Anche la psicologa si è arresa, e ora? Non vedo la fine del tunnel...

  • Ciao a tutti, ho già scritto qualche post. Faccio una sintesi: sono entrata in psicoterapia più di 2 anni fa per una depressione reattiva dovuta alla fine di una relazione, anzi due (prima una brutta rottura col fidanzato poi la migliore amica d'infanzia che fa ghosting con un messaggino su WhatsApp... nel bel mezzo di un aborto spontaneo), che mi hanno fatta a pezzi. Il ritorno brutale alla casa familiare in un luogo ameno (un borghetto da 200 anime), senza un lavoro a quasi 40 anni, e senza amicizie (le avevo nella città dove vivevo con l'ex... ma poi a lungo andare sono evaporate...), mi ha davvero buttata giù.


    Nel tempo sono accadute diverse cose, una sorta di effetto domino, altre persone che hanno preferito ghostarmi (del resto se hanno famiglia e figli, cosa ci fanno con un'amica che è single e childfree? Eh, belle persone), uomini che si sono avvicinati sperando di approfittarsi della mia fragilità, un'aggressione subita in un pub (non facciamoci mancare niente). Io ho lavorato su me stessa e ho superato i lutti della fine delle relazioni, ho superato i miei limiti, ma ancora soffro di depressione reattiva (o situazionale) perché posso cambiare dentro di me, ma non posso cambiare il mondo esterno. È quello che mi ha detto anche la psicologa, che io ho fatto quanto potevo fare lavorando su me stessa, se i miei familiari con cui sono costretta a vivere sono problematici, io più che cercare di farmi scivolare addosso ciò che mi dicono e quello che fanno, non posso fare: e se con questi familiari ci convivo h24, 7 giorni su 7, è normale che ad un certo punto scivoli poco e si accumuli tutto. Se non riesco ad avere un'indipendenza economica ed andarmene da qui (casa e borgo che odio), la psicologia ci fa ben poco, perché il problema è oggettivo (e sa bene la terapeuta quanto sono stata proattiva nel cercare lavoro in lungo e in largo senza risultati, perché vengo respinta per l'età). Se sono socievole ma non vivo in un ambiente dove ci sono occasioni di socializzare - e per motivi economici non posso iscrivermi a corsi o altro - è normale che non trovi nuove conoscenze ed amicizie. Quindi, in sintesi, la psicoterapia non ha senso di proseguire perché io sono consapevole e ho lavorato bene su me stessa, e finché non cambia qualcosa nel mondo esterno, è controproducente concentrarmi sull'interno perché "non serve".


    Ecco, ok, capisco il punto di vista della psicologa. Solo che io tutto questo lo vivo in maniera molto dolorosa. Vivo dolorosamente la solitudine, che non è una scelta, ma che è imposta. Oh sì, so stare da sola, non sono dipendente affettiva, ma quando da un mese all'altro non hai occasione di parlare con NESSUNO, di non uscire mai di casa, e le uniche persone con cui ti interfacci sono i tuoi familiari che ti rinfacciano i tuoi fallimenti, il tono dell'umore non è al massimo. Senza psicologa non ho una valvola di sfogo, che ritenevo necessaria. Io mi sento nel vuoto, non vedo la fine del tunnel, mi sento peggio di quando ho iniziato la psicoterapia; se non serve in questi momenti quando dovrebbe servire? Io ho avuto la forte sensazione che, semplicemente, la psicologa se la sia data a gambe e abbia sganciato una paziente che non riesce ad aiutare.


    Al momento non so davvero che fare, se cercare un'altra terapeuta, se lasciar perdere o cosa.


    I pensieri sono molto, molto neri e questo taglio netto della psicoterapia mi ha lasciata con l'acqua alla gola.

  • Qubit

    Approved the thread.
  • Ciao Anna, io apprezzerei la sincerità della tua psicologa, ce ne sono certi che si ostinano a proseguire per anni e non ti aiutano per niente.


    Anche io ho sofferto tra le varie cose di depressione e ne sono uscito solo perchè non convivo più con i miei genitori. Mi hanno lasciato da solo nella casa in cui stavamo tutti e da lì ho sempre e solo fatto passi in avanti, soprattutto sul lavoro.


    Se non riesci a renderti indipendente, al tuo posto cercherei sicuramente un istituto per la cura di depressione e problematiche simili che ti possa aiutare ospitandoti, perchè è fondamentale il distacco da chi ci fa soffrire.


