Stanca di sentirmi così

  • Marito… credimi faccio di tutto per cercare di capire, di aiutarlo, di poter trovare strade migliori per lui consigliandogli qualcosa di differente e invece mi ritrovo queste risposte ogni volta. Stiamo insieme da anni ormai eppure ad oggi mi sembra di parlare con un muro, mi sento così affranta, non riesco a fare un discorso che parte in quarta e alla fine finisce con il litigio, ogni volta. Io cerco di fargli comprendere come mi sento a vederlo così perché fa male anche a me nonostante io stia già male per i fattori di cui abbiamo già parlato nelle precedenti conversazioni ma io reagisco per la mia vita ci provo e lo faccio anche per noi come coppia. Ma alla fine mi trovo con le spalle al muro alzo le mani mi arrendo e poi cerco nuovamente il dialogo senza risultati.

    Ma il vostro rapporto è sempre stato così? Perché dovresti aiutarlo, spiegaci meglio la natura del problema che vedi alla base così abbiamo un modo migliore per consigliarti.

    Probabilmente reagisce in questo modo perché quando inizi il discorso sa che in fondo non hai tutti i torti e questo lo fa stare male e di conseguenza parte al contrattacco negando l'esistenza di un problema.

  • Mi sento sola anche se intorno ho la mia famiglia. Parlo ma non riesco a far comprendere le mie parole

    Se, come immagino, parli alla tua famiglia adottiva: non aspettarti comprensione, e non certo per colpa loro.

    Potrebbero capire solo nel caso fossero persone ad uno stadio di evoluzione elevatissimo, a livello di "iniziati": non puoi chiedergli questo.

    Ne parli in termini molto elogiativi, e questo mi fa intuire che abbiano fatto davvero tantissimo per te.

    Prova a spostare la tua attenzione dall'approccio "mi lamento per la mancata comprensione" a quello "provo immensa gratitudine per quello che ho ricevuto".

    Sembrerà banale ma hai provato a parlarne con la tua famiglia e le persone più care? Come hanno reagito davanti al tuo pianto? Probabilmente oltre alla spensieratezza potrebbe mancarti anche un po' di empatia da parte loro?

    Non lo farei, come ho provato a spiegare sopra, è quasi impossibile una piena comprensione, infatti:

    mio padre è distrutto dal dolore quando mi vede piangere

    C.V.D.


    Loro hanno dato e danno quello che possono, e mi pare già tantissimo.

    Io sentirei un' immensa gratitudine per questo.

    Ci provo a far comprendere ma forse non riesco totalmente ad esprimere ciò che provo

    È un dato di fatto, accettalo serenamente perché al momento non c'è soluzione.

    Ma non fermarti al lamento, è inutile e dannoso sia per te stessa sia per la famiglia ed altre persone per te importanti.

    Vai oltre, perché c'è dell'altro, devi solo imparare a vederlo e a dargli importanza.

    ieri ho provato a far capire ad una persona che sta perdendo di vista la sua vita mettendo in difficoltà chi gli sta intorno, compresa me che sono parte principale della sua vita e in cambio ho ricevuto il nulla

    Probabilmente sono i suoi demoni a spingerla a questo comportamento.

    Tu puoi con delicatezza indurla ad identificarli e a offrire qualche spunto per "risolverli", ma senza aspettarti necessariamente feedback positivi.

    Sarà lei stessa ha percepire l'urgenza di cambiare, anche se questa non è una certezza ma solo un' auspicabile  eventualità.

    Se non ti senti pronta a sostenere come risposta 'il nulla": rimanda a tempi migliori, che potrebbero anche non arrivare mai.

    Nel frattempo limitati ad un' umana empatica compassione ma non rischiare di farti del male a gratis.

  • Ma il vostro rapporto è sempre stato così? Perché dovresti aiutarlo, spiegaci meglio la natura del problema che vedi alla base così abbiamo un modo migliore per consigliarti.

    Probabilmente reagisce in questo modo perché quando inizi il discorso sa che in fondo non hai tutti i torti e questo lo fa stare male e di conseguenza parte al contrattacco negando l'esistenza di un problema.

