Donna che guadagna molto più del partner

  • Beh è chiaro che la vita lussuosa a quel punto la finanzia lei, non credo ti chiederebbe di contribuire in egual misura pur sapendo che non hai le stesse entrate sue...

    Qui potrebbe nascere un problema. Io mi sentirei in colpa, dover farmi pagare viaggi, ristoranti e cose simili, sarebbe molto frustrante. Allo stesso modo, se dovessi pagare tutto io alla mia partner a una certa potrebbe anche farmi rodere. Queste però sono conseguenze, al limite dell'OT.

  • Ciao a tutti, apro il mio primo thread sperando che il tema non sia stato già trattato (in tal caso mi scuso).


    La mia domanda è sostanzialmente rivolta agli uomini (ma ovviamente anche le donne possono intervenire!): intraprendereste una relazione con una donna che ha un'ottima posizione professionale e che guadagna molto più di voi? La cosa vi creerebbe disagi?

    Siate sinceri, mi raccomando! 8o

    A me no: non creerebbe alcun disagio, però va tenuto in conto che io so cosa significa avere una posizione di quel tipo, quindi attuo una comprensione che va al di sopra della media.


    Se la stessa cosa accade a un uomo che non ha mai provato (nemmeno indirettamente) la situazione di avere una certa posizione professionale: allora potrebbe non capire. Se questo uomo è maschilista allora potrebbe non voler capire o non accettare.


    Ed è altrettanto chiaro, come dice Juniz parlando di sua sorella, che nel caso in cui la donna avesse maggiori impegni lavorativi, a quel punto è l'uomo che si troverebbe a dover assorbire gran parte del lavoro familiare (fare i compiti con i bambini, lavarli, vestirli, accompagnarli a scuola, ecc..).

    E mi sembra proprio questa la dinamica che gli uomini faticano ad accettare: non vogliono (più che "non possono") fare la "donna" della situazione.

    Il potere in questo caso non deriva solo dal volere, ma anche dalla naturale propensione dell'individuo. In alcuni casi "vogliono, ma non possono", nel senso che vorrebbero, ma non ne sono realmente in grado. E vale anche per tante donne.


    Un esempio ce l'ho molto vicino e la mia osservazione è differente: per l'uomo in questione è un problema. È un problema di autostima, di immagine, di posizione sociale. In sostanza, si sente inferiore e gli dà fastidio.

    Forse per via della matrice di educazione maschilista.


    Se non mi fa pesare la cosa come superiorità sua ed inferiorità mia no, anzi meglio.

    L'importante è che si rispetti la gerarchia. Chi dei due frequenta più assiduamente il mondo e la natura "rude e competitiva" della sopravvivenza: quando si parla di certi argomenti è estremamente probabile ne sappia di più.


    L'errore che fanno tanti casalinghi e tante casalinghe sta proprio nel considerare la loro visione (parziale) del mondo come al pari di chi magari passa le giornate tra le spade della competizione professionale.


    Non è questione di superiorità o inferiorità, ma semplicemente di "gradi sulla divisa". Avere certe esperienze alle spalle da una naturale autorevolezza riguardo quegli argomenti.

    Omnis mendaciumo. Bis vincit qui se vincit in victoria. Re sit iniuria.

  • Hai ragione, ma non pensi che queste abilità possano derivare anche da una sorta di "allenamento", piuttosto che soltanto da una questione di genere? Detto in altre parole: se tuo padre avesse avuto il ruolo di tua madre (per cause di forza maggiore) magari col tempo avrebbe imparato anche a capirti e ascoltarti di più (alla fine anche i maschi penso riescano a sviluppare un'intelligenza emotiva con il tempo, se stimolati)

    Mio padre nello specifico no, perché è nello spettro autistico, non aveva (non ha) le skills per poter intercambiare in un ruolo femminile. Mia sorella infatti è nella stessa situazione con alcune differenze ma come dicevo è mio cognato ad essere un po' il "materno" della coppia.


    In verità non penso sia una questione di genere, a parte mio cognato, conosco molti uomini che hanno quelle skills, invece penso che chi non ha quell'imprinting di base difficilmente può svilupparlo (intendo anche donne biologiche). Il mio pensiero è un altro: credo che difficilmente un uomo come mio cognato attragga una donna che abbia le sue stesse identiche energie empatiche ed emotive, la mia teoria è che se io (ad esempio) ho molta intelligenza emotiva, verrò attratta da chi ne è più carente, ma al contempo io sarò carente di altre qualità avendo più sviluppata l'intelligenza emotiva, e così via. Energia femminile ed energia maschile (che prescindono dal sesso di genere) devono trovare un equilibrio.


    Una donna con una grande quantità di energia maschile (competitiva, più razionale che emozionale, più pratica che profonda) secondo me non può stare con un uomo che sia come lei, mancherebbe uno scambio "energetico", una finirebbe per competere contro l'altro.


    Certo la mia è appunto solo una teoria, per dire, se uno è impaziente, ansioso, complessato: l'altro necessariamente deve compensare questi aspetti e avere "più" pazienza, "meno" ansia, "meno" complessi ...

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