Tutto sulle emozioni: a cosa servono?

  • Ma l'ansia si crea per un trauma?

    Spesso penso di sì, tranne il caso in cui non venga appresa tramite i neuroni specchio.


    Premetto che non sono esperta, dunque potrei essere inesatta o mancante, ma a livello di programmazione per quanto ne so, certi stimoli sensoriali vengono associati direttamente a certe emozioni, ad esempio il dolore si associa alla paura.


    Mi scotto con il fuoco, e da quel momento in poi lo temo. La paura serve a tenermi distante da ciò che mi causa dolore, perché ciò che causa lo stimolo del dolore può fare male e quindi uccidere, e il programma biologico ha lo scopo di tenermi in vita.


    Ad un'emozione di paura in realtà può seguire, in certi casi, anche una reazione di rabbia: "mi difendo" attaccando.


    Ma per varie ragioni che non sto ad approfondire, anche uno stimolo sensoriale troppo forte può causare paura, come ad esempio un rumore troppo forte (uno scoppio), oppure qualcosa di sconosciuto, come ad esempio accade nella paura del buio, perché in ciò che è sconosciuto si può potenzialmente celare un'insidia.


    Altrimenti la paura si può imparare anche da altri che ti condizionano ad avere paura di una data cosa di cui loro hanno paura, dal momento che abbiamo i neuroni specchio e dunque possiamo anche "copiare" grossomodo le "gorgonie" altrui.


    Dunque io non so come tu abbia sviluppato la tua paura o ansia dei cani, se per trauma diretto, o per neuroni specchio. Se per uno stimolo di dolore, dunque magari un morso, o perché tu abbia assorbito tale paura copiandola da altri tramite neuroni specchio, o perché magari all'inizio ti hanno "buttata" in contatto con un cane che ti era una cosa sconosciuta, e per te è risultato uno stimolo sensoriale troppo forte.


    Però sì, se non l'hai appresa per neuroni specchio da qualcun altro, penso che derivi da qualche trauma più o meno forte. Tieni sempre conto che ciò che apprendiamo da bambini tende ad avere un impatto più forte a livello di costituzione della rete neurale rispetto a ciò che apprendiamo da adulti, perché da bambini gettiamo le basi, le fondamenta della rete.


    Poi probabilmente al lavoro la tua paura è stata sovrascritta, come tu stessa hai detto. Tante "good experiences" hanno sovrascritto la "bad experience" iniziale e ti sei riprogrammata, la rete neurale comunque sia è abbastanza plastica. E penso che più una persona sia abituata a stimoli forti fin da piccola, più si desensibilizzi agli stessi.

  • Questo l'ho sperimentato accorgendomi che di fronte a difficoltà o problemi "veri" sono molto più "sul pezzo": agisco, sono concentrata, focalizzata, non evito. Poi magari per una sciocchezza languisco ore in un vecchio ricordo struggente, piango per un nulla, mi arrovello nell'ansia anticipatoria di un evento che avrà luogo fra due settimane.

    Esatto. Quella è una sorta di prova indiretta di quanto scrivevo.

    Vale anche per me: quando devo scegliere un prodotto al supermercato e ci sono troppe alternative ...vado nel panico. Sto proprio male. Quando mi chiamano per problemi davvero gravi rispondo e risolvo anche mentre sto facendo altro.


    Ma l'ansia si crea per un trauma?

    Anche.


    Più che altro l'ansia è la potenziale conseguenza collaterale del trauma.


    Il trauma crea una sorta di "bias" che a sua volta usa l'ansia o la paura o altri sentimenti per allontanarci dalla causa del trauma o da quello che il nostro inconscio riconosce come tale.

    Omnis mendaciumo. Bis vincit qui se vincit in victoria. Re sit iniuria.

  • Sì è una delle cause principali e ci furono anche diversi studi di psicologia su ciò di cui avete scritto.

    Sì associa uno stimolo (cane) ad una risposta sgradevole (dolore del morso) così che poi il solo cane anche senza morso generi ansia.

    Sottoporsi alla vista e alla vicinanza del cane ripetutamente ed esperire che il cane non porta automaticamente dolore porta a fare morire o indebolire quell'associazione.

    Se non sbaglio si chiama "desensibilizzazione sistematica" quando viene usata nella terapia delle fobie.

  • Sì è una delle cause principali e ci furono anche diversi studi di psicologia su ciò di cui avete scritto.

    Sì associa uno stimolo (cane) ad una risposta sgradevole (dolore del morso) così che poi il solo cane anche senza morso generi ansia.

    Sì, può essere stato un morso o, adesso che ci penso, può essere stato anche un cane che ti abbia abbaiato dietro (rumore troppo forte) spaventandoti da piccolo, ad innescare la fobia, vattelapesca.

    Sai a cosa serve la tristezza in natura? A sopprimere. L'animale triste in natura è molto raro, accade quando l'animale ha un problema irrisolvibile e si lascia andare, un animale che si lascia andare in natura non dura tanto.


    Potrei farti due esempi di esperimenti con i topi, ma non penso sia necessario.

    Sai, ho pensato ad un altro scopo della tristezza in natura, pensa ad un gruppetto di uccellini nel nido che è un pezzo che non mangiano, inizieranno a strillare forte attirando i genitori, lo stesso accadrà a un gattino che si è perso, inizierà a miagolare forte per attirare l'attenzione della gatta.


    La tristezza in natura serve ai cuccioli per indurli ad alzare la voce ed esprimere il loro disagio, ottenendo soddisfazione delle loro necessità, motivo per cui i bambini piccoli piangono sempre. Probabilmente, ora che ci penso, questo è anche il motivo per cui è visto di cattivo occhio se un adulto si lamenta, a torto o a ragione viene percepito come infantilismo.

  • Tornando al discorso dell'emotività distinta nettamente dalla sensibilità, penso che una persona possa essere maggiormente sensibile se non è particolarmente emotiva.


    Per le ragioni spiegate, ossia il fenomeno del velo di maya, non puoi percepire nitidamente la realtà esterna a te e dunque anche il tuo prossimo se la tua percezione è parzialmente cieca.


    Un'altra ragione per cui chiamo la sensibilità vuota e l'emotività piena.


    La sensibilità presuppone un sé cosciente e presente ma vuoto di ego, ovvero vuoto di programma biologico e bias, disidentificato, il quale nel suo vuoto può accogliere al suo interno le percezioni della realtà circostante senza filtri né resistenze emotive. Moto da fuori verso dentro, assorbe le percezioni esterne e le porta al suo interno.


    L'emotività presuppone un sé parzialmente sostituito dal pilota automatico, pieno di ego, ovvero di programmi biologici, identificato, che si esprime dall'interno verso l'esterno, ma essendo già pieno non riesce ad accogliere molto al suo interno. Moto da dentro verso fuori, esprime la sua programmazione interna, verso l'esterno.


    Il principio è lo stesso del vuoto e di un corpo solido: dove c'è un corpo solido nello stesso spazio non può essercene un altro, solo se sei vuoto potrai accogliere gli altri al tuo interno, altrimenti lo spazio sarà già occupato da te, dal pieno del tuo ego.


    Un sé emotivo ciclerà all'interno delle sue "gorgonie" mentali precostituite, senza percepire la reale forma dei fulmini che gli arrivano dagli organi di senso, senza percepire l'esterno, in quanto distorcendo la loro forma, come un invaso determina la forma dell'acqua.

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