Mi sento a pezzi e non so più come comportarmi

  • Ho esperienza lunga, con sofferenze dell'anima e somatizzazioni. Taltolta mi sorprendo nel leggere.

    Cosa ti ha sorpreso delle mie parole, in questo caso?


    Upgrade: le cose mi vanno un po' meglio, ma sento che non è abbastanza. Combattere con la sensazione costante di sentirmi immatura e poco intelligente per la mia età è un'ansia infinita. La paura della paura. Spesso percepisco quanto sia umiliante realizzare di avere 24 anni e non sentirmi ancora indipendente dal punto di vista emotivo e finanziario. Non ho amicizie durature, anche se mi sforzo a interagire con gli altri, non percepisco un reale interesse da parte loro nei miei confronti. È come se non ci fosse posto per me, come se i gruppi già formati da tempo siano condannati a essere tali e quali per sempre senza di me.


    Non so più cosa fare, ovunque mi giro mi sembra di incontrare solo volti distratti, inc∙∙∙∙ti o indifferenti. Non mi sento davvero ascoltata né presa sul serio. Sto notando anche come la suscettibilità stia aumentando giorno dopo giorno tra la gente, nel senso che ogni opinione espressa sembra che debba a tutti i costi essere schiacciata dalla presunzione altrui di imporre il proprio punto di vista come unica verità universale. Ormai provo disagio a stare tra la folla, in pausa mensa mi sento osservata e, nonostante ciò, mi sforzo a mangiare davanti a tutti, autoconvincendomi che non c'è niente di male nel vedere il mio viso fare smorfie normali dovute alla masticazione del cibo. Quando pranzavo alla mensa dell'asilo, ho avuto una sorta di trauma infantile che ha a che fare con il giudizio altrui e il sentirmi osservata in malo modo, probabilmente il mio inconscio fa ancora fatica a rimuoverlo. Sono stanca ragazzi, davvero. Grazie chiunque mi stia leggendo, spero di non essere sola.

  • Non sei sola, oggi ti rispondo io, ho letto di getto molti dei tuoi post scritti in una sorta di diario e proverò a dirti quello che percepisco, sulla base della mia esperienza. Chi ti risponde è un adulto che capisce in parte le sensazioni che provi nel disagio che vivi nei confronti della tua famiglia e in questo tuo malessere dal quale mi sembri un pò sollevata ultimamente, mi sembra che hai trovato conforto anche dai buoni risultati ottenuti con lo studio.

    Capisco la disperazione che a tratti ti fa sperare che tutto possa finire da un momento all'altro, l'ho provata per un lungo periodo e so come si vive male in quei momenti, tra l'altro in una descrizione dell'esternazione di un tuo momento di disperazione ricordo una dinamica simile.

    Non so a che punto stai con la psicologa, posso solo dirti che ci vuole pazienza e secondo me hai tutte le possibilità per venirne fuori e riprenderti al meglio.

  • Ciao clarity9, ho appena finito di leggere con attenzione tutti i tuoi commenti e quelli degli altri.


    Ti posso dire che la mia storia è molto, molto simile alla tua e capisco appieno come ti senti.

    Di anni ne ho quasi 37, le cose da allora sono molto cambiate, ma quando avevo la tua età mi trovavo nella tua stessa, Identica, situazione. Solo che tu hai molta più consapevolezza di quanta ne avessi io.

    Parli di famiglia disfunzionale, inversione dei ruoli genitore-figlio, di manipolazioni, anaffettività, rapporti problematici con tuo fratello... Tutte cose che ho vissuto e che vivo ancora sulla mia pelle. Solo che a quei tempi non sapevo neanche cosa fossero. Tu hai una visione molto più lucida del tuo malessere, delle sue cause e dei sentimenti che ti affliggono, e segui anche un percorso terapeutico, tutte cose che io non ho fatto.

    Anch'io musicista (diplomato a 19 anni in chitarra rock\blues, contemporaneamente mi diplomavo al liceo con il massimo dei voti) con il sogno di farlo di professione, anch'io ho seguito il consiglio (manipolazione) dei miei di iscrivermi all'università, e neanche a una che volevo veramente, avrei fatto un'altra scelta ma i miei hanno saputo bene come indirizzarmi dove volevano loro. Anch'io non ho seguito le mie inclinazioni e mi sono ritrovato a dover studiare cose (impegnative) che non erano nelle mie corde, con la prospettiva di una professione che non sentivo mia.

    Avevo esattamente la tua età, e già da qualche anno (anzi esattamente dal momento in cui ho iniziato l'università) mi sentivo come te. Deluso, arrabbiato, stressato, depresso, pensieri sul suicidio (anche quelli) frequenti.

