Farsi guidare da persone più giovani

  • Ciao a tutti, vorrei conoscere le vostre opinioni su questo tema: come vi sentite quando una persona più giovane vi guida?

    Guidare un po' in tutti i sensi: il superiore al lavoro, lo psicologo, il medico, il personale curante, forze dell'ordine, politici... tutte quelle persone che in un modo o nell'altro influenzano la nostra vita, ci accompagnano o la dirigono.


    A quasi 57 anni predico di essere aperto, che mi adatto, che rispetto tutti, che non giudico e tante altre belle cose. Invence non è vero.

    • Non riesco a rispettare il mio nuovo capo di 40 anni e lo reputo un immaturo capriccioso (è intelligentissimo, forse solo un po' introverso)
    • L'anno scorso ho subito un'operazione e non mi fidavo per niente del chirurgo che era molto più giovane di me (mi ha rimesso a nuovo)
    • Le inferimere all'ospedale: un branco di ragazzine! (che mi hanno curato e sopportato amorevolmente)
    • Psicologi più giovani: ma cosa volete mai capire?
    • Politici giovanissimi: no comment
    • Colleghi più giovani: ma daiii...
    • eccetera, eccetera, eccetera

    Razionalmente vanno tutti bene, fanno tutti del loro meglio e sanno cose che io neanche mi immagino.

    Sono stato giovane anch'io e non ho fatto solo casini ;)

    Però... però dentro di me rispetto solo gente della mia età o più anziani. E non è giusto, lo so che non è giusto. Cosa farò quando sarò veramente vecchio? Col deambulatore e il pannolone? La cataratta e il cervello fuori fase? È ora di cambiare il modo di vedere le cose, ma come fare?


    Grazie per i vostri commenti :)

    Chaque putain de chose qu'on fait dans cette vie, on doit la payer (Édith Piaf)

  • Ciao tici!
    Purtroppo ho il tuo stesso problema. Nel mio caso, non si tratta di mancanza di rispetto ma di mancanza di fiducia: più il tempo passa e più invecchio io (ho 42 anni), più è fisiologico che aumentino i professionisti più giovani di me... ma io vorrei fossero sempre più anziani di me! (di età e di servizio) Mi rendo conto che si tratta di un ragionamento assurdo, ma ho davvero difficoltà ad affidarmi ai lavoratori più giovani (per quanto sia perfettamente consapevole che tra loro ci sono persone in gamba, preparate, professionali, ecc.).

    Probabilmente il fatto che al lavoro ho avuto brutte esperienze mi ha condizionata parecchio (da me parecchi giovani hanno un modo di lavorare che non comprendo: cellulare sempre in mano, massima resa con minimo sforzo, atteggiamenti per niente umili, pretese su pretese, ecc.); però, di getto, se so che una persona è più giovane di me, parto un po' prevenuta, lo ammetto (eppure in certi casi l'essere alle prime armi è una qualità, lo so: c'è più entusiamo, si è più freschi di studi, c'è più attenzione, ecc.).

    Nel mio caso specifico, credo che questa mia mancanza di fiducia sia da ricercarsi nella poca autostima che ho di me: ne ho poca adesso, superati i 40 anni e con un po' di esperienza alle spalle, figuriamoci quando ne avevo 20 di meno... E, se non mi fido di me (la me di adesso e la me giovane), come posso fidarmi degli altri?

    E' un tema che cerco di affrontare spesso con me stessa... Come te, anch'io sono alla ricerca di una soluzione (perchè il tempo - ahimè - avanza per tutti!).

  • A me non dà fastidio a priori, però mi fa strano, come se mi fossi persa quel passaggio in cui i professionisti - medici, agenti immobiliari, dentisti, perfino il sindaco! - sono diventati più giovani di me ^^

    Cioè, io mentalmente sono ferma a quando andavo dal "Dottore" e lui era un signore che poteva tranquillamente essere mio padre.

    Ammetto di rimanere spiazzata quando sento l'anno di nascita (o vedo palesemente un faccino fresco e giovane) e mi si presenta come professore o medico.


    L'ambito in cui ammetto di storcere il naso e avvertire mancanza di fiducia è quello degli psicologi: sarà un limite mio, ma non mi capacito di come una ragazza o ragazzo di 25 anni possa comprendere i miei problemi e aiutarmi a elaborarli, quando (salvo casi di vite particolarmente precoci e intense) lui/lei non ha vissuto praticamente nulla tra relazioni, lavoro, famiglia, esperienze. Ecco lì mi sentirei a disagio, in realtà anche con coetanei o professionisti con pochi anni più di me: sentirei l'esigenza di un maggiore stacco d'età, indicativamente una generazione. Forse vi ricerco una figura genitoriale, non so.

  • A me non dà fastidio a priori, però mi fa strano, come se mi fossi persa quel passaggio in cui i professionisti - medici, agenti immobiliari, dentisti, perfino il sindaco! - sono diventati più giovani di me ^^

    Cioè, io mentalmente sono ferma a quando andavo dal "Dottore" e lui era un signore che poteva tranquillamente essere mio padre.

    Ammetto di rimanere spiazzata quando sento l'anno di nascita (o vedo palesemente un faccino fresco e giovane) e mi si presenta come professore o medico.

    Vero! Un po' come quando vedi quello che tu ricordi come un bambino alla guida di una macchina... perchè sì, ha già 18 anni e ha preso la patente! =O

    Ecco lì mi sentirei a disagio, in realtà anche con coetanei o professionisti con pochi anni più di me: sentirei l'esigenza di un maggiore stacco d'età, indicativamente una generazione. Forse vi ricerco una figura genitoriale, non so.

