Asessualità

  • Sicuramente ne avrete ormai sentito parlare. Io non so se ne faccio parte, so solo che sono una persona poco passionale e che ho bisogno di creare un legame emotivo molto forte per lasciarmi andare. Questo in teoria potrebbe chiamarsi demisessualità. Tuttavia non sono proprio sicuro che una volta trovato il partner ideale avrò tutta questa voglia di farci l'amore spesso, quanto spesso si faccia nemmeno lo so. Il mio più grande terrore è perdere qualcuno per questo motivo. Mi sono sempre interrogato sulla possibilità di avere un blocco psicologico, dal mio punto di vista no, ma non posso escluderlo e nemmeno so come fare. Ho provato a frequentare l'ambiente asessuale ultimamente, ma ne sono rimasto molto deluso.

    Tutti questi pensieri, questi timori, definizioni, scenari etc come condizionano il tuo comportamento e le tue conoscenze?

    namasté

    Love all, trust a few, do wrong to none

  • Ciao. Io posso solo dire che sarei demisessuale anch'io. Che poi una volta il "demisessuale" era una persona normalissima, quando il sesso non era una moda della società edonista.


    Capisco la tua preoccupazione.

    Io non trovo mai attraente a livello sessuale nessuno ma quando mi innamoro la voglia ce l'ho e subito. Per me è più preoccupante il problema dell'inesperienza, che potrebbe fare fuggire l'altra persona o creare disagio.

  • Non lo so, non credo più di tanto. Finché qualcuna non mi piace va tutto bene, quando inizia a piacermi arrivano anche i pensieri.

    Bene, direi benissimo.


    È fisiologico. Finché non abbiamo nulla da perdere siamo spensierati. Quando iniziamo ad aprirci e lasciamo che gli altri ci guardino dentro, diventiamo vulnerabili. È così per tutti.


    Prova a guardarti allo specchio, osserva le tue spalle. Sono larghe e dritte... riescono a sopportare questi pesi, sono fatte per resistere, facesse anche male, non cadrai e se cadrai ti alzerai.


    Forza e coraggio.

    namasté

    Love all, trust a few, do wrong to none

  • Aven aveva il suo senso gli anni in cui salì alla ribalta David Jay etc. Asessualità: "non ci piace fare sesso, è eccitante quanto svolgere un teorema di algebra." Punto. Da li si può fare qualche speculazione in più ("eh ma se ti fa schifo il sesso è perché c'hai un trauma", "eh ma se non ti piace è perché non l'hai provato") ma quella frase esprimeva al meglio il concetto di asessualità, senza troppe pippe, chiaro e comprensibile, poi ogni vicenda personale veniva esplorata dai due individui coinvolti nel rapporto. Oggi Aven è un caos, demisessuali, sessuali romantici, grey, etc insomma una corsa frenetica a identificare un sottogruppo ed etichettarlo. C'hanno infilato pure i Sapiosessuali. Non si capisce più niente, asessuale (o in un sottogruppo) può virtualmente esserci chiunque: a questo punto perché non i biondosessuali? "io faccio sesso solo con le persone bionde" (eh, ci saranno) o gli "altosessuali" o i "camiciasessuali"?

    Totalmente d'accordo con te! Nelle questioni di genere e/o orientamento sessuale si assiste a questa vera e propria deriva tassonomico/etichettatoria che sfiora il grottesco. Mi colpisce davvero molto questo esasperato bisogno di autodefinirsi, di fare parte di gruppi e sottogruppi, di rivendicare identità.


    Ho curiosato anche io in Aven in passato, sempre con la chiara consapevolezza di non essere Asessuale, bensì di avere delle difficoltà sessuali. Non escludo che possa esistere la asessualità in senso stretto (per quanto la si definisca in modo abbastanza fumoso). Da un punto di vista puramente logico trovo bizzarra la pretesa dell'asessualità (presunta) di far parte degli orientamenti sessuali; parto dalla considerazione che per parlare di orientamento bisogna avere qualcosa da orientare, ma se non c'è questo impulso, questa spinta, che senso ha parlare di orientamento.


    Infine, non c'è dubbio che infilare sé stessi in qualche categoria/minoranza sia di gran lunga più confortante e consolatorio di ammettere di avere delle difficoltà in quell'ambito.

  • Sicuramente ne avrete ormai sentito parlare. Io non so se ne faccio parte, so solo che sono una persona poco passionale e che ho bisogno di creare un legame emotivo molto forte per lasciarmi andare. Questo in teoria potrebbe chiamarsi demisessualità. Tuttavia non sono proprio sicuro che una volta trovato il partner ideale avrò tutta questa voglia di farci l'amore spesso, quanto spesso si faccia nemmeno lo so. Il mio più grande terrore è perdere qualcuno per questo motivo. Mi sono sempre interrogato sulla possibilità di avere un blocco psicologico, dal mio punto di vista no, ma non posso escluderlo e nemmeno so come fare. Ho provato a frequentare l'ambiente asessuale ultimamente, ma ne sono rimasto molto deluso.