    Avevo degli amici ma molti frequentavano altre facoltà, vivevano in altre città, e le poche persone con cui mi vedevo erano i miei coinquilini e qualche amico di vecchia data che frequentava il mio corso. Davo gli esami, anche con buoni voti, uscivo la sera, cercavo di "starci dentro". Ma era una realtà che non sentivo mia. Col tempo lo stress quotidiano con cui convivere, la mancanza di motivazioni, di stimoli, uniti ad altri eventi traumatici (lutti, incidenti con la macchina, fine di una relazione importante... potrei continuare) insomma alla fine ho abbandonato gli studi. Era da un po' che non davo un esame, sentivo di aver fallito, e sono tornato dai miei. Non ti dico di aver fatto la scelta giusta, anzi. E poi c'era pur sempre l'alternativa di cambiare facoltà, potevo ricominciare avevo solo 26 anni. Ma allora credevo di essere finito, che fosse troppo tardi. Quanto mi sbagliavo!


    "Sei giovane, hai una vita davanti a te".

    Sembra una frase banale, scontata, quasi di circostanza. Quando lo dicevano a me stesso mi rimbalzava. Ma credimi, è Vero. Ora lo so, e vorrei lo capissi anche tu. Puoi ancora fare Tutto quello che vuoi.

    Io ho scelto di inseguire il mio sogno, diventare un musicista professionista e per un po' l'ho fatto. Non è tutto rose e fiori, te lo dico. Innanzitutto devi fare molta gavetta prima di inserirti nel giro. Conoscenze, piccoli eventi (magari sottopagati o anche non pagati) difficoltà con gli altri musicisti (un po' perché molti sono narcisisti, un po' perché quando cominci non è che suoni con artisti affermati e competenti, suoni con persone al tuo livello) e poi non hai certezze sulla frequenza con cui ti esibirai, se ti va bene fai molte date durante l'estate e nei periodi festivi tipo Natale, ma il resto è sempre un'incognita. Tutte le persone con cui ho suonato fanno altri lavori, ne conosco solo uno o due che per vivere fanno solo quello, io stesso per "campare" mi sono districato tra un lavoro e l'altro.

    E ti lascio immaginare le opportunità lavorative che ci sono nel mondo di oggi per uno senza laurea... barista, magazziniere, benzinaio, tre mesi in fabbrica, giardiniere (dopo la chiusura prolungata dovuta al covid c'erano delle giungle nelle scuole e negli edifici pubblici, tornavo a casa letteralmente lacerato), pittore (non nel senso artistico, semplicemente l'imbianchino), montavo i palchi a eventi dove si esibivano altri, restauro mobili in legno, davo lezioni di chitarra in una scuola di musica nella mia cittadina... Insomma in dieci anni ho fatto veramente di tutto e ci sono stati periodi (anche lunghi) in cui stavo fermo, ti assicuro che non è bello. Per niente.

    Nel tempo come ho detto le cose sono cambiate, sono subentrati altri problemi, quelli preesistenti si sono aggravati e insomma non sto qui a raccontarti la mia vita. Quando è scoppiata la pandemia tutto si è fermato, per due anni non si è suonato praticamente più, e da allora non ho più fatto una serata. Sono uscito dal giro. Suonavo, prendevo bei soldi, niente di clamoroso, non ho mai sfondato ma ero sulla mia strada. Feste, eventi, locali, piazze... ho suonato in posti bellissimi e cominciavo anche a viaggiare, a fare il turnista. Suonavo con musicisti bravissimi e di livello, anche conosciuti (non famosi ma partecipazioni, collaborazioni importanti) e anche solo fare le prove con loro era grandioso, stimolante. Ovviamente impegnativo. Non so che conoscenze tu abbia, sembri ben inserita nel tuo giro, ma prima di Arrivare ce ne vuole e non è detto che si arrivi.

    Io ti consiglio di coltivare la tua passione nel canto e la recitazione, è una cosa stupenda conoscere la musica e viverla. Se ti appassiona fallo, troverai grandi soddisfazioni. Vivi il tuo sogno.

    Discorso università io al posto tuo cercherei di prenderla la laurea. Se il tuo indirizzo non ti soddisfa puoi sempre cambiare, io avrei potuto, non l'ho fatto e invece avrei dovuto. Una laurea ci vuole se vuoi un lavoro quantomeno appagante. Ti parlo per esperienza, sono anni che sono precario, e vivere nell'incertezza per uno della mia età non è proprio congeniale.


    Ti parlo da amico, da fratello, da persona che ha vissuto le tue stesse cose e spera di poterti in qualche modo aiutare, consigliare.