    Il nostro rapporto ha avuto tempi molto belli e tempi molto complessi che siamo riusciti a superare, abbiamo avuto una rottura in passato, io ho deciso di andare via perché vedevo in lui tante mancanze che successivamente ha provato lui quando io non c’ero. Questo per noi è stato un bene, stando lontani per un po’ ci siamo accorti di quanto fosse più forte ciò che provavamo l'uno per l’altro ed è servito per solidificare ogni cosa e ad oggi io ringrazio che sia andata così perché abbiamo aperto gli occhi e abbiamo capito dove sbagliavamo entrambi. Ora però lui si è chiuso, ha problemi con il suo lavoro, nel senso che ormai gli sta stretto e così la soluzione migliore è quella di stare a casa "malato" così evita il problema. Siamo tutti preoccupati per lui perché si vede che è in difficoltà e si vede che non sta molto bene ma lui dice tutto il contrario e tende a rispondermi quasi sempre male quando provo a stargli accanto. Non siamo sposati da molto e questo mi rende ancora più triste, perché già così presto non riusciamo a dialogare e per me lui è sempre stato tutto il mio mondo, provo un amore smisurato per lui e mi fido ciecamente e lui per me c’è sempre anche quando sto male con i miei attacchi di panico ma ora è un muro, non si fa dire quasi nulla perché dice che sta bene così!

  • Ciao, credo che tutte le persone che abbiano o hanno sofferto di depressione possano capirti. Perchè ognuno è diverso, certo, ma la cosa comune a tutti è la mancanza di autostima. E anche se sicuramente l'abbandono infantile può portare facilmente a questo, vi sono migliaia di persone che sono cresciute in famiglie apparentemente normali e sicure, ma che comunque vivono la medesima sofferenza (spesso in tali famiglie vi sono altre problematiche di origine che si trascinano di generazione in generazione... ma non è sempre detto).


    Io non lo so perchè alcuni individui sono più inclini ad amarsi ed altri meno... Forse perchè si è più fragili... Forse più si ha empatia verso gli altri e più si "sente" ogni cosa che ci circonda. E purtroppo da piccoli non abbiamo gli strumenti per gestire il dolore o le problematiche di chi ci ha generato/cresciuto. Non lo so... ma alla fine conta veramente saperlo?

    La tua sensibilità, che ritieni origine dei tuoi mali, in realtà è una caratteristica bellissima. Se la terra fosse popolata per la maggioranza da persone come te e come noi, sono sicura che ci sarebbe molto più rispetto, bene e aiuto reciproco.

    Quindi per te è un problema perchè di base non ti stimi. Non è la tua sensibilità che ti fa star male, quanto il fatto che non amandoti, non sai porre confini e non conosci te stessa ed il tuo valore.

    Riuscire a capire in profondità e a discernere cosa veramente ci infastidisce e ci fa male, è molto importante. Altrimenti si rischia di finire in un loop senza uscita. Perchè si spera di star meglio, combattendo se stessi. Ed è impossibile.


    Un altro punto è la psicoterapia. Ho letto che un utente dice che per lui è stata inutile. In quel caso mi sento di dire che forse ha trovato lo specialista sbagliato. E non è così raro come si possa pensare. Come esistono vari gradi di specializzazione nel campo medico generico anche all'interno della stessa disciplina, così esistono varie correnti anche fra gli psicoterapeuti e anche diversità di competenze e risultati.

    Quindi se la terapia non funziona è bene tentare di cambiare psicoterapeuta. Andare anni sempre dalla stessa persona va bene se vi sono stati importanti risultati. Se non ve ne sono stati è inutile. E' come continuare a prendere la medesima medicina anche se non ci fa alcun effetto.

    Poi, come ogni cura richiede la diligenza del paziente e la sua piena collaborazione e impegno, anche quella della mente richiede uno sforzo molto grande al paziente. Non basta andare dallo psicoterapeuta per guarire. Molto del lavoro dobbiamo farlo da soli. Possiamo avere suggerimenti e indicazioni, ma siamo noi a doverci impegnare e a soffrire. Io ne ho cambiati tre o quattro prima di trovare la persona giusta per me.


