La pesca della discordia

  • Parlo di uno degli spot pubblicitari meglio riusciti degli ultimi anni, se non altro per quanto abbia già fatto discutere. E sono previsti sequel.



    Una breve descrizione per chi non volesse/potesse vedere il video: c'è una madre perfetta che cerca la figlia dispersa nel supermercato. La trova a fissare una pesca e gliela compra. Tornano nella loro casa perfetta. La madre cerca di coinvolgere la figlia parlandoci, ma la figlia la ignora perché è distratta a guardare dal finestrino dei genitori imperfetti con il figlio. Arrivano a casa, poi arriva il padre separato a prendere la figlia. Un uomo non propriamente perfetto, con un'automobile più modesta della madre, col fisico a pera, spettinato, insomma: "normale". La madre osserva malinconicamente il padre e la figlia che si allontanano per salire in auto. La bambina a un certo punto gli porge la pesca dicendo che gliela manda la madre. Il padre capisce che la figlia ha mentito in un desiderio di ricongiungimento dei genitori; al che dice alla figlia che telefonerà alla mamma per ringraziarla. Poi guarda alla finestra con la speranza che la figlia possa aver detto il vero, ma non c'è nessuno. Quindi sorride comprendendo che si trattava di una bugia e sale in auto sorridendo.


    Patinatissimo, perfetto, impostato e studiato nei minimi particolari.

    Una vera opera d'arte anche a livello di trama, poiché ne ha due: una palese che possono comprendere tutti e una più sottile solo per intenditori.


    Il problema è che come tutte le cose che abbiano rilevanza pubblica è diventato un caso politico con i soliti schieramenti da stadio "destra" e "sinistra" che rispettivamente lo elogiano e lo criticano. Da una parte viene visto come un giusto supporto all'idea di famiglia tradizionale, anche se "interrotta". Dall'altra viene visto come un attacco alla nuova idea di famiglia allargata LGBT e senza vincoli di genere.


    Una cosa interessante dal punto di vista psichico è che a prescindere dalle ideologie: ha suscitato commozione ed emozioni molto forti in chi ha avuto una esperienza simile come figlio o padre, mentre ha schifato quasi completamente le madri (sia con esperienza simile che no) e tutti quelli che non hanno provato la separazione sulla propria pelle (da figli o da genitori).


    Secondo voi perché?

    Omnis mendaciumo. Bis vincit qui se vincit in victoria. Re sit iniuria.

  • Personalmente, da madre, ho provato dispiacere per la bambina, e anche per i genitori; mi sono immedesimata nella situazione certamente complicata e certamente non bella per nessuno, in primo luogo per la bambina, la cui aspettativa è chiaramente destinata a non realizzarsi.

    In generale non comprendo la polemica; credo comunque che chi l'ha pensato in qualche modo sapeva che avrebbe mandato un messaggio destinato a far parlare, insomma ha fatto bene il suo mestiere.

    E ora dico qualcosa di scomodo, ma è la mia più onesta opinione. Sembra che oggi la famiglia "tradizionale" intesa come coppia etero, durevole, con figli sia fuori moda. Quando si parla di famiglia "tradizionale" tutti pensano per qualche motivo alle sue storture, a gente infelice che sta insieme per i figli, o gente che sta insieme "per facciata", nascondendo i peggiori scenari dentro la porta di casa; e tanti sostengono che piuttosto è meglio una coppia omosessuale unita e felice per un bambino anziché una falsa e ipocrita rappresentazione "tradizionale".

    Io di fronte a questi discorsi penso che spesso ci si dimentica che la famiglia "tradizionale" non è solo ipocrisia, sebbene esista pure quella a volte; ma nel suo senso più sano è semplicemente due persone che hanno fatto la scelta di condividere il proprio cammino e lo fanno al meglio, cercando di amarsi nel tempo, rispettandosi, e crescendo i propri figli. Non esiste l'equazione "famiglia tradizionale" = "finzione", e situazioni di mancanza di rispetto e ipocrisia esistono tanto nelle famiglie etero che in quelle non etero.

    Io credo che la polemica sia dovuta all'aver rappresentato l'altro lato della medaglia della vita che molti oggi vivono: in qualche modo nel video si è puntato il dito contro il divorzio, che è visto ancora oggi come diritto acquisito, come a dire "vedete chi paga le vostre scelte?", ma il messaggio, nella sua semplicità, non è ingannevole, perchè non c'è dubbio che per un bambino idealmente sia meglio avere un papà e una mamma uniti anzichè separati, a patto che ovviamente ce ne siano i presupposti. Per me lo spot non dice che non si debba divorziare, io lo vedo al massimo come un doverci pensare 1000 volte prima di divorziare in caso di figli, e mi sembra un messaggio accettabile e scontato persino, un messaggio nel complesso positivo, non certo negativo, anche se indubbiamente fa un passo indietro rispetto alla società di oggi in cui sembra che debba prevalere il proprio benessere di singolo piuttosto che fare un passo indietro per un bene più grande, quello della famiglia che si è creata.

