Consigli miglioramento metodo di studio universitario

  • Salve, sto cercando consigli su come rispettare, una volta per tutte, il mio piano di studi universitario, affinché io diminuisca le possibilità di uscire fuoricorso. Le date di molti esami che devo recuperare sono inevitabilmente a ridosso l'una dall'altra, un problema che persiste da sempre e non c'è nulla da fare a riguardo. Il punto è che finora non ho avuto il coraggio di resistere all'enorme stress mentale che ciò comporterebbe, ma allo stesso tempo so che non avrei altra scelta.


    Il 2024 dev'essere l'anno decisivo della mia carriera universitaria. Voglio una volta per tutte farla finita con i limiti del mio metodo di studio mnemonico e scarsamente argomentativo.


    Mi rivolgo a chiunque si sia trovato (o che stia vivendo in tempo reale) nella mia stessa situazione e che abbia quindi avuto successo a conseguire il suo titolo di laurea. Accetto qualunque consiglio, anche ciò che non vorrei sentirmi dire. Grazie a chiunque mi dedicherà parte del suo tempo e Buone Feste.

  • Bisognerebbe sapere come organizzi il tuo piano di studi.
    Poi, consiglio super spassionato: nella smania di dover recuperare tutti gli esami in arretrato, prova a non sovraccaricarti di lavoro. Ci sono tabelle di marcia che non si possono rispettare, e non riuscire ti fa scivolare nella spirale del senso di fallimento/colpa/procrastrinazione.
    Cosa studi? Non lasciarti sopraffare dall'ansia di uscire fuoricorso. Piano piano ce la farai.

  • Bisognerebbe sapere come organizzi il tuo piano di studi.
    Poi, consiglio super spassionato: nella smania di dover recuperare tutti gli esami in arretrato, prova a non sovraccaricarti di lavoro. Ci sono tabelle di marcia che non si possono rispettare, e non riuscire ti fa scivolare nella spirale del senso di fallimento/colpa/procrastrinazione.
    Cosa studi? Non lasciarti sopraffare dall'ansia di uscire fuoricorso. Piano piano ce la farai.

    Sono al quinto anno di Scienze della Formazione Primaria (scelta non dettata da vocazione, quanto invece per scarsa consapevolezza e, con il senno di poi, per fare definitivamente pace con molti lati del mio passato. Puntualizzo solo per far capire il motivo che sta alla base della mia eccessiva lentezza nello studio, rispetto agli altri). Ho 19 esami da recuperare, sparsi per i primi 4 anni, più i 9 esami previsti dal mio attuale quinto anno, per un totale di 28 esami da dare.


    Per adesso ho segnato tutte le date sul calendario fisico e sto dando una prima lettura agli argomenti che devo trattare in sede d'esame.


    Il problema più grande sono gli esami orali, che costituiscono il 99% del mio corso di laurea. Gli scritti sono rari, e proprio lì mi sento molto più a mio agio e li svolgo volentieri (da sempre credo di sentirmi più a mio agio nello scrivere piuttosto che nel parlare). L'ultimo esame orale che ho dato è stato nel mese di Luglio 2022, fondamentalmente un anno e mezzo fa. Ho perso il conto delle volte in cui ho saltato l'appello degli stessi vecchi esami, avevo una paura invalidante di affrontare il contatto visivo dei professori e argomentare senza scadere in un linguaggio elementare. Ma soprattutto perché molti di questi argomenti mi toccano personalmente e non ho ancora avuto le forze mentali per andare oltre, nonostante da poco abbia iniziato un percorso di psicoterapia. Ho sempre studiato a memoria, e solo di recente mi sto sforzando a sviluppare un pensiero critico per argomentare con più naturalezza. Nessuno mi ha insegnato come studiare davvero, immagino sia un luogo comune per molti.


    Spesso io ho anche e soprattutto la tendenza a sbagliare l'accento di molte parole (esempio: schizofrenia, edile, controversia, ecc.) e questo mi blocca, perché molti termini che trovo difficili presentano questa mia difficoltà e, tra l'altro, sono una costante nei libri di testo d'esame. Anche se imparassi più e più volte l'accento giusto, puntualmente mi dimentico. La cosa che mi consola è che so utilizzare i congiuntivi, che semmai li sbagliassi, sarebbe una rarità.

  • Hai avuto qualche trauma durante un esame orale, per caso? Io mi sono bloccata così sia per la facoltà sbagliata, sia per traumi legati ai primi esami.

    Ora ho ripreso a studiare.

    Sì. Traumi legati ai primi esami. Il modo di fare di una professoressa mi metteva soggezione, per quanto umanamente io la stimi. Tra l'altro è la stessa prof che ha gestito le pratiche del test d'ingresso in facoltà. Quel primo impatto ha influito su ciò, sicuramente. Con lei avevo fallito uno di questi esami che trattano argomenti che mi toccano molto sul personale (hanno molto a che fare con le dipendenze affettive, gelosie, disfunzionalità delle relazioni familiari, bullismo e altra m∙∙∙a che non ho ancora avuto modo di superare. Da questo punto di vista mi sento una fallita. Quando passerò questo esame, sarà uno dei festeggiamenti più sentiti della mia vita. Perché è come se, finalmente, chiudessi un capitolo pesante e sofferente della mia infanzia/adolescenza.)