    L'altro punto è il marito. Non ho capito se ti sei scelta sin da subito un uomo problematico o se solo ora che si trova in difficoltà abbia avuto dei cedimenti. Ma davvero non puoi aiutare lui, dato che non sai aiutare te stessa. Uno che zoppica per una caduta in gara, non può soccorrerne un altro caduto come lui. Finirebbero entrambi per cadere di nuovo e farsi ancora più male. E infatti tu non gli sei di aiuto e lui non è di aiuto a te. Pertanto se vuoi veramente fargli del bene, è importante che ti concentri su di te. Non si tratta di menefreghismo, ma tutt'altro. Si tratta di lucidità mentale e di consapevolezza di sè. Anche perchè tu non sei una psicoterapeuta e non hai specializzazioni in psicologia. E anche se le avessi, il coinvolgimento affettivo che hai non ti permetterebbe di avere la distanza emotiva giusta per dargli una mano.

    Capisco che è difficilissimo prendere le distanze quando sei coinvolta sentimentalmente. Ma se vuoi davvero uscire da questa situazione, per il momento devi accantonare il pensiero di lui e concentrarti su di te.


    Come si fa ad aumentare la propria autostima? Secondo me con degli esercizi. Come si fa con una gamba rotta che è in riabilitazione. Con lo studio di testi appositi. Ma soprattutto con la riscoperta di noi e del nostro io più profondo. Che spesso noi identifichiamo con i nostri pensieri. Nulla di più sbagliato... i nostri pensieri ci mentono. Vanno e vengono e spesso sono anche in contrasto fra loro. Crediamo di essere i nostri pensieri, ma non è così. La nostra mente ci mente... con la paura. Quando abbiamo paura, veniamo bloccati e iniziamo a pensare a cose spiacevoli e terribili. Quindi è importante capire che noi non siamo i nostri pensieri e neppure la nostra paura. E andare più a fondo... molto più giù. Iniziare ad ascoltare la nostra parte irrazionale, quella che ci hanno sempre insegnato che è inaffidabile. Ed invece è la sola che comanda, la sola che sà cosa vogliamo e cosa ci piace. Hai mai provato la sensazione di impotenza? Di raccontarti dentro di te che devi fare una cosa, ma quando la fai stai male? Questo perchè semplicemente o non la vuoi fare, oppure non hai capito veramente perchè la dovresti fare.

    E alla fine, per quanto tu razionalmente ti dici che la devi fare, il tuo io sa che non vuole. Ed è sempre lui a vincere. Non perchè sia irrazionale, ma il contrario. Perchè lui sa cosa veramente tu vuoi.

    Non so se mi sono espressa bene e se mi sono fatta capire...

    Conoscersi non significa solo sapere del nostro passato e cosa ci ha fatto male. Sapere cosa ci piace mangiare e come vestiamo. Conoscersi vuol dire entrare nella nostra parte più profonda. Quella dei sentimenti e delle emozioni. Quella della paura e dell'ansia. Quella che... non lo so il perchè, ma mi fa stare male. Stare male non è il problema. Stare male è un avviso, un campanello che ti suona in testa e nel corpo e ti dice "svegliati... così non puoi andare avanti!" E allora fermati. Lasciati anche stare male e non combattere. Perchè lo stare male è un discorso che il tuo io ti sta facendo e tu lo devi far entrare. Se mi ferisco alla mano, il dolore serve a farmi capire che devo disinfettare la ferita e chiuderla. Se piango e corro avanti e indietro scuotendo la mano, di sicuro non ho centrato il problema e non guarirò.


    Modificare il modo in cui reagiamo e pensiamo è impossibile. Razionalmente possiamo capirlo, ma poi non riusciremo mai a metterlo in pratica. Diverso invece se arriviamo a conoscerci e a capire gli inganni della mente. Da quel momento riusciremo a distaccarci da noi stessi e dalle nostre paure. Ad osservarle e capirle senza più combatterle. E nel momento in cui capiremo veramente le nostre paure, esse diventeranno meno importanti. Non ci possiederanno e passeranno come il vento.

