La mia vita è un inferno

  • Qindi di conseguenza vivere un rapporto in simbiosi non mi pare sano, mi sembra più che altro una forzatura che a lungo andare peggiorerebbe la situazione.

    Sante parole Gio1988 quando descrivevi la situazione a me questa era la cosa che preoccupava di più se escludiamo i figli.

    Anche più di sposarvi.


    Come dicevo in un altro thread ci sono matrimoni che si basano su questo perché funzionano all'interno della coppia; la disfunzionalità esce fuori quando il primo dei due muore.

  • Come dicevo in un altro thread ci sono matrimoni che si basano su questo perché funzionano all'interno della coppia; la disfunzionalità esce fuori quando il primo dei due muore.

    Vero! Ignoravo completamente questa ipotesi, invece ora sono spettatrice di una situazione di questo tipo. Avevo il sospetto di una disfunzionalità ma solo il decesso di una dei due lo ha messo in evidenza.


    Quello che mi chiedo è se è possibile ricostruire relazioni sane se prima escono da una famiglia "storta".

    namasté

    Love all, trust a few, do wrong to none

  • Vero! Ignoravo completamente questa ipotesi, invece ora sono spettatrice di una situazione di questo tipo. Avevo il sospetto di una disfunzionalità ma solo il decesso di una dei due lo ha messo in evidenza.

    Sai che io invece non ho mai assistito? Sarei curiosa delle tue impressioni se ti va di condividerle, penso possano essere utili anche agli altri.


    Quello che mi chiedo è se è possibile ricostruire relazioni sane se prima escono da una famiglia "storta".

    Possibile è possibile, ma difficilmente c'è richiesta, similmente ad un soggetto con disturbo di personalità evitante che raramente finisce in terapia. Quei rari casi dipendono quasi sempre da qualcuno che spinge perché appunto egosintonici, come la coppia simbiotica.

    Non so se sono stata chiara :)

  • La coppia simbiotica è un modo di vivere la relazione che non mi sento di etichettare come disfunzionale né sbagliata a priori, purché vissuta come una scelta spontanea da parte di entrambi. Non credo che una coppia che basta a sé stessa per indole possa essere poco sana, ci sono persone che una volta trovata la propria metà non hanno più bisogno di molto altro e tendono a condividere quasi tutto col partner. Affermare che questo è sbagliato a prescindere è un altro luogo comune figlio di questi tempi, in cui libertà sembra essere sempre libertà di fare ciò che si vuole quando si vuole senza curarsi dell'altro.

    È sempre più buio appena prima dell’alba

  • Se un partner non accetta la mancanza dell'altro e "gli muore dietro" pur essendo ancora in vita certo che è disfunzionale.

    Non è nemmeno un caso raro. Il fatto che sia egosintonico non vuol dire nulla, anche i disturbi di personalità lo sono.


    La simbiosi da un punto di vista psicologico e psichiatrico è sempre disfunzionale, una volta superata l'infanzia.

  • Se un partner non accetta la mancanza dell'altro e "gli muore dietro" pur essendo ancora in vita certo che è disfunzionale.

    Non è nemmeno un caso raro. Il fatto che sia egosintonico non vuol dire nulla, anche i disturbi di personalità lo sono.


    La simbiosi da un punto di vista psicologico e psichiatrico è sempre disfunzionale, una volta superata l'infanzia.

    La simbiosi a cui facevo riferimento non è quella votata al controllo dell'altro od all'annullamento del sé, quanto la rappresentazione di un desiderio spontaneo mosso dall'amore piuttosto che dalla paura, di voler condividere quanto più possibile col partner ma senza che ciò significhi estinguere ogni parvenza e afflato di indipendenza. Non una simbiosi patologica quindi, ma la volontà ed il desiderio di mettere in primo piano la relazione rispetto agli elementi esterni, al contrario di quanto pare essere oggi la norma (o comunque il modello a cui aspirare) dove interessi ed invidui terzi sembrano dover necessariamente avere sempre la ribalta, anche a scapito del/la compagno/a.

    È sempre più buio appena prima dell’alba

  • La simbiosi a cui facevo riferimento non è quella votata al controllo dell'altro od all'annullamento del sé, quanto la rappresentazione di un desiderio spontaneo mosso dall'amore piuttosto che dalla paura, di voler condividere quanto più possibile col partner ma senza che ciò significhi estinguere ogni parvenza e afflato di indipendenza. Non una simbiosi patologica quindi, ma la volontà ed il desiderio di mettere in primo piano la relazione rispetto agli elementi esterni, al contrario di quanto pare essere oggi la norma (o comunque il modello a cui aspirare) dove interessi ed invidui terzi sembrano dover necessariamente avere sempre la ribalta, anche a scapito del/la compagno/a.

    È un equilibrio molto delicato. Credo di averlo vissuto con mio marito. Avevamo un legame molto profondo e oltre alla vita privata condividevamo parzialmente anche quella professionale. Esistevano però degli ambiti lavorativi dove eravamo completamente autonomi l'uno dall'altro. Lui non è mai stato un tipo controllante, anzi era felice che io potessi esprimermi anche in contesti completamente svincolati da lui e lo stesso valeva per me. Non siamo mai stati una coppia simbiontica, se lo fossimo stati non so se sarei riuscita a risollevarmi. Non che non sia stata dura, è stata durissima, ma ciò che lui ha lasciato in me mi ha permesso di attraversare il dolore della sua perdita rimanendo me stessa.

  • Allora è scorretto il termine simbiosi secondo me. Ho capito cosa intendi, io mi riferivo alla simbiosi vera e propria.


    Concordo con te che la nostra società in quanto occidentale è sostenitrice di un'indipendenza insana e soprattutto irrealistica.

    Apprezzo molto di più la cultura orientale che ha una natura cooperativa e interdipendente di base.

  • Allora è scorretto il termine simbiosi secondo me. Ho capito cosa intendi, io mi riferivo alla simbiosi vera e propria.

    Ho utilizzato il termine simbiotica per indicare questo genere di relazioni, in assenza di uno che si prestasse meglio per intendere quello che volevo esprimere. Quale aggettivo sarebbe maggiormente indicato a tuo avviso, che non abbia connotazioni ed implicazioni psicologiche negative?

    Concordo con te che la nostra società in quanto occidentale è sostenitrice di un'indipendenza insana e soprattutto irrealistica.

    Apprezzo molto di più la cultura orientale che ha una natura cooperativa e interdipendente di base.

    Precisamente.

    È sempre più buio appena prima dell’alba

  • In psicologia sociale si usa interdipendenza, io userei quello Alba Cremisi

    Secondo me dà anche un senso di parità in una relazione: oggi io mi appoggio a te e prevali tu, domani il contrario.


    La simbiosi al contrario incoraggia la dipendenza dei partner e prevede nei livelli massimi l'annullamento dell'identità propria per una univoca di coppia (o di massa nel caso dei gruppi).

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