    Mi dispiace molto per i pensieri che fai sul suicidio e in generale per la tua storia, come ha già scritto qualcuno il suicidio è una soluzione definitiva a un problema temporaneo. So che la vedi come una soluzione ma sai anche tu che è solo... una fuga. Io sto molto peggio di te credimi, ma non faccio più quel tipo di pensieri, se non raramente. La vita merita di essere vissuta, questo l'ho imparato con gli anni.

    Spero di infonderti quella sicurezza sul valore immenso che ha. E ti ripeto, sei molto giovane, la vita può andare dove vuoi tu.

    Segui già un percorso di terapia, spero che tu riesca a capire e a capirti meglio, che ti sia di sollievo, che trovi le giuste domande e le giuste risposte. Se hai bisogno di parlare o anche solo di sfogarti sappi che non sei sola. Io ci sono, e anche tante altre bellissime persone qui sul forum.


    Un abbraccio, fraterno.

  • Non trovo le parole per ringraziarti di questa tua ricca testimonianza. Parlare con qualcuno che ha vissuto ambizioni simili alle mie non può che rafforzare la mia perseveranza a continuare a darmi da fare in maniera autodidatta (non posso permettermi formazioni con professionisti qualificati, non ho i soldi né il tempo adeguato per adattarmi agli orari altrui).


    Come dicevo, non ho ancora avuto modo di farmi conoscere. La mia arte, al momento, si esprime solo entro le quattro mura di camera mia. Per un periodo mi sono unita a una sorta di community virtuale, ma poi ho capito che se voglio fare sul serio, per adesso è meglio contare solo su me stessa e con i miei tempi. Spesso ho la sensazione di dimenticarmi come suonare o cantare, ma a modo mio riesco in qualche modo a recuperare ciò che credevo perduto.


    Forse non ho ancora la sicurezza per andare oltre, però posso dire che se riuscissi anche solo a pubblicare i miei brani e album in maniera indipendente, senza alcuna pretesa di diventare famosa (pretesa che confesso di aver nutrito agli esordi della mia consapevolezza in questo ambiente, un desiderio umano e naturale a suo modo, ma con il senno di poi capisco quanta responsabilità comporti una tale realtà, specie dopo aver visionato le testimonianze di chi ha raggiunto la ciliegina sulla torta, quindi favorisco il giusto equilibrio.) Veder ufficializzate le proprie idee musicali mi farebbe sentire felice e completa, il resto sarebbe pura conseguenza.

  • Non trovo le parole per ringraziarti di questa tua ricca testimonianza. Parlare con qualcuno che ha vissuto ambizioni simili alle mie non può che rafforzare la mia perseveranza a continuare a darmi da fare in maniera autodidatta (non posso permettermi formazioni con professionisti qualificati, non ho i soldi né il tempo adeguato per adattarmi agli orari altrui).


    Forse non ho ancora la sicurezza per andare oltre, però posso dire che se riuscissi anche solo a pubblicare i miei brani e album in maniera indipendente, senza alcuna pretesa di diventare famosa (pretesa che confesso di aver nutrito agli esordi della mia consapevolezza in questo ambiente [...]

    Veder ufficializzate le proprie idee musicali mi farebbe sentire felice e completa, il resto sarebbe pura conseguenza.

    Al giorno d'oggi trovi online tutorial, lezioni, spartiti, video e quant'altro su qualsiasi disciplina, ovviamente anche la musica.

    Coltiva la tua passione, io ricordo che all'inizio quando suonavo tra le mie quattro mura ero felice nell'apprendere cose nuove, era appagante, mi divertivo ed entusiasmavo per i progressi fatti. Mi impegnavo molto, studiavo e suonavo per ore, con passione, dedizione e sempre più consapevolezza delle mie capacità. E' indescrivibile cosa si prova a "creare" musica. Studia, anche da sola. Solitudine e musica sono grandi amiche.


    Anch'io molto ambizioso all'inizio, poi più equilibrato e realista, come te.

    Ho scritto un album insieme a un mio amico, abbiamo anche registrato alcuni dei brani nella scuola di musica dove insegnavo, ma non l'abbiamo mai pubblicato. Ma anche solo ascoltarci alla radio mentre eravamo in macchina al ritorno... mi sentivo una rockstar :)

    Lui ora fa altro, ha smesso di suonare, il progetto si è arenato. Io ho qualche (tanti) anni più di te, per certe cose sono diventato più pessimista, insomma meno sognatore. Disilluso, diciamo. Ma questa è la mia esperienza, non la tua, ecco perché ti dico che sei giovane e puoi fare tutto quello che vuoi. Registrare un album e produrlo è più facile di quello che pensi. Oggi poi c'è la musica "liquida", puoi anche solo registrare in studio e mettere i tuoi brani su una delle tante piattaforme. Inoltre ci sono programmi con cui puoi letteralmente farti l'album da sola, basta un hardware esterno e un amplificazione adatto (nel tuo caso al microfono), oggi è tutto più digitale, più virtuale, più elettronico anche. I musicisti si sono adattati alle regole del gioco.