    Abbiamo solo una vita e la resa non è mai una soluzione, non mollare Anna.

  • La butto lì: non so la zona dove vivi né ho idea di quanto il borgo disti dal primo centro urbano significativo, ma te la sentiresti di fare volontariato? Per uscire e vedere persone.

    Hai provato a informarti sull'esistenza di corsi per disoccupati?

  • Se non riesci a renderti indipendente, al tuo posto cercherei sicuramente un istituto per la cura di depressione e problematiche simili che ti possa aiutare ospitandoti, perchè è fondamentale il distacco da chi ci fa soffrire.

    Di certo non ho bisogno di rinchiudermi in un istituto, per altro privato: se avessi i soldi per pagarmi una cosa simile, me ne andrei di casa. Servirebbe solo per darmi un marchio, mettermi in una condizione peggiore e non risolvere alcunché: alla fine dovrei comunque tornare a casa, con i miei, senza lavoro ed amicizie. Ma magari non ho capito che intendi.

    Ottima idea, ma non solo per vedere altre persone, secondo me il volontariato può essere la migliore auto terapia.

    Non avete idea di cosa sia il volontariato. Se si sta male, è la soluzione peggiore. Già lo svolgo di tipo ambientale, non ci si relaziona perché chi è nelle associazioni o ha 16 anni o ne ha 70. Oltre al fatto che essendo stata responsabile di associazione, se qualcuno ha problematiche non è proprio il caso che le scarichi all'interno dell'associazione. Il volontariato non è la soluzione, è un ambiente stressante e con forte pressione.

  • La butto lì: non so la zona dove vivi né ho idea di quanto il borgo disti dal primo centro urbano significativo, ma te la sentiresti di fare volontariato? Per uscire e vedere persone.

    Hai provato a informarti sull'esistenza di corsi per disoccupati?

    Ho svolto corsi riconosciuti formativi che non sono serviti a niente, se non a perdere tempo, perché alla mia età un corso non ti qualifica. Il volontariato, come ho risposto sopra, già lo svolgo, sono stata a capo di diverse associazioni e quando si sta male non è proprio il caso di buttarsi a fare volontariato, senza contare che solo chi può permetterselo economicamente può permettersi di svolgerlo. Il centro urbano importante è troppo distante e le ore richieste troppe, quindi attualmente non posso rientrare (ad esempio in LIPU). Comunque no, magari si fa amicizia a 20 anni, a 40 si diventa responsabili di altri e le fasce di età sono ben distinte: molto giovani ed anziani. E' un accollo, e molto stressante, che porta a ben poco se non ad una riga in più nel CV.

  • Ho svolto corsi riconosciuti formativi che non sono serviti a niente, se non a perdere tempo, perché alla mia età un corso non ti qualifica. Il volontariato, come ho risposto sopra, già lo svolgo, sono stata a capo di diverse associazioni e quando si sta male non è proprio il caso di buttarsi a fare volontariato, senza contare che solo chi può permetterselo economicamente può permettersi di svolgerlo. Il centro urbano importante è troppo distante e le ore richieste troppe, quindi attualmente non posso rientrare (ad esempio in LIPU). Comunque no, magari si fa amicizia a 20 anni, a 40 si diventa responsabili di altri e le fasce di età sono ben distinte: molto giovani ed anziani. E' un accollo, e molto stressante, che porta a ben poco se non ad una riga in più nel CV.

    Da quanto ho potuto capire hai innanzitutto bisogno di uscire da una situazione oggettiva e psicologica che ti sta soffocando. Guarda che a 40 anni non sei vecchia, per cui cerca di prendere la prima occasione che ti arriva.

  • Da quanto ho potuto capire hai innanzitutto bisogno di uscire da una situazione oggettiva e psicologica che ti sta soffocando. Guarda che a 40 anni non sei vecchia, per cui cerca di prendere la prima occasione che ti arriva.

    A 40 anni sono vecchia per il mondo del lavoro, ho proprio fatto di recente un corso sulle buste paga studiando i CCNL: fra i 35 e i 50 anni siamo una fascia penalizzata, costiamo di più alle aziende, che quindi non hanno incentivi ad assumere. Quali occasioni? Ho inviato centinaia di CV e vengo scartata puntualmente per l'età.

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