  • Per come è strutturata la narrazione.

    La madre perde la figlia.

    La bambina è triste mentre sta con la madre.

    La madre non capisce i sentimenti della figlia.

    Per sistemare la situazione la bambina deve sostituirsi alla madre nel gesto 'riparatore'.

    Il padre ha una apertura, in quello sguardo verso casa, lui fuori casa, cui risponde la finestra vuota. Il prima è raccontato lì.

    Il padre capisce i sentimenti della figlia.


    D'altro canto una prospettiva invertita non sarebbe stata proprio possibile.

    Lavoriamo continuamente per dare forma alla nostra vita, ma copiando nostro malgrado, come un disegno, i lineamenti della persona che siamo e non di quella che ci piacerebbe essere. (M. Proust)

  • Ne avevo sentito parlare ma non l'avevo ancora visto. Che dire? Ennesimo colpaccio di marketing di Esselunga; questa volta va a toccare corde sentimentali facili a vibrare in Italia più che altrove, i sentimenti familiari (se ci fate caso moltissima pubblicità qui da noi, probabilmente più che altrove, punta su sentimenti familiari/familistici).


    Forse sarò ingenuo, a me pare che il centro del "messaggio" sia la sofferenza dei piccoli di fronte alle separazioni a prescindere che queste avvengano in famiglie tradizionali o meno. Hai capito che scoperta! Era davvero necessario buttarla in caciara?


    Francamente ritengo che sia chi applaude al sostegno per "la famiglia tradizionale" sia chi lo vede come un "attacco a nuove forme di famiglia" sia vittima di una mentalità ideologicamente viziata e nutrita di sospetto.


    Ma, ripeto, è probabile che l'ingenuo sia io.


    p.s. mi ritengo progressista e molto aperto a nuove forme di famiglia e all'allargamento dei diritti in tal senso ma non riesco a vedere in questa pubblicità niente di ideologicamente schierato o forzato o offensivo.

  • Pensavo di non ricever risposte o di riceverne da "tifo da stadio", invece mi avete spiazzato.

    Siete bravissimi.


    credo comunque che chi l'ha pensato in qualche modo sapeva che avrebbe mandato un messaggio destinato a far parlare, insomma ha fatto bene il suo mestiere.

    Sicuramente Sì, anche perché sono previsti sequel e gli story editor (quelli che decidono "cosa succede") sono ancora tutti caldi. Penso vogliano farsi influenzare dalle reazioni allo spot per decidere "come" e "se" la storia va avanti, se cambia scenario, etc.


    E ora dico qualcosa di scomodo, ma è la mia più onesta opinione. Sembra che oggi la famiglia "tradizionale" intesa come coppia etero, durevole, con figli sia fuori moda.

    E' una cosa scomoda ma è anche vera.


    Forse sarò ingenuo, a me pare che il centro del "messaggio" sia la sofferenza dei piccoli di fronte alle separazioni a prescindere che queste avvengano in famiglie tradizionali o meno.

    Sì. Non so se sia proprio il centro della storia, ma ne è certamente il veicolo.


    Il messaggio commerciale, quindi quello principale anche se poco evidente è: "non far pagare ai tuoi figli il peso della separazione: almeno compragli prodotti di qualità", tradotto poi in: "Ogni spesa è importante".


    Il veicolo del messaggio è la bambina e il desiderio di riavvicinare i genitori. Peraltro il suo desiderio non solo è credibilissimo, ma anche legittimo, anche se irrealizzabile o controproducente nella maggior parte dei casi.


    Il messaggio del film, quello "umano", è la sofferenza dei figli che vedono nel contrasto tra i genitori (separati o meno) una sofferenza psichica che per anni è stata negata per motivi politici, poi è diventata talmente evidente da doverla riconoscere per forza di cose, per evidenza naturale (quasi estrema).


    Vi scrivo un po' di dietrologia commerciale e storica.

    Esselunga ha sfruttato la nomea di "supermercato per single", perché è stato il primo in Italia a presentare prodotti su misura per persone che vivono da sole. Il cestino al posto del carrello, le mono porzioni, etc.

    Addirittura in un determinato periodo era luogo di incontri tra single (lo è ancora in parte) che si riconoscevano dal cestino giallo e da alcuni altri eventuali particolari.


    Sfruttando questo status ha intercettato un nuovo crescente "cluster" di consumatori che sono i 40enni dalla vita "interrotta" dalla separazione. Hanno usato la madre come focus, perché i padri separati di solito non se la passano benissimo e la spesa finiscono per farla al discount. Non è un caso che nello spot il padre non sia "perfetto" come invece appare la madre.