    E' la stessa mia esigenza: uno stacco di circa una generazione (che, nel mio caso, vuol dire intorno ai 60 anni). Anch'io mi sono chiesta da cosa derivi questa mia necessità, del perchè senta il desiderio di avere di fronte una persona con un (bel) po' di esperienza più di me...

  • Vero! Un po' come quando vedi quello che tu ricordi come un bambino alla guida di una macchina... perchè sì, ha già 18 anni e ha preso la patente! =O

    Ma esatto!! Cioè, cuginetti di II grado che ho visto appena nati al nido dell'ospedale...!! Ora guidano, hanno fidanzati/e, vanno a lavoro e fumano!! :D Oppure gli amichetti di mio fratello che venivano a casa (io andavo all'università) ora sono uomini!!


    E' la stessa mia esigenza: uno stacco di circa una generazione (che, nel mio caso, vuol dire intorno ai 60 anni). Anch'io mi sono chiesta da cosa derivi questa mia necessità, del perchè senta il desiderio di avere di fronte una persona con un (bel) po' di esperienza più di me...

    Nel mio caso penso sia dovuto al ruolo che attribuisco alla figura genitoriale, e all'istinto innato che vede nel genitore una guida... Se andassi da uno psicologo, mi sentirei più a mio agio se avesse dai 48-50 in su...

  • Ti capisco, in parte sono anche io come te, probabilmente tu penseresti lo stesso di me ahah! (ho 32 anni).


    Comunque io vado per compartimenti, nel senso che se dovessi essere operata mi ispirerebbe più un chirurgo che ha maturato una certa anzianità ed esperienza (ad esempio anni fa feci un intervento e mi operò per puro caso il primario, anziano e luminare, il massimo della fiducia per me, poi l'intervento andò ottimamente); non nego che se mi trovassi di fronte un chirurgo più giovane di me un pensiero lo farei, ma non a ragione, perché ad esempio i medici giovani hanno una formazione all'avanguardia, certo quello che potrebbe mancare è l'esperienza.

    Parlavo tempo fa con un mio amico dentista che mi diceva che spesso chi è considerato, anche a ragione, un luminare, si adagia sugli allori e magari non continua ad aggiornarsi, continuando a lavorare ottimamente, ma con metodi superati. Mentre i giovani hanno un altro approccio e sono sempre costantemente formati e aggiornati. Ovviamente con questo non voglio dire che tutti i medici/professionisti senior non siano aggiornati ma certo sentire questo discorso da chi è dentro l'ambiente medico è stato interessante.


    Poi che altro... come Saritta anche io non potrei mai affidarmi a uno psicologo che sia più giovane di me, non riuscirei. Perché ho bisogno di sentire che dall'altra parte c'è una persona più grande, con più esperienza.

  • È lo stesso per me, vedo che non sono la sola :P

    Cerco di pensare che più si è giovani, più si ha elasticità mentale. Penso sia bello dare fiducia alle nuove generazioni. Non è detto che un medico anziano, per esempio, per quanto esperto, abbia la stessa intuizione di un medico giovane.

    Anche se visto dal fondo dell'acqua appare deformato, il cielo è cielo.

    Banana Yoshimoto

  • Forse è perchè certe cose della vita le ho imparate relativamenge tardi, o le sto ancora imparando, che per certi ambiti preferirei una persona più anziana. Più saggia di me. Perchè mi dico che solo con l'età si possa imparare.

    Ma poi penso alla mia "freschezza", che cala di giorno in giorno: fino a quando sarò ancora utile a qualcuno? Ad un certo punto la mia esperienza non servirà più a niente e vivrò solo di ricordi: verrò ancora visto come saggio? O solo come un vecchio bamba?

    Sarebbe ora di accettare una guida giovane, ma faccio fatica.

    Chaque putain de chose qu'on fait dans cette vie, on doit la payer (Édith Piaf)

  • Io ti direi che...dipende.

    Personalmente mi baso molto sulla persona più che sull'età, eppure sono anche un po' vecchia scuola, per me l'esperienza conta.

    In consulenza IT spesso capitano carriere velocissime per cui ti ritrovi il capo di 31 anni; tu nei hai >40, hai visto n progetti, n clienti diversi, hai più esperienza, più titoli, certificazioni, e quello però è la star del momento, che fai? Ti adegui, ma mai nella vita potrò pensare davvero di saperne meno, è chiaro che non è così, ma abbozzo e passo oltre.

    Al momento i miei capi sono più grandi di età di una decina d'anni, non moltissimo, mi trovo benino. Ma so che capiterà quello che dici.

    In generale io penso che le aziende dovrebbero cercare quando possibile di mantenere un minimo di decenza, e quindi non mettere ventenni come capi di cinquantenni, ma a volte non si può fare altrimenti, e allora bisogna abbozzare, è l'unica.

    Però capisco quello che dici; io credo che prima o poi tutti verremo visti come dei vecchi bamba, e prima o poi...lo saremo davvero, non credi? Io mi sento ancora però nel pieno delle forze e delle capacità, spesso ricerco una figura paterna (mio padre è morto presto), sento di averne bisogno proprio, e mi piace quindi che chi mi guida abbia i capelli bianchi. Per me un uomo di 57 ma anche 60, 62 anni sia ancora al top come guida, poi ovviamente andando verso i 70 le cose possono cambiare.

    Mia mamma, che è ha superato gli ottanta da diversi anni (!!!=), si sente ancora giovane e spesso mente sull'età, perchè non vuole essere vista come una "vecchia rimbambita". Si arrabbia moltissimo quando dico a qualcuno la sua verà età, e generalmente non vengo creduta, perchè li porta molto bene e nei vari contesti riesce ancora a imporsi. Non so se potrò essere come lei, al momento non credo.

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