  • Sì. Traumi legati ai primi esami. Il modo di fare di una professoressa mi metteva soggezione, per quanto umanamente io la stimi. Tra l'altro è la stessa prof che ha gestito le pratiche del test d'ingresso in facoltà. Quel primo impatto ha influito su ciò, sicuramente. Con lei avevo fallito uno di questi esami che trattano argomenti che mi toccano molto sul personale (hanno molto a che fare con le dipendenze affettive, gelosie, disfunzionalità delle relazioni familiari, bullismo e altra m∙∙∙a che non ho ancora avuto modo di superare. Da questo punto di vista mi sento una fallita. Quando passerò questo esame, sarà uno dei festeggiamenti più sentiti della mia vita. Perché è come se, finalmente, chiudessi un capitolo pesante e sofferente della mia infanzia/adolescenza.)

    Ciao clarity9 scusa, mi rendo conto che il messaggio di ieri è andato in buona parte cancellato (scrivo da cell).

    Per quanto riguarda l'esame in questione, che ne pensi di lasciarlo per ultimo, magari?

    Hai provato a ripetere con qualche collega? Cosa ti succede se pensi a quell'esame in particolare? Io, per esempio, sono terrorizzata da un esame di economia e da tutto ciò che riguarda i numeri. Alle elementari, la maestra di matematica mi umiliava e bullizzava (e non per la materia, perché andavo bene, ma mirava a distruggermi come persona).

    Se la docente non ti fa sentire serena, non c'è modo di sostenere l'esame con un'altra persona?

  • In questo momento sono impossibilitato a leggere tutte le risposte, ad ogni modo vorrei porti qualche domanda di tipo amministrativo. Com'è organizzata la sessione d'esame? Ossia quanti appelli sono previsti per ogni sessioni e quanto tempo intercorre tra un appello e l'altro? l'Ateneo o la Facoltà ammette il salto d'appello? Nel tuo cds è previsto un tirocinio? Considerando che il tuo obiettivo è non andare fuori corso, c'è una scadenza da rispettare per la richiesta di tesi?


    Prometto di recuperare tutto in serata!

  • Ho recuperato leggendo tutti i messaggi precedenti. Non posso esimermi dal dirti che è una situazione complessa riuscire a non andare fuori corso, tuttavia stai parlando con una persona che ha iniziato l'università molto più avanti con l'età rispetto alla maggior parte dei colleghi freschi freschi di maturità. Questo per dirti che ogni persona intraprende, percorre e conclude un percorso con i propri tempi.

    L'appunto di LadyMarion898 è molto importante. Questa docente è l'unica titolare di questa cattedra? Il corso è canalizzato e avresti la possibilità di sostenere questo esame con un altro docente?

    Per ciò che concerne il metodo di studio, devo dire che ho dovuto "crearmene" uno ad hoc per la mia persona. Le scuole dell'obbligo non aiutano sicuramente, però posso dirti che ognuno di noi deve trovare il proprio. Ci sono persone che hanno un'ottima memoria visiva e quindi studiano attraverso slide o sottolineando con diversi colori ad esempio.

    Personalmente, ho sempre riscontrato difficoltà nella preparazione di un esame da non frequentante, le lezioni mi hanno quasi sempre aiutato, soprattutto perché oltre che ricevere una prima infarinatura attraverso la mediazione del o della docente, la seconda fase del mio studio comportava una facilitazione nell'integrazione dei concetti attraverso i manuali in programma e una mia rielaborazione degli stessi. Mi raccomando, non ti scoraggiare e buona fortuna!

  • LadyMarion898  Zaraki grazie del vostro tempo dedicato a me.


    Non ci sono alternative, quella professoressa è la mia unica possibilità. Quando penso alle tematiche da discutere in sede d'esame di quella sua specifica disciplina, in me si smuovono sentimenti contrastanti alla bocca dello stomaco, una sorta di nausea mista a paura, rabbia e tristezza. Al tempo stesso mi farebbe piacere parlarne, perché in un modo o nell'altro è come se mi dessi da fare per chiudere un capitolo personale del passato, ma attualmente prevale più la sensazione invalidante di dimenticarmi improvvisamente tutto, come se il cervello andasse in protezione per tenermi al sicuro da tematiche che, per molto tempo, mi hanno fatto soffrire non poco.


    Le sessioni d'esame della mia università sono organizzate così: in un mese, c'è solo un appello per ogni disciplina prevista dal mio corso di laurea.

    Gennaio e Marzo sono gli appelli straordinari (che io non posso ancora permettermi perché non ne ho i requisiti), gli ordinari invece sono a Febbraio, Maggio, Giugno, Luglio, Settembre e Dicembre.


    Gli appelli che m'interessano sono spesso ravvicinati l'un altro, e in passato ero costretta a rinunciare a molti di questi per trovare la massima tranquillità di sostenere almeno un esame. Ma il più delle volte finiva che non mi presentavo nemmeno per quel suddetto esame in cui ho riposto le mie ultime speranze, non so se mi spiego.


    Non posso più continuare così, perché il problema delle date e degli orari ravvicinati è sempre stato uno dei peggiori difetti incorreggibili della mia università, anche quando molti anni fa era frequentata da mio fratello. E intanto mi dispero, perché sto forzando a bruciare delle tappe, e soprattutto perché sento di essere davvero stufa di tutto questo.

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