riflettere per individuare, nella specifica situazione, il "buon fine" ed i mezzi per conseguirlo.

    Dare o consentire di prendere è un "buon fine" solo se, alla fine, non ci si sente, inutilmente, più poveri, perchè privati di qualcosa e, per di più, senza che alcuno ne abbia tratto un bene. D' altra parte, la prima persona a cui dobbiamo dare..... siamo noi stessi.
    Se riusciremo in questo senza diventare...insaziabili egoisti...allora.....FORSE...avremo imparato....."il governo di sè"...ed a quel punto, PROBABILMENTE, sapremo adeguare i mezzi ai fini....cioè...sapremo a chi dare...."perle"...e a chi...."ghiande"......con grande soddisfazione di tutti.....perchè ciascuno ha ricevuto ciò di cui ha bisogno......e...tutti vivranno felici e contenti.
    Ma non siamo in un mondo.....da favola..........ed il finale.....resta incerto. :?:

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