    Per iniziare potresti mettere dei volantini all'università, cercare altri musicisti e andare in una sala prove. Potresti proporre i tuoi brani, il progetto, condividere, creare, suonare. Provare, sbagliare, riprovare.


    Ma è anche importante che consegui un titolo di studio che ti possa aprire più porte, quindi pensa prima all'università.

    In seguito potrai anche seguire un corso di canto con un privato o in una scuola di musica che ti rilasci un diploma.

    Potresti unire le due cose. Magari insegnare mentre impari. Cantare, esibirti, registrare altri album e insieme essere una maestra. Di musica o altro.


    Spero che stai un po' meglio e che le cose vadano nel verso giusto. Si intuisce che sei molto intelligente e sensibile, ti stai facendo seguire da un professionista e sono sicuro che ne uscirai, più forte di prima. Riuscirai a risolvere i tuoi problemi, quelli personali, quelli con la famiglia e quelli professionali. So che ce la farai, non arrenderti un'ora prima del miracolo, parafrasando non so chi.

    Sei troppo giovane e non è giusto che ti senti così.


    Alla prossima, ti saluto con una citazione che ho letto su un muro mentre ero in Spagna (periodo straordinario, pochi mesi e ricordi indelebili nel cuore) che recita così:


    "No sueñes tu vida Vive tu sueño"

  • La materia universitaria per cui ho fatto un compito scritto (come parte di esonero per l'esame orale) la sto odiando profondamente. Per quanto mi sforzassi a studiare il resto del programma, non riesco a digerirlo. Ha troppi elementi in comune con il mio passato familiare e scolastico che sono come una coltellata al cuore. Sono 3 anni che rimando questo esame, e il fatto che ancora non mi sento pronta a darlo definitivamente mi fa sentire un fallimento. Oggi ho dovuto anche pagare una rata universitaria, ho la nausea solo a pensarci. Quei 600 euro avrei voluto risparmiarli per il mio equipaggiamento di registrazione musicale o altro di attinente a quel contesto di mio reale interesse professionale.


    Lo so che è inutile girarci intorno, ma non posso fare a meno di constatare quanto io mi senta una nullità in questo periodo. Il percorso con la psicoterapeuta l'ho sospeso perché è un impegno che si accavalla con le mie attuali urgenze sulla frequenza obbligatoria dei laboratori universitari. L'ho sospeso anche per cercare di raccogliere la tranquillità necessaria per studiare in vista degli esami. Le cose che elaboro in un primo momento me li ricordo, poi passata qualche mezz'ora/tre ore mi perdo molti pezzi per strada, ed è come se dovessi ricominciare da capo.


    Vi giuro gente, se non fosse per tutti i sacrifici già fatti in merito agli esami già dati e alle numerose tasse già pagate, non avrei più voluto saperne nulla. Avrei mandato a f∙∙∙∙∙o tutto.

  • Grazie ancora. Come dicevo nel post precedente, mi trovo in estrema difficoltà con un esame che rimando da 3 anni per motivi strettamente collegati all'andare oltre il malessere quasi invalidante che percepisco quando leggo di certi argomenti che fanno parte della mia sfera personale, familiare e scolastica. Il 2023 sta finendo e, ancora una volta, ho fallito nel prendere coraggio a dare questo f∙∙∙∙∙o esame. L'esonero andato bene mi sembra un miraggio, una vittoria che è durata poco. Non so più cosa fare, mi forzo in tutti i modi possibili a studiare quegli argomenti ma non mi vanno proprio giù, mi blocco e li dimentico in continuazione, solo parole che si perdono per strada e m'inceppo a fare un discorso di senso compiuto con i dovuti collegamenti.


    Non so più come sentirmi, faccio acqua da tutte le parti. Mi vergogno anche a parlarne con i miei colleghi, molti di questi sembra ti forzino a dire che voti prendi e fingano di capirti davvero.

    Non so più cosa dire, mi sento immeritevole di tutto.


    Ringrazio chiunque mi stia vicino, nonostante le mie continue lamentele. Il dolore è reale, una sensazione di trappola onnipresente. Non voglio più reprimere nulla, sono anni che sopporto questo schifo.



    P.S. Fondamentalmente il punto è che ho questo limite: non riesco a stare al passo con le scadenze, con il tempo prefissato dagli altri. La mia evoluzione è molto lenta, e la società che ci chiede di essere sempre pronti anche a un passo dalla fossa non mi riesce bene, per adesso. Questo mondo non mi appartiene, mi verrebbe da dire.

    Scusate ancora lo sfogo.

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