    Io ad esempio mi sono resa conto che per tutta la mia vita ho cercato di essere "diversa". Convinta che così com'ero io non andassi bene. Molti tratti del mio carattere e la mia incapacità di dire a chi mi stava intorno il mio reale pensiero quando era negativo, mi creavano una frustrazione immensa e una gran insicurezza. Temevo che se avessi espresso quello che pensavo veramente non mi avrebbero più amata. Ero convinta che essere accondiscendente mi avrebbe fatta amare dagli altri e che quell'amore mi avrebbe permesso di stare bene.

    Nulla di più errato. L'amore altrui sicuramente fa bene all'anima e fa piacere. Ma non è quello che ci sostiene quando stiamo male e comunque nel caso non ci fosse in quel momento nessuno che ci ama, cosa faremmo mai?... Il nostro amore invece, quello per noi stessi, finchè esisteremo non verrà mai a mancare. Ci sosterrà sempre. Sempre.

    Perchè invece non ci parli di quali sono i tuoi punti di forza? Cosa ti piace di te stessa?

  • Ciao, credo che tutte le persone che abbiano o hanno sofferto di depressione possano capirti. Perchè ognuno è diverso, certo, ma la cosa comune a tutti è la mancanza di autostima.

    Premettendo che capisco il senso e l'intento del tuo intervento questo pezzo che hai scritto è pericoloso: la depressione non è correlata ad una mancanza di autostima per tutti. Questo può essere ma non è necessariamente solo uno dei vari criteri per individuare la depressione.

    Inoltre la depressione può essere a sua volta sintomo di altre patologie psichiatriche o di altra natura come ad esempio l'ipotiroidismo.

  • Premettendo che capisco il senso e l'intento del tuo intervento questo pezzo che hai scritto è pericoloso: la depressione non è correlata ad una mancanza di autostima per tutti. Questo può essere ma non è necessariamente solo uno dei vari criteri per individuare la depressione.

    Inoltre la depressione può essere a sua volta sintomo di altre patologie psichiatriche o di altra natura come ad esempio l'ipotiroidismo.

    Sì scusami, non mi sono espressa correttamente. Diciamo che per mia esperienza personale è una casistica molto frequente nei depressi. Non essendo una terapeuta e neppure una studiosa, non posso certo conoscere tutte le forme esistenti di depressione. Le mie sono solamente considerazioni basate su di me e sulle persone che ho incontrato e con cui mi sono rapportata negli anni.

    L'unico mio intento è dare una mano, portando quello che ho scoperto nel mio percorso. Non voglio e non posso fare diagnosi o dare terapie.

    Non ho fatto alcuna premessa perchè per me è assodato che sto parlando di me e di ciò che conosco.

    Sono stata e sono tuttora una paziente (anche se ora il supporto psicologico lo uso saltuariamente e per tematiche non correlate alla depressione), che ha sofferto tanto e per questo provo molta empatia e vicinanza con chi sta male, perchè so cosa vuol dire. Spero che almeno questo sia passato.

    Un abbraccio e ti ringrazio molto perchè il tuo intervento mi ha permesso di spiegarmi ed evitare così fraintendimenti.

Participate now!

Don’t have an account yet? Register yourself now and be a part of our community!

Hot Threads

    1. Topic
    2. Replies
    3. Last Reply
    1. Blocco 25

      • Hawake
    2. Replies
      25
      Views
      716
      25
    3. Hawake

    1. Solo al mondo 12

      • layton
    2. Replies
      12
      Views
      373
      12
    3. layton

    1. Depressione da manuale 2

      • hope77
    2. Replies
      2
      Views
      233
      2
    3. hope77

    1. Mentire a sé stessi 84

      • Eclissi
    2. Replies
      84
      Views
      2.9k
      84
    3. Melitta12

    1. Non capisco il mio problema 20

      • Invisible
    2. Replies
      20
      Views
      903
      20
    3. Invisible

    1. Mi viene voglia di farla finita 57

      • Zaraki
    2. Replies
      57
      Views
      3k
      57
    3. Garden