    L'odio e l'ira che questo mini-film ha suscitato in alcune madri separate credo sia dovuto all'erronea interpretazione del messaggio come fosse un "riprendetevi il marito separato a casa"; il che è una deduzione totalmente errata, perché nello spot lui ha quasi paura ad avvicinarsi alla porta di casa. Non sale a prendere la figlia. Non parla al citofono. Semplicemente suona e si palesa mutamente con un cenno dimesso. Addirittura durante la trasmissione di ieri di Golem di Nicoletti su Radio24, il conduttore ha dovuto "segare" un'ascoltatrice che l'aveva buttata sul "femminicidio".

    Omnis mendaciumo. Bis vincit qui se vincit in victoria. Re sit iniuria.

  • Non so, forse andrò controcorrente, ma in questo spot piuttosto che una critica alle separazioni, comunque presente perlomeno in superficie, vedo piuttosto l'ennesima deriva nichilista che sottilmente vorrebbe instillare nella percezione del pubblico un'immagine di famiglia tradizionale inadeguata ed incapace di produrre altri effetti che non siano quelli deleteri e fallimentari mostrati nel girato.


    E possibile che ci veda più di quello che c'è, ma nulla mi toglie la sensazione che anche questo sia un passo verso la decostruzione di tutto ciò che da sempre rappresenta la famiglia, spogliandola di ogni valenza positiva ed allo stesso tempo facendo estrema leva sulle sue deficienze, certamente esistenti, ma che non ne rappresentano l'interezza come invece parrebbe ormai si vorrebbe far credere.

    È sempre più buio appena prima dell’alba

  • Non so, forse andrò controcorrente, ma in questo spot piuttosto che una critica alle separazioni, comunque presente perlomeno in superficie, vedo piuttosto l'ennesima deriva nichilista che sottilmente vorrebbe instillare nella percezione del pubblico un'immagine di famiglia tradizionale inadeguata ed incapace di produrre altri effetti che non siano quelli deleteri e fallimentari mostrati nel girato.


    E possibile che ci veda più di quello che c'è, ma nulla mi toglie la sensazione che anche questo sia un passo verso la decostruzione di tutto ciò che da sempre rappresenta la famiglia, spogliandola di ogni valenza positiva ed allo stesso tempo facendo estrema leva sulle sue deficienze, certamente esistenti, ma che non ne rappresentano l'interezza come invece parrebbe ormai si vorrebbe far credere.

    Anche questa è una visione interessante, perché in effetti lo spot non pone soluzioni e alla fine suona un po' come una nota malinconica che lascia il tempo che trova.


    E' come se dicessero: "Certe cose non si possono aggiustare, ma che cè vài fà? Magnate 'na pesca"

    Omnis mendaciumo. Bis vincit qui se vincit in victoria. Re sit iniuria.

  • Personalmente mi fanno abbastanza schifo le pubblicità nelle quali i sentimenti dei bambini vengono sfruttati a fini commerciali.

    E questo indipendentemente dal tipo di famiglia si voglia promuovere.

    Nemmeno a farlo apposta lo spot l'ho visto l'altro ieri sera dopo che in pausa pranzo ero stato proprio a fare la spesa in un supermercato di quella catena.

    Credo sia stata l'ultima volta.

    Consultando abbastanza esperti puoi trovare conferma a qualsiasi opinione.

  • Non so nulla e non ho letto nulla del dibattito e delle polemiche a cui ti riferisci, io ho visto questo spot ieri sera per la prima volta in TV.


    È un filmato che parla di una bambina che vorrebbe che i suoi genitori tornassero insieme, tematica per nulla nuova o controversa. Non capisco cosa c'entrino gli LGBT, le questioni di genere o cose simili; non parla di questi argomenti. Parla solo di come un bambino vive la separazione dei genitori.


    Forse si può usare come scusa per criticare il divorzio, ma è ovvio che nella maggior parte dei casi una delle conseguenze, quando si hanno figli, è che questi ne risentono e ne soffrono. Non capirei la polemica: si tratta di un lato negativo di cui tutti sono a conoscenza (innanzitutto chi divorzia), che non è oggetto di messa in discussione.

    Un bambino sta meglio in una famiglia unita e a volte non è possibile mantenerla tale - e quando non è possibile, la situazione non piace a nessuno - che c'è da discutere? È condivisibile da tutti, non è una novità o un tema controverso

  • Personalmente mi fanno abbastanza schifo le pubblicità nelle quali i sentimenti dei bambini vengono sfruttati a fini commerciali.

    E questo indipendentemente dal tipo di famiglia si voglia promuovere.

    Nemmeno a farlo apposta lo spot l'ho visto l'altro ieri sera dopo che in pausa pranzo ero stato proprio a fare la spesa in un supermercato di quella catena.

    Credo sia stata l'ultima volta.

    Pur trovandomi in linea di massima d'accordo, mi piaceva molto la famosa pubblicità del noto brand di pasta con la bimba con l'impermeabile giallo che salva il gatto sotto la pioggia.

    Anche lì c'era tutto il messaggio della famiglia tradizionale, con tanto di mamma casalinga e reunion a tavola ma all'epoca era un messaggio in totale comfort con i valori condivisi e non credo nessuno abbia mai contestato.

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