Il potere terapeutico dei LIBRI: l'angolo dei lettori

  • Ciao a tutti i lettori (e non) :speech-balloon:

    Da un po' volevo aprire uno spazio dedicato all'amore per la lettura, ma non sapevo bene come impostarlo.


    Di recente mi sono iscritta a un gruppo di lettura nella mia città: viene proposto un testo, lo si legge e si fa un incontro di discussione.

    Amo molto la lettura e vorrei avere più tempo per leggere, perché ci sono così tante storie che attendono di essere scoperte...


    Mi piacerebbe che riportassimo qui una frase, una citazione (o più di una) del libro che abbiamo letto o che stiamo leggendo... Quelle frasi che ti colpiscono e ti restano. Una raccolta di spunti, che può diventare anche un consiglio di lettura.


    Inizio io. Sto terminando la lettura di Uccelli di Rovo di Colleen McCullough, un romanzo che volevo leggere da molto tempo perché mi ricorda mia nonna che ora non c'è più, e mi parlava dello sceneggiato degli anni '80 che aveva fatto impazzire il pubblico femminile dell'epoca.

    Un romanzo intenso, travolgente, crudo e romantico al contempo, che analizza le sfumature dell'animo umano e i sentieri tortuosi del destino.


    Riporto uno dei molti passi che ho sottolineato:


    Possiamo renderci conto che sbagliamo ancor prima di sbagliare, ma la consapevolezza non può né influenzare, né modificare l'esito, non è così? Tutti intonano la loro piccola canzone, persuasi che sia la canzone più meravigliosa del mondo. Non capisci? Creiamo le nostre stesse spine, e non ci soffermiamo mai a tener conto del costo. Possiamo soltanto subire la sofferenza e dire a noi stessi che ne valeva la pena.

  • Bellissima idea Saritta :thumbup:


    Chiedo se sono consentiti anche commenti alle letture altrui. Ad esempio, con Uccelli di Rovo mi hai "sbloccato un ricordo" come si suol dire... Non l'ho mai letto ma lo sentivo citare spesso da piccolina appunto da una mia zia e penso c'entri lo sceneggiato di cui parli.


    Al momento ho diversi romanzi in lettura ma non mi è successo di sottolineare, però un libro che invece mi sta regalando tantissime citazioni è Anaïs Nin Diario II.


    Questa citazione appartiene a un flusso di coscienza, Anaïs nei diari racconta la sua vita e soprattutto le sue (molte) relazioni affettive-sensuali, i fatti sono narrati in modo magistralmente immersivo, poi accompagnati di profonde riflessioni, come una autoanalisi (lei era anche una psicoanalista) non mancano bagliori di grande saggezza e consapevolezza "universale" come la definisco io, non è mai egoriferita anche se parla del suo "io" ( ah, i diari hanno slanci erotici ma molto raffinati). Ho sottolineato questa frase perché mi rispecchia, è come se parlasse di me e di come mi sento.


    Conflitto fra il mio io femminile che vuol vivere in un mondo governato dall'uomo, e il mio io creatore, capace di creare un mondo tutto mio, e un ritmo tutto mio che non posso spartire con nessuno.

  • Chiedo se sono consentiti anche commenti alle letture altrui.

    Assolutamente sì! Dev'essere uno scambio e uno spunto riflessivo.


    Non ho mai letto nulla della scrittrice che hai citato, ma deve avere grande personalità e sembra quasi "formativa" per chi voglia avvicinarsi all'analisi di sé.

  • Assolutamente sì! Dev'essere uno scambio e uno spunto riflessivo.


    Non ho mai letto nulla della scrittrice che hai citato, ma deve avere grande personalità e sembra quasi "formativa" per chi voglia avvicinarsi all'analisi di sé.

    Benissimo!
    Sì è una scrittrice abbastanza controversa anche per i generi che ha trattato, appunto, l'erotico: negli anni 20 era una donna molto avanti nel tempo.


    Comunque ho fatto una ricerchina su Uccelli di Rovo ed è il genere di romanzo che mi attira, ovvero il dramma sentimentale, in futuro gli darò una possibilità, ma ho la sensazione che sia oltre le 300 pagine se non il doppio, perché vedo che la storia è lunga e articolata...

  • Confermo che sono 660 pagine, scritte anche piuttosto fitte :) io poi sono lenta a leggere ahimè, perché mi piace assaporare ogni parola. Però ne vale la pena.