    Per esperienza (avuto partner asessuale) ti dico che non solo non hanno molta voglia di fare sesso, possono vivere senza per mesi, ma non hanno nemmeno una grande affettività. Non amano il contatto fisico, non avendone bisogno.

  • Nelle questioni di genere e/o orientamento sessuale si assiste a questa vera e propria deriva tassonomico/etichettatoria che sfiora il grottesco. Mi colpisce davvero molto questo esasperato bisogno di autodefinirsi, di fare parte di gruppi e sottogruppi, di rivendicare identità.

    Assolutamente d'accordo!!!

    La battaglia del movimento gay italiano (storicamente non molto coeso con il corrispondente lesbico) è stata fin da subito una lotta politica, contro ignoranza, violenza, prevaricazione, derisione, ed è stata invece coesa con i movimenti studenteschi e femministi, in stragrande maggioranza declinati a sinistra, anche se c'è sempre stata una componente più culturale, legata ai radicali, che comunque fino a Berlusconi erano anch'essi a sinistra - e non parlo tanto di partiti in sé ma del complesso delle rivendicazioni culturali e antropologiche di tutti i gruppi vessati dal potere del capitale e dal potere della Chiesa: a governare c'erano i fanfani e gli andreotti, gli agnelli e i cuccia, a contestare c'erano i Pasolini, i berlinguer, i nenni, tutti comunque collocati in un'italia al centro dell'europa, in equidistanza tra tensioni liberiste e ideali socialisti, mentre nella società ci si dibatteva tra il sogno americano e la paura dei carrarmati sovietici.

    Questo pippone per far capire ai più giovani come sia tutto radicalmente cambiato, e che il "sogno" ci ha completamente colonizzato, peccato che nel frattempo sia diventato un incubo tecnofinanziario senza più alcun argine né sociale, né politico, né legale né etico.


    Ecco che la lotta per l'uguaglianza e i diritti delle minoranze è stata stravolta in "diritti individuali" e poi "identità individuali", dopo almeno 30 anni di maccartismo in cui qualsiasi cosa che vagamente avesse a che fare con "comunità" è stata criminalizzata, ed è stato invece esaltato tutto ciò che è privato, profittevole e transnazionale.


    Fine del pippone per dire che la divisione in gruppi, sottogruppi, sottosottogruppi in ogni ambito è meravigliosamente funzionale all'impedimento di qualsiasi reale protesta o rivendicazione.


    E persino qualsiasi autentica discussione, come tristemente vediamo negli ultimi anni.


    P.S. non è OT come sembra... ;) anzi, mi sembra un chiarimento indispensabile laddove si parla di sessualità, per evitare l'ormai automatica e stupida associazione LGBTQ+=liberismo

    (nelle mille siglette comprese dal + ci sono anche gli asessuali)

    l'indipendenza, che è la mia forza, implica la solitudine, che è la mia debolezza. PPP

  • (nelle mille siglette comprese dal + ci sono anche gli asessuali)

    Ci sono ulteriori aggiornamenti, ora siamo a LGBTQI(intersessuali**)A(asessuali) +.

    Ma potrei essermi perso qualcosa.


    **si accoppiano solo ed esclusivamente tra tifosi nerazzurri, indipendentemente dal genere biologicamente determinato. :S

  • Fortemente d'accordo con bruce0wayne


    Si contestualizza un'ideologia del fatto che "essendo nel 2023" il sesso non deve essere un tabù; questo quindi viene sparpagliato e modificato a piacimento, con l'unico neo che il tutto è ancora tabù.


    Caro amico, sotto certi aspetti ci intendiamo. Anche io, se non ho un legame emozionale, non ho stimoli sessuali nei confronti della persona che ho di fronte. Anche avendo un legame emozionale solido, la frequenza così come il desiderio vengono da sé, senza doverli cercare. Non c'è una regola per la frequenza. Chi ti dice il contrario è perché vuole ostentare le sue performance, dove la stragrande maggioranza delle volte sono balle.


    Vivi tranquillamente e lasciati trasportare dalle emozioni, che sapranno guidarti anche nel mondo del sesso.

  • viene sparpagliato e modificato a piacimento, con l'unico neo che il tutto è ancora tabù.

    Verissimo.

    Se dall'apparenza si guarda alla sostanza il sesso è un tabù molto più di prima, in linea perfetta con la deriva puritana e ipocrita della "cultura" americana.

    l'indipendenza, che è la mia forza, implica la solitudine, che è la mia debolezza. PPP

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