    Esatto è un romanzo sentimentale ma non solo, parla anche della realtà rurale australiana dell'epoca (prima metà del '900), dei legami familiari, del ruolo della donna, del rapporto conflittuale con la spiritualità religiosa, delle emozioni, le ingiustizie. Segue l'evolvere dei personaggi principali, che durante i decenni crescono e cambiano affrontando le varie vicissitudini. Soprattutto è incentrato sulle figure femminili, molto intense e diverse fra loro.

  • Io sono un amante dei fantasy, mi rilassano moltissimo...

    Attualmente non sto leggendo ma vorrei inserire una frase della mia saga preferita, "Mistborn" :slightly_smiling_face:


    “Ho visto uomini che hanno perso di proposito la capacità di riconoscere la verità e la bontà, e non penso di essere uno di loro. Riesco ancora a vedere le lacrime negli occhi di un bambino e provare dolore per le sue sofferenze. Se mai perdessi questo, saprei di essere oltre ogni speranza di redenzione.”

  • Per rimanere in tema fantasy, inserisco non una citazione, ma lo stralcio di un dialogo altamente simbolico che ci fa riflettere sul nichilismo e sulla depressione, del libro che sto leggendo: La storia infinita di Michael Ende. L'altro giorno giunta a questo capitolo, avevo i brividi, nonostante il linguaggio del libro sia adatto a quello dei ragazzi.


    E' una storia divenuta famosa per via della trasposizione cinematrografica nel 1984. Il protagonista è Atreiu, eroe di un misterioso libro fantastico, appunto "La storia infinita", che con tutte le sue creature del mondo di Fantàsia vive attraverso la lettura di Bastian, un bambino orfano di madre e bullizzato, molto triste e chiuso in se stesso. Atreiu è l'Iniziato che c'è in ciascuno di noi, chiamato alla Ricerca (n.b: Micheal Ende seguiva l'antroposofia di Rudolf Steiner, da qui il probabile contenuto di ispirazione esoterica del libro), Atreiu compie il suo viaggio alla ricerca di una cura per l'Imperatrice Bambina gravemente malata (che sembra avere i connotati di un entità divina e creatrice), in questa scena con il suo fedele destriero Artax durante il loro viaggio incombono nelle Paludi della Tristezza:


    <<Artax>>, esclamò Atreiu, <<che ti succede?>>

    <<Non lo so, padrone>>, rispose l'animale, <<penso che dovremmo tornare indietro, non ha senso andare avanti. Stiamo inseguendo qualcosa che hai soltanto sognato, tutto ciò che facciamo non ha più alcun senso>>

    << Artax, così non avevi mai parlato prima!>> fece Atreiu stupito <<cos'hai? ti senti male?>>
    << A ogni passo che facciamo, la tristezza cresce nel cuore. Non ho più alcuna speranza padrone>>

    Tirò le redini ma non faceva più alcuno sforzo per risollevarsi.


    Da qui in poi le scene saranno progressivamente più drammatiche e Atreiu tenterà una disperata contrattazione per salvare Artax dal nichilismo (e la depressione) che lo sta inghiottendo letteralmente (simboleggiato dalla fanghiglia della palude in cui ormai affonda inesorabilmente). Non proseguo oltre per non spoilerare ma è una scena abbastanza famosa anche per il sopracitato film.

  • Ciao Juniz, La storia infinita film mi sta particolarmente a cuore, perché è il mio primo ricordo cinematografico, cioè fu la prima volta (a memoria) che andai in una sala cinematografica, insieme a mia madre e a mia sorella. Il libro lo affrontai un po' di anni fa, già più che adulto, ma lo abbandonai dopo un po' di pagine perché mi sembrava un po' infantile nel linguaggio e non riuscì a catturarmi. Forse è stato un giudizio affrettato, potrei presto o tardi riprenderlo in mano. Grazie per avermelo ricordato.

    Ciao :)

  • Uh sì l'ho letta, libro bellissimo ❤️

  • Un tempo leggevo molto, ora no se non per lavoro. Leggevo di tutto, ma tra i miei autori preferiti c'era Bukowski. In un suo romanzo, donne, mi colpì molto una frase in cui mi ci ritrovo.


    "Che sei pazza. So che sei pazza, e che hai così tanta dolcezza negli occhi che mi uccidi. E quando chiudi gli occhi sembri una bambina innocente. L’ultima volta che ti ho baciata mi sono ammalato di te, dicono io non voglia guarire. Ma perché dovrei? Io voglio andare all’inferno con te”.

    I ricordi sono sempre bagnati di lacrime

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